lunedì 30 gennaio 2012

Il sistema di parcheggio più compatto al mondo è stato realizzato a Tel Aviv

Nella città bianca un impianto automatizzato Slimparker 557 ha creato 15 posti auto sotterranei in un’area molto ristretta Verona, 24 Gennaio 2012. Tel Aviv, letteralmente collina della primavera, città sulla costa del Mar Mediterraneo, centro dell'area metropolitana più grande e popolosa in Israele, ha inaugurato il primo sistema di parcheggio Slimparker installato dal gruppo Wohr, di cui IdealPark è rappresentante per l’Italia. Tel Aviv, definita “la città che non si ferma mai”, è attiva 24 ore al giorno, rigogliosa di cultura, divertimento e commercio, con le sue spiagge d’oro, i mercati esotici, la vita notturna famosa in tutto il mondo, e gli esclusivi centri commerciali. Un’autentica metropoli cosmopolita, dove tradizione e modernità si incontrano, tra l’architettura contemporanea e le vie dei tempi antichi. E’ la prima città ebraica moderna costruita in Israele, ha già compiuto 100 anni ma la sua linea di confine più a sud, il porto di Jaffa, possiede una storia che risale almeno a 5000 anni fa. Nell'edificazione i costruttori si ispirarono all'ideale della "città giardino". L’architettura di Tel Aviv ha subito l’influenza di numerose correnti, tra cui la Bauhaus, la famosa scuola tedesca le cui opere sono caratterizzate da forme geometriche pulite e asimmetriche, che si diffuse nella zona intorno agli anni ’30. Nel 2004 è stata riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità. Tel Aviv si dimostra una città all’avanguardia anche per la risoluzione del problema di parcheggio, tramite l’installazione di una tecnologia innovativa che ha permesso di realizzare 15 posti auto in un’area davvero limitata destinati ai residenti di Echad Ha´am 140. Il parcheggio sotterraneo si sviluppa su 4 livelli e 4 file una davanti all’altra. Ideatrice del progetto e costruttrice della tecnologia l’azienda tedesca Wohr con sede a Friolzheim, distribuita in Italia dalla veronese IdealPark. Il sistema Slimparker 557 è stato sviluppato proprio per le particolari esigenze della città di Tel Aviv. Secondo un nuovo regolamento gli edifici esistenti possono essere ampliati per rinforzare le strutture, allo scopo di renderli antisismici o per creare nuovi posti auto. A Tel Aviv le case sono davvero molto vicine e separate solo da cortili molto piccoli, gli spazi di parcheggio insufficienti e per questo tipo di aree lo Slimparker è l’impianto perfetto. Richiede una larghezza di installazione di soli 2,60 m pertanto con una lunghezza di 27,70 m ed una profondità di almeno 11,55 m, possono essere creati fino a 23 posti auto su 6 livelli di parcheggio. La procedura di parcheggio inizia in un’area di entrata centrale la quale, quando non viene utilizzata, risulta invisibile, nascosta sotto terra e coperta da un tetto a filo pavimento. Dopo aver fatto sollevare l’area di entrata, il veicolo può essere parcheggiato sopra la piattaforma inizialmente sotterranea. L’area di entrata si riabbassa e l’elevatore porta il veicolo su uno dei livelli di parcheggio. Questo sistema a scomparsa lascia il passaggio a fianco l’edificio totalmente libero senza nessuna struttura visibile. Per fornire più comfort ed evitare manovre, è possibile installare inoltre una piattaforma rotante così da poter girare i veicoli in direzione di uscita. L’esempio di Tel Aviv potrebbe ispirare architetti ed ingegneri italiani nell’applicare questa tecnologia, dato che dimostra la possibilità di applicazione anche in una città con un’architettura risalente a più di 5000 anni fa e centri storici simili all’Italia per la carenza di posti auto e spazi ristretti. Riceviamo questo comunicato da www.idealpark.it alla quale, pur pubblicando volentieri, dobbiamo rispondere che la cosa ci appassiona poco. Per noi i parcheggi interrati non devono essere qualcosa che aumenta i posti auto. Bensì qualcosa che li regolamenta e, rendendoli a pagamento e regolari, sfavorisce l'uso smodato della macchina. Parcheggi che non portano con se una massiccia diminuzione della sosta in superficie (riqualificazioni, arredo urbano) sono parcheggi che non ci interessano. -Pro Pup Rom

venerdì 27 gennaio 2012

E' molto semplice: ci devono andare di mezzo i vostri parenti. Stretti!

L'attuazione del Piano Parcheggi Urbani del Comune di Roma sta presentando il suo volto feroce di vero e proprio attacco al territorio senza precedenti. Si abbattono alberi di alto fusto solo per effettuare i sondaggi archeologici (l'espianto, come lo chiamano, non è altro che un destino di morte quasi sicura), si scavano metri e metri in profondità anche in zone in grave rischio idrogeologico, creando instabilità alle strutture degli edifici, non per un intervento pubblico ma solo per una mera speculazione privata. Un piano che si fonda sull'assurdo di provvedimenti speciali per l'emergenza traffico, utilizza la legge 225 del 1992, passando sopra qualsiasi norma e così crea di fatto le condizioni di vere calamità naturali prossime future, senza alberi che drenano le acque con pericolo di inondazioni e sciagure: Genova e Messina ne sono un esempio eclatante. L'ultima sentenza della Corte di Cassazione smaschera il progetto speculativo alla base del piano parcheggi di Roma Capitale che non prevede la pertinenzialità (chiunque, anche se non possiede un appartamento in prossimità del PUP, può acquistare un box). Il Comitato "NO PUP Indignati" di Viale Leonardo da Vinci, il Comitato di "Quartiere Marconi" e il Coordinamento "Salviamo Giulio Agricola", che si battono da oltre un anno contro questo insano progetto, chiamano tutti i comitati NO PUP organizzati o spontanei, tutta la cittadinanza e le forze politiche realmente disposte a impegnarsi in questa battaglia ad una grande manifestazione in Campidoglio per chiedere al Sindaco di Roma di ripensare il PUP di Roma Capitale. Fin qui le dichiarazioni dei gruppi no pup. Il solito schifo che però si sta diffondendo. Il solito terrorismo, atroce. Le solite bugie. La solita difesa -lo si capisce lontano un chilometro- della sosta selvaggia. A Viale Leonardo da Vinci i cittadini fingono di difendere gli alberi, ma in realtà ci parcheggiano addosso. Sopra. Di fianco. Distruggendoli, sfiancando le radici. Uno scempio mai visto. Togliere quegli alberi e trasportarli al sicuro significa salvare loro la vita: secondo i comitati significa ucciderli. Paragonano i parcheggi interrati (che esistono in tutto il mondo) a delle sciagure naturali. Non sanno -anzi, sanno benissimo- che la vera sciagura naturale, che fa tanti morti quanti quelli di una guerra ogni anno a Roma, è il traffico e la sosta. Muoiono ogni anno 300 persone a causa delle loro amate macchinine che si offendono ad alloggiare sottoterra, dove non possono nuocere. Muoiono 300 persone e decine di migliaia rimangono ferite. L'augurio -e come i nostri lettori sanno Pro Pup Roma porta sufficientemente scarogna per essere efficace- è quello che i prossimi morti e i prossimi feriti a causa di sosta selvaggia e dintorni, riguardino stretti congiunti del movimento no pup. Poi vediamo se continueranno a lottare per tenere le auto in curva, sulle strisce, in doppia fila. Poi vediamo...

mercoledì 25 gennaio 2012

Finalmente partono i lavori per l'allargamento del parking di Villa Borghese?


Macché. Per un attimo ci avevamo creduto passando dal Muro Torto e vedendo un grande cantiere. Finalmente almeno una delle mille promesse (zero, quelle mantenute, salvo l'eliminazione folle del parcheggio del Pincio, l'apertura micidiale della Ztl e lo smantellamento criminale delle corsie preferenziali e delle strisce blu) di Alemanno vengono mantenute? Si parte per allargare il parcheggio di Villa Borghese come spergiurato da anni?
Ci siamo un po' informati e alla fine abbiamo scoperto che il mega cantiere proprio sopra al parking gestito dagli spagnoli di Abertis serve alla realizzazione di parcheggi, sì, ma per cavalli: qui si realizzano i box delle scuderie (confidiamo in una architettura di qualità, altrimenti sai che sfregio per Villa Borghese) per i cavalli delle botticelle, per toglierli dal quel merdaio del Mattatoio di Testaccio.

martedì 24 gennaio 2012

Dopodomani tutti in Campidoglio per rintuzzare le solite argomentazioni strumentali

Guardate che bel convegno che ci si para davanti per dopodomani. C'è un problemino però: il tenutario del blog qui, pur invitato, non può intervenire causa impegni di lavoro in quel di Bologna. Come fare? Beh, questa è un'open call. Chi vuole sostituirmi al convegno? Chi si sente così tanto convinto delle nostre motivazioni -che tanto poi so sempre le stesse suvvia- dal presentarsi e raccontarle soprattutto per contrastare le immonde porcate che ancora continuano a dire i No Pup. Fatevi sotto che è urgente.


ROMA CAPITALE - ORDINE dei GEOLOGI del LAZIO - SIGEA


Il Piano Parcheggi di Roma:


problematiche geologiche, tecniche ed urbanistiche



Roma, 26 gennaio 2012


Sala della Protomoteca in Campidoglio



La realizzazione di parcheggi sotterranei rappresenta una delle principali problematiche legate al corretto utilizzo del sottosuolo urbano (non solo di Roma).

La problematica coinvolge sia aspetti socio-economici, sia ambientali e non di rado sorgono comitati spontanei a favore o contro tale tipo di opera, a seconda che ci si soffermi sugli aspetti meramente commerciali o sui paventati rischi sugli edifici esistenti e sull’ambiente in generale. In realtà, come per tutte le opere di ingegneria civile ed infrastrutturale, il problema non può essere risolto con posizioni aprioristiche (siano esse favorevoli in ogni caso, o contrarie tout-court), ma esso va affrontato in maniera scientifica e razionale, nella piena conoscenza delle problematiche tecniche delle opere e dell’ambiente s.l. (geologico, archeologico, urbanistico, paesaggistico, ecc.) nel quale esse vengono inserite. Solo l’analisi comparata di tutti gli aspetti può permettere da un lato una valutazione oggettiva costi-benefici e quindi un giudizio reale sull’utilità dell’opera e dall’altro una corretta progettazione che deve essere sempre realizzata nell’ottica di garantire la salute e la sicurezza delle persone e dell’ambiente e la sicurezza e l’economicità delle opere.

Roma Capitale, l’Ordine dei Geologi del Lazio e la SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale, da tempo impegnati a Roma, ognuno per le proprie competenze, sulla problematica di tali opere, intendono discutere in pubblico con i vari specialisti e con i vari operatori pubblici, le diverse sfaccettature delle citate interazioni e le possibili soluzioni, nella consapevolezza che un’opera sicura sotto tutti i punti di vista nasce solo da una corretta progettazione e da un attento controllo da parte delle amministrazioni competenti.




COMITATO ORGANIZZATORE


Marina FABBRI, Fabio GARBIN, Gianluigi GIANNELLA, Maurizio LANZINI, Liborio RIVERA, Roberto SALUCCI, Sergio STORONI RIDOLFI


COMITATO SCIENTIFICO


Giuseppe GISOTTI, Gian Vito GRAZIANO, Angela MUSSUMECI, Roberto TRONCARELLI


8.30 - 9.00 Registrazione dei partecipanti



9.00 - 9.30 Interventi di saluto


Antonello AURIGEMMA, Assessore alle Politiche della Mobilità Roma Capitale

Vittorio D’ORIANO, Vice Presidente Consiglio Nazionale dei Geologi

Roberto TRONCARELLI, Presidente Ordine dei Geologi del Lazio

Giuseppe GISOTTI, Presidente SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale



9.30 - 11.00 Gli aspetti generali del Piano Parcheggi


Chairman Roberto TRONCARELLI, Presidente Ordine dei Geologi del Lazio


9.30-9.50 Il Piano Parcheggi di Roma: genesi, obiettivi e gestione

Angela MUSSUMECI, Roma Capitale


9.50-10.10 Il Piano Parcheggi di Roma: aspetti del piano emergenziale

Daniela BARBATO, Roma Capitale


10.10-10.30 Il sistema dei parcheggi e l'urbanistica

Paolo BERDINI, Urbanista


10.30-11.00 Presentazione delle Linee Guida per le attività geologiche connesse alla progettazione e realizzazione dei parcheggi nel Comune di Roma

Fabio GARBIN, Vice Presidente Ordine dei Geologi del Lazio



11.00 - 13.00 La valutazione delle problematiche geologiche per una corretta progettazione ed esecuzione delle opere


Chairman Maurizio LANZINI, Vice Presidente SIGEA Lazio


11.00-11.30 Il modello geologico della città di Roma

Marina FABBRI, Segretario Ordine dei Geologi del Lazio


11.30-11.50 Problematiche geo-archeologiche nella città di Roma

Carlo ROSA, Fondazione Lerici


11.50-12.10 Il modello idrogeologico della città di Roma

Angelo CORAZZA, Dipartimento Protezione Civile


12.10-12.30 La caratterizzazione sismica della città di Roma

Giuseppe NASO, Dipartimento Protezione Civile


12.30-12.50 Il modello geotecnico della città di Roma

Sergio STORONI RIDOLFI, Università degli Studi Roma Tre


12.50-13.00 Domande ai relatori


13.00-14.00 Pausa pranzo


14.00-16.30 La progettazione, l’esecuzione e la manutenzione delle opere

Chairman Francesco Duilio ROSSI, Presidente Ordine Ingegneri della Provincia di Roma(da confermare)


14.00-14.20 intervento 1° sponsor tecnico


14.20-14.40 intervento 2° sponsor tecnico


14.40-15.00 Progettazione strutturale di parcheggi in aree urbane

Andrea CINUZZI, Università degli Studi dell’Aquila


15.00-15.20 L’importanza del monitoraggio nella fase progettuale e realizzativa delle opere

Quintilio NAPOLEONI, Sapienza Università di Roma


15.20-15.40 Progettazione geologica di parcheggi in aree urbane: alcuni esempi nella città di Roma

Maurizio SCARAPAZZI, Libero Professionista


15.40-16.00 Il parcheggio di Via Morelli - Napoli

Felipe LOZANO, Via Ingegneria


16.00-16.30 Domande ai relatori



16.30-18.00 Tavola rotonda: Modalità di comunicazione e di condivisione delle opere infrastrutturali


Moderatore


Sono stati invitati a partecipare:


Angela MUSSUMECI, Roma Capitale

Pierfederico DE PARI, Segretario Consiglio Nazionale dei Geologi

Fabio GARBIN, Vice Presidente Ordine dei Geologi del Lazio

Liborio RIVERA, SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale

Quintilio NAPOLEONI, Sapienza Università di Roma

Alberto ORAZI, Area Difesa del Suolo - Regione Lazio

Presidente Ordine degli Ingegneri di Roma

Presidente Ordine degli Architetti di Roma

Presidente Ordine degli Agronomi

Rappresentante Associazione costruttori

Rappresentante Comitato NO Pup

Rappresentante Comitato PRO Pup

lunedì 23 gennaio 2012

Imprenditori di un settore strategico o speculatori edilizi? I costruttori di parcheggi hanno la loro associazione (e il loro sito)


Per sbaglio ci siamo imbattuti nel sito web dell'Associazione Romana Parcheggi, ente che sapevamo si stava strutturando per iniziare a fare quel che i costruttori di parcheggi non sanno assolutamente fare: comunicazione e lobbing. Non sanno spiegare quanto è importante fare parcheggi, non sanno confezionare risposte per i comitati (lasciando questo compito a blog come il nostro, ma non va bene), non sanno proporre raffronti internazionali.
Insomma, la costruzione dei parcheggi a Roma può essere uno dei volani soprattutto economici (oltre che civili) della città, occorre farci attorno una campagna di comunicazione.

Salutiamo con piacere dunque questa associazione e il suo sito e ci auguriamo che riesca ad adoperarsi in tal senso. Nel frattempo consigliamo un bel link a favore di Pro Pup Roma!

http://associazioneromaparcheggi.it/

venerdì 20 gennaio 2012

Ma allora bisogna dar ragione ai comitati del no


Ma porca puttana! Ma allora hanno ragione i comitati del no-a-tutto. Un momento, non siamo impazziti: al Flaminio ormai, dopo aver visto che il parking di Piazza Gentile da Fabriano è stato realizzato velocemente senza far crollare neppure uno dei palazzi circostanti (i comitati ci avrebbero scommesso un braccio, eppure purtroppo per loro i palazzi son tutti lì) i No Pup dovevano attaccarsi a qualcosa. E questo qualcosa gli è stato servito sul piatto d'argento.

Guardare che monnezza di architettura e arredo urbano l'uscita di questo parcheggio. Giustamente i comitati fanno presente che siamo in un distretto architettonico di gran pregio dove si stanno confrontando i migliori progettisti di oggi a confronto con i grandi maestri di ieri. E cosa si permettono di fare questi? Un catafalco simile? Ma ci voleva parecchio a fare qualcosa di più leggero, in acciaio e cristallo per dire?

Ripetiamo la domanda: perché diamo appigli a chi vuole criticare i parcheggi? Perché non facciamo vedere e dimostriamo che i parcheggi devono e possono essere elementi qualificanti dell'arredo urbano? Piazza Gentile da Fabriano è strategica poiché dimostra che non dando ascolto alle ridicole proteste della cittadinanza e andando avanti si possono fare opere pubbliche e infrastrutturali in maniera veloce, utile, corretta. E ci perdiamo in un bicchier d'acqua? Contenti voi...

mercoledì 18 gennaio 2012

Via Giulio Agricola noi lo preferiamo così. Anche se...


Certo, meglio dello schifo che è ora. Anche se: le auto in superficie sono troppe; anche se gli angoli allargati a protezione dell'attraversamento zebrato sono allargati poco e lasciano spazio alle auto eventualmete in sosta selvaggia; anche se le dimensioni della carreggiata sono tali che consentono la doppia fila; anche se nelle grandi aree di intersezione vengono lasciati spazi per la sosta abusiva a fianco ai marciapiedi.

Insomma, al di là della violenza e della volgarità di certi comitati, è pieno di gente disposta a fare dei sacrifici, a sopportare cantieri, a rinunziare alle suggestive alberature, a fare a meno magari della seconda auto a famiglia, per mettere la prima, e unica, sottoterra. Ma se poi fuori da terra si consente il ritorno dello schifo chi ci ha guadagnato?

Davvero vogliamo continuare a dare argomenti a chi vede i parcheggi interrati come qualcsoa che portano vantaggi esclusivamente a chi li costruisce? E che cazzo!

lunedì 16 gennaio 2012

Il racket dei comitati. La prefettura reagisca contro questi violenti


mattina


pomeriggio

Ormai dobbiamo chiamarlo in un modo solo: il racket dei comitati. Si tratta di protesta organizzata, violentissima, sopraffattrice. Si muove con modelli prefissati e ricorrenti. Addirittura i politici che si incatenano agli alberi sono gli stessi, da Via Fermi a Viale Giulio Agricola.
Cosa è se non racket? Cittadini che si coalizzano per ostacolare il legittimo lavoro di aziende, imprese, operai. Approfittando della insipienza delle forze dell'ordine. Tutto sarebbe giustificato se l'unico scopo reale non fosse quello della difesa ad oltranza della sosta selvaggia. Peggio ancora: difesa della sosta selvaggia strumentalizzando gli alberi.

Abbiamo effettuato due video. Uno al mattino, durante la protesta violenta e prepotente a Via Enrico Fermi. E una nello stesso luogo il pomeriggio. Osservate la differenza nell'area finale della strada (nel resto della strada potrete apprezzare il paesaggio amato, tutelato e difeso dai residenti: l'incubo di lamiere in divieto di sosta). Al mattino l'area dove era previsto il cantiere, violentemente respinto dai residenti, era libera di auto, rimosse dalla Polizia Municipale. Al pomeriggio la stessa area, dove non è consentita la sosta e dove ci sono gli alberi da tutelare, è stata nuovamente sommersa di auto in divieto.

Questo è il modo che i residenti hanno di proteggere gli alberi: massacrarli e torturarli con le loro auto in divieto. Qualcuno fermi questo scempio e qualcuno facciamo smettere questi prepotenti di averla vinta e di interrompere la vita e le normali trasformazioni della città. Questa è gente dotata di una tale cattiva fede da far paura anche a loro stessi. Basta dar loro credito: la pazienza è finita.

POSTILLA: molte mail ci arrivano e ci chiedono: "ma come mizzica fanno i cittadini a sapere che arriveranno le ruspe per iniziare i lavori e dunque a coalizzarsi?". Semplice: le ditte sono costrette, per legge, a mettere i divieti di sosta 48 ore prima. Dunque i comitati, specie quelli più beceri e contrari al bene comune, hanno tutto il tempo di organizzare la loro patetica guerriglia pro-sosta-selvaggia. Ma noi di Pro Pup Roma ci domandiamo: trattandosi di auto in smaccato divieto di sosta, è proprio necessario, per legge, avvertire che verranno rimosse? Non si può organizzare una azione che non fornisca anticipazioni a chi poi organizza il racket della protesta?

sabato 14 gennaio 2012

Via Albalonga. Comitati senza vergogna


Gentili amici,
ricevo alla mia mail comunicazione da parte di molti comitati. Ieri ne ho ricevuta una incredibile: i comitati contro il parcheggio di Via Albalonga richiedono l'eliminazione del cantiere per ripristinare le condizioni di... vivibilità. Cioè io ci vivo e stiamo parlando di uno dei luoghi più antipaticamente invivibili della zona e loro vogliono ripristinare quelle condizioni chiamandole "vivibilità". Sono pazzi o in cattiva fede.
Maurizio


*Maurizio sono sia pazzi sia in cattiva fede, glielo abbiamo fatto notare a più riprese e trovi tanto materiale qui nel blog. Oltre tutto -e qui si vede la cattiva fede- non si capisce perché, se ha avuto problemi questa ditta che ora ha in appalto il parcheggio, si dovrebbe eliminare l'intervento dal piano parcheggi (questa è follia pura) e non assegnarlo per dire ad altri affinché venga realizzato.
Noi come te sognamo una via Albalonga con grandi marciapiedi, alberi, shopping e zero auto parcheggiate. Corsie preferenzali e piste ciclabili. Auto? Sottoterra quelle che occorrono. Questa è la civiltà. Su quanto, invece, siano incivili certi comitati ti invitiamo a spargere la voce.
Pro Pup Roma

venerdì 13 gennaio 2012

Basta storie in Viale Giulio Agricola


«In merito al parcheggio di viale Giulio Agricola, sorprende che alcuni rappresentanti della sinistra sollevino delle criticità in merito alla realizzazione di questa opera, visto che finora sono state rispettate tutte le procedure previste dalla normativa vigente. Ricordiamo, inoltre che il parcheggio era stato approvato dal X municipio che come prevede lo schema di convenzione si era assunto il compito di comunicare alla cittadinanza la procedura scelta per eseguire i lavori. È un obbligo della Sovrintendenza dei Beni Archeologici far effettuare dei sopralluoghi preliminari su tutta la superficie interessata, prima della realizzazione effettiva dei parcheggi. In tali operazioni, il regolamento del servizio giardini prevede che gli scavi non possano essere effettuati a meno di 3/5 metri dagli alberi a secondo della loro grandezza. I fusti degli alberi espiantati quest'oggi verranno ripiantati in vie limitrofe, rispettando l'elemento ambientale di questo quadrante della città. Qualora qualche albero non dovesse attecchire, verrebbe sostituito da un altro di pari grandezza.

Per il futuro i pup possono diventare un asse strategico della città inserito a sua volta nel piano della mobilità voluto da Roma Capitale. Non come oggi, dove il piano parcheggi non è supportato da studi e da analisi approfondite sulle base delle esigenze del territorio. Arrivati a questo punto, la realizzazione dei pup, voluta anche dalle precedenti amministrazioni di sinistra, non deve fermarsi rappresentando un sistema fondamentale per l'aumento dei posti auto in città». Lo dichiara, in una nota, Alessandro Vannini, delegato al Piano urbano Parcheggi di Roma Capitale.


*Questo delegato ai parcheggi ci piace perché parlar di strategia. E parla di cambiare il piano parcheggi, tutte cose molto importanti. Ma perché i pup sono strategici? Ve lo diciamo noi:

-perché diminuiscono i posti gratuiti in superficie, che sono la causa del disastro della mobilità romana

-perché i pup generano oneri concessori a vantaggio dell'amministrazione, dunque sono opere pubbliche a costo zero

-perché sono nuovi cantieri che si aprono in periodo di difficoltà: centinaia di nuovi posti di lavoro. i pup lì creano, la sosta selvaggia in mezzo alla strada non ne crea neppure uno anzi fa scappare la gente per bene, il turismo di qualità

-perché con gli oneri concessori si può riqualificare l'arredo urbano. e l'arredo urbano è l'altro motivo, grave, per cui la città è ridotta così.

Okkay? E allora coraggio.

giovedì 12 gennaio 2012

Massima durezza per i pup che non manutengono la superficie


Cosa fare in casi tipo questo denunziato dal presidente del XI Municipio Catarci? Per noi è molto semplice. Una ammonizione; due ammonizioni. Dopodiché un mese di chiusura del parcheggio. Poi saranno i pup inadempienti a spiegarlo ai clienti dei box.

lunedì 9 gennaio 2012

Oggi è il gran giorno per Viale Giulio Agricola?


Al di là delle solite fandonie dei comitati e di coloro che muoiono senza tre auto a famiglia, pare che oggi si potrà tornare a dare un po' di dignità a Viale Giulio Agricola. Sperando che gli oneri concessori vengano ben spesi per togliere la sosta dalla superficie e dalle strade limitrofe.
Ci raccontano di alberi secolari, ma è sufficiente aprire Google Street View (potete farlo tutti) per vedere quale sia la reale situazione: un oceano di vetture che vanno o vendute, cari proprietari, o al limite infilate nel sottosuolo. Lontane dalla vista, lontane dalla possibilità di congestionare il traffico, di creare stress, puzza, caos, inquinamento, bruttezza.

venerdì 6 gennaio 2012

Senza a doppia fila nnnamo fallitiii. Ecco il vero problema di Piazza Cavour


Leggete in questo articolo di Repubblica (clic per ingrandire) quale è il vero punto, quale è la vera questione per i commercianti che affacciano su Piazza Cavour. Il problema, anche qui, non è il traffico, ma la sosta. Selvaggia nello specifico. Senza questo 'optional' i commercianti sono convinti di andare a gambe all'aria. Non importa che ti abbian fatto un parking regolare da 700 posti sotto al culo. Devono lasciarti il posto per quei sei o sette clienti supercafoni che devono vedere il loro suv dal vetro del ristorante, sennò hai la percezione di andare fallito. Che questa tipologia di commercianti vada fallito, ce lo auguriamo con tutto il cuore.
Leggete, leggete il giornalaro: "hanno fatto una preferenziale al posto della sosta selvaggia, stano trasformando sta piazza in una piazza europea, me fanno chiudeee".
VAFFANCULO! NON VI SOPPORTIAMO PIU'. TORNATE NEL CAMPO ROM DAL QUALE SIETE VENUTI E LASCIATE A QUESTA CITTA' LA CHANCE DI DIVENTARE UNA... CITTA'!

mercoledì 4 gennaio 2012

Cosa intendono quando parlano di "problemi per la viabilità"? Il caso di Piazza Cavour...


"Le scelte dell'amministrazione devono volgersi a favore di chi si muove a piedi e con i mezzi pubblici". Ottime dichiarazioni, da parte di Antonello Aurigemma, per spiegare la situazione di Piazza Cavour al di là delle sciocchezze e dei deliri strumentali di chi fa terrorismo.
E mi raccomando quel "marciapiede di cinque metri" che tanto fa paura alla De Giusti (qui le dichiarazioni davvero deliranti), facciamolo e facciamolo in fretta, perché tutti i cinema dell'Europa civile hanno davanti uno square pedonalizzato per avventori, spettatori e pedoni. Forse la De Giusti preferisce che al posto di un civile marciapiede vi sia la solita sosta selvaggia che umilia tutta Prati e che si combatte solo in un modo: aumentando gli spazi destinati ai pedoni, alle biciclette, ai mezzi pubblici. E naturalmente spostando le vetture sottoterra, come si sta correttamente facendo con la nuova infrastruttura di Piazza Cavour.
Abbiamo il sospetto dello "shock della viabilità" di cui parlano gli amministratori del XVII e che ha messo addirittura sul chi va la una supervigilessa urbana (sic) che come molti suoi colleghi si è dimostrata solerte a bloccare progetti strutturati contro la sosta selvaggia alla quale evidentemente la Polizia di Roma Capitale è superaffezionata, lo shock della viabilità, dicevamo, il rischi è che sia ne più e ne meno lo shock che avranno i soliti supercafoni quando capiranno che non ci sarà più posto per lasciare l'auto in mezzo alla strada ma che, come accade a Parigi a Londra o a Madrid, saranno costretti a posteggiare la vettura regolarmente, sotto terra e giustamente a pagamento.
Eccolo lo shock di cui parla la presidente del XVII Municipio. Lo shock dei micidiali doppiafilisti di professione, che forse ora avranno meno spazio grazie alla nuova disciplina del traffico, ai nuovi sensi unici, ai nuovi divieti, ai nuovi doppi sensi.

Ed è proprio questo che intendono vigili urbani, cittadini e purtroppo sempre più spesso amministratori quando parlano di "problemi per la viabilità". Quando dicono che "occorre tener conto della viaibilità". Quando spiegano che "non si è tenuto conto della viabilità". Modificate quella parola con "doppia fila" e "sosta selvaggia" e avrete il corretto senso che loro vogliono dare a quelle parole. Che nella loro mente vogliono dire: "ma se non famo fermà un attimo le persone in doppia fila continueranno a girare all'impazzata". Oppure: "ma se strignemo le carreggiate e le facciamo a doppio senso la gente ferma in doppia fila obbligherà i flussi veicolari al senso unico alternato". Insomma danno per scontato che gli illeciti debbano esserci; che siano parte dell'arredo urbano; che siano un panorama imprescindibile della città. Non considerano il fatto di poterli sconfiggere. Non conviene elettoralmente, trasformare la città in un posto civile dove le strade servano davvero alla "viabilità" e non alla sosta delle automobili?

lunedì 2 gennaio 2012

Guardate un po' cosa succede sopra il nuovissimo parcheggio dell'Eur


Guardate il bel video girato dal nostro Ale77 all'Eur. Questo è quello che succede quando, una volta realizzato un parking, non si sistema la superficie circostante e la si lascia in balia... dei romani.