martedì 4 gennaio 2011

Per eliminare la piaga dei parcheggiatori? Soluzione in cinque minuti


A Roma, unici in Europa, cittadini e amministratori si rovellano per capire come fare a risolvere l'annoso (ehhehe) problema dei posteggiatori abusivi. Si fanno arresti, retate, multe, si fanno statistiche (sono italiani, sono stranieri, sono stranieri gestiti da italiani nell'ottica di quella nuova mafia romana fatta di cartellonari, bancarellari, associazioni a delinquere di attacchini ed evidentemente gestori di parcheggiatori?), poi ci accorge che le multe non le paga nessuno e che le strade sono zeppe di abusivi che manco Napoli ai tempi d'oro.
Questo patetico articolo del Messaggero descrive benissimo la situazione. Ma c'è una cosa che non dice: i parcheggiatori spariranno, e sono spariti dalle altre città, in un semplice modo: eliminando i posteggi dal suolo pubblico. Ma ci vuole tanto a capirlo o cosa?
Parlano di Stazione Termini, di "vicoli dietro al Colosseo" (mioddio!!!), di area sotto l'Anagrafe. Ma sfidiamo noi: in quale capitale occidentale in questo mondo esistono degli interi ettari, degli interi brani di città che sono terra di nessuno. Piazzale dei Cinqucento, l'area del Velabro, ma mettiamoci anche il piazzale davanti al Verano, luogo di caccia privilegiato dei guardiamacchine illeciti. In tutto il mondo civile questi spiazzi sarebbero aree pedonali ben illuminate e magari vissute (con eleganti chioschi e tavolini, per dire, non con i bar ambulanti dei camorristi di oggi). Da noi niente di tutto questo: spiazzi per la sosta alla rinfusa delle auto, manco fossimo nelle banlieue del Cairo.
Non servono vigili, non servono cittadini che si autoimmolano e fanno gli eroi per denunciare, non serve continuare a tenere la gente in uno stato di assurdo stress, non serve perpetrare questa ignobile guerra civile. Per eliminare i parcheggiatori è sufficiente, ancora, copiare quello che hanno fatto in tutte le altre capitali europee e occidentali: togliere i parcheggi dalla superficie. Eliminare le terre di nessuno, gli spiazzi abbandonati, le aree incontrollabili. Le auto vanno parcheggiate in parcheggi regolari, controllati, illuminati e sotterranei: scommettiamo che lì sotto i parcheggiatori non andranno?

7 commenti:

  1. Bravo.
    Vogliamo le strade e le piazze per i pedoni, i bambini e gli anziani. Vogliamo legalità e la fine dell'abusivismo. Vogliamo lottare contro chi usa lo spazio pubblico come privato. Vogliamo fermare il saccheggio di Roma.

    Sembra assurdo, ma dopo 3 anni di Alemanno eletto come sceriffo antidegrado, sono queste le cose elementari che ci tocca rivendicare.

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  2. Basta fare come me...parcheggiare la macchina 300/400 metri più in la, così loro non beccano i soldi e io non ho il rischio che me la rovinano...

    Resta sempre il fatto che costruire parcheggi interrati è sacrosanto !

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  3. Io non pago mai e non mi hanno rigato mai la macchina. Quanto gli conviene rischiare la denuncia? Questi campano sulla nostra ignavia!

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  4. Bella capo, piazzala là, chiavi sul cruscotto

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  5. A me purtroppo alcuni anni fa, i zingari all'interno del Metropark di Piazza dei Cinquecento, mi hanno staccato lo specchietto e lasciato a penzoloni...fortunatamente è bastato riattaccarlo a incastro, ma da quel giorno io la macchina li dentro non ce l'ho più lasciata...ecco perchè non pago l'abusivo ma evito di lasciarla nelle loro grinfie...

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  6. Buongiorno
    mi chiamo Enrico Pasini. Provo da circa 6 mesi a raccontare con uno "spirito di parte" ciò che succede nel quartiere Marconi (PUP o non PUP) attraverso un blog
    E provo a raccontarlo mettendo a confronto le diverse posizioni, cosa che fa sempre bene alla crescita collettiva.
    Sul PUP Fermi io credo che giustamente gli abitanti di via Enrico Fermi lamentino un iniziale difetto di comunicazione con una assemblea pubblica andata deserta (pubblicizzata male, poco preavviso, convocata dalla società CAM e dal Comune) che in corsa hanno provato a recuperare incontrando Aurigemma.
    Magari organizzare un'altra assemblea pubblica per tutti (presenti società CAM, amministrazione comunale e municipale) non avrebbe fatto male.
    Nel blog ho dato voce agli esponenti del comitato. Lo rivendico, lo rifarei. Poi ho cominciato a leggere, a confrontare, a voler capire. A chiedermi quale fosse un ruolo responsabile della politica, dell'amministrazione.
    Nel frattempo le cose sono precipitate, da un lato perchè in un crescendo di forzature il Comitato (lo fanno tutti, in tutti i campi beninteso) ha iniziato a privilegiare alcuni TITOLI ad effetto, dall'altro perchè questi cittadini non hanno avuto - o meglio hanno avuto solo parziali risposte da parte delle amministrazioni.
    Risposte sugli effettivi PRO e CONTRO di un progetto, includendo i temi della sicurezza ed i temi degli oneri concessori. Risposte date in modo scientifico.
    A chi prova ad occuparsi di via Fermi in posizione laica e non sdraiata sul Comitato o su una adesione acritica ai PUP viene "garbatamente" detto (beninteso non dagli esponenti di punta del Comitato ma da qualche “esagitato”) ma se te non abiti a Fermi o Marconi perchè non ti fai i cavoli tuoi?
    In fondo è l'estremizzazione delle lotte di condominio.
    (continua a leggere nel post successivo)

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  7. (... dal precedente)
    A parte che vivo a Marconi da più di vent'anni a circa 300 metri da via Enrico Fermi e che la conosco come le mie tasche, che il resto della mia famiglia non convivente lì risiede, che documento il quartiere nei suoi aspetti meravigliosi e nei suoi aspetti vergognosi, il problema di fondo è appunto questo: un’opera serve al condominio, all’isolato, alla via o serve al quartiere? ed ancor più è funzionale ad un progetto più ampio per la città, miri a renderla più vivibile?
    In tutte le analisi che ho visto questo punto è sottovalutato e spesso le controdeduzioni che si portano (esistono parcheggi a go-go) non tengono conto dell'effettivo stato e motivazioni.
    Oggi il Comitato NO PUP Fermi ha sfondato sui giornali. E’ un suo merito, perché coerentemente ha perseguito una battaglia.
    Non è un merito invece quello di alcuni organi di informazione che hanno riportato acriticamente la loro posizione.
    Ci si aspetterebbe che giornali come Repubblica facciano informazione a tutto tondo, confrontando, paragonando, indagando. L’articolo di Cecilia Gentile del 9 gennaio che ha trattato “la rivolta dei cittadini di via Fermi” è l’opposto di una informazione che informa. E’una informazione militante, che non guasta certamente. Ma che mi sarei aspettato su un “giornale di partito”.
    E così aspettando un articolo che dia prova dell'esatto contrario (e quindi apra la strada ad un confronto serio, scientifico che per punti analizzi PRO e CONTRO) i cittadini sempre più ostaggi del traffico, della sosta selvaggia e della disinformazione si arrangiano come posso.

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