mercoledì 5 ottobre 2011

Su Piazza Testaccio decidere bene, decidere presto. E decidere secondo logica


Sempre più vicino il trasloco degli operatori del Mercato Testaccio nella nuova sede su Via Galvani. Nuova, linda, pinta e igienica. Ecco perché gli operatori già la odiano: i banchi -praticamente veri e propri negozi- costano ben 4000 euro l'anno (tutti i negozianti "normali" quelli che pagano anche 4000 euro al mese, non all'anno, sono autorizzati a pensare e proferire qualsiasi tipologia di improperio). E poi, udite udite, "non è previsto lo spostamento delle bancarelle di stracci circostanti al mercato; e senza di loro noi non ci muoviamo". Vi rendete conto? Vi immaginate una roba del genere in un mercato di Parigi o di Barcellona? Fantascienza. "Non ci spostiamo se non ci garantite di ricreare nella nuova location le stesse condizioni di degrado che c'erano prima". Mostruoso.
Ma questa è un'altra storia. Ciò di cui vogliamo parlare di questo articolo si chiama "risistemazione di Piazza Testaccio". Una volta smantellato il mercato, nonostante le resistenze terzomonmdiste degli operatori, cosa si farà? La cittanza attiva di Testaccio si è mobilitata, e questo è positivo. Associazioni, incontri, workshop, collaborazione con le istituzioni. Peccato però che anche dei processi virtuosi, a Roma, portino ad esiti che nulla hanno a che spartire con l'occidente civilizzato, con l'Europa civile, coi paesi evoluti. A Roma il processo partecipativo è naif, ingenuotto, da asilonido. Escono fuori risultati tipo "vogliamo più verde" o, peggio, "non vogliamo cemento". Roba da schiaffi. E questi sono gli esiti migliori, poi si passa alle cose più complesse. E sono dolori.

Su Piazza Testaccio i cittadini non hanno ancora capito cosa vogliono, ma hanno bene chiaro cosa non vogliono: non voglio ciò che in qualsiasi città normale si farebbe in un quartiere asfissiato dalla sosta selvaggia (come abbiamo ampliamente documentato in alcuni nostri memorabili video), dai soprusi, dalla violenza delle automobili, dalla impossibilità di muoversi a piedi per bambini, anziani, mamme con passeggino, non vedenti, disabili, biciclette. Un vero e proprio incubo che potrebbe, in parte s'intende, venire sanato grazie ad un parcheggio interrato dove ficcare vetture e toglierle dalla superficie.

Con i quattrini guadagnati dall'operazione immobiliare (viceversa NON CI SONO SOLDI, forse non è chiaro, e dunque si possono portare avanti solo progetti raffazzonati e cheap) si potrebbe lavorare sulla risistemazione superficiale della piazza, ma soprattutto sul ri-arredo delle strade limitrofe, oggi davvero umiliate. Per fare tutto ciò basterebbe non dar retta a ciò che chiedono i cittadini. Le città vengono governate in maniera democratica, non in maniera populista e demagogica. La democrazia elettiva prevede che la gente elegga dei rappresentanti e questi poi compiano delle scelte (delle scelte, cazzo!) che poi verranno, alla fine, valutate dai cittadini con il voto a fine mandato. I rappresentanti non devo farsi traviare, far deviare la logica delle scelte (interrare la sosta in questa piazza è una scelta logica, checché ne dicano i residenti che NON sono urbanisti e non hanno alcun titolo di fare nulla di più che esprimere un parere in materia, ma NON di decidere), farsi tirare per la giacchetta. I rappresentanti istituzionali sono stati eletti e pagati per fare scelte di qualità, per dare alla città standard di vivibilità internazionali e questo devono fare. Se poi una piazza riqualificata, una sosta finalmente ordinata, incidentalità azzerata, percorsi pedonali di qualità, smog e stress azzerato faranno schifo alla cittadinanza, beh, i responsabili non saranno rieletti. Ma questa è la filiera da percorrere.

2 commenti:

  1. Fa ridere (e piangere) pensare che coloro che "vogliono più verde" poi siano gli stessi automobilisti che parcheggiano in malo modo e acquistano prodotti dai bancarellari che ostruiscono la visuale posizionandosi dove non dovrebbero (la Pulizia Prnicipale se ne frega altamente).

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  2. Non si vogliono spostare? 400 euro di multa al giorno per occupazione di suolo pubblico e il ritiro della licenza.

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