martedì 20 agosto 2013

I progetti del nuovo parking di Villa Borghese e la faccenda delle strisce blu

Grosse novità per quanto riguarda il parcheggio di Villa Borghese che, gestito dagli spagnoli della Saba, dovrebbe aumentare le sue dimensioni per trasformarsi in un ancor più importante hub trasportistico con tanto di piastra di trasporto pubblico e box privati per i residenti.
Saba però non è scema, è una azienda internazionale che gestisce parking in tutto il mondo e è probabilmente arcistufa di farsi pigliare per il bavero dal Comune di Roma. L'esempio principale: le auto parcheggiate in divieto, a decine, lungo le rampe stesse del parcheggio. E l'assillo di sosta selvaggia che sommerge Via Veneto ogni giorno: tutti potenziali clienti del parcheggio che, non rischiando nulla e profittando di un arredo urbano da quinto mondo, invece preferiscono e ritengono conveniente starsene parcheggiati in divieto in mezzo alla strada.

La proposta di Saba dunque, come oggi anticipa Repubblica, è la seguente: noi partiamo coi cantieri del parcheggio, investiamo oltre cento milioni di euro, facciamo una serie di assunzioni e non licenziamo come avevamo previsto, ma voi ci date in gestione 6000 strisce blu, quelle strisce blu che oggi Atac gestisce in maniera totalmente inefficiente avendo tolto (ai tempi di Alemanno) e non ripristinato (ai tempi di Marino) gli ausiliari al traffico necessari per controllare e per scongiurare che gli stalli, invece che un sano scambio utile a tutti, diventino dei posti auto usurpati dalla stessa auto per giorni e giorni. Il tutto ovviamente i deve iscrivere (ma cosa aspetta il Comune) nella riforma delle strisce blu, umiliate dalla giunta Alemanno, con l'aumento della tariffa oraria a 1,50€ e con l'eliminazione degli assurdi abbonamenti mensili e giornalieri.

La richiesta di Saba, tra l'altro, si è resa necessaria perché degli oltre 300 box auto previsti nel progetto di ampliamento, Saba ne ha venduti a malapena 90. Non perché "i parcheggi non servono", come sostiene il terrorismo no-pup, ma semplicemente perché la gente non è interessata a comprare posti auto regolari quando può continuare a posteggiare l'auto in maniera abusiva in mezzo agli straordinari e umiliati vicoli del centro città in zona Ludovisi, Piazza di Spagna, Campo Marzio.

4 commenti:

  1. Vi siete dimenticate di specificare un piccolo particolare. La Saba non vuole solo la gestione. Vuole i PROVENTI DELLA SOSTA per finanziare la costruzione del parcheggio! Ma come la costruzione dei box non doveva generare valanghe di soldi attraverso gli oneri concessori? Ora siamo arrivati all'assurdo che i soldi pubblici devono finanziare la costruzione di box da 150.000 Euro, per milionari pigri (e tirchi), dentro a un parco pubblico? Marino ha già detto chiaramente di voler riordinare la sosta sulle strisce blu. I maggiori proventi serviranno per il TPL, per le ciclabili e per l'arredo urbano. Non vedo perchè si dovrebbe regalare quei soldi alla SABA. Per il comune i proventi della sosta non sono diversi dagli incassi dell'IMU o dagli importi ricevuti per l'occupazione di suolo pubblico. Sono soldi pubblici che vanno usati per i servizi pubblici.

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  2. E il parcheggio non ē forse un servizio pubblico? Se la Saba realizza un parcheggio, questo sarà un bene comune che darà lavoro, utilitá a cittadini e turisti allora chi la pensa ancora come questo anonimo delle 15.58 non ha capito che questo non é un paese comunista e il suolo pubblico gestito dal pubblico di entra uno schifo, basta guardare alcune aree gestite dall'atac

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  3. l'anonimo delle 9:26 è molto confuso quando scrive che questo non è un paese comunista (che c'entra poi?) e poi suggerisce che lo stato debba fornire un parcheggio che serve a dare lavoro e un posto ai turisti. Ma lo facesse un privato su terreno privato un parcheggio, proprio perche questo non è un paese comunista e visto proprio l'esempio atac.

    Poi come tutta la letteratura scientifica nel campo dei trasporti mostra abbondantemente, i parcheggi in città non sono un bene comune, non sono utili ai cittadini (ma agli automobilisti di fuori città) ma anzi sono dannosi in quanto aumentano il traffico (e lo rallentano), creano ulteriore inquinamento, sono un regalo da parte dei cittadini ai costruttori e agli automobilisti che vengono da fuori.

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