mercoledì 13 aprile 2011

Quando Pro Pup e No Pup sono perfettamente d'accordo

Il testo che segue è preso, paro paro, dal sito dei No Pup. E noi, credeteci o no, siamo perfettamente d'accordo con le loro perplessità. Questo a dimostrazione che quando si parla in maniera ragionevole e non si mettono in mezzo palazzi che crollano, fiumi sotterranei e mignottate simili, si può anche combattere insieme contro la volgarità e la prepotenza dei costruttori e di una amministrazione corrotta e incapace. Una amministrazione che allarga le maglie della vendita dei parcheggi, come leggerete qui sotto, piuttosto di sistemare realmente le strade sovrastanti i parcheggi e dunque rendere davvero appetibile il parking ai residenti.



IL 6 DICEMBRE 2010 E' USCITA UNA NUOVA ORDINANZA COMMISSARIALE (n.357) CHE MODIFICA COMPLETAMENTE I CRITERI DI ASSEGNAZIONE DEI BOX PERTINENZIALI. Infatti, passati 270 giorni dal nulla osta all'inizio dei lavori, il concessionario potrà cedere i box a qualunque proprietario di immobile nell'area della Capitale, al contrario di quanto avveniva prima, quando potevano acquistare i box solo i propietari di immobili ricadenti in un raggio di 500 m dal parcheggio, poi ampliato a 1000 m nel luglio 2010. Effettivamente la legge 122/89 (Legge Tognoli) non prevede limiti spaziali alla pertinenzialità, ma riteniamo necessario inserire un contrappeso per evitare speculazioni , come del resto hanno fatto da tempo il Comune di Milano e il Comune di Torino, che fissano un tetto al numero di box acquistabili da uno stesso soggetto e anche ( Milano) dei meccanismi per calmierare i prezzi di cessione a favore degli acquirenti. Così invece è solo l'ennesimo regalo ai costruttori.

Infatti l'ordinanza, per giustificare la modifica all' art.21 dello Schema di convenzione, spiega che "nonostante i provvedimenti già assunti [l'estensione a 1000 m del raggio di influenza del luglio 2010] è stato possibile constatare come le diffuse e ormai strutturali difficoltà economiche abbiano determinato un calo sensibile del mercato, rilevabile dai posti auto/moto non assegnati o sub concessi rispetto a parcheggi già realizzati o in corso di realizzazione" e che "tale fattore congiunturale negativo assume notevole rilievo se rapportato alla capacità di investimento da parte dei privati, da considerare notevolmente compressa per effetto del prevedibile ritorno economico" e che "la ridotta domanda di mercato e la conseguente diminuzione dell'offerta provocano effetti negativi in termini di ampliamento della capacità di parcamento complessiva cui è sottesa l'azione commissariale emergenziale"...

Tutto ciò però sembra l'opposto dello spirito della Legge Tognoli: togliere auto dalla strada offrendo posti auto ai condomini di palazzi privi di box. E non è un caso che il Comune di Milano abbia stabilito, per facilitare l'acquisto da parte degli interessati, che "L’operatore e i suoi aventi causa (i costruttori) si impegnano a cedere i posti auto/box realizzati al prezzo medio risultante dal Piano Economico-Finanziario (...) da adeguare rispetto alla data dell’offerta con riferimento agli indici ISTAT per il costo di costruzione (...)" .

In poche parole, mentre a Milano si preoccupano di rendere i prezzi dei box "abbordabili" per gli acquirenti dei condomini limitrofi, a Roma si preoccupano di mantenere i prezzi dei box ultraremunerativi per i costruttori (il prezzo di costruzione si aggira sui 35.000€ ciascuno, a fronte di prezzi di vendita medi di 80.000€) a costo di estromettere i residenti con limitate possibilità economiche, estendendo il bacino dei potenziali compratori ai proprietari di immobili più abbienti che vivono anche dall'altra parte della città )(e che possono poi ricavare un notevole profitto affittando i box). E ciò è particolarmente odioso in quei casi in cui, per costruire posti sotterranei a pagamento, si tolgono moltissimi posti auto gratuiti sulla strada.

Eppure la crisi c'è per tutti, non solo per i costruttori, e forse sarebbe il momento di rendere più equilibrati i margini di guadagno e più giusti prezzi di vendita di costruzioni private che, non dimentichiamolo, sono realizzate su suolo pubblico e in nome della "pubblica utilità"...

6 commenti:

  1. cosa succede al blog "degradoesquilino" ?

    il server lo da come "Forbidden".

    Mc Daemon

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  2. ma già nell'idea di partenza c'è qualcosa che non funziona, se devo realizzare POSTI AUTO per togliere le macchine dalla strada non ha senso fare BOX, quanti posti auto ci potrebbero stare al posto del box? facciamo i seri, così com'è il piano PUP non funziona e da la possibilità di inventare leggi a favore della speculazione come questa, finchè non ci sarà una giunta seria che lavora per la città e i cittadini questi saranno i risultati, purtroppo molti dei danni fatti da Almeanno e i suoi saranno difficili da sanare...

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  3. Certo è che la legge Tognoli era il "cuore" del progetto PUP poichè la restrizione della possibilità d'acquisto ai soli residenti nel raggio di 1 Km era un ottimo deterrente contro la speculazione, "abbinando" per sempre il nuovo posto auto all'immobile limitrofo che ne era privo.
    Se ora per vendere meglio i box si demoliscono quelle regole, i benefici dei parcheggi pertinenziali saranno molto minori.
    Ma questo è colpa del comune, che ha cambiato le carte in tavola.

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  4. è possibile avere dei riferimenti o un link per leggere questa ordinanza commissariale? sul sisto del comune di roma hta gli atti, delibere, provvedimenti etc non sono riuscito a trovarla

    grazie
    Enrico

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  5. trovata!
    https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/OC357.pdf

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  6. Ormai i PUP sono diventati il cavallo di Troia delle speculazione edilizia. Venite a vedere cosa sta succedendo a via Festo Avieno. Un' area completamente verde in una delle zone più tranquille della Balduina (zona via Massimi) sta per essere cementificata completamente grazie alla legge Tognoli e successive integrazioni. Una zona senza problemi di parcheggi diventerà invivibile grazie a questo scellerato intervento. Pensate che il progetto oltre a 561 parcheggi prevede due ristoranti, due pizzerie, un lounge bar, una gelateria, una beauty farm, un bagno turco, una sauna, spogliatoi, servizi igienici ecc. ecc. Ecco come una legge nata per migliorare la mobilità riuscirà ad ottenere l' effetto diametralmente opposto.

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