mercoledì 30 marzo 2011

Hanno rimosso delle auto in sosta abusiva: qualcuno si scusi coi poveri cittadini!

Incredibile davvero. Vi chiediamo soltanto di leggere questa agenzia per capire il punto a cui siamo arrivati in questa città. Un consigliere, un politico, un rappresentante dei cittadini. Un tizio con nome e cognome che chiede che ci si scusi con i cittadini perché si è osato rimuovere le loro auto in sosta selvaggia.
Siamo alla follia. Una città che ragiona e si ragiona in questi termini non esiste al mondo signori, l'importante è rendersene conto.

lunedì 28 marzo 2011

Ecco perché a Vigna Stelluti si dovrebbero incazzare di brutto




Molto bello e molto serio il reportage sul nuovo parcheggio di Vigna Stelluti, nel cuore di Vigna Clara, relizzato dal seguitissimo blog del quartiere (qui tutto quanto). Ma Vigna Clara blog, prodotto di qualità nell'editorial blogghistica romana, non si schiera mai sulle posizioni su cui vorremo vederlo schierato. E allora ci schieriamo noi. E allora lo diciamo noi che è una vergogna, per un territorio, accettare gli oggettivi disagi che la realizzazione di un parcheggio interrato comporta ed avere, in cambio, dopo due anni (se va bene) di lavori, una piazza che è un volgare parking a cielo aperto.
Siamo convintissimi che i cittadini di Vigna Clara oggi debbano lottare in primis con quelli tra loro stessi che amano il posto auto più della loro stessa moglie e con il Municipio che li segue. Siamo convintissimi che questa piazza, dopo i lavori, debba trasformarsi in... una piazza. Aree pedonali, verde, piccoli arbusti, chioschi per bersi un bel teh freddo d'estate e leggere un giornale al sole.
Rendetevi conto che sòla vi stanno somministrando: i parcheggi interrati, a cui siamo favorevoli per statuto, devono portare riqualificazione, non piazze trasformate in parcheggi! Incazzatevi porca miseria.

venerdì 25 marzo 2011

I soliti quattro gatti




Insomma, tornando a parlare di Via Albalonga e dello scorso lunedì, quando i bulli di zona hanno addirittura impedito a chi scrive di esprimere 20 secondi di concetti alla tv urlandogli lepeggiocose che manco i Casamonica quando vanno a fargli le retate a casa.
Bene, ma questi prepotenti, questi egoisti, questi nemici della città, questi difensori ad oltranza della sosta selvaggia, questi signori che venderebbero la moglie pur di potersi tenere la maghina a vista dalla finestra quanti erano?
Erano finalmente riusciti a mobilitare le masse visto che una importante trasmissione tv, perdipiù in diretta, per di più proprio in mezzo al contestato cantiere era venuta a fare un servizio? O magari erano i soliti venti buoni a nulla ma capaci di tutto e soprattutto privi di qualsiasi altra cosa di meglio da fare se non l'impegno di mantenere inalterato lo status quo attuale ovvero: sosta selvaggia, caos, inquinamento, incidenti stradali, vita impossibile per i pedoni?
Beh, giudicate voi. A noi sembrano non solo i soliti 20, ma anche parecchi di meno. Stavano tutti, raggomitolati e rinfreddoliti, nel minimo spazio di uno spartitraffico. Ah che protesta, ah che mobilitazione popolare, ah che botta di democrazia. Ehssì, i politici devono proprio dare retta a questa moltitudine, sapete quanti voti spostano? 20! Ma se qualche politico li fa contenti guadagna i loro 20 voti, ma ne perde 40 tra la popolazione per bene, civile, aperta, europea, competente, informata, preparata. Il saldo è negativo, cari politici. Cui prodest, dunque?

giovedì 24 marzo 2011

Togliere le auto dalla superficie è un'idea intelligente


Una delle -poche- cose positive è che la città è in questo momento, nel settore della mobilità e dintorni, dotata di assessori che magari non riusciranno a fare nulla, ma che almeno hanno capito dove sta il problema. Non è un mistero che, da tempi non sospetti, Antonello Aurigemma, titolare della mobilità, abbia ripetuto che l'unico modo per sistemare la città sia portare la sosta delle auto sottoterra. Non è neanche una novità leggere dichiarazioni condivisibili e finalmente lucide dall'assessore Corsini. L'ultima è stata quella sull'Ara Pacis e sul grande cantiere di sottopasso-pagato-grazie-ad-un-parcheggio che si realizzerà a partire dall'estate. Un progetto importantissimo e significativo di cui abbiamo già parlato. Un progetto che libererà molti spazi di superficie per la pedonalità portando sia i flussi veicolari che la sosta sottoterra. Il tutto a costo zero per il Comune. La cosa incredibile è che le associazioni ambientaliste, storicamente a Roma schierate a difesa della sosta selvaggia e dell'inquinamento e della pessima architettura e della sporcizia, cosa fanno? Remano contro. E allora ci tenevamo a proporre la risposta, lucida, dell'Assessore all'Urbanistica a riguardo. Risposta che significa una cosa importante: un assessore importante a Roma ha capito che la sparizione dalla sosta di superficie è un'idea intelligente.

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Sottopasso, Corsini: “Progetto intelligente e innovatore, basta con i no”

“Continuo a non capire i “signor no” di Italia Nostra, sempre pronti ad osteggiare ogni nuova iniziativa in nome di un’ideologia che non regge più.
Il progetto del sottopasso adiacente alla Teca di Meyer è validissimo e mira non solo a riqualificare ma anche a nascondere il traffico in una delle più belle zone di Roma. La Passeggiata di Ripetta non subirà alcuno stravolgimento, anzi; essa continuerà ad essere percorsa dalle auto sempre a senso unico nella attuale direzione con la differenza che non sarà più possibile sostarvi” lo dichiara l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Marco Corsini.
“La sparizione del traffico e della sosta sono senza dubbio idee intelligenti e - il che non è poco - innovatrici, con una forte incentivazione della pedonalizzazione e della qualità architettonica del verde, e con recupero dell’affaccio sul fiume che ben poche parti della città oggi offrono.
Quanto poi alla vecchiaia della filosofia del progetto, ricordo che lo scorrimento in sotterraneo del traffico veicolare lungo le rive del fiume non è un’idea solo romana: basti pensare a Parigi, dove tranquillamente le auto corrono sotto il suolo e nessuno combatte battaglie di retroguardia in nome di una malintesa modernità che non attrae nessuno.
Non ultimo vorrei ricordare che è in corso un grande programma di riqualificazione di tutta piazza Augusto Imperatore, a dimostrazione che il Mausoleo è sempre stato e sempre sarà il “padrone di casa” conclude Corsini.

martedì 22 marzo 2011

Lo schifo di Via Albalonga è una bazzecola rispetto allo schifo di Via Fermi


Nel demi-monde dei parcheggi romani ieri non è stata solo la giornata della violenza fascista e mafiosa dei comitati pro-sosta-selvaggia, pro-prepotenza, pro-inquinamento, pro-incidentalità stradale, pro-sporcizia, pro-caos, pro-rumore di Via Albalonga che hanno dimostrato che, in assenza di argomenti validi che non siano l'egoismo vergognoso di arrivare a vendere la propria figlia al peggior offerente pur di potere continuare a posteggiare a ufo sotto casa, è preferibile arrivare a dare del "buffone" a chi non la pensa come loro. No. La cosa peggiore è avvenuta dalla parte opposta della città a Via Fermi.
Si è verificato ieri un gravissimo scontro istituzionale che ha visto contrapposti non certo i poveri sfigati -questi ancor peggiori di quelli di Via Albalonga- dei comitati locali (che difendono il loro diritto di massacrare i platani della strada invece di farli trasportare in un'area tranquilla dove finalmente sarebbero salvi dalla tortura che quotidianamente gli perpetrano gli abitanti) contro le ditte costruttrici. No. Ma bensì due assessorati di Roma Capitale. Uno scontro istituzionale che ha visto clamorosamente sconfitto l'assessore alla mobilità Antonello Aurigemma (uno che, miracolo, ha capito che l'unica strada per riqualificare la città è togliere le auto dalla superficie stradale: teniamocelo stretto!) nei confronti dell'assessore all'ambiente Marco Visconti.
Dopo mesi di peripezie durante i quali la ditta regolarmente autorizzata ad effettuare una riqualificazione urbana comprendente un parcheggio interrato lungo la immonda Via Enrico Fermi ha dovuto confrontarsi con cittadini ignoranti e Sottindendenze corrotte e politicamente orientate, finalmente ieri era il giorno di start ai lavori di trasloco degli alberi. I soliti 50 cittadini a far cagnara in piazza (raffrontatene la percentuale con le 10mila persone che insistono sull'area e capirete che significato hanno questi movimenti del no-a-tutto), la polizia a tener tutti buoni, ma poi, colpo di scena, arriva una lettera da parte del Dipartimento per l'Ambiente: "non ci fidiamo della perizia, gli alberi stanno gemmando, bloccate tutto fino a ottobre".

Insomma l'assessorato alla mobilità dà l'avvio a dei fondamentali lavori che l'assessorato all'ambiente -previo pressioni politiche ignobili- blocca. Bella roba. Bella roba soprattutto per gli operai, che rimarranno senza lavoro, per la ditta che subirà un gravissimo danno economico e sarà costretta (ce lo auguriamo) a rivalersi contro il Comune e dunque contro tutti noi. Bella roba soprattutto se si pensa che tutto il mondo ambientalista romano si è schierato contro un progetto che tornava a far respirare una strada dove oggi la situazione è quella che vedete nel nostro 'storico' video qua sopra. Questa è la situazione che l'assessorato all'ambiente difende, questa è la situazione che Legambiente difende. Non c'è dibattito e chiacchiera che tenga contro queste immagini: lo scopo di tutti è soddisfare gli appetiti allucinanti del partito della maghina che trasforma gli spartitraffico alberati in volgari drive-in sotto i quali gli alberi subiscono una tortura quotidiana. Cosa pensa di questo l'esperto dell'Università di Firenze che il Comune ha strumentalmente nominato per allungare i tempi e sedare le pressioni politiche partite da chi non vuole rinunciare per tutto l'oro del mondo a parcheggiare a scrocco addosso ai tronchi degli arbusti?
Ci auguriamo che almeno la ditta, nell'attesa dell'autunno, proceda a fare occupazione di suolo pubblico lungo tutto lo spartitraffico di Via Fermi. Intanto togliamo le auto. Intanto salviamo così gli alberi, visto che i cittadini ci tengono tanto mica vorranno continuare a parcheggiarci addosso. O ci sarà qualcuno, magari il solito consigliere regionale postfascista, che alzerà il ditino e urlerà: "non possiamo negare ai cittadini il diritto alla loro brava sosta abusiva"?

lunedì 21 marzo 2011

Quei poracci di Via Albalonga


Ma come, cari comitati anti-pup, sono mesi e mesi che ci dite, con il vostro fare mafioso, di “uscire allo scoperto” di “farsi vedere” e per una volta che ci facciamo vedere ci impedite anche soltanto di esprimere un concetto? Ma come, cari comitati anti-pup, sono mesi che affermate che Pro Pup Roma è il braccio armato delle ditte che costruiscono parcheggi interrati e oggi ci avete trattato a male parole dicendo che “siamo da soli”, che non rappresentiamo nessuno.
E’ questo ciò che è capitato oggi, di buona mattina, a Via Albalonga dove durante una diretta della tv di stato (qui il link) all’interno della quale il contenitore mattutino del TG Regionale ha avuto il merito, per la prima volta nella storia della tv, di dare la voce anche chi è a favore della realizzazione di infrastruttura in questa nostra città, i comitati hanno manifestato la loro specialità. La specialità di tutte le entità che non hanno niente da dire, che hanno molto da nascondere e che, soprattutto, basano la loro protesta su motivazioni egoistiche e incivili: buttarla in caciara. Non far parlare “l’avversario”. Impedirgli di dire anche solo un parola perché consapevole che anche solo una singola parola potrebbe smontare il loro castello di cretinate fatte di fiumi sotterranei, palazzi pericolanti e box auto troppo cari.
Forse dalla diretta televisiva non si sono sentite le grida di ingiurie e offese che si sono alzate non appena il giornalista di Rai Tre ha dato la parola al rappresentante di questo blog: impossibile parlare e dire qualcosa con i “buffone”, “vai via”, “non mettere più piede a Via Albalonga” (perché questo è il livello di questa gente: bulli di paese) nelle orecchie. Le solite 20 persone (età media? chettelodicoaffa) inferocite contro chi la pensa diversamente da loro. Le solite 20 persone che fanno finta di non aver capito che l'unico modo per riqualificare la nostra città è togliere le auto dalla superficie della strada e portarle sottoterra, restituendo spazi alla pedonalità, alle biciclette, ai percorsi pedonali, a quelli per non vedenti (oggi rigorosamente impallati dalla classica auto posteggiata in curva), agli scivoli per i portatori di handicap.
Andando via (ovviamente in bicicletta, come nostra abitudine) da Via Albalonga tra le urla di questa gentaccia specializzata a trasformare l'idea di Roma in un caotico campo rom, abbiamo invitato loro a fare come noi: vendere l'auto e acquistare una bicicletta. Abbiamo letto smarrimento nei loro occhi, non posso credere che un'altra città sia possibile. Si sentono rassicurati fintanto che sono immersi nel fetore di degrado, inquinamento, incidenti stradali, doppie file, sporcizia in cui sono cresciuti e che ormai gli sembra normale. Poracci...

venerdì 18 marzo 2011

E se si facesse un parcheggio di fronte a Porta Maggiore?


Dunque, dunque, dunque. Cosa diamine succede? Il 'verbo' di Pro Pup Roma si diffonde così a macchia d'olio che riesce a riempire intere pagine di giornali e compare sulla penna dei più prestigiosi giornalisti della città? Magaurdaunpo. Machillavrebbemaidetto.
Eppure è proprio così. E avranno trasecolato i nostri lettori che, ieri, paciosi nel dì di festa, si saranno sfogliati sul soffice loro divano il Corriere della Sera e che nella relativa cronaca di Roma avranno trovato una intera pagina dedicata a Porta Maggiore. Con tanto di proposta (se ne parla più diffusamente oggi su Degrado Esquilino) di megaparking in project financing di fronte al bellissimo manufatto romano. Il tutto, peraltro, firmato nientepopodimenoche da Giuseppe Pullara, il più colto e attento tra i giornalisti del quotidiano di Piazza Venezia.
Oh mon dieu, cosa sta succedendo? I terroristi che vogliono parcheggi regolari a Roma stanno aumentando? Che scandalo, eh?

lunedì 14 marzo 2011

Ma un Pup qui no? Un Pup qui si !!!





Oltre a dirci che siamo "un vanto per chi ama Roma" (uh, troppo buono), l'ottimo lettore Mauro Cortellazzi ci manda queste foto chiedendoci se non sia il caso di prevedere un parking regolare su questa disgraziatissima strada del XVI Municipio.
Cosa possiamo rispondere a Cortellazzi, possiamo rispondergli che a nostro avviso il Piano Urbano Parcheggi (Pup) è davvero troppo troppo troppo riduttivo per le esigenze di una città maciullata dalle orride lamiere come la nostra. Cosa fare per individuare, in un attimo, le strade dove partire con la costruzione di nuovi progetti da individuare come extra e aggiuntivi rispetto al lentissimo piano attuale? Semplice: prevedere parking regolare in tutte (tutte!!!) le strade che presentano lo scandalo insostenibile, irricevibile e inaccettabile di uno spartitraffico ingombro di vetturette, furgoncini e carcasse abbandonate.
Dunque guardando queste foto la risposta è semplice: è il caso di fare un parcheggio qui? Immediatamente sì...

giovedì 10 marzo 2011

A proposito di Via Lanciani e dei suoi olmi. Lettera ad Aurigemma di Pro Pup Roma






Gentile Assessore Aurigemma,

comprendiamo che l'ipotetico parking di Via Lanciani non sia ricompreso nel piano PUP del Comune; comprendiamo dunque come il suo assessorato sia de facto obbligato a stopparne l'avanzamento; comprendiamo la questione burocratica, ma...
Ma ci permettiamo di segnalare come la presenza di parcheggi regolari e interrati su detta strada sia elemento di fondamentale importanza per trasformare un incasinato e infrequentabile stradone di periferia in ciò che Via Lanciani merita: essere trasformato in un ordinato, piacevole, passeggiabile, shoppingabile boulevard signorile. Con sconfinati vantaggi per la qualità della vita, per la qualità dell'aria, per la qualità e gli affari del commercio.

Come al solito, caro Assessore, le motivazioni dei cittadini che cercano in tutti i modi di garantirsi, a vita, la possibilità di occupare gratuitamente suolo pubblico, vertono sulla patetica difesa del verde. "Voglio abbattere i nostri olmi", gridano, non potendo gridare, come in realtà vorrebbero "fatece parcheggia tutte e quattro le maghine a famiglia che c'abbiamo sotto casa e senza pagare pegno per lo spazio che occupiamo e che sottraiamo alla pedonalità, al trasporto pubblico, alle piste ciclabili, alle corsie prefenziali...".

La cosa è dimostrabile facilmente, basta osservare, come facciamo inviandole queste foto, la situazione reale degli olmi di Via Lanciani. Si ripete un poco la storia di Via Fermi: residenti che difendono gli alberi, a parole, ma che nei fatti ci parcheggiano addosso, li torturano, ne schiacciano le radici, li fanno crescere tra un informe oceano di inguardabili lamiere.

Guardi le foto, Assessore, e ci dica, se ci riesce, quale altra strada con le caratteristiche di Via Lanciani, sarebbe possibile trovare a Madrid, a Parigi, a Berlino, ma anche a Lisbona a Atene o a Istanbul. E probabilmente anche a Tunisi o a Tripoli.

E allora davvero il compito della sua amministrazione è quello di opporsi ad un progetto che potrebbe solo migliorare questa strada? C'è qualche dubbio della necessità impellente e urgentissima, su Via Lanciani come su molte altre strade non solo del III Municipio, di togliere le automobili dalla superficie stradale -e ancor più dagli spartitraffico e dalle aiuole!!!- e metterle sottoterra come accade in tutto il mondo civile?

martedì 8 marzo 2011

Ogni cantiere, un sito. Iniziano a seguire il nostro consiglio?


WWW.ALBALONGABOX.IT

Eccolo il sito. Guardatelo, è godibile e soprattutto prefigura (ovvio: i rendering esagerano, però...) una Via Albalonga finalmente civile, un bel giorno. La cosa principale, tuttavia, e che ci interessa rimarcare, è che qualche costruttore, in questo caso la Di Veroli, uno dei più seri almeno a stare alle fonti attendibili (anche istituzionali, anche interne al IX Municipio) che abbiamo vagliato, qualche costruttore, dicevamo, inizia a darci ascolto: ogni cantiere deve avere il suo sito web dedicato, ogni sito web dedicato deve essere fatto bene, pulito, invogliante non solo per chi deve comprare il box ma per tutto il quartiere, deve rassicurare sulle tecniche costruttive, deve pubblicare foto sull'avanzamento lavori, possibilmente deve ospitare web cam in diretta sui cantieri, deve lasciare spazio al dibattito tra i visitatori con interventi (per rassicurare, per spiegare, per interloquire e scherzare insieme) della ditta costruttrice. E' così che si afferma un intervento pubblico dando meno appigli possibile, anzi zero appigli, ai professionisti del no. Dimostrando che chi si oppone lo fa non per portare interessi condivisi, ma per amor di bruttezza e per question di egoismo.

lunedì 7 marzo 2011

Purtroppo vi dobbiamo chiedere di ingrandire le foto e leggere il testo



Purtroppo in Italia non c'è reato per chi blatera contro il proprio stesso territorio, e che ci volete fare. Così capita che, a Via Magna Grecia dove finalmente a breve qualcuno dovrebbe riqualificare (speriamo anche esternamente) le volumetrie morandiane del parking-silos, vi sia un tabacchino che può permettersi, impunemente, di fare squallido terrorismo. Parlare di "soli" (soli???) novant'anni per la concessione dei parcheggi, parlare di "prezzo elevato" (elevato rispetto a cosa? 90.000 euro per una volgare Porsche Cayenne si può fare e 90.000 euro per il box della Cayenne non si può fare?), parlare di danni ai palazzi, parlare di lavori, disagi, posti auto. Il tutto senza dati, senza dimostrazioni, senza nulla in mano se non la propria grettezza.

PS. Ma ho capito bene? "Posti auto"? Ma a via Magna Grecia? Cazzo, ma in qualsiasi città del mondo un percorso come via Magna Grecia non avrebbe posti auto ai lati della strada. Svegliamoci!!!

venerdì 4 marzo 2011

Ma davvero questo è un "luogo impossibile"? Non per il TAR


Il video che qui vedete cerca di volerci convincere che un parcheggio interrato sotto ad un campo da tennis è il nemico pubblico numero uno. Non sia mai che si tolga dalla strada qualche "maghina", non sia mai che qualche mostro di lamiera venga tolto dalle strisce pedonali, dagli attraversamenti per non vedenti o dagli schivoli per gli handicappati. Non sia mai che Via Nemorense e Piazza Verbano perdano qualche qualche amata e coccolata doppia fila. Non sia mai che, con nuovi parcheggi sottoterra, vi sia spazio per pedonalizzare qualche strada.
No, tutto questo è "inquietante", la sosta selvaggia che umilia in lungo e in largo questo quartiere, tuttavia, non ha mai meritato un video. Strano no?
Guardatevi il video e sentite il commento. C'è presente tutto l'armamentario terroristico degli anti-pup: palazzi che implodono, "speculazione", ,fumi, veleni, vibrazioni, infiltrazioni, fiumi sotterranei che, come abbiamo visto, sbucano dappertutto a Roma, manco fossimo nel Carso triestino. Guardate e ascoltate il video, dicevamo, e poi leggete, qui sotto in calce, la motivazione quasi di scherno con cui il TAR del Lazio ha risposto ai ricorrenti contro questo parcheggio.
Quello che ci chiediamo noi, piuttosto, è altro: quale è stato l'onere che la società ha girato al Comune per ottenere questa concessione e questo permesso di costruire? Dove verranno investiti questi quattrini? Quali marciapiedi verranno ampliati, quanti metri lineari di paletti anti sosta sui marciapiedi verranno montati, quante orecchie allargate agli incroci, quanti nuovi percorsi pedonali protetti e garantiti?



11) Ai fini della decisione di questo Tribunale, premessa la oramai riconosciuta impugnabilità di una procedura di DIA ai fini dell’accertamento dell’eventuale mancanza dei requisiti che legittimano la successiva attività edilizia, vengono in primo luogo in evidenza le complesse ed articolate eccezioni, sopra sintetizzate, di irricevibilità del ricorso per tardività, che richiederebbero ulteriori adempimenti istruttori ed acquisizioni documentali ai fini della verifica della loro fondatezza in fatto, in quanto, a sostegno della tempestività e ritualità dell'impugnazione, il ricorrente afferma che solo con esposto del 3.06.2009 egli avrebbe sollecitato il Comune di Roma a verificare il rispetto della normativa applicabile ed il regolare rilascio dei titoli abilitativi edilizi in quanto solo allora "si era notato lo svolgimento di un'intesa attività nel cortile", e quindi era stata presentata istanza di accesso agli atti solo in data 17.06.2009.
12) Alla luce delle pregresse considerazioni, il Collegio ritiene comunque di poter soprassedere dall’esame delle complesse eccezioni preliminari, in quanto le censure dedotte con il ricorso non risultano, fondate nel merito.
13) Ed invero, dall’ attento e minuzioso esame della documentazione di parte, delle note dei competenti Uffici e delle relazioni tecniche depositate in atti anche a seguito dell’attività istruttoria svolta dal Tribunale, emerge la piena conformità della procedura di DIA seguita nella fattispecie in esame alle previsioni del Regolamento comunale dei parcheggi, ovvero alla previsione della delibera 165/97.
13.1) Nessun rilievo può, poi, essere attribuito alla mancanza di uno specifico vincolo pertinenziale del parcheggio rispetto alle singole unità immobiliari degli edifici situati in prossimità, essendo stato tale requisito abrogato dall'art. 12, comma 9, I. 246/2005, cadendo in tal modo sia il motivo d’impugnazione della predetta delibera n. 165/97, per la parte in cui non richiede un vincolo reale di pertinenzialità “accontentandosi” di un atto d’obbligo, sia l'intera costruzione della illegittimità della DIA per vizio di legittimazione della Società instante, in quanto non titolare di diritti reali sui predetti immobili.
13.2) Ancora in punto di carenza di legittimazione di Parking Nemorense a presentare la D.I.A., in questo caso per la mancanza del titolo di proprietà del viale di accesso all'area di intervento, dalla documentazione versata in atti e dalla pregressa giurisprudenza in sede civile risulta, al contrario, il possesso esclusivo ultraventennale di tale vialetto da parte della Società contro interessata, ed ai sensi dell'art. 4 della legge n. 10/77 ed ora dell’art. 11 del T.U. n. 380/01, l’attività costruttiva può essere svolta non solo dal proprietario, ma da chiunque abbia titolo per richiedere i relativi titoli, ad esempio avendo il possesso esclusivo dell'immobile, salvo i diritti dei terzi (ma in questo caso, dai predetti atti, sembra comunque esclusa la proprietà del vialetto in capo al ricorrente). Sulla base delle medesime considerazioni, d’altronde, il Comune con determinazione dirigenziale n° 11, del 5/1/09, adottata su conforme parere dell'Avvocatura del 25/11/2008, aveva già revocato la sanatoria del passo carrabile intestato al Condominio, restituendo al titolo rilasciato a Parking Nemorense piena efficacia.
13.4) Risulta altresì acclarato che sull'area oggetto dell'intervento edilizio di cui alla DIA impugnata non insiste alcun vincolo paesaggistico o archeologico, e che la Sopraintendenza Archeologica del Lazio ha comunque effettuato sondaggi ed indagini assentendo la realizzazione del progettato parcheggio, con nulla-osta del 29/5/2009.
13.5) Dalla documentazione acquisita in atti risulta inoltre che il progetto del parcheggio rispetta, con l'estradosso della copertura, l'esistente piano di calpestio del piazzale, senza modificare le quote plano-altimetriche, senza costituire nuova volumetria e senza mutare le distanze dagli edifici circostanti, come invece ritenuto dal Condominio ricorrente.
13.6) Infine, quanto al rilevante e delicato profilo della sicurezza degli edifici confinanti (che aveva indotto il Tribunale a sospendere gli atti nelle more dei necessari accertamenti), a conclusione della disposta istruttoria ed alla luce della documentazione allegata in atti, può concludersi che la DIA impugnata era corredata da una idonea documentazione tecnico-progettuale, via via verificata ed implementata nel corso dell’istruttoria tecnica svolta dai competenti uffici comunali e preceduta da idonee indagini che avevano tenuto conto delle interferenze con gli edifici preesistenti e dei profili geotecnici e geologici, assicurando il rispetto delle vigenti norme tecniche, sismiche e di sicurezza, mentre la pur autorevole e pregevole relazione tecnica di parte ricorrente sembra riferita a documenti allo stato non più attuali.
13.7) Di conseguenza, neppure possono, essere accolti i profili di censura afferenti alla dedotta inadeguatezza o irragionevolezza dell’istruttoria svolta dal Comune, posto che gli stessi risultano smentiti per tabulas, restando per la residua parte la valutazione del progetto di parcheggio rimessa all’esercizio - risultato non illogico, carente o irragionevole - della discrezionalità tecnica del Comune resistente.
14) Il ricorso deve essere quindi respinto nel merito, in disparte ogni considerazione circa la sua tempestività.
Sussistono, infine, giustificati motivi per disporre la compensazione delle spese fra le parti, in ragione sia della articolazione e complessità delle questioni giuridiche evocate, sia della rilevanza anche costituzionale degli interessi tutelati nella presente sede giurisdizionale .

giovedì 3 marzo 2011

Vogliamo il parking di Largo Vercelli


Cosa si aspetta a partire a Largo Vercelli? La zona è asfissiata da ettari e ettari di macchinacce in sosta selvaggia e i lavori per il parcheggio non sono ancora iniziati. Cosa succede? Che si aspetta? Il casottino di cantiere è già lì. E allora che si parta con le ruspe e che si riqualifichi quest'area togliendo posti auto in superficie e mettendo le macchine sotto terra: siamo impaziendi di venire qui a passeggiare, a leggerci un giornale, a sorseggiarci una bibita senza dover essere obnubilati da auto posteggiate alla rinfusa dovunque.

mercoledì 2 marzo 2011

Si scava lungo la Colombo


Bel cantieruzzo in corso lungo la Colombo all'altezza di Giustiniano Imperatore. E' in costruzione da qualche mese un parcheggio che promette 70 posti interrati che speriamo -ci appelliamo all'XI Municipio, ai suoi abitanti, al suo presidente Catarci- 70 macchinacce in meno in mezzo alla pubblica via e negli spartitraffico della zona, una zona che subirà e sta subendo una grande e significativa riqualificazione che deve per forza accompagnarsi da una eliminazione delle auto in sosta dalla superficie stradale. Intesi?

martedì 1 marzo 2011

Stanchissimi dei quotidiani che difendono gli alfieri della sosta abusiva

Gentile dottoressa Cecilia Gentile,

come già più volte le abbiamo cercato di dire, non esistoono soltanto persone contrarie alla sosta regolare ed ai parcheggi interrati. Esistono anche realtà a favore come il nostro comitato online www.propuproma.com che da mesi ragiona, riflette, fa confronti internazionali in maniera seria e competente su questo tema.

Le sottolineamo che i parcheggi interrati esistono e funzionano sotto tutte le strade di tutte le città d'Europa. A differenza di Roma, in Europa si preferisce non trasformare strade e piazze in sconfinati e disordinati parcheggi a cielo aperto, ma si preferisce ricorrere alla regolare sosta interrata liberando spazi per la pedonalità, per il passeggio, per lo shopping, per le biciclette.

Non si capisce per quale assurdo motivo un quotidiano come Repubblica ed una giornalista "verde" come Lei, iteratamente, debba continuare a parteggiare per quei cittadini che, fingendo affetto verso gli alberi (addossi ai quali non disdegnano di parcheggiare il loro suv), non fanno altro che perorare la causa della sosta selvaggia, delle auto in doppia fila, delle 'maghine' parcheggiate in curva, sulle strisce pedonali, davanti agli scivoli per gli handicappati.

Forse è arrivato il momento che una testata civile come la vostra, dia spazio anche a chi non ha alcuna intenzione di accettare la nostra città così com'è, con i suoi 2 milioni e mezzo di vetture sistematicamente in sosta criminale, con i suoi 350 morti e 70mila feriti ogni anno. Forse è arrivato il momento di dare anche un briciolo di visibilità anche a chi vuole che la nostra diventi una città europea, dove il problema della sosta venga governato come è stato governato a Londra, a Parigi, a Madrid.

COMITATO PRO PUP ROMA