venerdì 22 giugno 2012

Assisteremo godendo al fallimento di tutto il commercio al dettaglio







Guardate cosa stanno facendo all'Ostiense. Negli ex Mercati Generali. Un grandissimo centro commerciale, che magari punterà anche alla qualità, ma che sarà totalmente pedonale. Totalmente. E quando scriviamo totalmente intendiamo dire totalmente. Frequentando queste grandi superfici commerciali -aggiungeteci anche Eataly, aperto ieri- i romani si stanno sempre di più abituando a guardare vetrine, fare shopping, passeggiare in zone protette. Prive di autovetture, dove non dovere stare con l'angoscia di morire ammazzati, dove non respirare veleno, dove non stare con l'ansia di vedersi arrotato il figlio o il nonno. Dove poter andare anche se si è in sedia a rotelle, per esempio. E, giustamente, frequentano sempre di più questi posti e sempre di meno le strade tradizionali che sono umiliate da alcune cosette che rispondono al nome di: sporcizia, doppia fila, caos e inquinamento, percorsi pedonali umiliati da sosta selvaggia e motorini, profluvio di schifosissime bancarelle, camion-bar, callarrostari appartenenti a cosche di famiglie mafiose, graffiti sui muri e affissioni abusive.
A Roma Est no, a Porta di Roma no, a Euroma no, a Cinecittadue (degli stessi proprietari degli Ex Mercati, qui sopra) no. Ecco perché occorre rivalutare, in un contesto come quello romano, il ruolo del centro commerciale. Perché sta ri-abituando le persone alla normalità e sta facendo fallire il commercio al dettaglio. Chi dovrebbe andare a fare shopping a Via Tuscolana, a Via Cola di Rienzo, a Viale Libia? Luoghi vomitevoli che sono vomitevoli proprio a causa dei commercianti che vi insistono i quali per quarant'anni si sono rifiutati di allargare i marciapiedi (perché serve spazio per la doppia fila), i quali per quarant'anni non hanno acconsentito alle pedonalizzazioni (ai tempi anche a Via Condotti fecero la guerra civile), i quali non hanno dato il via libera ai tram (Via Nazionale, e anche lei per fortuna sta morendo), alle metropolitane, ai cantieri per i parking interrati.

E ora stanno scomparendo tutti: migliaia ogni anno. Resisterà solo qualcosa in centro storico, le altre strade cosìddette dello shopping, sotterrate sotto bancarelle e sosta selvaggia, non saranno più frequentate da nessuno. Noi, per primi, non ci andiamo. Impariamo a non andarci!

18 commenti:

  1. A me i centri commerciali fanno schifo, e non solo a me. Nel resto Europa, tipo Francia, tipo Parigi stanno sparendo dall'interno delle città per rivalutare il commercio al dettaglio. Stanno avanti lo so. Però ogni tanto una sbirciatina a cosa fanno gli altri la possiamo dare e magari risparmiarci di fare cose inutili.

    saluti

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  2. Certo, proprio perchè a parigi e nel resto d'europa è gradevole passeggiare per strada per fare compere: non trovi (o molto ridotta rispetto ai nostri standard) sporcizia, doppia fila, caos e inquinamento, sosta selvaggia, camion-bar, callarrostari, graffiti sui muri e affissioni abusive ecc.
    stefano

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  3. Non riesco a capire, forse perché non me ne intendo molto, ma quindi i commercianti hanno rifiutato ad una proposta del comune di far allargare i marciapiedi? E per quale diavolo di motivo??

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  4. Anche a me fanno schifo i centri commerciali. Ma sempre meglio delle strade!!!

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  5. boh insomma. Tutto il calderone dei suoi post riuniti in un post. che c'è da dire ? complimenti per il sunto e la lungimiranza.
    Per me eataly sarà un bel flop ! vedrete !

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  6. Condivido ogni singola parola di quanto scritto nell'articolo e dei primi 4 commenti. Questa è e sarà la situazione a Roma, a meno che non ci sia VERAMENTE un vero e proprio cambiamento di mentalità e volontà politica-ammministrativa che, certamente, con questa ridicola, stra sospettata giunta, e assolutamente impossibile.

    Non capiscono e i Romani cominciano sempre più a essere stufi dell'illegalità, del pressapochismo, della sporcizia, del "famo come cazzo ce pare", del degrado, dei soldi che pagano per NON avere alcun tipo di servizio e vivere in una città che è diventata negli ultimi 3-4 anni, peggiorando, UNA MERDA di città.

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  7. Un articolo esemplare.
    Ogni volta che penso al lerciume di fare shopping a piedi mi viene in mente Via Appia e Piazza Re di Roma. Munitevi di maschera antigas, paragomiti e casco integrale per andare tra bancarelle, rompicoglioni, auto e ciclomotori

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  8. La critica al sistema viario commerciale capitolino è sacrosanta ma pensare che la soluzione sia andare nei centri commerciali è qualcosa che non si può ascoltare su un blog che promuove una migliore qualità della vita urbana. E poi ancora una differenza va sottolineata: ben vengano i centri commerciali che densificano la città esistente incollando e rivalutando parti di roma separate da lande di desolazione e degrado come quello che speriamo verrà fatto negli ex mercati generali; ma basta con queste cattedrali fuor di porta (Roma Est, Porta di Roma e tutti gli altri che il cosiddetto piano del commercio vorrebbe autorizzare nei prossimi anni) che divorano terreni vergini in spregio a qualsiasi regola urbanistica civile. E poi come si può sostenere che il degrado delle vie commerciali di Roma sia da ascrivere ai negozianti? La colpa semmai è tutta di questi amministratori burla che ci ritroviamo, pronti a piegarsi alla minima protesta perchè deboli e incapaci di ragionamenti e proposte che abbiano una minima lungimiranza. Lo sapete che un commerciante che volesse lavare il marciapiede di fronte al proprio negozio perchè fetente di urina ed escrementi di bestie di ogni tipo potrebbe incorrere in sanzioni da parte della polizia municipale? Così, tanto per dirne una...

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  9. Orazio, i commercianti non vogliono allargare i marciapiedi, favorendo quindi la doppia fila, perchè in questo modo credono che i loro ricavi aumentino, pensano che in questo modo l'acquirente sia incentivato a fare acquisti perchè non deve cercare parcheggio.
    Che volpi vero?

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  10. ma che anche i toti sono amighetti tuoi??? Non te bastava caltagirone? Ingordo...

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  11. mai quanto te....e come lo paghi il motorino poi???

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  12. Perchè Cinecittadue no ?
    anche quello è raggiungibile in metropolitana, linea A, fermate Subaugusta o Cinecittà.

    Continuo però a non essere daccordo sul futuro della piccola distribuzione, i negozianti andrebbero aiutati a capire che le cose stanno cambiando ma i politici o non hanno coraggio oppure sono essi stessi commercianti con idee vecchie.

    Iniziative come i CCN sarebbero utilissime se riuscissero a convincere le persone a lasciare l'auto e per farlo basterebbe:
    - una sana campagna di multe
    - la creazione di percorsi ciclabili e per disabili
    - stalli per le bici
    - navette elettriche (questo in parte è stato tentato)

    Ma visto come è ridotta l'Appia l'iniziativa AppiaNew mi è sembrata solo un modo per far lavorare qualche decina di precari:
    http://romanove.blogspot.it/search/label/AppiaNew

    marco

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  13. Non accetto questo concetto secondo il quale i commercianti invece di essere imprenditori adulti e vaccinati sono dei poppanti che vanno "aiutati a capire". Ma dico stiamo scherzando???

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  14. Concordo in pieno caro Max. Ben vengano i centri commerciali quando impongono un minimo di standard civili a citta' degradate come Roma. Anche a citta del Messico, quando sonobentrato in quello schifo di Starbucks mi sono sentito a casa.
    Io sono anni che non compro nelle vie dello Shopping. Perche' dovrei? Pago di piu' che allo shopping center, ho meno scelta e se mi serve di prendere la macchina, non so dove parcheggiarla.

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  15. "e se mi serve di prendere la macchina, non so dove parcheggiarla."

    eccone un altro... ed il problema sarebbero i negozianti ?
    se tu vai cercando il parcheggio e magari non lo vuoi nemmeno a pagamento che devono fare i commercianti se non venirti incontro ?

    Non è questione di poppanti, ma quando si amministra un territorio si deve in qualche modo dare un quadro di riferimento agli imprenditori fatto anche di servizi,
    fra cui ad esempio consulenza sulla mobilità.
    Altrimenti c'è poco da fare.
    Pensa che in inghilterra lo stato sta intervenendo sul territorio proprio per recuperare il tessuto urbano che altrimenti degrada proprio per la chiusura degli esercizi commerciali.
    Li stanno addirittura cercando di evitare il proliferare dei centri scommesse che stanno occupando il territorio, solo nel mio quartiere ce ne sono una decina!!!!
    Questi insieme ad imprenditori stranieri che hanno denaro (come ?) e fanno concorrenza al negoziante convenzionale che vede innalzarsi i prezzi dell'affitto.

    marco
    p.s.:
    non sono un commerciante né familiare di commercianti




    marco

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  16. Se compro un forno a micoonde o un televisore, probabilmente non posso andare in bici. Ed e' proprio perche' non e' nelle mie corde lasciare l'auto a cavolo di cane, che preferisco il centro commerciale.
    Dovete capire che non e' piu' come negli anni 50. Oggi se apri un negozio devi adeguarti a certi standard.

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  17. In inghilterra non sono fermi agli anni 50, ma si stanno rendendo conto di quanto costa alla comunità la perdita degli esercizi commerciali al dettaglio. in termini di vivibilità, sicurezza, decoro.
    L'importante è creare i presupposti non fare il far-west che ci ha portato a decine di supermercati aperti ovunque, che hanno ucciso i piccoli commercianti e poi abbandonati al degrado. Distinguiamo la qualità del commercio dai servizi al commercio. Si può essere il commerciante più illuminato del mondo ma se intorno hai bisogno di supporto: controllo degli ambulanti, mobilità sostenibile e multe, multe e sequestri.
    marco

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