domenica 11 dicembre 2011

Alemannino il traffico della città è una emergenza e tu sei commissario. E allora lavoraci su, cazzo!


Nei vari blog c'è qualche figlio di puttana (iniziamo a chiamare la gente con il suo nome) che considera il traffico (e la sosta) a Roma una non emergenza e che dunque contesta il commissariamento che lo scorso 5 dicembre è stato rinnovato per un anno dal Govenro. Insomma 300 morti all'anno e 70mila feriti non sono una emergenza. Non sono una emergenza i morti che a questa somma dobbiamo aggiungere e che concernono i defunti a causa dell'inquinamento, dello stress, i morti che schiattano nelle ambulanze imbottigliate in strade vittime della sosta selvaggia. Altre migliaia (migliaia) di morti ogni anno.

Stiamo parlando di una guerra civile che ogni giorno si consuma in città. Cittadini che uccidono altri loro concittadini in nome del dio auto.

C'è solo un modo per risolvere questo problema ed è lo stesso modo che hanno adottato tutte le altre città civili. Questo metodo si palesa in tre azioni:

1. trasporto pubblico

2. governo della sosta

3. arredo urbano


Il Commissario al Traffico Alemacchio dovrebbe, al punto 1, accellerare la costruzione di metropolitane, ma non solo. Aumentare le corsie preferenziali in maniera più che massiccia (per ora le ha soppresse tutte, eliminando i cordoli: maledetto!), centuplicare le corsie ciclabili, mettere insieme una ampia progettualità sui tram (in quattro anni è stato capace di progettare nuovi 500mt di tram, dall'Argentina a Piazza Venezia: maledetto!).

Al punto 2 dovrebbe spostare la sosta dalla superficie al sottosuolo facendo in modo che con i soldi ricavati dalla valorizzazione del sottosuolo vengano riutilizzati per ri-arredare tutte le strade della città in modo che venga eliminata, in queste ultime, la sosta selvaggia che è la vera causa del traffico e di tutte le sue nefaste conseguenze. Perché, infatti, a Roma le persone girano così tanto in auto anche solo per fare il giro dei negozi del quartiere con spostamenti di 3, 4 o 5cento metri? Lo fanno perché sanno per certo che, arrivati a destinazione, in un modo o nell'altro saranno nelle condizioni di fermare da qualche parte l'auto a gratis. E' questo il vero movente per il caos del traffico urbano. Un movente che ha conseguenze doppie: più gente che prende l'auto senza aver bisogno reale di prenderla; più gente che rimane imbottigliata pur avendo preso l'auto per una reale necessità. A capello di tutto i mezzi pubblici, che a Roma non sono quasi mai in sede propria, che ne fanno le conseguenze e con loro i taxi.

Come si risolve? Si risolve facendo "girare la voce" che di fronte al negozio di alimentari, al fruttarolo o allo spacciatore di tiramisù non si può più parcheggiare. Non perché banalmente si sono piazzati vigili, ma perché il nuovo arredo urbano della città non consente neppure a volerlo di fermarsi, a meno di non bloccare tutta la strada. Un efficiente sistema di telecamere (Londra docet) dovrebbe fare il resto nelle strade dove l'arredo urbano non può esaurire le necessità.

Già, ma se togliamo la sosta dalla superficie dove la mettiamo? Semplice: la mettiamo sottoterra. Okkay, ma sottoterra non c'entrano mica tutti i milioni di auto che sono sopra. Certo e infatti questo passaggio servirà a molti -perché banalmente non potranno permettersi il parcheggio interrato o perché se lo potranno permettere ma inizieranno a farsi due conti- a rinunciare quanto meno alla seconda o alla terza vettura a famiglia. Anche perché il processo verrà, come dicevamo, accompagnato da un aumento massiccio di piste ciclabili, corsie preferenziali, tram, metropolitane, car e bike-sharing. Decine di migliaia di persone rinunceranno all'auto privata: avremo decine di migliaia di famiglie più ricche (un'auto normale costa, anche se la gente non se ne accorge e dà la colpa di non arrivare alla fine del mese al governo cattivo, anche 5 o 600 euro al mese) e decine di migliaia di persone meno stressate, meno malate, più in forma (grazie alle maggiori passeggiate ed agli spostamenti in bicicletta). Avremo poi qualche miliardo di euro l'anno (non esageriamo) risparmiato in costi sociali (sanità, ricoveri) perché diminuiranno massicciamente gli incidenti stradali e una parte di questi immensi risparmi, con apposite convenzioni, si potrebbe convincere il governo a girarli al Comune che così diventerà più ricco ancora e potrà risistemare ulteriormente altre strade, la segnaletica, l'illuminazione. In un circolo virtuoso che porterà l'incidentalità a livelli europei.

Insomma questo è quello che faremmo noi se fossimo commissari al traffico. E Alemanno, invece, che fa?

9 commenti:

  1. Giusto, giustissimo. Quoto in pieno questo messaggio e spero che arrivi anche a chi ci governa.

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  2. Io sono totalemnte d'accordo sul far sparire le auto abbandonate (oops, parcheggiate) per strada.

    Idem con patate per l'arredo urbano (concetto che ho "scoperto" grazie a questo blog).

    Poi se i parcheggi debbano stare sottoterra o in un garage multipiano, sinceramente credo che faccia poca differnza...

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  3. Un Tonelli in gran forma direi!
    E' prorio così. La "civilizzazione" di Roma passa necessariamente attraverso i concetti che hai sinteticamente espresso.
    Purtroppo prevale la mentalità del popolino per cui limitare l'uso della auto equivale a limitare la libertà individuale (ma quale libertà?!) e quella del comune per cui in fondo la sosta selvaggia e l'uso dell'auto non vanno repressi troppo duramente poichè favoriscono il commercio.
    Basta vedere quanti mal di pancia ed arrabbiature genera nella gente il mite provvedimento una tantum del blocco del traffico domenicale (ao? e mo come ci arrivo a Piazza Navona?)
    Con la metro, col bus, col tram, col car sharing, con il taxi, con la bici o a piedi. Troglodita!!!!

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  4. Quoto.
    Aggiungerei di rivedere il piano regolatore,in particolare ci vuole una legge contro la costruzione (speculazione) fuori il raccordo.
    Non si può continuare a far espandere la città in questo modo.A Parigi seguono il modello "meno distanza,meno energia,meno inquinamento" (ed aggiungerei, meno tempo ,meno costo)
    http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=f7FE9MGlT3E#t=148s
    Il passo successivo sarebbe quello di fare una politica di affitti/vendita di case a prezzi popolari,magari riqualificando aree dismesse o abbandonate vicino a nodi di scambio.
    Altrimenti,con i prezzi attuali, sempre più persone scapperanno fuori Roma.

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  5. Fantastico. Peccato ma vero che bisogna investire soldi in questo arredo per proteggere i marciapiedi a Roma (come hanno fatto a Parigi). A New York nessuno osarebbe sostare sul marciapiede, anche senza paletti---troverebbe la macchina distrutta dal primo pedone che passa.

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  6. E con questo hai detto una grande verità caro sustain, la cosa più inquietante è il livello di abbrutimento dei Romani i quali passano davanti a quegli scempi come zombies e se li constringi a notare la macchina a ufo sul marciapiede fanno spallucce dicendo "e vabbè, a Roma non ci sò parcheggi"!

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  7. Personalmente partirei dai mezzi pubblici e dalle corsie preferenziali. Perché la scusa principale (anche la mia) è che non ci sono alternative. E posso dirlo, abitando fuori Roma, anche se non poi così tanto fuori, che è purtroppo la verità. Nel periodo dell'università per me era purtroppo non solo più comodo e conveniente venire con la macchina, ma a volte proprio impossibile per la carenza del mezzo pubblico. Ricordo ancora quando a fatica arrivavo con l'autobus al capolinea della metropolitana ad Anagnina (e vi risparmio i particolari indecenti sugli autobus extra-urbani) e aspettavo ben 20 minuti una metropolitana (intorno all'orario 10.30). Senza contare poi l'attesa per il 30barrato bloccato perennemente dal traffico (e infatti quando arrivava ne passavano 3-4 insieme). In totale 2 ore di viaggio, contro i 40 scarsi della macchina. E finché ero solo studente, la macchina la prendevo solo quando necessario, quando poi cominciai a lavorarci diventò obbligatorio. E quanto sarei venuto volentieri con il treno!!! Ma quello è un altro bel capitolo che vi risparmio.
    Adesso per fortuna abito in Germania. Giro a piedi, in bici, e la macchina se ne sta nel suo bel garage pronta per quando serve veramente.

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  8. Partirei... Non si può partire da una cosa. Partire dalle corsie preferenziali significa togliere le cazzo di macchine in fila e in seconda fila ai lati del marciapiede. E far passare lì ciclabili e preferenziali. E visto che quelle auto che togli in parte, speriamo, verranno rottamate, ma in parte da qualche parte le dobbiamo mettere e non le possiamo mettere addosso agli alberi come amano fare in Via Fermi, allora dobbiamo costruire degli appositi alloggiamenti... Dunque le cose vanno insieme.

    Arredo, parcheggi, nuovi percorsi per bus (o meglio per metro e per tram).

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  9. Aridaje con via Fermi, ma c'hai un chiodo fisso (o i soldi della cam). Hai mai girato per Roma???Hai davvero il coraggio di dire che via Fermi è la peggiore? Dì la verità, abbi il coraggio!

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