mercoledì 8 febbraio 2012

La lega degli incivili. Dopo il Pincio, Passeggiata di Ripetta

Su Passeggiata di Ripetta si sta verificando quello che era prevedibile: la fusione del peggio col peggio. Della cacca con lo sterco. Come si diceva una volta: dio li fa e poi li accoppia. Gli inutili e patetici comitati del no-a-tutto (Italia Nostra, Fai, roba che solo in Italia) si sono alleati con i no-pup. Tutti sono impegnati a far sì che il sottopasso dell'Ara Pacis, ma soprattutto il relativo parking, non si faccia. Per loro sarebbe troppo. Già, Piazza Cavour, quando aprirà, sarà per questi paladini della sosta selvaggia in mezzo alla pubblica via qualcosa di lancinante. Molti romani impareranno a posteggiare regolarmente, a non perdere ore per trovare posto, a pagare il giusto per un servizio, a non perdere tempo, a frequentare strutture di sosta vicine al luogo di lavoro o al luogo di divertimento. E ci prenderanno gusto. Ovviamente la nostra indicazione è di provvedere sempre con altri mezzi (mezzi pubblici, bici, piedini...), ma per tutti coloro che non possono, l'imperativo è semplice: l'auto è cosa privata e NON può stare sullo spazio pubblico. Molti, a Piazza Cavour, ci prenderanno gusto. Capiranno che conviene, pure economicamente oltre che di salute. E comprenderanno che i parcheggi interrati - l'unico mezzo per sostare in tutta Europa - non sono lo spauracchio che la cattiva fede dei comitati pro-sosta-selvaggia vanno dicendo in giro. Insomma, cambierà un po' l'aria. E cambierà ancora di più quando verrà realizzato il parcheggio a Passeggiata di Ripetta con tutti quei posti in parking di scambio. La sosta interrata -aggiungeteci pure Via Giulia- diventerà la norma per chi andrà in centro e gli amanti del posteggio selvaggio sui marciapiedi di Via di Ripetta avranno necessariamente un nemico in più. Riuscirono, in maniera completamente folle, a interrompere il progetto del Pincio. Perché bisognava difendere le rampe del Valadier. Oggi su quelle rampe ci sono auto in sosta, peraltro anche autorizzata. Con strisce blu e parchimetri. Non si poteva fare un parking nella pancia del Pincio, se ne può per loro invece tranquillamente fare uno fuori, addosso al Pincio. Si comportano come zingari in un campo Rom: refrattari a qualsivoglia miglioramento delle condizioni di vita. Contenti di sguazzare nella loro stessa merda. Ce la faranno pure questa volta a rendere ridicola la città di fronte al mondo, all'occidente, alla civiltà? *sopra: Passeggiata di Ripetta come piace a noi. Un quadro di Francesco Trombadori.

5 commenti | dì la tua:

  1. ma un esempio di successo a Roma? un posto dove un parcheggio interrato a portato alla rivalutazione dell'area?

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  2. Il successo non si avrà mai finché ci si ostinerà a realizzare parcheggi interrati con box costosissimi.
    Una cosa però è certa: solo a Roma le strade sono ridotte a lunghi serpentoni di lamiera. In nessun'altra parte del mondo (civile) si vede uno scempio simile.
    Fatevi due passi in due megalopoli come Tokyo o New York e ditemi se c'è lo stesso schifo di auto parheggiate dovunque che c'è a Roma.

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  3. IMHO le macchine devono "sparire" dalla strada.
    Che poi siano in parcheggi sotterranei o multipiano noncredo faccia differenza.

    Se la paura dei fiumi sotterranei, delle voragini ecc. ecc. si puo' aggirare con una palazzina di 4 o 5 piani di parcheggi, allora ben venga.

    Coai' la facciamo finita di gridare al lupo al lupo e la città diventa piuù vivibile,

    Per tutti.

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  4. L'invito per la gente "civilizzata" e' cominciare ad usare questi parcheggi, forse pian piano anche i trogloditi si accorgeranno che la carne cotta e' più buona di quella cruda..

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  5. Sono d'accordo. Non ho mai capito la resistenza di Italia Nostra contro l'opera del sottopasso....hanno motivato il tutto con la morte, secondo loro sicura, dei platani che l'opera causerebbe. Personalmente preferirei sparissero le auto parcheggiate sia dalla rampa che dal lungotevere piuttosto che salvaguardare a tutti i costi degli alberi che non sembrano neanche più in buone condizioni. Ciao, Francesco

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