venerdì 30 settembre 2011

Osservate con cura Piazza Colonna e Piazza Montecitorio



Avete visto bene, si tratta proprio di quelle due piazze. Incredibile no. Eppure non parliamo di un millennio fa, ma semplicemente nei civilissimi anni Sessanta quando Roma era la città più internazionale e figa del mondo. Eppure, guardate come erano ridotte. Non solo: sembrava impensabile cambiare. Sembrava assurdo che non fosse così. I commercianti non avrebbero mai permesso diversamente. E invece, oggi...
Ecco perché a tutti coloro che pensano di mantenere per sempre lo schifo di cui oggi troppe aree di Roma sono ricoperte chiediamo che guardino queste immagini. E che si rendano conto che, anche da noi, le cose cambiano. E il cambiamento, se non si adegueranno e lo faciliteranno, li travolgerà.

mercoledì 28 settembre 2011

La sosta gratuita non deve esistere! Lo dice un famoso studioso. Parliamone qui...


Una riflessione davvero interessante ci proviene dai resoconti su "Ecodallecittà" direttamente dal convegno annuale dell'EPA (European Parking Association). Un celeberrimo studioso dei problemi della sosta, afferma, come facciamo noi a squarciagola da secoli, che il problema è l'eccessiva disponibilità di posteggio gratuito. E che con la tariffazione della sosta si possono riuscire a regolare i flussi fino addirittura alla quantità di vetture possedute per famiglia.

Purtroppo il Codice della Strada italiano dice tutt'altro ed è su questo passaggio, ovvero sul "diritto" alla sosta a raso, assolutamente anacronistico e incompatibile con la nuova sensibilità ambientale e sociale della contemporaneità che le ditte, i costruttori, le società dovrebbero spingere, fare lobby, sollecitare il legislatore. Non è possibile che in Italia sia obbligatorio, per legge, deturpare le città (seppur non le aree centrali e rilevanti) con la sosta sul pubblico suolo.

Al di là di questo, l'articolo è qui e ci auguriamo sia fonte di un fecondo dibattito qui sotto perché davvero merita. Ad esempio quando dice quel che altre volte qui abbiamo detto: non ci devono essere parcheggi a raso perché significa, se ci sono, che ci sarà sempre gente che gira come narcotizzata a "cercare un buco" e questa gente genera una quantità di incidenti, di turbative ai flussi, di stress, di litigi e, in definitiva, di costi sociali che neppure ci riusciamo ad immaginare. Ma ci vuole tanto a capirlo!?

Insomma, fintanto che certe cose le dice Pro Pup Roma è facile attaccare, ma quando le stesse identiche cose le dice tale Donald Shoup chiarissimo professore dell'UCLA di Los Angeles cosa succede...!?

lunedì 26 settembre 2011

Athos de Luca è impazzito o c'è in giro un pazzo che si spaccia per Athos de Luca?


Accipicchia, siam sempre qui che aspettiamo smentita per le improvvide dichiarazioni su Via Enrico Fermi ("occorre salvaguardare i 300 posti abusivi addossati alle radici degli alberi nello square centrale della strada", o giù di lì) che ci tocca governare un altro virgolettato sconcio e irricevibile.
Siamo sempre più convinto che a dichiarare ed a rilasciare interviste, in questi giorni, al posto di Athos de Luca sia un vero e proprio impostore creato ad arte per far confusione. Non è possibile, infatti, che un rappresentate del PD ecologista e europeo, che un politico che si è sempre battuto contro le prepotenze, contro le occupazioni indiscriminate del suolo pubblico (famose le sue battaglie, che ci auguriamo continuino, contro la agghiacciante Cartellopoli romana), affermi che il progetto del sottopasso+parking all'Ara Pacis sia da cancellare perché cancella i posti a raso da Piazza Augusto Imperatore. No, cioè, ma abbiamo letto bene? Perché se abbiamo letto male cliccate qui e aiutateci voi. De Luca -o chi per lui- afferma che non si devono, nel Tridente, togliere i posti auto a raso, afferma che le auto vanno lasciate nelle piazze, nelle strade, addossate a palazzi storici e monumenti. Nega che le vetture vadano eliminate o tuttalpiù stoccate sottoterra.
Il progetto del sottovia dell'Ara Pacis, questo è vero, non porta grandi vantaggi alla viabilità e si potrebbe anche stralciare (notare che queste polemiche, su progetti che si conoscevano per filo e per segno da anni, avvengono solo DOPO la pubblicazione dei bandi, DOPO l'assegnazione del vincitore, talvolta DOPO l'inizio dei lavori veri e propri: cialtronaggine allo stato puro; patetico gioco dei ruoli rispetto al quale non ci casca più nessuno), ma il parcheggio no, quello è fondamentale per restituire finalmente dignità, dopo anni, all'area di Piazza Augusto Imperatore e di Passeggiata di Ripetta. Queste zone, infatti, checché ne dica De Luca (o il suo alter ego) non hanno la vocazione di squalliderrimo parking a cielo aperto; non sono state pensate e costruite per trasformarsi in "parcheggi tariffati" (ma lo sa De Luca che almeno la metà delle vetture parcheggiate in Passeggiata di Ripetta è lì abusivamente? Altro che sosta tariffata...).
Passeggiata di Ripetta è nata per essere una... passeggiata! Se i troppi De Luca la piantassero una buona volta di fare i grilli parlanti e permettessero la serena partenza dei lavori la passeggiata tornerà ad essere finalmente tale. Senza auto in sosta e anche senza auto in transito. Oggi, su quella passeggiata, non passeggia più nessuno. Oggi quella passeggiata è una vergognosa autorimessa ed una pericolosa superstrada: non vi consentiremo di lasciarcela così.

venerdì 23 settembre 2011

Eh no, così non ci siamo!



Dunque, premessa: siamo all'Eur, al laghetto. Questa è la copertura superficiale del nuovo parcheggio gestito dalla multinazionale APCOA e realizzato nell'ambito dello sviluppo parallelo al nuovo Acquario di Roma che è in fase di ultimazione proprio sotto al laghetto.
Abbiamo messo anche la foto del "prima" per farvi capire come cambia faccia una città quando ha o o non ha le maghine in mezzo alla strada. Ma nonostante ciò, nonostante la situazione fuori alla fermata della metro B sia sensibilmente migliorata, non ci sta bene. La superficie di questo parking è inaccettabile, va migiorata e deve essere migliorata in maniera decisa.

Ci raccomandiamo davvero ai gestori, al Municipio, all'amministrazione comunale di completare il lavoro che così sembra lasciato a metà.

giovedì 22 settembre 2011

Ma che cosa salta in mente ad Athos De Luca?

Queste inqualificabili dichiarazioni di Athos De Luca ci hanno costretto nella giornata di ieri a scrivere e inviare ai mezzi di comunicazione il seguente comunicato stampa.


posti auto abusivi e illegali devono essere eliminati, non tutelati

INCREDIBILI LE DICHIARAZIONI DI ATHOS DE LUCA SUL
PARCHEGGIO PREVISTO A VIA ENRICO FERMI


La risposta del Comitato Pro Pup Roma che si batte per una gestione della sosta europea in città





Riteniamo davvero inqualificabili le dichiarazioni di Athos De Luca apparse oggi e relative al parking previsto in Via Enrico Fermi. La strada è completamente devastata dalla sosta selvaggia con auto in divieto posteggiate abusivamente nello spartitraffico. Laddove potrebbe esserci un parco lineare al servizio di bambini, anziani e residenti, c’è oggi quello che ha tutte le sembianze del piazzale di un volgare sfasciacarrozze.

E’ incredibile che un esponente politico che connota il suo impegno sul rispetto del suolo pubblico (si pensi alle battaglie di De Luca sui cartelloni abusivi) e sull’ecologia, si lascia andare a dichiarazioni indifendibili in tutela del sopruso, dell’abusivismo, della violenza della sosta selvaggia che umilia la nostra città.

Ed è un peccato che queste dichiarazioni siano state aggiunte a condimento di una riflessione invece corretta e interessante sull’inspiegabile abbandono del parcheggio di Via Blaserna.

Siamo convinti che l’infrastruttura di Via Blaserna vada prontamente riqualificata e aperta al pubblico, ma siamo altrettanto convinti che Via Enrico Fermi vada riqualificata togliendo la sosta dalla superficie e spostandola nel sottosuolo. Approfondendo le politiche di gestione della sosta di qualsiasi città europea anche Athos De Luca potrà constatare che situazioni di abusivismo come quella presente di Via Fermi non sarebbero neppure concepibili a Londra, Madrid, Berlino o Parigi, mentre in tutte queste città i parking interrati sono la norma.

A volte è sufficiente una breve trasferta in qualsiasi città civile e occidentale per evitare certe gaffe che sono estremamente dannose e che danno visibilità a istanze che nulla hanno a che spartire con la civile convivenza e con la legalità.

mercoledì 21 settembre 2011

Una interessante lettera e le nostre risposte passo passo che ci aiutano a precisare dei punti






"Roma fa schifo! ", grida il fratello del vostro sito. Io condivido, e spesso girando per il mio quartiere mi sorprendo a pensare, purtroppo ad alta voce, frasette anche più drastiche e volgari, e non sempre rivolte genericamente a "Roma".
Sono convinto che il vostro lavoro sia indispensabile per tentare un cambiamento, in effetti mi ero accorto che lamentarmi nei dopo cena con gli amici, a colpi di "la gente è matta!", "non puoi capire!", "gli avrei voluto fare una foto!" e soprattutto la mitica "in quei casi bisognerebbe chiamare i vigili.." non ha mai sortito alcun effetto positivo sull'oggetto della lamentela.


Spero di fornirvi presto un contributo concreto perché la vostra lotta è la lotta di tutti i cittadini romani sani di mente, ma perdonatemi se mi presento invece con un intervento critico, sperando ne cogliate lo spirito costruttivo e del tutto privo di polemica:
Io vivo al Portuense, vicino viale Marconi, davanti alla chiesa di Santa Silvia e soprattutto davanti al PUP di Santa Silvia, e questa prossimità mi ha fatto maturare la convinzione che i PUP siano la soluzione meno efficace se non addirittura controproducente per risolvere lo "schifo" in cui viviamo.
Il vostro principale errore è a mio avviso aritmetico, perché se dite che i Pup sono efficaci quando in superficie vengono eliminati i parcheggi selvaggi che vengono rimpiazzati con quelli sotterranei, dovreste capire che per rimpiazzare un parcheggio selvaggio a spina serratissima sopra un marciapiede (in stile Via E. Fermi) con dei box privati da 15 mq l'uno ci vorrebbe un grattacielo sotterraneo, non un semplice piano interrato.
(Ma infatti è normale e comune che vengano fatti grattacieli, sotterranei o no, per togliere le auto dalla strada. Si chiamano autosilos giustappunto. Devi considerare poi che il trasbordo non dovrà essere aritmetico: non tutte le auto si trasferiranno dalla sosta abusiva e gratuita alla sosta regolare ed a pagamento perché per alcune non varrà la pena pagare. Ci sono infatti tantissime auto che verranno eliminate: quelle abbandonate –una enormità-; quelle per cui i proprietari non possono permettersi il parcheggio; quelle che, cambiando le condizioni, si trasformano in bene superfluo da tagliare per le famiglie in difficoltà che finalmente la pianteranno di risparmiare sul buon cibo e sull’istruzione dei figli e inizieranno a farlo sulle spese assurde e supercafone come la seconda o la terza macchina)
Senza inoltre nessuna garanzia che i parcheggiatori selvaggi comprino tutti i box, e che se anche li comprassero, che rinuncino poi, almeno di giorno, a cercare comunque il posticino sul marciapiede sotto casa.
(Questo nella nostra visione non può accadere: nella nostra visione, ma nella visione comune di tutti, i quattrini che il costruttore versa per avere il permesso di realizzare i box vengono investiti dall’amministrazione per riqualificare strade e marciapiedi. Con strade e marciapiedi ben arredati, sarà impossibile trovare “il posticino”. E’ questa la vera svolta culturale: neppure ti metti a girare per trovare “un buco” perché tanto non lo troverai mai: rinunci in partenza non generando traffico, non avendo comportamenti di guida assurdi –hai idea di quanto è pericoloso un individuo che sta “cercando posto”? E’ una assurdità che esiste solo in Italia. Gente patetica che procede a singhiozzo, inchioda, fa inversioni a U dopo aver visto un pertugio dall’altra parte della strada. Tutto questo, cari signori, capiamo che vi farà tanta nostalgia, capiamo la vostra fissazione di vivere in un campo rom, ma tutto questo finirà…)
Ieri pomeriggio a via di Val Tellina, a cento metri dal PUP di Largo Sant'Eufrasia ho visto litigare un ragazzo di 20 anni con un signore sulla sessantina per un posto in doppia fila! "Sò du ore che giro" -ha detto il sessantenne -"Ma che me stai a rubbà un posto in doppia fila?”. “Lascemelo no, che io abito proprio qui!", ha risposto il giovane...
(Idem con patatine Fabrizio: vi sono posti in doppia fila perché la strada è mal disegnata, male arredata)
Ma torniamo a Santa Silvia, vi riporto la storia della costruzione del PUP inaugurato da un paio di anni: il parcheggio in zona, prima del PUP, era difficile ma non drammatico. Due grandi isole spartitraffico alberate circondate da marciapiede garantivano moltissimi posti auto davanti alla chiesa, alcuni sicuramente selvaggi (in curva e sul marciapiede) ma senza alcun danno alla circolazione e ai pedoni.
(I posti auto sono un danno anche se non fanno apparente danno. Se ci sono posti abusivi questi richiamano traffico, richiamano flussi, dunque richiamano inquinamento. Il danno c’è anche quando non è evidente. Parcheggiare in curva o sul marciapiede, poi, è roba da crimimale. Si chiama tentato omicidio...)
Si decide di fare il PUP sotto il preesistente mercato rionale, quindi in pratica i posti auto sarebbero stati aggiunti senza toglierne alcuno, infatti nessuno protesta, tranne gli operatori del mercato che viene spostato a Villa Bonelli e accolto dal comitato "No al mercato a villa Bonelli" e dove nel corso degli anni gli operatori chiudono quasi tutti la loro attività. Ho scritto "nel corso degli anni" perché per fare il parcheggio ci impiegano più di 5 anni. L'inizio in realtà è velocissimo ma non riguarda esattamente il PUP, quanto una bella opera di riqualificazione che trasforma le due isole alberate spartitraffico in un bel giardino unico, circondato da un marciapiede altissimo che fornisce un bel colpo d'occhio, ma rimane un giardino "in mezzo alla strada", ed elimina tutti i posti auto intorno, circa una cinquantina. Inoltre vengono allargati i marciapiedi lungo la stessa strada sagomandoli in modo da rubare un'altra ventina di posti auto. Poi viene fatta la buca sotto al mercato e vengono sospesi i lavori!
(Fabrizio mi meraviglio di te. Prima ti presenti come nostro “compatriota” e poi parli di posti auto “rubati”. Ma cosa stai dicendo? Semmai erano le auto, prima, che rubavano posto ai pedoni ed al verde. Riformatta quanto prima la tua prospettiva perché ti garantisco essere sbagliatissima e, magari inconsapevolmente, incivile. Ma cosa fai ti rammarichi che finalmente i marciapiedi sono stati messi a norma? Che le strisce pedonali sono state finalmente rese praticabili da anziani, bambini, passeggini, carrozzine, disabili, non vedenti? Ma dico siamo pazzi o cosa? E quanto al giardino in mezzo alla strada, le foto dicono benaltro, dicono che il PUP qui ha portato vera riqualificazione e qualità della vita: ce ne fossero di giardini in mezzo alla strada così… Comunque strani tutti questi alberi sopra al PUP, alcuni comitati sostengono che sopra il PUP ci possa essere solo il deserto del Gobi –e sotto un fiume sotterraneo, eheheh-)
Da quel momento parcheggiare nel quartiere diventa un inferno, la gente si compra i suv per riuscire a salire sui nuovi altissimi marciapiede e così da (pochissimo) "parcheggio selvaggio" passiamo ad "inferno di lamiere".
(Che la gente si sia comprata i suv per parcheggiare sui marciapiedi ci crediamo fino ad un certo punto. Comunque non ci meraviglieremmo. Non è un grande problema: basta dotare i nuovi ampi marciapiedi di parapedonali e la festa, per i suv, è finita. Comunque nel 2008, pochi giorni prima dell’arrivo del Maledetto di Bari, la sosta selvaggia non esisteva: non abbiamo dubbi che dopo la presa di potere dei micidiali personaggi che ora siedono nel palazzo la gente si sia sentita autorizzata al grido di “ora si può”, ma Aledanno sta per andare via e spero le cose si rimetteranno a posto da sole: si smetterà di sparare per strada ogni giorno e si rispetteranno un po’ più le regole della civile convivenza credici…)
Dopo 5 anni con grande festa viene inaugurato il Pup, il mercato ritorna al suo posto con i tre banchi superstiti e... non cambia niente: Parcheggiare continua ad essere un inferno assoluto!
(Parcheggiare in mezzo alla strada deve –deve!- essere un inferno. Anzi deve essere impossibile proprio. A New York o a Londra ti risulta che qualcuno posteggi in mezzo alla via. Ti risulta che a Parigi la gente inquini come una nave da guerra ancorata nella rada di Taranto facendo sedici volte il giro dell’isolato per trovare posteggio? No, no e no. Vuoi la vettura? Comprati anche il posto dove posteggiarla. Alternative? Venderla! Non hai posto dove metterla: te ne disfai, non esiste che si posseggano beni che non si sa come gestire con la pretesa di scaricarne la gestione sul benessere altrui: sciò!)
Voi siete spietati contro gli abitanti di Viale Marconi che "vogliono continuare a parcheggiare sotto casa e dove gli pare" ma non capite che non è affatto una scelta. Non è "dove gli pare" e non è "sotto casa" è semplicemente", "dove si trova il primo cazzo di buco libero!"
(Biciclette, motorini, mezzi pubblici, a piedi. Davvero anche tu sei tra quelli che credi che tutti coloro che a Roma posseggono un’auto non hanno altra scelta che girare con un’auto? Dico, ma ci vogliamo prendere per il culo?)
Viale Marconi è uno dei quartieri più popolosi di Roma, è una delle vie commerciali più frequentate (l'unica che ha fatto chiudere un centro commerciale invece di soccombere al suo potere), decine di bar, gelaterie e ristoranti, un cinema multisala, e non ha uno straccio di garage multipiano a ore! Altro che una cinquantina di box per la notte, ci vorrebbero tremila posti auto h24!
(Già. E il Viale si dovrebbe trasformare in un boulevard completamente privo di auto in sosta. Con un parco lineare al centro percorso da un tram veloce collegato con Torre Argentina e con la nuova stazione della metro D di Trastevere. Ma per raggiungere questo minimo sindacale di civiltà, non nasce alcun comitato. Hai notato?)
Le resistenze degli abitanti al PUP a mio parere sono ampiamente giustificate perché durante i lavori il quartiere diventa un incubo (e insomma, cinque anni sono una vergogna e non giustificano nessun sacrificio per alcun bene futuro), e alla fine dei lavori i posti auto complessivi sono certamente diminuiti!
(Certo che sono diminuiti. Devono esserlo. Pensa che ci sono dei no-pup che ci attaccano perché noi vogliamo aumentare i posti; tu ci critichi perché vogliamo diminuirli. Direi che siamo sulla buona strada. In realtà vogliamo che diminuiscano più che i posti, proprio le auto. Quello è l’obbiettivo. Io ti parlo avendola venduta: da quel momento, ho fatto i conti, risparmio circa 5-600 euro al mese. Ecco perché, ho pensato, la gente dice di non arrivare alla fine del mese. Tra bollo, manutenzione, tagliandi, assicurazione, multe, ammortamento del costo dell’auto stessa… Investiteli in taxi e vi bastano per tutti gli spostamenti annui che dovete fare. Quanto ai tempi devono essere certamente inferiori, ma non esistono comitati che puntano su questo: se mi facessero un PUP sotto casa organizzerei un comitato arcigno in cui, nell’ordine: obbligherei il costruttore a fare solo posti auto, non box, senno’ ci fanne le cantine; chiederei delle penali da pagarsi in ulteriori riqualificazioni del cantiere per ogni mese di ritardo rispetto al tempo civile di tre anni massimo dall’inizio dei lavori e così via. Richieste costruttive, in positivo. Non richieste di continuare a parcheggià sulle strisce pedonali)
A mio parere, invece dei PUP servono dei garage multipiano simili a quelli dei centri commerciali, con tariffe orarie per chi è di passaggio e abbonamenti con posto assegnato per i residenti (o con possibilità di acquisto da vincolare all'appartamento) e poi bisogna diminuire il numero delle macchine in giro soprattutto in termini di metri cubi: incentivi a chi cambia una macchina grande con una piccola, tessera bus e treno gratis per chi rottama la macchina senza comprarne un'altra, tassa sui mezzi ingombranti (suv, furgoni, station wagon lunghe 6 metri...) e obbligo per questi mezzi di parcheggio notturno in posto auto privato, divieto di circolazione alle macchinette dei 14enni. Sono solo alcune proposte che tutti quelli che affrontano il problema traffico e parcheggio tutti i giorni potrebbero migliorare ed arricchire.
(Su questi punti siamo abbastanza d’accordo. A nostro parere con un buon lavoro sui parcheggi interrati, i mezzi pubblici –miriadi di corsie preferenziali al posto delle auto parcheggiate ai lati del marciapiede e idem per le ciclabili- e l’arredo urbano si può raggiungere l’obbiettivo di scacciare via dalla città un terzo di vetture. Cambierebbe la faccia di Roma)
Che ne pensate?
Spero di aver portato un contributo costruttivo,
vi ringrazio per il vostro lavoro contro il degrado urbano e vi saluto caldamente,
Fabrizio Ari
(ps. Un ultimo nostro post scriptum Fabrizio: il vostro bel quartiere è umiliato da bancarelle e cartelloni pubblicitari. I parcheggi interrati esistono in tutta Europa: bancarelle così oscene e cartelloni abusivi, invece, esistono solo a Roma. E queste sono immagini Street View risalenti al 2008: siamo certi che la situazione sia molto peggiorata. Dunque perché tutto questo impegno e questa veemenza per PUP e “postimaghina”, mentre nessuno si occupa davvero delle cose che tolgono dignità al quartiere?)

lunedì 19 settembre 2011

Largo Vercelli. Finalmente si discute sul progetto di risistemazione superficiale. Ecco come sarà, commenti?


L'altra settimana qualche lettore aveva chiesto conto del progetto di sistemazione superficiale di Largo Vercelli. Altri avevano sottolineato che un buon progetto, in quel senso, poteva decisamente cambiare la faccia ad un'area particolarmente ridotta a terzo mondo. A noi, come sapete, la cosa sta immensamente a cuore.
Ecco perché ci siamo procurati in qualche modo i progetti previsti per l'area e ve li sottoponiamo, anche con la speranza che la ditta incaricata di realizzare il parcheggio e di coprire poi la strada con il nuovo arredo faccia tesoro delle indicazioni che potranno pervenire. Allargate l'immagine cliccandoci per poterla apprezzare in tutta la sua ampiezza e poterla meglio commentare.

Noi qualche commento lo proponiamo fin da subito, per gli altri demandiamo a voi ed al commentario.

1. Le carreggiate ci sembrano decisamente ancora troppo ampie. Occorrerebbe tenere il punto degli attuali cantieri e trasformare ciò che oggi è recintato per gli scavi, in marciapiede. Le corsie -anche quelle a senso unico- ci sembrano decisamente più larghe dei tre metri e mezzo.

2. Un aiuto al combattimento contro la sosta selvaggia (guardate la situazione da vergogna assoluta della foto del "prima") potrebbero darla anche i salvagenti -sono la norma a Londra o a Parigi- a metà dell'attraversamento pedonale. Un attraversamento pedonale a 'campata unica' è un invito al pedone a suicidarsi, diverso quando a metà il percorso viene interrotto da un salvagente in muratura per poi ripartire con l'altra 'campata'. In alcune strade di Roma questo è stato fatto (a riprova che il Codice lo consente), ma in troppo poche. Abbiamo segnalato sulla mappa con delle macchie verdi i punti dove questo provvedimento sarebbe assolutamente necessario.

3. Altro punto sono i molti parking per due ruote previsti dalla sistemazione. Sarebbe opportuno che venissero dotati dell'apposito arredo urbano che consenta la sosta alle moto, ma non alle auto. Anche questo esiste da qualche parte in città (Via della Pilotta) e funziona a dovere. I dissuasori permettono ai motorini di parcheggiarsi, ma impediscono che lo spazio possa essere occupato da un'auto. (le chiazze rosse)

4. Infine in molti punti, chiazze blu, non sarebbe male prevedere dei paletti diassuasori. Non possiamo pensare di certo di vedere questi nuovi marciapiedi con le classiche vetture parcheggiate "alla romana", ovvero con due ruote sopra il marciapiede e due ruote sotto: proteggere le aree pedonali dai cafoni e dai prepotenti.

E voi, cosa proponete per Largo Vercelli?

venerdì 16 settembre 2011

E chi sarebbe quel cretino che proverebbe a gestire il parcheggio della metro Conca d'Oro?


Ehggià. Per carità, la gestione potrebbe essere allettante, tantopiù che comprenderà anche le attività commerciali sotto l'importante stazione. Ma ci sono una serie di questioni che Antonello Augiremma, quando rilascia interviste come questa, deve considerare. In primis Conca d'Oro rimarrà capolinea della Linea B1 solo per pochi mesi, presto il nuovo capolinea sarà Jonio. In secundis, ed è la cosa che più di ogni altra ci interessa, come per ogni altra stazione sia della B1 sia della C, l'amministrazione ha completamente trascurato l'aspetto delle "sistemazioni superficiali" delle fermate. Non c'è stata risistemazione dei marciapiedi, dei percorsi pedonali, dell'arredo urbano. Un cazzo di nulla. Una roba che dire che grida vendetta è dire davvero troppo, troppo poco. Un altro piccolo scandalo. E così, da Piazza Roberto Malatesta fino a Viale Libia arrivando su su fino a Conca d'Oro, le nuove stazioni della metropolitana romana saranno circondate dalle solite, classiche, romanissime piazze con macchine alla rinfusa, in terza fila in mezzo alla carreggiata, a fare da spartitraffico (avete presente Piazza Mazzini). Ecco cosa succederà. Auto dovunque, pure sopra gli alberi pur di non pagare, e parcheggio a gestione privata (dunque a pagamento, ovvio) semivuoto. Dunque, Assessore Aurigemma, a queste condizioni chi risponderà al vostro bando? E se qualcuno risponderà quanto "sconto" dovrete fargli per la trascuratezza dei lavori pubblici attorno alle metropolitane?
Al contrario le nuove stazioni della underground romana dovevano essere una grande occasione per riqualificare vie, carreggiate e marciapiedi circostanti. Tutti gli oneri concessori andavano direzionati lì. Avremo invece due nuove linee che transiteranno in mezzo al degrado, alla violenza della sosta selvaggia, alla prepotenza delle lamiere. Ma allora, qualcuno potrebbe pensare, i mezzi pubblici non servono a niente, non è vero che cambiano faccia alla città, e tutti i milioni che abbiamo speso per realizzarli, non saranno mica buttati?

mercoledì 14 settembre 2011

Domanda alla gentaccia di Via Cesena: ma ora il giardino non vi interessa più? Dov'è la raccolta firme? Esiste un comitato? Dove diavolo siete?




Molto più di altri blog che pure gestiamo in prima persona, Pro Pup Roma ci aiuta a comprendere ed a convincerci di quale parte abbia, nella situazione di indicibile degrado in cui versa la città, la responsabilità dei cittadini stessi.
La schiacciante maggioranza dei cittadini della capitale d'Italia, infatti, è composta da gentaccia. Non vogliamo intendere gente cattiva (anche se il quoziente di cattiveria, un tempo assente in città, è in pericolosa fase di aumento, anzi di moltiplicazione), non gente cattiva, dicevamo, ma gente fondamentalmente stupida, orgogliosa di essere stupida; ignorante, impreparata, incolta, incapace di esprimersi, di informarsi, di approfondire, di leggere. Gente egoista fino all'ennesima potenza. Gente convinta, fermamente convinta, che chi se fa l'affari sua torna sano a casa sua. Gente straconvinta, fino al midollo, che un proprio concittadino può delinquere quanto vuole: ha tutta l'approvazione fintanto che non viene a ledere qualche mio interesse (magari egualmente delinquenziale). Insomma, gentaccia che nella peggiore delle ipotesi campa ai margini della legalità in almeno un terzo della propria esistenza e nella migliore si volta dall'altra parte quando vede qualcosa che non va.

Tutto questo ci si para davanti ogni giorno. E ci si para davanti con maggiore frequenza quando parliamo di infrastrutture che debbano ridurre il livello di "campo rom" della città. Ovviamente tutta la gentaccia, che ormai si sentirebbe mancare la terra sotto ai piedi semmai un giorno Roma dovesse diventare una città normale, si solleva come un sol uomo.

E' successo ad esempio per il cantiere del parcheggio di Via Cesena. Un'area pericolosa, abbandonata, lercia, lurida si stava per trasformare in un giardino. Con parking sottostante per togliere finalmente le auto in sosta selvaggia che umiliano e fanno perdere dignità a tutta la zona. I cittadini (oppure sono i gestori dei parking sotto i palazzi a sobillare la protesta?) sono scesi in piazza, hanno cacciato via le ruspe dicendo che loro volevano un giardino. Il cantiere è stato sospeso (noi speriamo che riprenda DOMANI!) e un normale cittadino, come il lettore Willy che ci scrive qui sotto, avrebbe pensato: ok, ora gli abitanti del quartiere resteranno in piazza fino alla effettiva realizzazione del giardino, mica accetteranno di vivere attorno a questo abbandono e questo schifo? Ecco, dunque, dove casca l'asino. La lettura sarebbe fattibile anche da un poppante: non è vero che i cittadini stavano difendendo il verde, semplicemente i cittadini stavano lottando per poter continuare a posteggiare a sbafo in mezzo alla strada, nel caos e nello schifo più assurdo e profondo. Questa era la loro battaglia. E per questo noi e con noi tutte le persone per bene, li consideriamo gentaccia.
Ecco la lettera del nostro lettore.

***

Oggi passeggiavo dalle parti di Via Cesena e mi sono detto: "fammi vedere il famoso giardino per il quale tanto hanno lottato a che punto è...". Beh, ecco le foto, credo valgano più di mille parole... Questo è ciò per cui hanno lottato quei caproni dei residenti, questo schifo è ciò che ci deve separare da una metropoli europea... Lor signori accettano questo vomito pur di poter continuare a parcheggiare gratis sul suolo pubblico... Dove sono ora i residenti col banchettino? Dov'è la raccolta firme per il giardino? Tutto tace, non si vede piu nessuno... Come mai non continuano a presidiare l'entrata chiedendo a gran voce il "giardino"? Forse perché il costruttore non si avvicina più? Forse perché il progetto PUP è al momento fermo? Ma niente niente l'interesse vero era solo quello di non togliere i parcheggi a sbafo dalla strada?
Willy

martedì 13 settembre 2011

Piani per parcheggi non solo a Roma. Un provvedimento della regione

Siamo l'unica Regione dove i paesini, magari deliziosi, sono presi d'assalto dalle vetture. Ma proprio tutti tutti. Qualche giorno fa leggevamo una recensione di un ristorante a Zagarolo, il critico gastronomico in questione non pote' evitare di accennare al fatto che il paesino tutto era ricoperto da una volgare coltre di lamiere. Stessa cosa, sempre leggendo recensioni di ristoranti, per quanto riguarda Albano. Insomma ogni paese del Lazio, a differenza di Toscana, Umbria, ma anche a Abruzzo, Marche ecc, non considera qualificante togliere le auto dal centro storico, fare ztl, piani del traffico, parcheggi interrati. Ora la Regione (lo testimonia questo articolo de Il Tempo) tenta a invertire la tendenza.




Un programma di investimenti di 18 milioni di euro per la realizzazione di parcheggi nei Comuni del Lazio. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta Polverini che si pone come obiettivo quello di favorire il completamento e l'implementazione della pianificazione dei Comuni del Lazio nel settore della mobilità urbana. Il provvedimento presuppone la redazione e l'adozione dei Programmi urbani dei parcheggi (Pup) nell'ambito del Piani urbani del traffico (Put), e il sostegno alla realizzazione dei parcheggi urbani, previsti dai suddetti strumenti di pianificazione, con particolare riferimento a quelli che favoriscono l'intermodalità con funzioni di nodi di scambio. «Saranno promossi interventi finalizzati a risolvere le forti carenze in tema di mobilità trasporti e intermodalità individuati nei Pup - ha spiegato l'assessore regionale Francesco Lollobrigida - e in grado di ridurre l'afflusso dei veicoli privati nei centri urbani e nei centri storici». Il programma presuppone la creazione di aree di sosta finalizzata ad agevolare la fruizione di aree pedonali urbane o di zone a traffico limitato, prevedendo quindi la sosta di veicoli per periodi di tempo limitati. Nei prossimi giorni la Direzione Regionale Trasporti procederà a redigere un bando rivolto ai Comuni. I finanziamenti saranno assegnati sulla base di una graduatoria conseguente l'esame delle richieste ricevute entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando.

lunedì 12 settembre 2011

Via Enrico Fermi? Ecco le cartoline. Quelle vere














COMUNICATO STAMPA

I PARCHEGGI INTERRATI SONO LA NORMA IN TUTTE LE CAPITALI OCCIDENTALI. LA SOSTA SELVAGGIA ESISTE SOLO A ROMA

Pup di Via Enrico Fermi. Anche i favorevoli al parcheggio inviano cartoline al sindaco

In risposta all’iniziativa dei no-pup, il blog Pro Pup Roma mostra alle autorità il vero stato della via interessata al progetto di riqualificazione

Partiranno domani, sabato 10 settembre, 1000 cartoline all’indirizzo del sindaco Alemanno, dell’assessore alla mobilità Aurigemma e di svariate personalità dell’amministrazione di Roma Capitale. Il contenuto delle missive? Foto, semplicemente foto del reale stato in cui versa via Enrico Fermi, la strada del quartiere Marconi dove è prevista una ampia operazione di riqualificazione con costruzione di una grande autorimessa interrata. Una riqualificazione contro la quale si sono schierati, come da tradizione purtroppo nell’Italia degli egoismi e del no-a-tutto, i soliti comitati no-pup.

I cittadini contrari alla riqualificazione hanno annunciato l’invio alle autorità di cartoline dedicate agli alberi. Le foto scattate dai no-pup, tuttavia, inquadrano solo la chioma degli arbusti, ma non la base, le radici, il tronco. A ripristinare una corretta angolazione visuale ha provveduto, con queste 1000 cartoline, il comitato Pro Pup Roma. La visione è sconcertante, gli alberi che i cittadini dichiarano di voler difendere sono in realtà soffocati, torturati, martoriati da centinaia di auto in sosta selvaggia posteggiate nello spartitraffico, in divieto di sosta, in seconda fila. Ma soprattutto addossate ai tronchi, posizionate a comprimere le radici dei poveri alberi.

Cosa difendono dunque i cittadini di Via Fermi? La vita degli alberi (che invece secondo il progetto saranno spostati altrove e salvati da questo tormento) oppure la loro possibilità di parcheggiarvi addosso facendoli soffrire e rendendo oscena e pericolosa la strada?

Semplicemente osservando le immagini è possibile darsi una risposta.

venerdì 9 settembre 2011

Il quiz del venerdì: come è possibile che gli alberi catalani crescano sopra i parcheggi




Siamo a Barcellona e... miracolo, gli alberi crescono sopra i parcheggi. Ma allora non è vero che i parcheggi sotterranei portano morte, carestia, disperazione, siccità e fame come dicono certuni che spargono voci false soltanto per puro scopo terroristico... Oppure, ed è un'ipotesi, in Catalunia hanno alberi del tutto particolari.

mercoledì 7 settembre 2011

Com'era quella storia della sosta selvaggia che aumenta la sicurezza delle strade

Qualche inqualificabile personaggio, pur di dire che i parcheggi regolari non vanno fatti e la situazione della mobilità a Roma deve rimanere così com'è (la città più degradata, pericolosa e stressata d'Europa, con un numero d'incidenti pari alla somma di tutte le altre città messe assieme), è arrivato a dire che la sosta selvaggia e la doppia fila non solo non determina pericoli per la circolazione, ma la rende più sicura.
Una affermazione da arresto, apologia di reato, istigazione a delinquere: parcheggiate tutti in mezzo alla strada che così tutti staremo più al sicuro.

Risponde per noi un giudice di Milano (qui il link) che, determinando un precedente che ci auguriamo cambi l'atteggiamento che il nostro paese ha verso l'automobile, mette sotto accusa l'auto in sosta selvaggia incolpando di omicidio colposo il titolare della vettura che ha determinato, pregiudicando la visibilità dell'incrocio, l'incidente mortale. Siamo contenti di questa svolta e speriamo che a cascata e a valanga le procure di tutta Italia si aggiornino su dove siano le reali colpe di molti incidenti. Basta mistificare con alta velocità, alcool e droghe, colpevoli di una minoranza di incidenti. La schiacchiante maggioranza è dovuta al caos disseminato nelle strade a causa della sosta più o meno selvaggia. Siamo soddisfatti però fino ad un certo punto: siamo convinti che chi parcheggia male sia un omicida, ma siamo certo che non si tratti, nella malaugurata ipotesi, di omicidio colposo, bensì di omicidio volontario (preterintenzionale). Altro che pochi mesi di galera, ci vogliono gli anni di gattabuia per chi piazza la sua vettura in maniera pericolosa. E ci vogliono migliaia di euro di multa se, pur piazzandola, non provoca incidenti.

Altro che il citrulletto che diceva che la sosta selvaggia determina strade più sicure!?

lunedì 5 settembre 2011

E a Via Fermi certa gente continua a strumentalizzare gli alberi. Tranquilli, al sindaco gli scriviamo pure noi...


Domani quel grumo di egoismo, ignoranza e inciviltà che va sotto al nome di no-pup invierà delle cartoline al Sindaco per fargli vedere come è bella Via Enrico Fermi con i suoi alberi. Come vedete dalla foto e anche da questo articolo della settimana scorsa noi un risultato almeno lo abbiamo ottenuto. Abbiamo ottenuto che i residenti di Via Fermi, o almeno quella minoranza di residenti che aizza la ribellione contro la civiltà e contro una sistemazione europea del viale, si è reso conto che parcheggiare addosso o sopra agli alberi non è proprio il massimo della vita. Ecco perché le immagini sono tutte ben orientate verso l'alto, perché una inquadratura di qualche grado più bassa avrebbe ignobilmente sconfessato questo totale amore e affetto verso il verde e gli arbusti.

Ed eccolo, ta daaaa. Eccolo il video (da guardare e ascoltare cento volte, se non altro perché -guardaunpo'- nessuno è ancora riuscito a smentirlo dopo 7 mesi, sto video!) che da domani, assieme alle ridicole cartoline, il sindaco riceverà nella sua casella di posta e presso tutti gli indirizzi utili e coinvolti in questa storia. Così capirà per filo e per segno quali sono davvero gli intenti dei comitati no pup. Non certo difendere gli alberi, ma difendere la possibilità per i cittadini di torturarli quanto più possibile.

A chi crederà il sindaco Alemanno? A delle foto artatamente scattate col naso all'insù o a un video che chiunque, anche oggi, andando a Via Enrico Fermi può girare? Le persone che posteggiano in divieto in mezzo allo spartitraffico, che torturano i tronchi degli alberi con le auto, che massacrano e comprino gli impianti radicali dei platani facendo soffrire le piante sono le stesse che strumentalizzano i vegetali per sensibilizzare l'amministrazione contro la realizzazione di una infrastruttura indispensabile e civile come un posteggio interrato?

E' una vergogna assoluta e si dovrebbero vergognare non tanto i comitati no-pup (gentaglia senza speranza, i peggiori egoisti che si ricordino), quanto la stampa e le istituzioni (consiglieri muncipali et similia) che danno loro visibilità. Non sarebbe più semplice farli blaterare non dando loro peso? O dando maggiore peso a chi, come l'agronomo che si sta occupando del progetto, li rende quello che sono: individui totalmente ridicoli!

venerdì 2 settembre 2011

Come si procede a Largo Vercelli?













Si ingrandisce il cantiere a Largo Vercelli. E tutto procede tranquillamente a riprova del fatto che quando i cittadini non sono sobillati dai soliti noti sono anche magari contenti di avere nuove infrastrutture e nuove riqualificazioni di marciapiedi e verde sotto casa. Anche il buon edicolante, che all’inizio aveva armato la protesta, pare calmatosi.
Ora dunque la palla passa alla Cam Ediliza Srl, società che ha proposto questo parcheggio e che non ci deve deludere per quanto riguarda le coperture superficiali. Vogliamo un’area trasformata, bella, piacevole, passeggiabile, dove bersi una bibita all’aperto su ampi marciapiedi, l’edicola, le panchine, l’arredo urbano e niente macchine a creare inquinamento visivo e atmosferico. Quello che si vede in tutta Europa insomma. Qui si può fare e si deve fare. Anche perché, come abbiamo documentato giorni fa, dietro l’angolo, su Via Tuscolana e su Via Matera, sta per aprire un gigantesco parking interno ad un’area appartenente ad un istituto religioso. Ebbene non potrà certo arrivare il Municipio e dire che bisogna lasciare i posti auto in superficie dopo tutti questi investimenti privati per realizzarne interrati e regolari.
Via le auto dalla superficie delle strade!