lunedì 31 gennaio 2011

Dove è l'infomobilità?


Quando diventeremo una città normale? Quando succederà che invece di ingolfare il traffico e avvelenare l'aria "pe trovà posto" (ovviamente in divieto) gli automobilisti cercheranno il display più vicino per calcolare in quale parcheggio regolare entrare? Cosa aspettano anche i nuovi pup che aprono a consorziarsi (parliamo di un consorzio, necessario anche perché darebbe loro un potere contrattuale notevole) tra le ditte che in questo momento hanno in mano le concessioni per costruire) per realizzare dei sistemi di infomobilità come quello in foto che sono la svolta di mobilità delle città contemporanee dove ancora, purtroppo, si utiliza l'auto privata per spostarsi? Le ditte sono prese in mezzo da giornalisti stronzi, comitati in cattiva fede e una politica che tende a parlare alla pancia più che alla testa dei cittadini, ma è anche colpa loro visto che non riescono a parlare con una sola voce.
Questa qui è Bologna, mica Oslo...

venerdì 28 gennaio 2011

E a Testaccio continuano le contraddizioni: il cantiere del pup Campo Testaccio



Ancora Testaccio. Per questa volta distanti da Piazza Testaccio. Si sta costruendo un parcheggione sotto al Campo Testaccio (anche qui qualcuno ha gridato allo scandalo) e siamo andati, oltre che a controllare i lavori, a vedere cosa succede tutto intorno. E succede quello che succede ovunque: strisce blu alle volte semivuote e macchine ammucchiate dove è divieto (sia nel video che nelle foto). Ma tanto gli ausiliari passano e i vigili no, dunque cosa è più furbo fare? Parcheggiare in sosta selvaggia addosso alle Mura Aureliane e via. L'auspicio di Pro Pup Roma, ovviamente, è che dopo la costruzione del parcheggio tutti questi posti auto nello square centrale vengano eliminati. Si realizzi un biscotto centrale a marciapiede, a alberate, a panchine, a quello che volete; ma si tolgano le auto su tutto il percorso.

Costruire parcheggi richiede soldi, fatica, fastidi e disagi: se poi neppure sfruttiamo l'occasione per liberare la superficie dalla infestazione e incrostazione di automobili siamo proprio degli imbecilli...

giovedì 27 gennaio 2011

Ma potrà mai esserci una villa romana qui?


Sul greto del Tevere, dove la Soprintendenza sta cercando di non far spostare gli alberi di Via Fermi per consentire il regolare inizio dei lavori del parking...

mercoledì 26 gennaio 2011

Se lo dice il Post...


Il Post è il quotidiano online diretto da Luca Sofri. Il Post ha una interessante e ben fatta sezione "Roma" dove qualche giorno fa, a dispetto dei tanti fanfaroni che sovente commentano queste pagine, è uscito questo articolo dove si dice qualcosina sul nostro blog... Eddai che è una soddisfazione anche per voi che da mesi ci state sostenendo!

martedì 25 gennaio 2011

Una buca piena di speranze


La buca delle speranze e delle utopie. Utopie di trasformare Prati, un bel giorno, in un quartiere normale, civile, europeo. In cui tutti, non solo gli automobilisti prepotenti, hanno diritto di cittadinanza. In cui si possono attraversare le strade senza trovar automobili piazzate sulle strisce, in cui non vedenti e disabili possano passeggiare in santa pace senza vedersi angoli e strisce pedonali ostruite, in cui non esista la micidiale doppia fila e in cui sempre più strade si affranchino dalla sosta ai lati del marciapiede, lasciando soltanto uno spazio per il transito delle auto (preferibilmente a senso unico) e tutto il resto, marciapiede. Questo a vantaggio di tutti, non solo assolutamente per l’utenza leggera (pedoni, ciclisti, anziani, bambini…), ma anche per il commercio. Dio sol sa quanto lavorano di più dei negozi che non sono annegati dietro ad un mare di lamiere. Dio lo sa, i commercianti romani ancora non lo hanno capito, i commercianti romani sono gli stessi che lottavano coltello in bocca per non far pedonalizzare Via Condotti, anni fa… Vi rendete conto?
Detto questo torniamo al cuore del problema: la speranza per un Rione Prati, semplicemente, normale. Questa speranza è riposta nella grande voragine di Piazza Cavour dove saranno a breve ricavati centinaia di posti auto. Auto che andranno tassativamente tolte dalla superficie per liberare spazi e rendere la città finalmente accettabile. Siamo abusivamente entrati nel cantiere e abbiamo girato un veloce video in cui –male- si vede la situazione dei lavori, il grande buco e la statua di Cavour sospesa nel vuoto. Sarà un’altra occasione mancata o si procederà a sfruttare questa importantissima infrastruttura per eliminare posti nel raggio di 500\1000 metri dal parcheggio. 500\1000 metri che significano non solo Prati, ma anche Piazza Navona e dintorni…

lunedì 24 gennaio 2011

A Testaccio meno populismo e più civiltà!



Una ulteriore lettera al Primo Municipio riguardo al progetto di parcheggio in Piazza Testaccio. E intanto godetevi i progetti che i cittadini propongono: un giardinetto circondato da batterie e batterie di auto in sosta a spina, una vera e propria autorimessa a cielo aperto. Ennesima umiliazione, al di fuori di qualsiasi logica urbanisitica occidentale, per questo Rione massacrato delle automobili.

Caro presidente Corseti,
(e p. c. Antonello Augiremma, assessore alla mobilità)

abbiamo letto sugli organi di stampa gli ovvii risultati del referendum su Piazza Testaccio e ci teniamo ad esprimere tutto il nostro disappunto sia sulle modalità che si stanno scegliendo per riqualificare una importante e strategica piazza del centro storico, sia sulle successive e, riteniamo, premature determinazioni che il Municipio vorrà prendere impegnando proprie professionalità.

Sottolineiamo con forza che le grandi scelte di politica urbanistica non devono e non possono passare dal vaglio di un referendum popolare poiché, in questi casi e specie in una città dalla mobilità drogata come Roma, gli interessi “particulari” di cittadini e commercianti contrastano con una corretta, civile e europea gestione delle politiche della sosta. Politiche della sosta che, in tutte le capitali occidentali, vedono lo spostarsi delle automobili dalla superficie al sottosuolo con la realizzazione massiccia di parcheggi interrati che permettano di eliminare le auto dalla sosta a raso riqualificando strade e quartieri.

Testaccio ha, grazie alla liberazione di una sua importante piazza, una importantissima chance che non è opportuno dilapidare sull’altare del populismo e dei referendum. Sarebbe, caro Presidente, come fare un referendum chiedendo ai cittadini se vogliono o non vogliono pagare le tasse; se vogliono o non vogliono severi vigili urbani che multino chi commette illeciti; se vogliono o non vogliono pattuglie della Guardia di Finanza a sanzionare chi non paga correttamente le tasse. Ovvio, tristemente ovvio, che tutti voterebbero per il “no”. Come votano “no” quando gli si chiede se preferiscono una sosta regolamentata, ordinata e civile piuttosto che il caos anarchico, pericoloso e inquinato attuale. Sta alla politica decidere, non è possibile nascondersi dietro ad uno scontato voto popolare. Sta alla politica scontentare qualche cittadino oggi, per compiere un processo di riqualificazione urbana che sarà da tutti apprezzato domani.

Come Lei sa bene, presidente, è anche un problema di soldi. Chi può decidere che il Comune debba rinunziare agli oneri concessori che il parking interrato verserà nelle casse di Roma Capitale? Chi può determinare questo danno erariale? Cosa c’è di meglio che una valorizzazione in partnership pubblico-privata che obblighi –come succede sempre in questi casi- il privato che realizza l’autorimessa a manutenere per 25 anni il giardino sovrastante laddove –come ampiamente dimostrato ovunque- ne il Comune ne il Municipio sono in grado di mantenere alcun giardino in stato di sufficiente decoro? Non ultimo c’è il fattore economico in generale: la costruzione di un parcheggio crea indotto, fa lavorare operai, geometri, ingegneri, maestranze, ditte, genera gettito fiscale. La sosta selvaggia che c’è oggi a Testaccio quale indotto economico crea se non quello degli ospedali e delle cliniche ogni qual volta ci si trova a piangere un ferito?

Non vi è alcun motivo per non realizzare una importante infrastruttura per la sosta sotto Piazza Testaccio: alcun motivo! I residenti dicono che non servono posti auto? Abbiamo dimostrato con dei video e delle foto. I residenti temono problemi ai palazzi? E' il solito terrorismo di tutte le strade e le piazze dove si realizzano parcheggi e dopo mesi di polemiche i cantieri partono e non succede mai niente di ché.

Per tutto questo le chiediamo di non coinvolgere i tecnici del Municipio su progetti contrari alla logica di una sana e corretta pianificazione urbanistica. Sarebbe l’ennesima decisione sbagliata dopo la imperdonabile scelta (ma siamo sicuri che sarete già tornati sui vostri passi, perché la cosa sarebbe imperdonabile davvero) di smantellare una eccellente pista ciclabile per consentire ad un bar di ospitare due o tre file di sosta selvaggia davanti alle sue porte. Sono cose, caro presidente Corsetti, che non succedevano neppure nella peggiore Roma di Carraro. Lei è stato eletto, presidente Corsetti, per quello che la sua azione di governo ha rappresentato nel III Municipio: allargamenti dei marciapiedi, orecchie agli angoli e arredo urbano europeo. Dunque perché i dintorni di Piazza Bologna li ha sistemati come si fa in tutta Europa e invece Testaccio punta a gestirlo secondo le più egoiste richieste della peggiore cittadinanza e dei peggiori commercianti?

Il grande impegno da parte vostra per i prossimi anni a Testaccio, anche grazie alla costruzione di importanti parcheggi in Via Manuzio, sotto al Nuovo Mercato e appunto in Piazza Testaccio, deve essere quello di liberare il Rione dalla volgarità e dalla prepotenza della sosta selvaggia. Oggi non c'è un solo marciapiede utilizzabile, non si riesce a scendere ed a salire dai percorsi pedonali, anziani, mamme con passeggino, disabili e non vedenti sono costretti a non mettere il naso fuori casa. E la violenza di alcune notti deriva, anche, proprio da questo: se si concede ad un gruppo di ragazzi di lasciare la loro auto di fronte ad un percorso per non vedenti, di fronte ad uno scivolo per portatori di handicap allora è come se gli si dicesse: vai, sei libero di fare quello che vuoi e di comportarti da prepotente e da violento. Ci auguriamo che il Municipio comprenda che certi comportamenti inqualificabili prendono avvio proprio dal momento in cui si parcheggia l'auto in divieto, proprio dal momento in cui si entra contromano nella ztl. I parcheggi interrati, succede in tutta Europa, danno una risposta di ordine, disciplina e legalità a tutto ciò. E proprio grazie alla realizzazione dei parcheggi il Comune ed il Municpio potranno finalmente disporre di risorse sufficienti per riqualificare le sagome dei marciapiedi e gli arredi urbani in modo da scoraggiare in maniera vasta e diffusa i comportanti antisociali che rendono la città un luogo invivibile per chi non sia violento, prepotente, disposto a tutto...

venerdì 21 gennaio 2011

Piazza Gentile da Fabriano e il punto più basso toccato dai No Pup


I movimenti No Pup probabilmente toccano li punto più basso della loro davvero miserabile esistenza con la storiaccia del parcheggio di Piazza Gentile da Fabriano. Prima dell'inizio del cantiere le solite ridicole storie: qui si allaga tutto, qua sotto scorre un fiume, i palazzi sono costruiti su delle zattere (!), la zona è alluvionale, perderemo le nostre case e il solito armamentario egoista di chi lotta per continuare a far si che le nostre strade, i nostri spartitraffico e le nostre piazze continuino a restare dei vergognosi parking a cielo aperto.
Poi il cantiere parte, va avanti in tutta tranquillità e velocemente e si appresta ad essere completato quando cosa succede? Succede che i cittadini, strumentalizzati da questi alfieri della sosta illegale e incivile, presentano un esposto. Ora, diciamo la verità, dal singolo cittadini che gira in automobile e viene fermato fino al più grande dei cantieri non c'è una persona purtroppo che, sottoposta a controlli, sia esente da piccoli illeciti. Non lo giustifichiamo, ma lo spieghiamo: il sistema legislativo italiano è strutturato per far si che tutti i suoi cittadini stiano, chi più e chi meno, nell'illegalità. Non perché la gente sia necessariamente composta da criminali patentati, ma perché un sistema che ti sommerge con miliardi di leggi, norme, regolamenti è quasi impossibile rispettarlo alla lettera. Ecco perché, il dato spiega più di mille discorsi, nella sola Roma esistono tanti avvocati quanti ce ne sono in tutta la Francia. Questo cosa significa? Significa che se volete fare un esposto per rompere le scatole, per fare un dispetto ad un cantiere, anche se questo cantiere è tutto sommato onesto e rispettoso, qualcosa si troverà sempre.
E così è successo: esposto inviato, la magistratura è obbligata ad indagare e trova -sai che scandalo- che alcune documentazioni erano state consegnate qualche giorno più tardi del dovuto. Risultato? Stop al cantiere, pup che chissà quando verrà consegnato, piazza umiliata dal cantiere (che invece si stava felicemente concludendo) per tempi imprecisati. Il tutto per l'egoismo e la follia di alcuni comitati che vogliono convicere la città di una roba che non sta ne in cielo ne in terra, ovvero che Roma deve essere l'unica città al mondo dove non si deve sviluppare un ampio schema di sosta regolare interrata. L'unica città al mondo.
Il sistema li aiuta. Perché non rischiano nulla. Un impianto legislativo rispettoso e garantista farebbe pagare a chi fa esposti strumentali il danno in caso di eventuale assoluzione dell'accusato. In questo caso, i nostri egoisti di professione, ci penserebbero due volte.

Se ci sarà un secondo caso Via Oslavia di chi sarà la colpa? Della ditta o dei comitati? Di quegli stessi comitati imbecilli che, udite udite, non volevano il Maxxi. Di quegli stessi comitati che, ci potete scommettere, protesteranno quando si deciderà -speriamo a partire da domani!!!- di togliere le auto dallo spartitraffico di Via Guido Reni. I cittadini capiranno che i comitati No Pup puntano soltanto a perpetrare il degrado dei nostri quartieri?

Qui sotto l'articolo uscito qualche giorno fa su Repubblica. Sopra, invece, la foto di come era ridotta la piazza prima del cantiere.

***

Sigilli al parking della discordia
Il Comune blocca il cantiere al Flaminio. Inchiesta della procura

LAURA MARI
Prima le proteste dei residenti, poi l´inchiesta della magistratura. Non trova pace il cantiere del parcheggio di piazza Gentile da Fabriano, quartiere Flaminio. Dopo un esposto inviato alla Procura dai residenti, il pm Sergio Colaiocco ha aperto un´indagine e il 24 dicembre il Campidoglio ha disposto lo stop del cantiere. Alla base dell´indagine ci sarebbe un´irregolarità nella documentazione presentata dalla società concessionaria del parcheggio interrato, la Park ‘92, che avrebbe ottenuto il permesso a costruire dichiarando di avere già allegato il parere dell´Ardis, l´agenzia regionale per il Tevere. In realtà, però, quel parere sarebbe stato allegato solo in un secondo momento; i magistrati stanno dunque valutando se l´iniziale permesso sia nato viziato.
Il parcheggio, che fa parte del piano Pup comunale e che una volta finito dovrebbe ospitare oltre 200 posti auto di cui alcuni a rotazione e altri per i residenti, nei mesi scorsi è stato fortemente contestato dagli abitanti della zona che, per evitare l´abbattimento di decine di alberi, sono più volte scesi in strada per fermare le ruspe. Il 13 gennaio il Comune ha autorizzato la riapertura del cantiere, ma solo per la messa in sicurezza. «Quel parcheggio - sottolinea l´assessore alla Mobilità del municipio II, Andrea Signorini - è indispensabile per il futuro del quartiere». Dunque, la speranza del municipio è che «la magistratura concluda l´inchiesta prima possibile; il rischio altrimenti è di trasformare il parking in un secondo "caso via Oslavia"».

giovedì 20 gennaio 2011

Pup Fermi. Se i consiglieri municipali arrivano al punto di invitare i cittadini a far reati...


Il Pdl del XV Municipio ha presentato e riuscito ad approvare una mozione al consiglio municipale contro il parcheggio di Via Enrico Fermi. Abbiamo scritto il nostro parere al primo firmatario, Marco Palma. Qui sotto la nostra lettera a Palma, inviata ieri. Ancora di seguito il testo della sua mozione che consideriamo un episodio gravissimo e potenzialmente impugnabile in varie modalità: può un eletto far approvare una mozione dove si incoraggiano i cittadini che egli amministra a violare le leggi della Repubblica? Secondo noi non può, il dibattito è aperto...



Gentile Marco Palma,

riguardo al progetto di riqualificazione urbana di Via Enrico Fermi, le scriviamo innanzitutto per farle sapere che esistono, in questa città, anche dei cittadini (tanti, civili e purtroppo silenziosi) che non sono contrari a priori alle infrastrutture, che chiedono riqualificazioni di stampo internazionae e non si accontentano dello status quo, che vogliono che Roma si avvicini alle capitali europee, non che resti a livello di quelle africane, che non strumentalizzano anziani e bambini e soprattutto che parlano con cognizione di causa e non a vanvera con scopi che definiremo terroristici.
Vi sono, insomma anche cittadini come noi, che animiamo un comitato online che si batte a favore della realizzazione dei parcheggi interrati a Roma, così come si è fatto –per risolvere il mostro della sosta automobilistica- in tutte le città d’Europa e d'Occidente, nessuna esclusa.
Ci è molto spiaciuto leggere la sua mozione al consiglio municipale. Sia perché contiene menzogne e inesattezze molto gravi se presentate ad un organo istituzionale, sia perché dimostra come lei (e il suo partito?) si sia fatto raggirare dalle parole e dalle bugie dei comitati no pup che, a Via Fermi come in tutta Roma, sono in realtà comitati pro-sostaselvaggia.
Nel suo testo, caro Palma, lei parla di dissesti idrogeologici, di fiumi sotterranei e di zone densamente abitate. Beh, notiamo che a pochissimi metri dall'attuale cantiere sono stati già realizzati i parking interrati di Via Blaserna e della Città del Gusto, ma quando sono stati scavati questi grandi parcheggi interrati nessuno si è strappato le vesti, nessuno ha gridato allo scandalo urbanistico, nessun comitato è nato. Strano, no? Perché? Glielo spieghiamo noi: perché quei parcheggi non toglievano nessun posto auto. Ha capito, consigliere? Quando un parcheggio viene realizzato su un’area abbandonata nessuno se ne frega nulla, quando invece toglie posti auto (sebbene abusivi, come vedremo!) diventa pericolosissimo per i palazzi, uccide i bambini, ammazza il commercio. Anche se i due cantieri distano 20 metri o anche meno l’uno dall’altro. Curioso, no? La realtà è tutt'altra: nel 2011 l'uomo ha costruito tunnel sotto la Manica, è andato sulla Luna ed ha costruito aeroporti sul mare; a Bari (non a Parigi!) tra due mesi verrà definitamente inaugurato un enorme parking in centro storico la cui profondità lo porta ad essere sotto al livello del mare. E ancora si blatera di falde acquivere? Ma di che cosa stiamo parlando...?
Lei parla di centinaia di posti auto in libera sosta, ma probabilmente non ha approfondito la gestione della sosta di tutte le capitali europee con cui una destra moderna come quella del PDL dovrebbe confrontarsi: Madrid, Parigi, Vienna, Berlino, Londra… Le risulta che in una sola di queste realtà esistano posti in “libera sosta” in superficie? Mi sa dire anche un solo esempio? In realtà si tratta di città dove le automobili, ormai da 10 o in alcuni casi 20 anni, sono state posizionate sottoterra lasciando la superficie ai marciapiedi, ai tavolini all’aperto, agli spazi per passeggiare, vivere, correre, andare a spasso. Fa così schifo anche a lei questo scenario come fa schifo ai “no pup” che l’hanno convinta a scrivere imprecisioni anche gravi?
Gravi come quella di considerare “posti auto” dei posteggi totalmente abusivi, illeciti, pericolosi e illegali. Come può, caro Palma, in una mozione ufficiale parlare di “posti auto nello spartitraffico” quando lei sicuramente sa benissimo che è vietato parcheggiare in quel modo, che è pericoloso, vergognoso, indegno di una città civile e massacrante per gli alberi: quelli non sono posti auto e dunque nessun “posto auto” viene perduto. Quelle sono auto in sosta selvaggia e lei da rappresentante istituzionale come fa a definire “interesse soggettivo” il diritto a poter violare il Codice della Strada, questo è un errore gravissimo in cui è stato indotto da cittadini egoisti e comitati incivili. Un eletto non può andare in una assemblea istituzionale e, nero su bianco, difendere il diritto dei cittadini che amministra a compiere un illecito. E’, semplicemente, inaudito!
Ma poi, passando dall’aspetto procedurale e legale all’aspetto politico, la situazione peggiora ancora: le chiediamo se davvero crede che i suoi elettori –e quelli di tutto il Pdl- siano in linea con la sua posizione. Le chiediamo se davvero ritiene di essere stato eletto per difendere i diritti di chi vuole far perdurare il degrado, di chi si scaglia contro normali riqualificazioni urbane che sono la norma nei paesi civili. Non crede invece che, dopo gli anni insopportabili del permissivismo veltroniano, della tolleranza a tutto, la destra non abbia vinto in città proprio per mettere la parola fine a questo? Proprio per trasformare in normali boulevard europei dei viali che la cattiva amministrazione di centro sinistra aveva fatto diventare dei veri e propri sfasciacarrozze a cielo aperto. Consigliere Palma, ma quanto tempo è che non dà una seria occhiata a Via Fermi? Un caos e un'anarchia simile, un sopruso dei diritti dei più deboli, uno spregio delle più basilari regole di civile convivenza non avviene neppure nei vicoli del peggiore campo rom della città! Le consigliamo una attenta visione di questo video, che abbiamo appositamente girato: http://www.youtube.com/watch?v=oYy2r9JqBpU&feature=player_embedded.
Riteniamo con grande convinzione che ciò a cui siete chiamati, nel vostro ruolo, è parlare alla testa, non alla pancia dei cittadini. Se vi sono dei comitati e dei cittadini che, in maniera totalmente incivile e senza alcun motivo reale salvo quello di mantenere dei sordidi privilegio tipo quello di continuare a vita a parcheggiare in divieto di sosta davanti al portone di casa, con metodi assolutamente terroristici diffondono il panico tra la popolazione, il preciso compito della politica è quello di smascherare questo meccanismo e di spiegare, nella più totale tranquillità, che ciò che si sta facendo non è affatto pericoloso, non è affatto inutile, ma è semplicemente ciò che si fa in tutto il mondo per risolvere il problema della sosta. E’ per questo che siete stati chiamati ad amministrare il territorio del XV Municipio e la città di Roma.
Concludiamo segnalandole –anche a seguito dei dati diffusi giusto ieri dall’Associazione costruttori del Lazio- che il settore dell’edilizia è in crisi nera nella nostra città. Migliaia i posti di lavoro perduti e le aziende chiuse nel solo 2010. Un cantiere di un parcheggio interrato muove l’economia, permette l’assunzione di manodopera, maestranze, carpentieri, operai specializzati, geometri e ingegneri. Mette in moto la filiera dei fornitori, fa lavorare decine di aziende in un periodo di crisi. Genera passaggi di denaro che producono indotto e versano imposte. Possiamo rinunciare a tutto questo? Possiamo tenere nella depressione economica la nostra città per le stolte paure di qualche cittadino quasi sempre in cattiva fede? Perché? Per non parlare poi –mentre la nostra città viene retrocessa nelle classifiche delle società di rating- che i parcheggi interrati versano oneri concessori nelle casse del Comune, oneri cui il Comune non può e non deve rinunciare: si tratterebbe di un danno erariale privo di senso. Infine c’è la rivalutazione immobiliare, con tutte le conseguenze del caso, che interesserà tutti gli appartamenti della zona che finalmente si affacceranno su un viale civile e europeo. Dall’altra parte della bilancia ci sta soltanto l’oceano sconfinato e putrido delle auto in sosta selvaggia su Via Fermi, quelle che indotto portano oltre al degrado? Una scelta di campo dovrebbe essere chiara e netta da parte vostra, qualsiasi altra soluzione populista e demagogica è –dovete ammetterlo a voi stessi- compiuta a danno della città. Ne vale la pena? Per guadagnarci cosa? Allettati da cosa? Forse dalle migliaia di firme raccolte dai comitati? Ma come pensate che davvero queste possano trasformarsi in voti quando non riescono neppure a trasformarsi in adesioni alla misera pagina facebook dei no-pup? Anche se l’obbiettivo –e sarebbe cosa grave- fosse limitato da parte vostra ad una mera ricerca del consenso, sarebbe un buco nell’acqua…


***
QUI LA DELIBERA PASSATA NEL CONSIGLIO DEL XV MUNICIPIO

Premesso che: con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2006 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 9 agosto 2006 n. 184 è stato dichiarato ai sensi della legge del 24 novembre 1992 n. 225 lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2008 per la situazione creatasi nel settore della mobilità e del traffico nella città di Roma;
la Soc. Cam Srl ha presentato una richiesta in Municipio Roma XV nel 2005 per Via Enrico Fermi e, successivamente ad una serie di adempimenti amministrativi ed autorizzativi che non hanno visto pronunciarsi il Consiglio del xv municipio, ha ottenuto le autorizzazioni necessarie al PUP; in data 3 agosto 2010 il Sindaco Alemanno ha nominato il consigliere Comunale Aurigemma Antonio delegato in materia di PUP (Piano Urbano Parcheggi) per la città ed anche il Presidente del Municipio Roma XV ha nominato nella persona dell'assessore alla mobilità del XV Municipio Rodolfo Zampa la delega ai PUP per il municipio;
a seguito di tutti questi atti amministrativi ed autorizzativi tra le diverse amministrazioni in Campidoglio si è giunti all'individuazione, per quanto riguarda l'area comunale di Via Enrico Fermi, per la realizzazione di un parcheggio interrato previsto nel Piano Urbano Parcheggi e classificato con il codice B1.4-027;
la società CAM SRL in data 21 novembre 2010 insieme al Presidente Paris ed al delegato del Sindaco Consigliere Comunale Aurigemma hanno presentato il progetto alla cittadinanza ed a fronte di una comunicazione inviata a 14 mila destinatari solo poche decine di persone hanno presenziato all'incontro tenutosi presso l'UCI cinema di Via Enrico Fermi;
nel frattempo si è costituito un comitato NO PUP di Via Enrico Fermi che, allo stato attuale, congiuntamente al Comitato di Quartiere Marconi hanno raccolto circa 3.000 firme anche allo scopo di far conoscere meglio il progetto alla cittadinanza, non informata fino al momento in cui è stata indetta l'assemblea da parte della società, del Comune e della Presidenza del XV Municipio;
in data 9 dicembre 2010, in presenza della commissione trasporti del Municipio Roma XV, si è tenuto un incontro con il delegato ai PUP del sindaco in Campidoglio Aurigemma e sono state gettate le basi per una idea alternativa, con la proposta per la società CAM Srl di prendere in carico il parcheggio realizzato, allo stato attuale abbandonato, di Via Pietro Blaserna e di impegnare i fondi derivanti dagli oneri concessori per la riqualificazione di Via Enrico Fermi, da concordarsi con i cittadini ed i residenti.;
tale proposta ha visto il diniego della società che si sarebbe comunque resa disponibile anche alla gestione dello stesso oltre che alla realizzazione del progetto di Via Enrico Fermi;
il progetto del PUP di Via Enrico Fermi prevede, nel dettaglio, la realizzazione di nr. 401 posti di cui 179 box e 222 a rotazione ai privati anche in deroga al principio di pertinenzialità e che rispetto alla situazione attuale di sosta, comunque da regolarizzare soprattutto nella sua parte centrale, si perderebbero circa 400 posti oggi a sosta libera in cambio di box e sosta, seppur in convenzione, comunque tariffata ed oraria e che ciò potrebbe ledere un interesse soggettivo;
per l'inizio dei lavori è previsto l'espianto dei 28 platani e che deve essere individuato un parco attrezzato che sarebbe stato individuato nell'area golenale e che pone in condizione sospensiva il rilascio dell'utilizzo dei diritti di superficie;
l'attività di espianto della alberature sarebbe propedeutica al lavoro di carotaggio finalizzato alla verifica del sottosuolo e dei problemi dal relativo assetto derivanti, peraltro oggetto di verifiche da parte di organismi di carattere scientifico e tecnico, anche per considerare eventuali criticità in termini di stabilità dei palazzi costruiti, come noto, su terra di riporto;
allo stato attuale non si conoscono quali osservazioni siano state effettuate dall'ARDIS rispetto al rilascio del permesso con riserva avvenuto con nota 523 del 26 novembre 2009, vincolato ad alcune non meglio precisate prescrizioni e che la Regione Lazio con nota 120764 del 13 maggio 2010 ha comunicato, a riscontro della richiesta dell'area golenale di lungotevere Pietra Papa, che rispetto all'area individuata esisteva già un progetto approvato in data 9 dicembre 2008 nella relativa conferenza dei servizi e che la stessa Regione si sarebbe impegnata a reperire un'altra area sempre di proprietà della Regione stessa per il reimpianto delle alberature;
allo stato attuale non sarebbe quindi prevista la realizzazione di un parco che nell'ordinanza nr. 342 del 27 luglio 2010 risultava essere condizione di sospensiva per la realizzazione del progetto.
Evidenziato che: a ridosso dell'area di Via Enrico Fermi insiste un altro cantiere (la costruzione del ponte della scienza pedonale sul lungotevere dei papareschi) e che ciò ha comportato e comporta una variazione alla viabilità avendo interrotto il senso di marcia dei veicolo che da Via Pacinotti passava in transito per raggiungere Via Enrico Fermi e che l'apertura del cantiere del pup comporterebbe una ulteriore criticità rispetto alla durata del cantiere che andrebbe a ledere diritti soggettivi, oltre che a quanto rappresentato al punto 12 dell’ordinanza del Comune dove si cita il mancato rilascio dell’inizio lavori nel caso di “eventuale presenza di ulteriore cantiere di lavoro nell’area interessata…con aggravio sulla mobilità locale” Evidenziato altresì che: si rende opportuna anche considerando la presenza di palazzi ad alta densità abitativa, una verifica complessiva geostatica degli stessi, anche alla luce del recente terremoto dell'Aquila e che a tale scopo occorre una verifica della situazione idrogeologica e che al fine della estrema criticità che non consentirebbe la realizzazione del pup potrebbe essere ipotizzabile l'individuazione di un'area alternativa (ex area industriale, lungotevere Pietra Papa etc) e che l'impegno degli eventuali oneri concessori dovrà essere co-gestito avviando un progetto partecipato con i residenti di prossimità ovunque si realizzi il pup;
si stanno effettuando dei carotaggi per i quali si rende necessaria una verifica ulteriore da parte degli uffici comunali competenti; sarebbe opportuno certificare l'utilità sociale rispetto all'opera, considerando anche il mercato dei parcheggi a pagamento presente nel quartiere e che, come noto, allo stato attuale il parcheggio di Via Pietro Blaserna risulta essere inutilizzato e che da una sosta nel cordolo centrale gratuita si passerebbe ad una sostanziale ed inevitabile sosta a pagamento (sia da box che da parcheggi per la rotazione) Tutto ciò premesso il consiglio del Municipio Roma XV impegna il Presidente del Municipio affinché, di concerto con il delegato ai PUP del XV Municipio, presso il Sindaco di Roma ed il delegato comunale ai PUP, possano trovare una soluzione alternativa a quella ipotizzata di via Enrico Fermi considerando gli spazi a disposizione nel quadrante (ad esempio l'area e industriale, lungotevere Pietra Papa), impegnandosi sin da ora a concertare e ad allargare la base partecipativa alla decisione che potrà essere determinata attraverso un atto di consiglio aperto in un luogo disponibile nel quartiere del municipio interessato.

mercoledì 19 gennaio 2011

Largo Vercelli. Si riparte?



Guardate che volgare e ignobile oceanomare di automobili che accoglie l'arrivo, sacrosanto, del cantiere del nuovo parking interrato di Largo Vercelli. I residenti hanno protestato animatamente: vogliono continuare a vivere immersi in questa distesa di sterco e questo è da una parte incredibile e dall'altra inaccettabile.
Il progetto di questo piccolo parking prevede una ampia risistemazione superficiale che toglierà dal degrado questo angolino di città nei pressi di Piazza dei Re di Roma, oggi letteralmente abbandonato.
Non c'è scorcio di Europa dove possa esistere un largo, un incrocio ove la sosta delle automobili sia gestita così a caso, nel pericolo, nello scempio, nel degrado, nella prepotenza, nell'impossibilità di pulire le strade da parte degli operatori, nella impossibilità per tutti anche solamente di camminare, nell'impossibilità di chi vuole solo transitare di avere una decente visibilità.
I lavori, dopo una sentenza favorevole al TAR, paiono essere ripartiti. E speriamo che sia la volta buona perché oggi, questi territori, non hanno dignità. La gente protesta perché, abituata e assuefatta allo schifo più totale e diffuso, considera questo come normale. Ebbene: normale non è! E ancor meno normale è se si pensa che qui passano mezzi pubblici a profusione, che qui c'è la metro A e che presto ci sarà la C. Insomma: via le auto dalle strade. Le strade servono per camminare, farsi una bella passeggiata, pigliarsi un drink seduti al sole, portare i propri piccoli a spasso. Non per lasciare l'automobile!
Ci auguriamo che la CAM Edilizia, titolare di questa concessione, provveda a delle risistemazioni superficiali che eliminino un numero alto, altissimo, di posti auto abusivi e non. Non sarebbe tollerabile far passare dei momenti di disagio per il cantiere e poi restituire il territorio all'abusivismo della sosta illecita: questo è fondamentale e su questo vigileremo. Perché fino ad oggi, lo sappiamo, l'errore più clamoroso che è stato fatto è il seguente: realizzare parcheggi e non eliminare posti auto dalla superficie. Così, la gente, ha avuto solo i disagi, senza i vantaggi di una città più ordinata, pulita, pedonale. E i costruttori hanno realizzato infrastrutture che ad oggi sono utilizzate in minima parte, solo da quella minoranza di cittadini civili e sensibili...
foto Willy

martedì 18 gennaio 2011

Quei pazzi di Bari...

Quei pazzi di Bari, in una piazza dove c'era solo degrado e parcheggiatori abusivi, nel pieno centro del cuore del fulcro della città sapete cosa hanno fatto e cosa inaugureranno tra qualche settimana? Un megaparking da 700 posti auto che permetterà al'amministrazione dell'ottimo Michele Emiliano di pedonalizzare e rivoluzionare la mobilità in tutto il quartiere Murattiano.

Per capire la maturità e per testare l'abisso che c'è tra un giornalista di qui e uno di laggiù, beccatevi questo servizio su una televisione locale: competenza, pacatezza, prospettive positive, nessun eccesso di enfasi verso le difficoltà che pure ci sono state. Si fa così, in tutta europa, sembra dire il servizio. Che infatti fa un corretto paragone con Vienna. Come è possibile che nella capitale d'Italia la mentalità sia indietro di venti anni rispetto anche solo a questo servizio? Come è possibile che mentre a Bari si costruiscono megaparcheggi sotto al livello del mare ("ma niente paura, ci sono i pozzetti drenanti", dice sempre il servizio), qua dobbiamo sorbettarci le mitologiche minchiate del "terzo fiume di Roma", dei palazzi costruiti sulla sabbia al Flaminio, dei caseggiati edificati su montagne di monnezza a Marconi e delle onnipresenti falde acquifere come se una città che è stata capitale del mondo per 1000 anni, costruita nel luogo forse più favorevole del mondo allora conosciuto, fosse stata fondata su una specie di acquitrino. Chiedervi "basta cazzate" è troppo volgare?

lunedì 17 gennaio 2011

Aurigemma!


L'uomo che qualche tempo fa, in una convegno sulla mobilità a margine della campagna elettorale per le scorse elezioni europee, in un albergo dell'Esquilino, disse a chiare lettere che "il problema di Roma è togliere le auto dalla superficie per portarle sottoterra" è stato nominato assessore alla mobilità.
Ci auguriamo dunque che il processo che deve portare Roma ad avere un rapporto sano tra parcheggi interrati e parcheggi fuori terra proceda con grande slancio. Ci aspettiamo da Antonello Aurigemma una vera svolta in questa direzione. Non chiediamo niente di strano, solo che il rapporto tra parcheggi per strada e parcheggi sotterranei sia lo stesso che c'è in tutto il mondo civile. Sarà poi tanto difficile? Chiediamo che il suolo pubblico, in un momento di scarsità di risorse per gli enti locali, venga messo a reddito: come sappiamo concedere spazi a privati e farglieli valorizzare provoca all'amministrazione comunale un introito. A questo introito, oggi che il Comune è costretto a chiudere asili nido e assistenza sociale, non si può assolutamente rinunciare. E dunque si deve fare di tutto per realizzare più infrastrutture possibili, proprio perché creano un doppio vantaggio: meno auto i mezzo alla strada, più soldi nelle casse del comune che ottiene un miglioramento notevole dell'ambiente urbano non solo a costo zero, ma guadagnandoci. Chiediamo al nuovo assessore che lo schema di convenzione per i Pup venga cambiato: oggi lo schema risulta troppo favorevole ai privati in generale a svantaggio del Comune. Cosa deve succedere? Non devono essere consentiti box, ma solo stalli aperti (ogni riferimento alle bestie che trasformano i propri box in cantne lasciando la loro macchina in superficie magari in divieto di sosta è puramente voluto); gli oneri di concessione che le ditte debbono pagare al comune devono salire; il rapporto tra parcheggi in vendita e parcheggi a rotazione deve essere sano e mai sbilanciato. E' necessario aumentare, di molto, le garanzie per gli inquilini che abitano nei dintorni del cantiere e i risarcimenti per i negozianti (risarcirli in base al fatturato, visto che purtroppo fatturano una frazione di quel che incassano, non sarà un problema!): le garanzie devono salire ed essere impeccabili poiché siamo stufi di sentir blaterare comitati che con la scusa dei danni e delle falde acquifere (si trasformano tutti in speleologi, quando gli paventi che un bel giorno gli toccherà parcheggiare in maniera civile) intralciano la infrastrutturazione della città. Occorre infine individuare una serie di tante, tantissime nuove localizzazioni per nuovi parcheggi e far partire subito tanti nuovi cantieri che oltre a ammodernare la nostra città, potranno contribuire a far girare l'economia: un cantiere che lavora, i suoi operai, stipendi, tasse, imposte, ingegneri, geometri, impiantisti... dà lavoro a centinaia e centiana di famiglie. Una macchina posteggiata in mezzo alla strada che indotto crea? Questo ragionamento è stato fatto ovunque, in Europa, a partire da anni e anni fa. Da noi vogliamo deciderci a partire?

Ci aspettiamo un respiro europeo nelle politiche della sosta, ci aspettiamo ad esempio che venga rivisto per quanto possibile il piano della sosta su strisce blu, vera porcheria di Sergio Marchi che interpretò, ideologicamente, in maniera estensiva una sentenza del tar riferita al quartiere Ostiense profittandone per togliere di fatto le strisce blu da tutta Roma. Segnaliamo ceh TUTTE LE CAPITALI EUROPEE hanno pochissimi posti auto in superficie, ma che quei pochi sono TUTTI a pagamento. Ci aspetiamo correzioni e discontinuità sulla ZTL, l'assessore Marchi l'aveva difatto eliminata di sera, trasformando il centro della città in un volgarissimo e infrequentabile parking per burini dalle 21 in poi dei venerdì e dei sabati. Uno scempio vero e proprio che merita di essere sanato ripristinando la chiusura della ZTL alle 21: chi vuole andare a cena in centro ci vada in taxi, in bus, in tram, a piedi, in metropolitana, in bicicletta. Per le auto non c'è posto. Ci aspettiamo che Aurigemma vieni l'accesso alla ZTL per le "macchinette", ce ne sono migliaia e la gente (anche molti adulti cui è stata ritirata la patente) le ha comprate solo per entrare furbescamente in ZTL, non è accettabile!
Ci aspettiamo, insomma, una amministrazione molto, molto diversa da quella, miserabile e micidiale, di Sergio Marchi?
Ora sta tutto nelle mani tue, caro Aurigemma!

domenica 16 gennaio 2011

Le riflessioni del weekend

Qualche dato dal centro di Londra. Questi i numeri della sosta nella City.

2030 posti auto interrati (a pagamento, dalle 2 alle 3 sterline)
804 posti auto in superficie (naturalmente tutti a pagamento, 4 sterline all'ora per un massimo di 4 ore)
217 posti auto per disabili
1300 posti auto in superficie per motocicli

Qualcuno si vuole divertire a vedere se negli altri distretti della grande metropoli inglesi le proporzioni sono diverse? Avete notato? Costano di più i parcheggi in superficie che quelli sottoterra, altro che gratuità...
Ah, ovviamente il dato dei parcheggi interrati comprende solo quelli pubblici. Poi ci sono tutti i parcheggi privati di uffici, negozi, centri commericali che rendono i posti disponibili in superficie una piccola frazione di quelli disponibili sotto terra. Il risultato? Passeggiando per Londra si cammina su strade e marciapiedi che NON HANNO ai loro lati la sosta. Le strade sono fatt per camminare, transitare, spostarsi: non per abbandonare i propri elettrodomestici per giorni e giorni.

Fonte? Il sito ufficiale della City.

sabato 15 gennaio 2011

Le riflessioni del weekend

Come mai secondo voi tutti i comitati parlano di "scempio" riferendosi ai parcheggi interrati e non aprono bocca contro i cartelloni abusivi, contro i graffiti sui muri, contro il commercio ambulante che rende mostruoso il loro quartiere. Possibile che l'unico "scempio" (tra molte virgolette) che esiste anche in tutte le altre città europee sia così grave, mentre tutti gli altri scandali, presenti esclusivamente a Roma, non meritino la costituzione di alcun comitato? Cosa c'è sotto secondo voi? Noi abbiamo un'idea: la voglia e la volontà al di là di tutto, di continuare a parcheggiare in maniera anarchica, a cazzo di cane, sempre, dovunque e comunque...

venerdì 14 gennaio 2011

Il parking di Via Fermi? Ancora deve nascere e già funziona!



Guardate guardate cosa vedono le nostre folgore pupille... Il parking che sorgerà lungo tutta Via Enrico Fermi -finalmente un'opera come si fanno in Europa, non un parcheggio circostritto ad una piazza o ad uno slargo ma un progetto diffuso che interessa per tutta la lunghezza una strada- ancora non ha visto una ruspa, ma già determina i suoi risultati.
Eccoli: carri attrezzi e vigili urbani, fino ad oggi assolutamente sconosciuti a Via Fermi, hanno rimosso e multato le macchine che i residenti abbandonano per settimane in divieto di sosta lungo lo spartitraffico centrale lì a schiacciare gli alberi, a rendere la strada insicura, a comprometterne la visibilità e ad imbruttire il quartiere. Terze macchine, quarte macchine di famiglia. Macchine che si lasciano lì per tempo imprecisato, tanto nun se paga. Macchine che sono state comprate, pur non indispensabili, perché "tanto c'è posto per lasciarle sotto casa gratis". Le cose, per fortuna, cambiano e un barlume di civiltà si sta tentando di portarla anche qui iniziando a gestire la sosta delle vetture come si fa in tutta Europa, dove prima di comprarsi la seconda o la terza auto a famiglia ci pensano non due, ma duecento volte: visto che posteggiarle costa. E tanto.
Ecco, in primis, come si disincentiva la congestione de l'occupazione di ogni spazio pubblico della città mediante le lamiere. Come siamo messi ora? Siamo messi con 700 auto ogni 1000 abitanti quando la media europea è di 450. Le macchine devono sparire e le strategie per farle sparire sono due: trasporto pubblico efficiente, riduzione degli spazi in superficie per parcheggiarle. Finché ci saranno spazi a iosa per stoccarle a scrocco (ve ne sono finanche di fronte al Colosseo, mica solo a Via Fermi!), le auto non diminuiranno. Finché sarà comodo possederle e parcheggiarle non diminuiranno. Finché chi possiede 5 auto a famiglia non verrà penalizzato, non se ne uscirà. I parcheggi interrati -lo dimostra il fatto che sono protagonisti delle politiche della mobilità in tutta Europa- sono una risposta a questa sfida.


Detto questo, ci teniamo a pubblicare la nota che la società costruttrice del parcheggio in questione, la Cam, ha pubblicato sul suo sito. E' particolarmente interessante perché, come fatto anche in altre aree, la ditta ha compiuto una analisi al dettaglio dei posti auto -regolari e abusivi- del territorio costatando, come stiamo cercando di dire da giorni, che negli immediati dintorni di Via Enrico Fermi vi è un deficit di posti auto di quasi 2 mila unità. Dati incontrovertibili, che tutti possono saggiare semplicemente mettendosi a contare le auto sul territorio, che mettono a tacere chi continua, ai quattro angoli della città, che il-pup-non-serve-perché-qui-i-posti-se-troveno. E certo: abusivi!

In riferimento alla realizzazione del nuovo parcheggio di Via Enrico Fermi e della riqualificazione della zona prevista nell’ambito del P.U.P. (Piano Urbano Parcheggi) di Roma, alla luce delle proteste e delle preoccupazioni evidenziate da alcuni residenti della zona riportate anche da diversi media, la società concessionaria realizzatrice del progetto, C.A.M. s.r.l., tiene a precisare che:

L’intervento di realizzazione del parcheggio di Via Enrico Fermi nasce nell’ambito del P.U.P. (piano Urbano Parcheggi), per rispondere ad una esigenza concreta di carenza di parcheggi legali nella Capitale che è stata evidenziata anche dall’analisi della domanda di sosta condotta dall’Amministrazione Comunale all’interno del GRA, facendo riferimento al “Patto per la Mobilità” (Del. C.C. 231/04). Per la zona di Marconi, stando ai dati del Comune, è emersa la necessità totale di 6.581 parcheggi totali. Incrociando i dati del comune con il numero dei residenti nell’arco di 500 metri di raggio intorno a Via Enrico Fermi, il numero di posti auto necessari per l’area interessata scende a 4.700. Da un’analisi condotta sulla stessa superficie interessata, la C.A.M. s.r.l. ha individuato un totale di circa 1.900 parcheggi legali attualmente presenti, con una carenza di circa 2.800 posti auto. Questi dati concreti dimostrano e confermano pertanto l’esigenza di realizzare proprio in quella zona il parcheggio di Enrico Fermi dove è diffuso anche il fenomeno della sosta illegale.

Oltre alla costruzione del parcheggio interrato, con posti auto pertinenziali e a rotazione, la C.A.M. avvierà contestualmente una riqualificazione dell’area in prossimità della struttura, tramite la costruzione di ampi marciapiedi per facilitare la pedonalizzazione con boulevard centrale e passeggiata panoramica, nuove alberature e spazi verdi. Il primo intervento della C.A.M., previsto per i prossimi mesi, riguarderà i platani presenti attualmente sullo square centrale, che verranno collocati in uno spazio verde attrezzato dedicato a parco giochi per bambini, in fondo a Via E. Fermi lato Tevere (per l’esattezza nei pressi di Lungotevere Pietrapapa angolo Via E. Fermi). Pertanto nessun platano verrà eliminato, ma saranno soltanto spostati (attraverso tecniche innovative e col contributo di esperti botanici) nel nuovo parco in fase di realizzazione, contribuendo a realizzare una nuova zona verde qualificata all’interno dell’area urbana. 4 platani dovranno, purtroppo, essere abbattuti perché gravemente malati, ma le nuove piante innestate dimostrano l’assoluta volontà, condivisa con l’amministrazione, di tutelare il verde della zona e, anzi, di aumentarne la quantità.
Il parcheggio interrato sarà realizzato con sistemi costruttivi innovativi che consentiranno il mantenimento costante della viabilità anche durante i lavori, limitando così il più possibile i disagi per residenti e commercianti. E proprio per aggiornare costantemente quest’ultimi sull’avanzamento dei lavori, allestiremo in via Enrico Fermi uno spazio in cui saranno a disposizione di tutti il progetto e i materiali informativi sull’opera in costruzione.
L’intervento si inserisce in un più ampio programma di riqualificazione urbana che interessa tutto il quartiere Marconi, all’interno del quale sono previsti la realizzazione del Parco Papareschi, del Ponte della Scienza e la riqualificazione di P.le della Radio e di P.zza Meucci.

Per quanto concerne la sicurezza dei palazzi che sorgono nei pressi dell’intervento, la C.A.M. s.r.l. tiene a precisare che proprio in questa fase iniziale dei lavori si sta procedendo a valutare la stabilità dei palazzi interessati dall’intervento e ad indagare contestualmente il sottosuolo per verificare la possibile presenza di reperti archeologici da preservare. Prima di realizzare nuovi parcheggi, la società che ottiene i permessi è sempre chiamata a realizzare un’analisi molto rigorosa e il progetto definitivo del parcheggio viene elaborato dopo una oculata verifica delle caratteristiche geologiche del terreno interessato dall’intervento. Gli edifici adiacenti saranno verificati uno ad uno dai Testimoniali di Stato in contraddittorio con i proprietari, per certificare lo stato edilizio. Anche durante i lavori gli edifici verranno monitorati 24 ore su 24. Lo stesso Comune di Roma istituisce per ogni parcheggio una “Commissione di Alta Vigilanza” composta da professionisti esterni all’Amministrazione e facenti parte degli Ordini degli architetti, ingeneri e geologi. Ci teniamo quindi a tranquillizzare con forza i residenti su questo punto: il parcheggio sarà realizzato solo a fronte della tutela e del rispetto della stabilità dei palazzi.

giovedì 13 gennaio 2011

Su via Leonardo da Vinci Pro Pup scrive al presidente Catarci


Gentile Presidente Catarci,

riguardo al parking previsto nel XI Municipio in Via Leonardo da Vinci il Municipio ha solo da perdere nel dare seguito alle richieste di questi comitati incivili e animati esclusivamente dalla voglia di perdurare a vita il degrado.

Se passa il concetto che basta urlare per ottenere l'eliminazione di importanti infrastrutture pubbliche, allora nulla si potrà mai realizzare.
E gli oneri concessori? Perché il Comune dovrebbe rinunziare a tutti quei soldi, oggi fondamentali, solo per consentire a quattro cafoni con il fuoristrada di continuare a fermarsi a pigliare il caffe in doppia fila?
Se l'amministrazione dimostra di aderire a modelli inetrnazionali e di qualità nel comparto delle affissioni (come l'XI Municipio sta facendo con un esperimento sui pannelli pubblicitari innovativi), non vedo perché non dovrebbe farlo anche per la sosta: in tutta Europa, ormai, il parcheggio a raso (menchemmeno in divieto) non esiste più, le auto si mettono sottoterra, lasciando la superficie a chi vuole passeggiare, fare una corsa, portar fuori il cane, sedersi al tavolino di un bar. Agli anziani, ai portatori di handicap, ai non vedenti, ma anche alle mamme con passeggino che oggi sono nelle condizioni di non uscire di casa.
Uno spartitraffico come quello di Via Leonardo da Vinci sarebbe uno scandalo nazionale pure in Moldova, neppure lì esistono ste robe. E le possiamo solo risolvere, come capita in tutto il mondo, costruendo parcheggi nel sottosuolo.

mercoledì 12 gennaio 2011

A Piazza Testaccio è, semplicemente, impossibile camminare. Anche all'ora di pranzo della domenica del ponte dell'Epifania...


Tutti gli angoli e le vie di fuga ostruiti. Tutte le strisce pedonali utilizzate come alternativa -gratuita e senza rischio di essere sanzionati- ai posti blu. Tutti i percorsi tattili per i non vedenti, all'estero ritenuti s-a-c-r-i, che finiscono contro una macchinaccia lurida e polverosa piazzata davanti.
A Testaccio non si può camminare. Non c'è poroprio modo di farlo. O ci si adatta alle auto parcheggiate alla rifunsa dovunque. O si scende a patti con i prepotenti, con i furbetti che me-metto-sulle-strisce-così-l'-ausiliario-nun-me-po-dì-gnente, oppure è meglio starsene su casa. O si fa buon viso a cattiva sorte o ciccia. Quando questo buon viso si è nelle condizioni di farlo, però. E non sono in queste condizioni gli anziani, i bambini (avete mai visto, a Roma, bambini che vanno in giro da soli a 8-10 anni come avviene in tutte le città del mondo civilizzato?), le mamme con il passeggino, gli sfortunati in carrozzella, i non vedenti. Tutte queste categorie di persone (riguardo alla carrozzella avremo da augurarla a qualcuno, magari non a vita ma per qualche mesetto, così vediamo poi come ci si sente nell'unica città in Europa che non vuole gestire la sosta come si gestisce altrove) sono i martiri della mobilità urbana. Non lo sono perché i romani parcheggiano male, attenzione: con un arredo urbano simile, che lascia spazio agli ignoranti, parcheggerebbero male anche in Svizzera! Allora cosa bisogna fare: riqualificare, pesantamente, l'arredo urbano: marciapiedi più larghi, corsie tassativamente di 3 metri e tendenzialmente tutte a senso unico, orecchie salvagente agli angoli, paletti e dissuasori. Tutto questo costa molto e il Comune non ha una lira: ecco la funzione dei parking interrati ed ecco la funzione del parcheggio di Piazza Testaccio che dovrà iniziare ad essere scavato immediatamente, ad Aprile. I denari che la ditta conferirà all'amministrazione per ottemperare la concessione dovranno essere investiti in arredo urbano così che si avrà un doppio vantaggio per il Rione: azzeramento delle auto fuori posto, aumento degli spazi pedonali, più vigore per il commercio, più passeggio, più movimento, più legalità, più ricchezza per tutti (per non parlare dell'aumento dei prezzi delle case, ove sono state fatte operazioni simili).
Chi si oppone a soluzioni lineari come queste buttando nel campo sciocchezze madornali come la stabilità dei palazzi (robe rispetto alle quali ci sono i pareri dei tecnici e ne un blog ne un comitato può esprimersi senza coprirsi di ridicolo: l'unica cosa che si può fare è costatare che qualche metro più in là si è costruito uno scofinato parking e, sopra, uno scofinato mercato-centro commerciale senza che i palazzi distanti 4 metri abbiano lamentato alcunché) o è un ignorante (con tendenza al cretino) o è in cattiva fede. Decidano lorsignori. E intanto si godano il filmato (il primo di molti, la troupe di Pro Pup Tv era rimasta con poca batteria dopo il video a Via Fermi) che ha tanto, come qualcuno vergognosamente ha scritto in qualche commento, quell'atmosfera da rione. Scambiando il folklore locale con l'illegalità e la prepotenza più laida. Vi piace tanto, quello che vedete? Perché non combattiamo insieme contro questo di scandalo? I parcheggi interrati stanno sotto tutte le piazze d'Europa. Sotto la piazza principale di Madrid, sotto la piazza principale di Berlino, sotto la piazza principale di Parigi, sotto addirittura la Cattedrale di Vienna, mentre questa sosta selvaggia che ci ruba la vita e il diritto a spostarci a piedi sta solo da noi. Cosa altro ci vuole a farlo capire alle (per fortuna poche) teste di rapa che vogliono lasciare la situazione così come è per altri sessant'anni?

martedì 11 gennaio 2011

Possono delle realtà come i Verdi e Legambiente sparare impunemente sciocchezze simili?

Qui sotto i due lanci di agenzia di ieri a seguito della manifestazione dei (quattro!) cittadini in Via Fermi. Crediamo che i Verdi, ma soprattutto una entità come Legambiente non si possano permettere di scrivere scorrettezze simili, non si possano permettere di considerare Roma una città a parte rispetto a tutto il resto del mondo, non si possano permettere di ignorare lo status quo e di far finta di nulla rispetto all'ATTUALE stato delle alberate. Abbiamo scritto a Legambiente (forse lo faremo anche con i Verdi, che però sono un partito politico dai quali ci teniamo volentieri alla larga) e abbiamo chiesto un incontro: l'associazione è stata sicuramente sia mal consigliata e sta scontando una ignoranza crassa, in materia. Non c'è niente di male, ma bisogna informarsi. Bisogna vedere quale è la reale situazione. Bisogna vedere come hanno affrontato la questione all'estero. Bisogna vedere dove sta REALMENTE la tutela dell'ambiente e dove, invece, sta soltanto la tutela della sosta selvaggia...
Ci auguriamo che Lorenzo Parlati e Cristina Avenali ci ricevano il prima possibile perché non può essere proprio Legambiente l'associazione che si oppone con motivazioni ingenue e risibili alla riqualificazione ambientale della città che passa, come è accaduto in tutti i grandi sistemi urbani del mondo, attraverso un corretto arredo urbano, un trasporto pubblico efficiente, un sistema integerrimo di sanzioni ed un trasferimento della sosta dalla superficie all'underground. Ma più chiari di così come possiamo essere?


PUP FERMI, VERDI ROMA: ABPRESENTATO ESPOSTO IN PROCURA
Omniroma - Abbiamo presentato un esposto in Procura e un'interrogazione agli assessori all'Ambiente e all'Urbanistica della Regione Lazio, per impedire che l'ennesimo scempio possa consumarsi in una città che dovrebbe aspirare a modelli di sviluppo urbano ecosostenibili (proprio per trasformare la via in un contesto ecosostenibile si metteranno in salvo i platani, ora sotto scacco, e si eliminerà la sosta dalla superficie. Ma il buon Teodoro è stato a Via Enrico Fermi una volta in vita sua o no?). Lo dichiara in una nota Giuseppe Teodoro, presidente dei Verdi di Roma: Si tratta dell'ennesima opera concepita in una gestione emergenziale, senza concertazione coi cittadini, calata dall'alto. La costruzione sotto l'asse stradale che congiunge viale Guglielmo Marconi al lungotevere di ben 500 box più posti auto. Uno scavo gigantesco, che sventrerà l'intero sedime stradale, disteso accanto a palazzoni di 7/8 piani, la cui staticità potrebbe subire serie ripercussioni (ehi, amici verdiii, leggete sotto il comunicato di Legambiente che vi spiega che nella medesima area hanno già costruito centinaia di posti senza provocare nessuno smottamento, terremoto, tsunami, maremoto o roba simile. Se era così in pericolo la staticità, se il terreno era di pastafrolla, perché non è franato tutto quando hanno costruito gli altri parking?), e che inevitabilmente comporterà l'abbattimento di numerose, consistenti alberate di platani cinquantenari, che ornano (ornano? Eh no, non ci deve essere proprio stato, in Via Fermi...) il viale per tutta la sua lunghezza.
A nostro avviso, si tratta di un'opera rischiosa, costosa ed inutile, perché andrà ad incidere pesantemente su un'area fortemente urbanizzata, senza raggiungere gli obiettivi prefissati storicamente dal PUP: autentica riqualificazione ambientale della superficie (che invece si farà!), riduzione delle automobili dal contesto stradale (che invece verranno ridotti del 90%!). Il progetto - prosegue il presidente cittadino dei Verdi Teodoro -, prevede l'abbattimento di circa una trentina di platani ad alto fusto, situati nello spartitraffico centrale, mentre non si sa quale sorte debba toccare alle altrettante copiose alberate laterali. Un progetto, quello di via Enrico Fermi, viziato fin dall'inizio, in quanto non sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica, e quindi in difformità rispetto a tutte le normative europee.


PUP FERMI, LEGAMBIENTE: ESPOSTO SU PROCEDURE E FINALITA' OPERA
Omniroma- Legambiente - si legge in una nota dell'associazione ambientalista - stamattina è scesa in piazza al fianco dei cittadini dei comitati contro il PUP di Via Enrico Fermi a Roma. Sul progetto del parcheggio, l'associazione ambientalista aveva già inviato lo scorso 30 dicembre un esposto indirizzato al Corpo Forestale dello Stato, al Delegato del Sindaco per
Attuazione del Piano Urbano Parcheggi, al Presidente Municipio XV, al Servizio Giardini e all'Assessore all'Ambiente del Comune di Roma. Il progetto del PUP Fermi è surreale (ma non vi sembra, invece, surreale la situazione attuale di Via Fermi? L'avete guardata? O anche voi vi siete abituati e assuefatti a strade ridotte così? Ebbene sappiate che non ne esistono da nessuna parte d'Europa), si inserisce in un'area molto trafficata dove ci sono però già circa 800 posti auto ricavati in un parcheggio in funzione sulla stessa via, vuoto per la maggior parte dei giorni (proprio perché i parcheggi già esistenti sono vuoti che bisogna modificare tutto l'arredo urbano e togliere posti dalla superficie; i parking sono e saranno sempre vuoti fintanto che non si toglieranno le auto posteggiate in divieto, e questo dovrebbe essere un obbiettivo di Legambiente), e in un altro parcheggio già costruito sulla via affianco, ma chiuso per motivi sconosciuti. A che pro allora questa opera? Si dimostra ancora una volta che il programma urbano parcheggi ha perso la sua vocazione originaria legata alla riduzione del traffico. La domanda allora rimane sempre la stessa, sulla base di quali scelte vengono programmati questi parcheggi? -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, intervenendo alla manifestazione dei cittadini-. Anche il metodo per l'autorizzazione è piuttosto bizzarro: con un'ordinanza del Sindaco è stata approvata la realizzazione del parcheggio, ma la convenzione con la ditta e il relativo permesso a costruire saranno rilasciati solo dopo che la stessa ditta espianterà i 28 platani esistenti sulla via. Una scelta che non ci convince affatto e che chiediamo di verificare fino in fondo, accertando anche la reale finalità di quella che sembra un'opera inutile, legata solo ad una nuova speculazione edilizia. Per realizzare 401 posti auto interrati, dei quali 179 box pertinenziali e 202 posti auto a rotazione, si metterebbero seriamente a rischio 78 essenze arboree presenti nell'area (ma la Avenali era alla manifestazione e da provetta ambientalista non ha visto le condizioni in cui versavano ORA i platani? Ma davvero così facendo sta ottemperando allo statuto dell'associazione fondata da Ermete Realacci? E' sconvolgente che una ambientalista giovane e attenta come lei non si sia accorta che i 28 platani sono sotto attacco della peggiore sosta selvaggia), tra le quali 28 platani rigogliosi e sani, che costituiscono un significativo patrimonio ambientale della zona. Il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di un parco attrezzato nell'area golenale di Lungotevere di Pietra Papa, della quale è stata verificata l'indisponibilità e ora si starebbe cercando un'area alternativa, che costituisce condizione sospensiva per la stipula della convenzione contenente la disciplina della concessione del diritto di superficie sull'area oggetto dell'intervento.
Peraltro sulla stessa via è già presente il parcheggio privato affianco alla Città del Gusto, con 200 posti auto, e il nuovo PUP di via Blaserna, con 600 posti auto, finito ma chiuso da almeno un anno. Siamo affianco al comitato 'No pup Fermi', che ha già raccolto oltre tremila firme contro la realizzazione dell'opera -conclude Avenali- e chiediamo al Comune di Roma di sospendere i lavori di espianto degli alberi per verificare le procedure e quale sia la reale utilità dell'opera.

lunedì 10 gennaio 2011

I comitati di Via Enrico Fermi? Sono gente in buona fede. Ma da ignorare! Vi spieghiamo perché...


A leggere gli articoli usciti in questi giorni ed a spigolare tra i siti web e le smunte pagine Facebook dei sedicenti comitati se ne scoprono davvero di tutti i colori. E c'è da vergognarsi anziché no di essere romani, di essere italiani e di appartenere al genere umano.
C'è una strada -Via Enrico Fermi- che versa in uno stato comatoso. Dove le alberate sono deturpate da una selva informe di automobili, dove non c'è modo per nessuno (menchemmeno per bambini, anziani, mamme con passeggino, portatori di handicap, non vedenti) di avere la libertà di muoversi. C'è una strada che sarebbe uno scandalo nazionale in qualsiasi nazione civile e i residenti cosa fanno? Protestano perché qualcuno vuole riqualificarla. Non ci si crede. E fa ancora più rabbia, nelle interviste e nei video che se avete stomaci forte potrete trovare su facebook collegandovi alla pagina del Comitato No Pup Fermi, vedere che chi protesta non sono ignoranti vecchietti rincitrulliti (ci sono anche quelli, altroché), ma giovani preparati. Che parlano italiano. Che, si presume, dovrebbero avere viaggiato in vita loro. Dovrebbero aver visto cosa succede in Francia, in Germania, in Austria, nel Regno Unito o in Spagna. Ovvero in tutta Europa. In qualsiasi di questi posto una strada come Via Enrico Fermi sarebbe liberata completamente dalle auto (altro che 50 posti lasciati a raso, via tutto!), la sosta sarebbe spostata sottoterra e sopra ci sarebbe spazio per spazi pedonali, grandi marciapiedi, spazio per i negozi, per i tavolini all'aperto, per chi vuole camminare, portare a spasso il proprio cane, fare una corsa o leggere un giornale. Tutte attività che oggi si possono fare a patto di confrontarsi con la situazione che abbiamo immortalato nel video qui sopra.
E invece no. I residenti si oppongono. Nei tanti video pubblicati li si sente dire amenità tipo "qui bene o male parcheggiavamo tutti malamente, ma ora come faremo?" oppure "ci tolgono 500 posti auto dalla strada". Avete capito? I residenti sono orgogliosi delle loro centinaia di posti auto tutti abusivi, tutti illegali, tutti pericolosi per i pedoni, per gli automobilisti e per gli alberi. C'è qualcuno che dice che non si può fare un cantiere perché vicino (vicino un corno!) c'è quello del Ponte della Scienza (siamo a livello di scuse dell'asilo). C'è chi mette in mezzo le solite falde acquifere (quelle che dovevano far crollare mezzo Flaminio a causa del parcheggio di Gentile da Fabriano che guardacaso è stato perfettamente completato senza danno alcuno), c'è chi mette in mezzo i palazzi che "sono pericolanti perché hanno quarant'anni" (vi rendete conto!!!), c'è chi -come fanno sempre questi comitati per i quali dovremo andare in qualche punto vendita specializzato a fare la scorta di aggettivi indignati perché quelli che avevamo li abbiam finiti- parla di migliaia di migliaia di posti auto già realizzati sottoterra (ma non c'erano le falde, porcoggiuda, ma non crollavano i palazzi???) nei dintorni e vuoti o invenduti. E sfidiamo che sono vuoti, fintanto che sul viale sarà consentita la sosta criminale che è consentita ora; fintanto che residenti e avventori di cinemi e ristoranti considerereranno "posti auto" quei cinquecento stalli abusivi, creativi, inventati ai danni della città e degli alberi.
Già, gli alberi. Sono loro la scusa. Vergognosa, davvero vergognosa. Sono gli alberi che ci fanno pensare che questi gruppi di cittadini non siano in realtà generati da gente in cattiva fede, ma solo da una parte di persone ignoranti perse da un'altra parte, maggioritaria, di persone impaurite. Perché gli ignoranti patentati, che di solito capeggiano questi comitati, non si tirano indietro a fare del terrorismo da strapazzo. Qualche esempio? 1. Perderemo il valore delle nostre case perché verranno danneggiate; balle, i danneggiamenti si sono verificati in una frazione infinitesimale di casi e in ogni caso ci sono leggi a tutela, in compenso con dei parcheggi interrati a due metri dal portone di casa il valore degli appartamenti schizzerà verso l'alto. 2. I nostri bambini respireranno le polveri del cantiere; ma come, non avevate detto che c'erano altri cantieri vicino e dunque questo non andava aggiunto? Che ci sono polveri di serie a e di serie b? E poi come si fa a parlare di bambini quando si accetta una intera strada in cui non c'è un passaggio pedonale libero neppure una domenica di inizio Gennaio nel cuore delle feste. 3. Il commercio sparirà; ma è il contrario perché la strada fornita di una infrastruttura simile diverrà finalmente passegiabile e assai shoppingabile. Qualcuno si è chiesto perché la gente si reca al centro commerciale per fare spese? Semplice: perché c'è il parcheggio comodo e sotterraneo, perché in superficie, per passare da negozio a negozio, non si devono respirare i gas di scarico, non si devono sentire gli improperi e i clacson delle auto bloccate dalla seconda fila, non si deve fare lo slalom tra la sosta selvaggia piazzata sulle strisce, non si devono avere dieci occhi per badare che i propri figli non finiscano sotto ad un furgone e così via. Più i commercianti saranno contro i parcheggi interrati più cederanno clientela ai centri commerciali, perché sono così imbecilli dal non capirlo? Forse vogliono far scomparire il commercio al dettaglio dalla faccia della città? Ancora: 4. I parcheggi avranno prezzi fuori mercato? Ah perché 120 euro al mese sarebbe un prezzo fuori mercato? Forse il diritto a posteggiare gratis sotto casa è sancito da qualche carta internazionale? Forse un euro e dieci (ohmmioddio!) all'ora di tariffa diurna è uno scandalo? Cosa sono uno scandalo? I dieci centesimi in più rispetto al parcheggio blu che esiste in mezza Roma? O il fatto che trattandosi di parcheggi sotterrai governati da un passaggio a livello elettrico non si potrà evadere? Cosa è uno scandalo? Il fatto che la sosta sia regolamentata ed a pagamento come avviene in tutte le capitali europee nessuna eslcusa da Lisbona a Istanbul? Forse acquistando un'auto si acquista anche il diritto a occupare suolo pubblico che è di tutti? Per lasciare un oggetto sul suolo pubblico (lo sanno bene i ristoratori, per i loro tavolini) si paga. Se un ristoratore decide di non potersi permettere il costo dell'occupazione di suolo pubblico, semplicemente non mette i tavolini all'aperto e se ne sta nel suo suolo privato. E' chiaro? Ebbene per un'auto la storia è la medesima: se non si hanno i denari per provvedere a tutto ciò che il possesso di un'auto richiede (bollo, assicurazione, carburante, tagliandi, posto auto. Cazzo, ho detto posto auto!) vi si rinunzia. Che problema sarà mai? L'automobile, lo diciamo forte e chiaro agli amici dei comitati, è un elettrodomestico privato come un altro. Come una lavastoviglie, come un pozzetto congelatore, come una lavatrice. Se in casa non ho il tinello e se ho la cucina piccina picciò e il pozzetto congelatore non mi c'entra, non è che lo metto sul maciapiede con un filo lungo lungo giù dalla finestra per l'allaccio elettrico dentro casa. Perché non posso impossessarmi di quel suolo pubblico che, appunto, è pubblico e non mio. Dunque o compero una casa più grande, come tanti fanno con sacrificio e stringendo i denti, o rinunzio al congelatore. E' chiaro il concetto?

Bhe, ma non divaghiamo troppo e torniamo agli alberi che è la parte più curiosa di tutta la storia. Non dicono altro: lasciateci gli alberi, non abbattete gli alberi, vogliamo gli alberi e non il cemento. Ebbene guardate con attenzione il video perché forse non riuscirete a trovare altri alberi, in tutta Roma, martirizzati come questi di Via Enrico Fermi. I famosi "500 posti auto" dei residenti significano macchinaccie zozze e pesanti arrampicate sulle radici dei platani. A schiacciarle. A comprimerle. Questi alberi verranno, dalla società che realizzerà il parcheggio, spostati in un'altra area del quartiere a formare un boschetto (speriamo che la Cam Edilizia faccia un buon lavoro perché altrimenti -con il carico di tutte le persone del mondo dei parcheggi che ci seguono quotidianamente- saremo i primi a bacchettarli di santa ragione!). Questo significa che questi arbusti verranno salvati. SALVATI! Guardate nel video come sono ridotti: le auto ci giocano a pungiball. Legambiente è contraria ai parcheggi interrati, è contraria a gestire la sosta a Roma come si fa in tutto il mondo civile? Ma cosa pensa di queste immagini? Presto chiederemo a Lorenzo Parlati una riunione perché la sua organizzazione non può parlare lo stesso linguaggio di chi si muove solo per mantenere lo status quo di strade inqualificabilmente ignobili. Non può.

Insomma la storia degli alberi è una scusa, visto come vengono trattati. La storia dei cantieri vicini, degli altri posti auto, dei danni ai palazzi. Tutte sciocchezze belle e buone che il Municipio XV (grazie alla presenza del lucido Gianni Paris) fa benissimo a ignorare e che il delegato ai parcheggi Aurigemma (auguriamoci prestissimo nuovo Assessore alla Mobilità) deve prendere per quello che sono: tentativi disperati di rubare (rubare!!!) alla città suolo pubblico per fare quello che a questa gente piace, un tappeto informe e immondo di lamiere. Quello che vedete nella documentazione video che la prestigiosissima Pro Pup Tv ha girato giusto ieri.

domenica 9 gennaio 2011

Troppi cialtroni su Facebook. Andiamoci anche noi

Pro Pup Roma è un blog stufo e schifato dal trovare in Facebook le pagine ignobili, premoderne (anzi preistoriche), antisociali e soprattutto profondamente anzi abbissalmente ignoranti dei comitati no pup.
Non se ne può più ed è ora di dare una risposta alta, competente, precisa. E indignata. E' pieno di gente che dichiara, apertamente, sui social network che siano Facebook o YouTube che loro-non-voglio-i-parcheggi-perché-devono-da-parcheggià-a-gratis-in-mezzo-alla-strada. E' pieno di gente che si fa scudo della difesa degli alberi, in strade in cui sugli alberi, addosso agli alberi, contro gli alberi, ci parcheggiano milioni di macchine. C'è gente che definisce Via Fermi "la strada più bella della zona", Via Fermi signori 500 mt di strada per 500 posti auto abusivi. Una roba che se fosse a Berlino, a Londra o a Parigi sarebbe uno scandalo nazionale. Strade così sono il ritratto dell'inciviltà, dell'imbarbarimento. E c'è gente che le difende. E' davvero incredibile e vogliamo a questo punto esserci anche noi, con i nostri video, con le nostre riflessioni, con i nostri confronti internazionali, con le nostre foto che sbugiardano qualsiasi tentativo di arrestare la riqualificazione che la città deve subire per non ritrovarsi come e peggio dell'ultima megalopoli africana.

Ci sono gruppi Facebook anti-pup che raggiungo a fatica qualche decina di "amici". Altri che superano le centinaia con, tra i collegati, le pagine della sagra della sazizza di Colle di Dentro e roba simile.

E allora chiediamo ai nostri ormai tantissimi lettori: vogliamo fare una pagina Facebook seria e professionale che segua e amplifici il lavoro del blog Pro Pup Roma? E se sì, chi si offre volontario? Chi ci dà una mano (mica possiam fare tutto noi)? Chi si mette di buzzo buono a aprire, governare e gestire al meglio la pagina? La nostra mail la sapete. Coraggio!

venerdì 7 gennaio 2011

Riceviamo e pubblichiamo. E con la scusa vi facciamo scoprire un nuovo blog

Ciao ragazzi,
siamo gli amministratori di "MobilitaPalermo", un blog urbano che, per molti aspetti, ripercorre i vostri stessi obiettivi, ovvero denunciare e aprire gli occhi alla gente.
Volevamo farvi i complimenti perchè trovare persone che come "noi" spendano il loro tempo per una causa così nobile e difficile, è davvero raro.
Nel proporvi uno scambio link, vi invitiamo a dare uno sguardo a mobilitapalermo.org. Che possa nascere una collaborazione...

mercoledì 5 gennaio 2011

Piazza Testaccio. Il risultato dei questionari ai commercianti

Pubblichiamo, dopo lo tsunami di commenti che hanno ricevuto i nostri articoli precedenti su Piazza Testaccio, i risultati diramati dal I Municipio relativi al primo giro di questionari (solo per i commercianti) sulla destinazione di Piazza Testaccio. Dalla prima analisi è subito evidente come in un contesto come quello romano, avviluppato di volgarità, sciatteria e ignoranza, il concetto stesso di "progettazione partecipata" è un insulto al buon senso. Non sanno, i nostri commercianti, che ormai in tutta Europa la sosta a raso è vista come il fumo negli occhi anche dai commercianti. E non solo perché abbruttisce, rende spiacevole passeggiare, è pericolosa e trasforma piazze graziose e gradevoli in ignobili parking a cielo aperto, ma perché soprattutto influisce negativamente sugli affari. I cafon-commercianti sono convinti che avere le "maghine" di qualche cliente parcheggiate tutte intorno li faccia guadagnare di più. Non sanno, poveri cretini, che così facendo guadagnano un cliente e ne perdono quattro i quali piuttosto che starsene in mezzo a lamiere e lezzi di scapppamento, tra marciapiedi occlusi e clacson, se ne vanno al centro commerciale che, come si sa, è pedonalizzato. Non lo capiscono poveri, non ci arrivano. In mezz'Europa e mezza Italia si fanno i "centri commerciali naturali" e loro, al 47 per cento, chiedono che la piazza venga trasformata in un parking di superficie.
Occorre evitare di coinvolgere questa gente nelle decisioni. E occorre evitarlo per il loro bene, tra l'altro! Ribadiamo la necessità assoluta, anche per trovare i denari indispensabili alla realizzazione dei tanti progetti di riqualificazione che il Municipio ha in animo e che sono specificati nella chiara immagine che pubblichiamo in alto, della realizzazione di posti auto interrati che permettano di eliminare le macchine dalle strade e di rendere Testaccio un centro commerciale naturale privo di barriere architettoniche, di inquinamento, di pericoli per i bambini, gli anziani, i portatori di handicap e le neo-mamme.

***

Il questionario è stato somministrato a tutti i commercianti che hanno i propri esercizi sulla piazza (frontisti), presso il centro anziani di Testaccio e agli esercenti nelle aree limitrofe alla piazza Testaccio.
Sulla scorta di queste prime interviste è già possibile delineare il bilancio provvisorio delle idee e proposte dei Testaccini interpellati sulle trasformazioni in atto nel rione. In merito allo spostamento del mercato in altra sede il 52% degli intervistati si dichiara favorevole, il 31% contrario e il 17% indifferente. Nettamente positiva è invece considerata la realizzazione della nuova piazza Testaccio (il 68% contro il 15% dei non favorevoli).
Per la maggioranza dei testaccini (54%) la piazza sarà un luogo di incontro fra amici, mentre molti altri (28%) considerano positivamente la piazza perché la rimozione del mercato migliorerà le condizioni igieniche e funzionali attuali.
L’immagine della piazza che emerge dai questionari è quella di un luogo verde e pavimentato (per il 71%degli intervistati) , che accoglie spazi per il gioco dei bambini (52% degli intervistati) e che ospita varie funzioni: artistiche espositive (42% degli intervistati) per il tempo libero e il gioco (23%) di altro genere (25%); la fontana delle anfore dovrebbe ritornare in piazza Testaccio per il 61% degli intervistati, contro il 33% dei contrari.
Controverso risulta, invece il tema della viabilità intorno alla piazza: il 46% degli intervistati vorrebbe che restasse come è oggi, carrabile su tutti e quattro i lati, il 27% vorrebbe tutte le strade intorno alla piazza pedonali, il 21% vorrebbe due strade pedonali e due carrabili; parallelamente la sosta dovrebbe essere possibile ovunque intorno alla piazza per il 47% degli intervistati, interdetta ovunque per il 17%, possibile solo su due strade per il 23% degli intervistati.
Nel prossimo mese le attività di informazione e ascolto saranno intensificate grazie alla distribuzione del volantino, e ad una nuova serie di interviste.

martedì 4 gennaio 2011

Per eliminare la piaga dei parcheggiatori? Soluzione in cinque minuti


A Roma, unici in Europa, cittadini e amministratori si rovellano per capire come fare a risolvere l'annoso (ehhehe) problema dei posteggiatori abusivi. Si fanno arresti, retate, multe, si fanno statistiche (sono italiani, sono stranieri, sono stranieri gestiti da italiani nell'ottica di quella nuova mafia romana fatta di cartellonari, bancarellari, associazioni a delinquere di attacchini ed evidentemente gestori di parcheggiatori?), poi ci accorge che le multe non le paga nessuno e che le strade sono zeppe di abusivi che manco Napoli ai tempi d'oro.
Questo patetico articolo del Messaggero descrive benissimo la situazione. Ma c'è una cosa che non dice: i parcheggiatori spariranno, e sono spariti dalle altre città, in un semplice modo: eliminando i posteggi dal suolo pubblico. Ma ci vuole tanto a capirlo o cosa?
Parlano di Stazione Termini, di "vicoli dietro al Colosseo" (mioddio!!!), di area sotto l'Anagrafe. Ma sfidiamo noi: in quale capitale occidentale in questo mondo esistono degli interi ettari, degli interi brani di città che sono terra di nessuno. Piazzale dei Cinqucento, l'area del Velabro, ma mettiamoci anche il piazzale davanti al Verano, luogo di caccia privilegiato dei guardiamacchine illeciti. In tutto il mondo civile questi spiazzi sarebbero aree pedonali ben illuminate e magari vissute (con eleganti chioschi e tavolini, per dire, non con i bar ambulanti dei camorristi di oggi). Da noi niente di tutto questo: spiazzi per la sosta alla rinfusa delle auto, manco fossimo nelle banlieue del Cairo.
Non servono vigili, non servono cittadini che si autoimmolano e fanno gli eroi per denunciare, non serve continuare a tenere la gente in uno stato di assurdo stress, non serve perpetrare questa ignobile guerra civile. Per eliminare i parcheggiatori è sufficiente, ancora, copiare quello che hanno fatto in tutte le altre capitali europee e occidentali: togliere i parcheggi dalla superficie. Eliminare le terre di nessuno, gli spiazzi abbandonati, le aree incontrollabili. Le auto vanno parcheggiate in parcheggi regolari, controllati, illuminati e sotterranei: scommettiamo che lì sotto i parcheggiatori non andranno?