venerdì 30 dicembre 2011

Caduta nel ridicolo l'ennesima ridicolaggine del buffone Alemanno. Il contatempo per i cantieri. Ecco che fine ha fatto quello del parking Cavour


Il cantiere di piazza Cavour e il “contatempo” manomesso
MA­NUEL MAS­SI­MO PER REPUBBLICA

A tre me­si dal so­pral­luo­go del sin­da­co Ale­man­no e de­gli as­ses­so­ri ca­pi­to­li­ni Au­ri­gem­ma (mo­bi­li­tà) e Ghe­ra (la­vo­ri pub­bli­ci) l’a­rea — co­me di­mo­stra­no le im­ma­gi­ni scat­ta­te ie­ri — si pre­sen­ta co­me un can­tie­re a cie­lo aper­to con ma­te­ria­li da co­stru­zio­ne spar­si dap­per­tut­to. E il con­ta­to­re, a po­che ore dal­la sua sca­den­za “na­tu­ra­le”, è sta­to az­ze­ra­to.

“Contatempo” az­ze­ra­to in an­ti­ci­po, ma la­vo­ri in net­to ri­tar­do: è que­sta la si­tua­zio­ne del can­tie­re per il par­cheg­gio di piaz­za Ca­vour, uno sno­do di traf­fi­co stra­te­gi­co del­quar­tie­re Pra­ti. Gli ope­rai so­no an­co­ra in pie­na at­ti­vi­tà. For­se per­ché il ter­mi­ne dei la­vo­ri — pre­vi­sto per il 31 di­cem­bre, co­me cer­ti­fi­ca­va il ta­bel­lo­ne pri­ma di es­se­re di­sat­ti­va­to — mol­to dif­fi­cil­men­te po­trà es­se­re ri­spet­ta­to e per ve­de­re la “nuo­va” piaz­za Ca­vour — con tre pia­ni di par­cheg­gi in­ter­ra­ti e aree ver­di at­trez­za­te in su­per­fi­cie — bi­so­gne­rà aspet­ta­re an­co­ra. Slit­ta, dun­que, l’i­nau­gu­ra­zio­ne di Ca­po­dan­no pro­mes­sa il 30 set­tem­bre scor­so dal sin­da­co Ale­man­no: “Apri­re­mo il par­cheg­gio en­tro Ca­po­dan­no, an­che co­me ge­sto sim­bo­li­co”.
In quel­l’oc­ca­sio­ne an­che Au­ri­gem­ma si di­chia­ra­va fi­du­cio­so sui tem­pi di con­se­gna del­l’o­pe­ra: “Que­sto can­tie­re è ini­zia­to due an­ni fa e ver­rà ter­mi­na­to nel tem­po pre­sta­bi­li­to”.
E per Ghe­ra il con­to al­la ro­ve­scia “vi­si­vo” do­ve­va fun­ge­re da spro­ne per l’Am­mi­ni­stra­zio­ne e da stru­men­to di ve­ri­fi­ca per i cit­ta­di­ni: “Que­sta del con­ta­tem­po è un’i­ni­zia­ti­va che ab­bia­mo pre­pa­ra­to af­fin­ché i cit­ta­di­ni pos­sa­no con­trol­la­re l’a­van­za­men­to dei la­vo­ri”. Stru­men­to poi az­ze­ra­to, per non­ cer­ti­fi­ca­re il ri­tar­do.

***

E come Pro Pup Roma ha denunziato più e più volte a ridicolaggine si aggiunge ridicolaggine, infatti nessun intervento di riqualificazione viaria è previsto nell'area circostante al grande parking. Ne deriverà che, come sta succedendo con il nuovo parcheggio al Laghetto dell'Eur o con il nuovo parcheggio a Testaccio, nei dintorni si affollerà la sosta selvaggia, in doppia fila, sulle strisce, in mezzo alla carreggiata, in curva, sui marciapiedi e che il parcheggio resterà mezzo vuoto.
In assenza di una riqualificazione e di un conseguente arredo urbano anti-abusi -come avviene in tutta Europa- i romani continueranno (certi di farla comunque franca da multe e sanzioni) a parcheggiare dovunque, anche sopra gli alberi, pur di spendere qualche euro per alloggiare la macchina in maniera civile. Per ovviare a questo occorre utilizzare gli oneri concessori chei parcheggi girano a Comune e Municipi per riqualificare le strade, togliere sosta selvaggia e diminuire i posti auto gratuiti in superficie. A Prati questo non è stato fatto: il parcheggio rischia così di diventare l'ennesima infrastrutture inutile, sbeffeggiata dai cittadini, simbolo della sopraffazione, utilizzato solo dalla minoranza dei cittadini per bene sempre di più considerati "fessi" da tutti gli altri e dall'amministrazione stessa.

PS. il contatore era costato 5mila euro...

venerdì 23 dicembre 2011

Loro vogliono bene ai bambini

Un bel post di Roma Nove ci racconta cosa succede quando qualcuno, accampando scuse ridicole e patetiche, lotta contro la legalità. Leggete, leggete...

mercoledì 21 dicembre 2011

Via Fermi. Mannaggia alla disinformazione

Sono residente in zona Marconi e vorrei comunicare con questa mail il mio appoggio al progetto Pup Fermi.
Visto che i residenti della via hanno creato un comitato "no pup" non si potrebbero raccogliere le firme per un "pro pup"???
Mi sapreste dire se il progetto è stato definitivamente bloccato o se esiste ancora qualche speranza che venga portato a termine?
E se si... Quando???
Flavio Ferrini



Ma caro cittadino mio, ma quale bocciato e bocciato, il progetto è in forma come e più di prima, con sommo scuorno di quella minoranza di cittadini che si ostina a pensare che gli spartitraffico, le curve e le strisce pedonali possono continuare ad essere all'infinito delle aree gratuite per la sosta della loro seconda, terza e quarta auto di famiglia.

Non sarà più così, la orrida strada del quarto mondo cambierà faccia e si trasformerà in un viale alberato nel quale fiorirà il commercio, il passeggio, lo shopping. E i lavori cominceranno prestissimo. Organizza il tuo comitato Pro Pup, sarebbe di una potenza dirompente, ma stai attento, ti accuseranno di essere corrotto, di prendere denaro dalle ditte costruttrici e varie amenità simili. Perché le battaglie disinteressate e civili sono solo le loro, quelle a favore della sosta selvaggia, quelle di chi difende una strada che non potrebbe (non potrebbe!) avere pari da nessuna parte d'Europa. Coraggio!

lunedì 19 dicembre 2011

Come non gestire i dintorni di un Pup. Vol. 2: il nuovissimo parking del laghetto all'Eur è abbandonato


Era stato considerato, se non proprio la panacea, un buon viatico in vista della soluzione di un'annosa questione che affligge l'EUR: la carenza di posti auto.bProprio per questa ragione, desta stupore lo scarso utilizzo che ne stanno facendo i romani. Il parcheggio, ricorda il Comitato di Quartiere, si trova all'altezza della fermata EUR PALASPORT della linea B. E' aperto 24 ore su 24 e lasciarvi l'auto costa 1 euro ogni ora, fino ad un massimo di 4 euro per l'intera giornata. Esiste inoltre la possibilità di sottoscrivere abbonamenti mensili.

Il testo e la foto provengono da RomaToday che fa un po' fatica, ma pian pianino arriverà, a skillarsi sulla questione dei parcheggi. Carenza di posti auto all'Eur? Ma quando mai: il problema dell'Eur è che i posti auto -quasi tutti abusivi- sono pure troppi. Ma il problema, soprattutto, è che è assolutamente ovvio e naturale che il parcheggio non venga utilizzato, come non verrà utilizzato nessun parcheggio che non preveda, all'atto della sua inaugurazione, una riqualificazione delle aree circostanti.
Ma chi cazzo volete che venga a parcheggiare qui, anche al solo costo di 1 euro l'ora, se a tre metri è possibile senza essere mai e poi mai sanzionati posteggiare in doppia fila, in curva, sulle strisce, sui marciapiedi? Ma di che stiamo parlando?

giovedì 15 dicembre 2011

Come non gestire i dintorni di un Pup


Ecco cosa succede quando un parcheggio è realizzato senza curarsi dell'arredo urbano circostante. Succede che la gente pur di non pagare 1 euro di parcheggio si piazza sulla carreggiata, dove le auto dovrebbero passare (!!!) e il tutto accade di fronte ad un nuovissimo e utilissimo parking come quello di Testaccio. Una roba micidiale.

Il Piano Urbano Parcheggi (che va riscritto e riformulato perché oggettivamente oggi fa schifo)? Dovrebbe contenere una norma per la sistemazione superficiale attorno al parcheggio di un'area del raggio di 500 metri nella quale non può essere contemplata FISICAMENTE la sosta selvaggia.

Ecco perché siamo favorevoli a iniziative come quella di Via Fermi che non solo realizzerà un parking ma riqualificherà una strada con nuovo arredo urbano, riduzione del caos automobilistico in superficie, allargamento dei marciapiedi, cura dei percorsi pedonali. Ed ecco perché siamo titubanti verso progetti come quello di Via Giulia dove l'amministrazione comunale ancora non si sta decidendo nel riqualificare le aree circostanti. Realizzare il parcheggio e poi continuare ad avere un chilometro di sosta selvaggia lungo la strada più bella del mondo sarebbe atroce. Atroce.

domenica 11 dicembre 2011

Alemannino il traffico della città è una emergenza e tu sei commissario. E allora lavoraci su, cazzo!


Nei vari blog c'è qualche figlio di puttana (iniziamo a chiamare la gente con il suo nome) che considera il traffico (e la sosta) a Roma una non emergenza e che dunque contesta il commissariamento che lo scorso 5 dicembre è stato rinnovato per un anno dal Govenro. Insomma 300 morti all'anno e 70mila feriti non sono una emergenza. Non sono una emergenza i morti che a questa somma dobbiamo aggiungere e che concernono i defunti a causa dell'inquinamento, dello stress, i morti che schiattano nelle ambulanze imbottigliate in strade vittime della sosta selvaggia. Altre migliaia (migliaia) di morti ogni anno.

Stiamo parlando di una guerra civile che ogni giorno si consuma in città. Cittadini che uccidono altri loro concittadini in nome del dio auto.

C'è solo un modo per risolvere questo problema ed è lo stesso modo che hanno adottato tutte le altre città civili. Questo metodo si palesa in tre azioni:

1. trasporto pubblico

2. governo della sosta

3. arredo urbano


Il Commissario al Traffico Alemacchio dovrebbe, al punto 1, accellerare la costruzione di metropolitane, ma non solo. Aumentare le corsie preferenziali in maniera più che massiccia (per ora le ha soppresse tutte, eliminando i cordoli: maledetto!), centuplicare le corsie ciclabili, mettere insieme una ampia progettualità sui tram (in quattro anni è stato capace di progettare nuovi 500mt di tram, dall'Argentina a Piazza Venezia: maledetto!).

Al punto 2 dovrebbe spostare la sosta dalla superficie al sottosuolo facendo in modo che con i soldi ricavati dalla valorizzazione del sottosuolo vengano riutilizzati per ri-arredare tutte le strade della città in modo che venga eliminata, in queste ultime, la sosta selvaggia che è la vera causa del traffico e di tutte le sue nefaste conseguenze. Perché, infatti, a Roma le persone girano così tanto in auto anche solo per fare il giro dei negozi del quartiere con spostamenti di 3, 4 o 5cento metri? Lo fanno perché sanno per certo che, arrivati a destinazione, in un modo o nell'altro saranno nelle condizioni di fermare da qualche parte l'auto a gratis. E' questo il vero movente per il caos del traffico urbano. Un movente che ha conseguenze doppie: più gente che prende l'auto senza aver bisogno reale di prenderla; più gente che rimane imbottigliata pur avendo preso l'auto per una reale necessità. A capello di tutto i mezzi pubblici, che a Roma non sono quasi mai in sede propria, che ne fanno le conseguenze e con loro i taxi.

Come si risolve? Si risolve facendo "girare la voce" che di fronte al negozio di alimentari, al fruttarolo o allo spacciatore di tiramisù non si può più parcheggiare. Non perché banalmente si sono piazzati vigili, ma perché il nuovo arredo urbano della città non consente neppure a volerlo di fermarsi, a meno di non bloccare tutta la strada. Un efficiente sistema di telecamere (Londra docet) dovrebbe fare il resto nelle strade dove l'arredo urbano non può esaurire le necessità.

Già, ma se togliamo la sosta dalla superficie dove la mettiamo? Semplice: la mettiamo sottoterra. Okkay, ma sottoterra non c'entrano mica tutti i milioni di auto che sono sopra. Certo e infatti questo passaggio servirà a molti -perché banalmente non potranno permettersi il parcheggio interrato o perché se lo potranno permettere ma inizieranno a farsi due conti- a rinunciare quanto meno alla seconda o alla terza vettura a famiglia. Anche perché il processo verrà, come dicevamo, accompagnato da un aumento massiccio di piste ciclabili, corsie preferenziali, tram, metropolitane, car e bike-sharing. Decine di migliaia di persone rinunceranno all'auto privata: avremo decine di migliaia di famiglie più ricche (un'auto normale costa, anche se la gente non se ne accorge e dà la colpa di non arrivare alla fine del mese al governo cattivo, anche 5 o 600 euro al mese) e decine di migliaia di persone meno stressate, meno malate, più in forma (grazie alle maggiori passeggiate ed agli spostamenti in bicicletta). Avremo poi qualche miliardo di euro l'anno (non esageriamo) risparmiato in costi sociali (sanità, ricoveri) perché diminuiranno massicciamente gli incidenti stradali e una parte di questi immensi risparmi, con apposite convenzioni, si potrebbe convincere il governo a girarli al Comune che così diventerà più ricco ancora e potrà risistemare ulteriormente altre strade, la segnaletica, l'illuminazione. In un circolo virtuoso che porterà l'incidentalità a livelli europei.

Insomma questo è quello che faremmo noi se fossimo commissari al traffico. E Alemanno, invece, che fa?

mercoledì 7 dicembre 2011

A Parigi anche il car sharing va sottoterra


Dopo l'opportuno rodaccio lionese, il concetto di 'autolib' arriva a Parigi in forze, pronto a replicare -nel comparto carsharing- il mega successo ottenuto nel bikesharing. Dopo Velib, Autolib. Un paradosso? Le auto sono italianissime, prodotte in Piemonte. Serviranno a ridurre ulteriormente il già basso quoziente di auto-per-abitante della capitale francese.
Una osservazione per quel che ci concerne? Molte stazioni si trovano nei parking interrati che costellano tutta Parigi (perché i parcheggi interrati sono la norma in tutta Europa). Ecco un altro utilizzo significativo per le aree di sosta in struttura: zone dedicate a fornire servizi che così possono essere erogati senza dover occupare suolo pubblico.

martedì 6 dicembre 2011

Fate, fate il ricorso al TAR cari amici di Via Fermi



Fate, fate pure il ricorso al TAR (ovviamente con il Codacons sempre pronto a lucrare e speculare su questo genere di questioni; non a caso sono quelli che hanno gettato la città nel caos e nella prepotenza facendo eliminare le strisce blu); si dovrebbe poi capire come mai il TAR dovrebbe esprimersi contro un'infrastruttura sacrosanta. Visto anche lo stato della strada.

Questa è Via Fermi mentre quelli dei comitati, come vedete dal video, affiggono i loro comunicati terroristici. Guardate in che situazione è questa strada e dite voi, in tutta onestà, se è una situazione difendibile o meno. E' un caso più unico che raro? No, non lo è: a Roma è pieno di strade ridotte in questo modo onestamente. Ma qui per fortuna c'è un progetto di riqualificazione e i cittadini cercano di impallinarlo facendo terrorismo quando invece l'unico vero scopo è quello di continuare a fare il proprio sporco comodo umiliando spazi pubblici, aree comuni, suolo urbano.

Fossimo nella società che deve scavare il parcheggio avremmo già pesantemente denunciato la diffamazione e il procurato allarme di questi comunicati. Non sono accettabili. Non è possibile che una azienda rischi di avere un ammanco, che operai, carpentieri, imbianchini, impiantisti, ingegneri rischino il posto di lavoro perché qualcuno scrive che il loro intervento danneggia le case. E' un grave reato che ci auguriamo la società concessionaria voglia denunziare smettendola di starsene zitta a subire questa escalation di violenza (non a caso si parla di esercito) da persone che evidentemente non sono soddisfatte di aver già violentato e umiliato tutto il loro territorio

giovedì 1 dicembre 2011

Piazza Testaccio definanziata per fortuna. Non tutte le crisi vengono per nuocere


Tagli e crisi hanno portato anche qualcosa di buono per fortuna. Sono stati tolti i soldi per la riqualificazione di Piazza Testaccio. Perché siamo contenti? Perché è assurdo investire soldi pubblici per rifare una piazza quando la si potrebbe far fare ai privati (e gli si potrebbe far riqualificare anche le disastrate strade circostanti) semplicemente concedendogli, in cambio, la possibilità di realizzare nel sottosuolo della piazza -dalla quale il mercato si sposterà a breve- un parcheggio interrato.

La soluzione, che proponiamo da mesi e che deve essere adottata pena un ricorso che porteremo noi stessi nelle mani della Corte dei Conti, è vincente per tutti:

1. vince il quartiere perché si riqualificano le strade senza spese
2. vince il comune perché non investe una lira facendo fare i lavori pubblici ai privati
3. vincono i frequentatori di testaccio perché avranno posti auto a disposizione senza stare a girare per ore per trovare posto, generando traffico e poi posteggiando in divieto
4. vince la sicurezza stradale, il decoro, il rispetto
5. vince una ditta privata che creerà lavoro, assumerà maestranze, pagherà le tasse

E non ci perde nessuno. Fatti salvo i soliti burini che considerano un diritto quello che parcheggiare la maghina sotto casa a gratis, ovviamente, ma quelli davvero non contano.

martedì 29 novembre 2011

Speranza Tiburtina




Sotto la stazione Tiburtina, inaugurata ieri, ci sono ampi parcheggi interrati. La nostra speranza? Che verrà impedita la sosta a raso, che se ci dovesse essere sosta a raso sia tariffata, che verrà impedito il violento kiss&ride ("aho, un attimo sta a arivà mi zio lo faccio salì e me sposto") che rende un posto del quarto mondo la Stazione Termini. Speriamo.

venerdì 25 novembre 2011

E' la stessa cosa: una battaglia in difesa del suolo pubblico

Pro Pup Roma partecipa con enorme trasporto alla giornata che tutti i blog romani, per una volta e finalmente coalizzati, dedicato allo scandalo cartelloni, alla mafia cartellonara, alla trasfigurazione della nostra città.

Oggi tutti i blog, tutti insieme, pubblicano articoli dedicati ad uno dei temi più caldi dell'ignobile malgoverno di Giovanni Alemanno (che si innesta sui malgoverni dei predecessori, beninteso): il via libera che la Giunta ha dato alla mafia dei cartelloni. Si tratta di qualcosa molto in tema con l'argomento di questo blog.

Abusivismo, prepotenza, occupazione indebita del suolo pubblico, trasformazione della città in qualcosa di brutto, inquinamento visivo. Sono tutti temi che la battaglia contro la sosta selvaggia e quella contro i cartelloni selvaggi hanno in condivisione. Anzi, ci avventuriamo a dire che si tratta davvero della stessa battaglia. E allora combattiamola!

giovedì 24 novembre 2011

Sapete perché il mega pup di fronte alla Stazione Trastevere sta andando da dio senza alcuna protesta?




Lo volete sapere? Siete curiosi? Come mai a du metri da Via Fermi, con i soliti fiumi sotterranei, smottamenti e palazzi vecchi che crollano, ci sta un PUP che zitto zitto viene su alla grande in una zona peraltro delicata dal punto di vista architettonico?

Facile, anzi facilissimo: perché questo pup non toglie posti auto abusivi che piacciono tanto ai cittadini. Fateci caso: tutti i pup che non eliminano posti auto -perché quella è la loro unica preoccupazione: niente alberi, geologia e archeologia, non sanno manco di che si tratti- vanno lisci, si realizzano: dall'Eur a Trastevere passando per il centro storico. Le resistenze sono molto poche.

Ma quando gli toccate i loro sacri posti auto illegali, illeciti, orribili, abusivi e pericolosi beh, apriti cielo. Se ne inventano di tutti i colori. Eccovi spiegati i ridicoli movimenti da Via Albalonga a Via Fermi...

Ripetiamo: fateci caso.

martedì 15 novembre 2011

venerdì 11 novembre 2011

Milano, Piazza Meda



fotografia di Giuseppe Albera - www.architetturami.com

Anche a Piazza Meda ci sono state proteste, ci sono state lentezze, anche a Piazza Meda, come si vede dalla foto, c'erano i reperti (anche se non c'era il quarto fiume di Milano), anche su Piazza Meda si è fatta polemica. C'è da dire però che un tempo Piazza Meda era un posto brutto ed oggi è un posto bello dove sorgono hotel di lusso, ristoranti, bar e negozi di moda.
Semplicemente per il fatto che si sono tolte le auto e le si sono messe sottoterra.

mercoledì 9 novembre 2011

Via Fermi mormorò, non passa il gran burino. Zan Zan!

Giovanni Alemanno, sindaco della Giunta Bordoni, ha voluto dare il contentino ai quattro gatti che a Via Fermi difendono l'indifendibile. Difendono una situazione che lui stesso, da sindaco e rappresentante della città, avrebbe dovuto condannare andando a Via Enrico Fermi. E invece no. Ha sposato, strumentalmente e populisticamente, le ragioni di alcuni cittadini. Meglio tenere stretta qualche decina di voti piuttosto che fare ciò che tutte le città europee hanno fatto.

Ma Alemacchio, da politico non lungimirante, omette di considerare due cose: la prima è il danno che fa all'amministrazione esponendola al rischio di un ricorso milionario da parte della ditta (che avrebbe vittoria facile); la seconda è il danno elettorale che fa a se stesso. Poiché la gente è satura, è stufa, è stanca dei comitati del no. C'è una reazione sotterranea ma diffusissima a queste persone in cattiva fede, violente, aggressive. Una reazione che, poi calata a livello elettorale, comporta magari il guadagno di 100 voti, ma la perdita di 1000. Possibile che i politici non lo capiscano?

C'è poi una ultima questione. Far saltare un PUP significherebbe dare la stura a proteste ridicole, strumentali, completamente inventate in tutta la città. Le cronache di questi giorni ce lo dimostrano. Da Viale Leonardo da Vinci a Via Stern per tacere di Via Albalonga è un profluvio di motivazioni completamente assurde. Inventate. Patetiche. Strumentali solamente a lasciare questi quartieri nel degrado più profondo, come sono oggi, territorio della prevaricazione e della prepotenza delle auto su tutto.

Ecco perché vi preghiamo di commentare (qui su Via Fermi) dovunque appaiano questi comunicati. Per far capire ai lettori dove sta la verità e quali sono le vere motivazioni dei comitati. A Via Fermi -come dicono loro stessi!!!- hanno fatto mille parcheggi sotterranei, ma i problemi per la falda e per i palazzi sono comparsi solo per l'unico parcheggio che oltre a realizzare posti interrati proponeva una riqualificazione della superficie. Ed agli zingaroni di Via Fermi guai a togliergli il loro campo rom...

venerdì 4 novembre 2011

Inaugurazioni. Nuovo parcheggio a Colli Aniene






E' stato inaugurato lo scorso 29 ottobre il parcheggio di Via Camillo Corsanego a Colli Aniene. Grande festa di inaugurazione con tanto di Aurigemma e Panecaldo (ex delegato ai parcheggi dell'era Veltroni), buffet offerto ai cittadini dalla ditta (è la GreePark) e jam sassion di jazz. I cittadini hanno molto apprezzato soprattutto le sistemazioni superficiali che hanno donato aree per il gioco e (purtroppo) anche per la sosta. Ma insomma, la sensazione è che la situazione non possa dirsi peggiorata, no?

lunedì 31 ottobre 2011

Togliete subito i volantini di questi incivili



Vi volevo segnalare che nella zona Val d'Ala è stata ripresa l'idea di realizzare un PUP. Un gruppo di indigeni del posto ha preso così a cuore il futuro degli amici alberi tanto da usarli come bacheche per attaccare con le puntine conficcate negli arbusti i loro volantini. Incredibile.
Paolo


*Ma no, Paolo. Non è incredibile affatto e di scene simili è purtroppo piena la città. Per fortuna -abbiamo fatto nascere Pro Pup Roma apposta- questa gentaglia è stata smascherata e ormai ci sono centinaia di persone (soprattutto i nostri amministratori, che ci seguono) che hanno capito perfettamente quale sia il gioco della marmaglia no-pup. E soprattutto hanno capito alla perfezione come i no-pup tutto hanno a cuore fuorché la natura, l'ecologia, gli alberi. L'unica loro preoccupazione, ormai c'è una tale quantità di prove in proposito che l'ipotetica giuria si metterebbe a ridere, è di poter avere il posto a disposizione sotto casa e gratis per lasciare in mezzo alla pubblica via la loro vettura. Lo dimostrano plasticamente le aree di Conca d'Oro e dintorni, da cui ci scrivi, ridotte ad una sconfinata autorimessa orizzontale che dovrebbe consigliare i cittadini più civili a invocare il la carta dei Diritti dell'Uomo. Perché vivere in questo modo, inscatolati tra macchina e macchina, è qualcosa di disumano e ormai è uno stile di vita che permane solo da noi. Venti o trenta anni fa tutte le città europee erano così, ma oggi tutti hanno risolto (anche loro hanno avuto le loro lotte, i loro comitati, le loro batteglie in-civili), noi neppure abbiamo cominciato. Cominciamo, intanto, togliendo questi vergognosi e violenti manifestini.
E forza con le ruspe a Via Val d'Ala.

venerdì 28 ottobre 2011

Ecco come si risponde ai comitati. Molto semplice, molto lucido l'assessore. Peccato sia di Torino...

"Il parcheggio sotto piazza Gran Madre è inutile, non risolve i problemi del traffico e dei parcheggi nell'area, ed anzi rischia di crearne di ulteriori, mentre i flussi di auto in arrivo dalla collina andrebbero "drenati" prima di arrivare nella piazza". Queste le ragioni portate ieri in Comune dal Comitato Borgo Po che si oppone alla costruzione del parcheggio sotterraneo di piazza Gran Madre. Forte di più di 1400 firme il Comitato ha presentato ai giornalisti attraverso il Diritto di Tribuna la richiesta al Comune di bloccare il progetto. La risposta dell'assessore alla Viabilità Claudio Lubatti, che esclude ogni possibilità di rimettere in discussione il progetto, non si è fatta attendere: "L’intervento previsto -ha scritto Lubatti in una nota stampa- risponde ad esigenze effettive, poiché in particolar modo nel fine settimana la carenza di parcheggi nella zona è un problema tangibile e la nuova autorimessa, capace di 190 posti dei quali 90 destinati alla vendita ai privati, offre comunque 50 posti auto in più di quelli attualmente disponibili in superficie: la sua realizzazione offre inoltre l’opportunità, pur in presenza dei noti problemi di bilancio, di riqualificare la piazza con una sistemazione superficiale adeguata". L'unica possibilità di confronto che Lubatti concede ai residenti è limitata alle "soluzioni da adottare e sull’estetica della piazza a fine lavori". (articolo rubato da Eco dalle Città)

mercoledì 26 ottobre 2011

Ancora cittadini che fanno progetti (in buona fede?). Piazza Monteleone di Spoleto

Abbiamo visto Piazza Testaccio, ora passiamo a Piazza Monteleone di Spoleto. Dal I Municipio ai quartieri residenziali (potenzialmente, molto potenzialmente di lusso) del XX Municipio. Ma la solfa è sempre la stessa: cittadini che pur di non ritrovarsi l'obbligo, giusto sotto casa, di posteggiare in maniera ordinata, arrivano addirittura a compilare e disegnare loro i progetti di riqualificazione. "Continuate a facce parcheggià come zingari, se lo fate vi regaliamo pure il progetto esecutivo, pagamo noi". Questo è il grido di dolore che percorre tutta la città mentre il buriname romano si rende conto di vivere nell'ultima e nell'unica città in Europa in cui possono esistere piazze come questa che vedete in foto. Qunto potrà durare questa cosa? Cosa aspetta l'Europa, anche qui, a commissariarci e ad obbligarci a prendere dei provvedimenti contro questo schifo assoluto e profondo? Insomma questo è il lavoro dei comitati in zona Fleming (commentate!). Un lavoro buono, lodevole, che dimostra impegno. Ma che non vorremmo fosse stato fatto esclusivamente per scongiurare l'ipotesi che è la più logica possibile: il parcheggio interrato. Parcheggio che ha una duplica utilità. Da una parte permette di creare spazi sottoterra per le vetture che non devono e non possono stare in mezzo alla strada; da un'altra i costruttori per ottenere il permesso di scavare versano all'amministrazione una cifra che può e che deve essere utilizzata per riqualificare le aree circostanti alla piazza. Il risultato,dunque, a costo zero è: piazza riqualificata e semi pedonale dintorni riqualificati e con nuovo arredo urbano meno stress meno inquinamento meno caos Esiste un vero buon motivo per non fare i parcheggi? Perché diminuiscono i posti "alla cazzo" in giro? E questo sarebbe un buon motivo...

lunedì 24 ottobre 2011

Appello per Piazza Testaccio

Per l'ennesima volta torniamo sull'argomento. E ci torniamo dopo aver letto questo articolo che, nella sua chiusura, ci ha fatto (per l'ennesima volta, ancora) incavolare non poco. Ci piacerebbe spiagare, ad uno ad uno, ai cittadini di Testaccio che ciò che è "dannoso per il Rione", non è una infrastruttura di sosta regolamentata e ordinata, bensì l'assillo di lamiere che rende il bellissimo (potenzialmente) Rione romano un incubo vero e proprio per ogni categoria di cittadino, pochi esclusi. Avete mai visto un non vedente girare per Testaccio? Un portatore di handicap? Degli anziani con il loro bastone? E' raro vedere anche mamme con il passeggino... E' del tutto evidente che questi cittadini, di buona volontà, per carità, che hanno proposto per Piazza Testaccio il disegno rassicurante di una piazza di paese che potremmo essere al massimo a Grottaferrata, non hanno afferrato il problema. E bene fa il Comune a non dare neppure risposta ne ad accettare in dono discutibilissimi progetti. E' del tutto evidente che sotto questa piazza va realizzato un capiente parcheggio che permetta non certo di attirare nuovo traffico, ma di ficcare sotto terra la sosta che vergognosamente umilia la zona. Riqualificare i marciapiedi e pedonalizzare alcune strade che lo permettono. Mettersi a sistema con l'altra area di sosta sotto il nuovo mercato e finalmente pulire tutto, scacciare via la violenza e la prepotenza della sosta selvatica. Testaccio, con poco impegno economico e di tempo, potrebbe cambiare faccia diventato un luogo ridente e sereno. Non il regno della sopraffazione e dello stress.

venerdì 21 ottobre 2011

Che cos'è il progetto WiParking? Un comunicato dell'assessore Aurigemma che cerchiamo di decifrare


"Incentivare l'uso del mezzo pubblico a scapito di quello privato e' un obiettivo primario dell'Amministrazione capitolina e con questo spirito abbiamo deciso di avviare la sperimentazione del servizio WiParking. Si tratta di un progetto promosso in collaborazione con l'Agenzia per la Mobilita' e l'Associazione Gestori Autorimesse che permettera' a un centinaio di utenti di sperimentare la sosta su prenotazione in undici autorimesse convenzionate alla tariffa agevolata di un euro l'ora. Le autorimesse coinvolte si trovano in punti nevralgici della citta', dove e' possibile l'interscambio con bus e metropolitane. La sperimentazione avra' una durata di novanta giorni". Lo dichiara Antonello Aurigemma, assessore alla Mobilita' di Roma Capitale.




Dunque il progetto esattamente con un anno di ritardo parte con questa sperimentazione che ci suscita qualche idea. In primis: cosa si potrebbe fare mettendo realmente in rete i tanti parcheggini sotto i palazzi? A dotarli tutti della stessa grafica, dello stesso logo, di pannelli e display con i posti disponibili. Quanti posti interrati ne verrebbero fuori? Quanto guadagno in più per gli esercenti che oggi invece sono i primi nemici dei PUP? Indubbiamente la cifra di 1 euro non è corretta, è la stessa cifra che si paga all'esterno, alle intemperie, al rischio di furto. Non può essere la medesima che si paga in una autorimessa interrata, regolare, sicura, controllata. Si deve pensare almeno a 1,50 o 2€.

Qui, qui e ancora qui.

Resta il fatto, ed è un fatto che noi e i nostri quattro lettori sappiamo perfettamente: finché non si impedirà di parcheggiare in mezzo alla strada, col ciufilo che sperimentazioni di questo tipo andranno bene. Si deve impedire il parcheggio (più o meno selvaggio) ai lati del marciapiede, altrimenti iniziative come queste non hanno alcun senso...

mercoledì 19 ottobre 2011

Ara Pacis. Ma dov'è Italia Nostra? Dove sono i nobiluomini? Dove sono i comitati?








Alla luce delle recenti ulteriori prese di posizione contro il Pup dell'Ara Pacis ed alla luce dell'evoluzione delle vicende relative al Pup di Via Giulia, ho voluto documentare la situazione da collasso del parcheggio selvaggio nelle aree intorno all'Ara Pacis.

Auto ammucchiate, parcheggi in sosta vietata, auto in doppia fila, auto pluri multate e non rimosse, auto parcheggiate sul marciapiedi con ganasce...

Una delle zone più belle di Roma, penalizzata dall'invasione di lamiere, che in gran parte potrebbero sparire, se si lasciassero terminare i parcheggi sotterranei previsti, analogamente a quanto avviene nelle maggiori Capitali Europee.
Michelangelo Guzzardi

lunedì 17 ottobre 2011

Pup Via Parenzo. Guardate questo schifo: l'amministrazione lo vuole sistemare, nascono comitati che lo difendono




Il demi-monde del nopuppismo romano continua a fornirci scenette di cui faremmo volentieri a meno. Pare come se la quitessenza della cafonaggine del generone romano si fosse coalizzata e facesse strenua resistenza contro la trasformazione della città in un luogo leggermente (leggermente!) più accogliente, civile, vivibile, europeo. Pare come che le implementazioni e le infrastrutture che hanno trasformato la faccia delle grandi capitali europee ormai venti o trenta anni fa, qui fatichino ad affermarsi pur con anni di ritardo. Guardate questo slargo, è Via Parenzo, quartiere africano o giù di lì. Slarghi stradali così squallidi e informi esistono ormai solo a Roma e a Skopjie, polverosa capitale del Fyrom. A Roma -sempre troppo poco- si cerca di riqualificarli pigliando due piccioni con una fava: si fanno parcheggi sotterranei per togliere auto dalla superficie; così facendo si recuperano soldi per riqualificare gli arredi. In tutto questo si crea economia, si fanno lavorare ditte, ingegneri, geometri, strutturisti, indotto, camionisti, operai, si pagano tasse e via dicendo. E si rende la città più bella ma soprattutto più sicura per le categorie deboli e che fanno una scelta di mobilità leggera (sostanzialmente per chi, odiato da i no-pup, va a piedi o in bici).

Ci sono casi contrastanti, ma ci sono anche casi dove c'è solo da alzare le mani e dire "fate immediatamente sto parcheggio perché qui facciamo davvero schifo". Nonostante vi siano casi così plateali, la resistenza e il contrasto a questi trova egualmente spazio nel coordinamento No-Pup che pur di far numero (26 incivili comitati che lottano a favore delle auto, della sosta selvaggia, contro i marciapiedi, contro le piste ciclabili, contro il rispetto delle leggi, contro gli anziani, contro le mamme con passeggino, contro l'ordine, la sicurezza stradale ecc ecc) accolgono di buon grado anche istanze che definire ridicole è eufemismo.

Questo spiazzo, dicevamo, è Via Parenzo. E guardate come sta combinato. Qui è previsto un bel parcheggio e sopra pedonalizzazioni, verde, bar con tavolini e via dicendo. I cittadini della zona -le loro case tra l'altro moltiplicheranno il loro valore- dovrebbero fare i salti di gioia. E probabilmente la maggioranza li fa. Ma la rumorosa minoranza paladina di questo schifo assoluto e vergognoso della dignità umana si fa sentire. E elenca i suoi punti che, come da tradizione, smonteremo uno a uno, purtroppo ospitati senza vergogna e imbarazzo alcuno nel sito ufficiale dei No-Pup.

1) lo scavo può provocare seri danni ai palazzi interessati che hanno dai 65 ai 75 anni di vita e non sono stati costruiti con tecniche moderne;
Non vi preoccupate. Ad essere costruito con tecniche moderne ci pensa il parcheggio. Manco il canale della Manica, quando venne realizzato qualche fantastiliardo di anni fa, non era predisposto ad ospitare sotto di se un tunnel, eppure è stato fatto, una vita fa. E il canale non vi è mai collassato dentro. Il quoziente di ridicolaggine aumenta pensando che a 4 metri da qui c'è il megacantiere della metro B1...

2) i posti in superficie che verrebbero meno sono circa 60 e quindi corrispondono ai 60 posti pertinenziali suddetti (per messa in opera del parcheggio e ripristino normale viabilità);
Embè? E questo sarebbe un punto a sfavore del parcheggio? Togliere dalla superficie 60 auto (di cui quante in sosta regolare e quante in sosta abusiva? Coraggio No-Pup Si-Divieto di Sosta, tirate fuori i dati o dobbiamo venire a fare un video a Via Parenzo?) e ficcarle sotterra sarebbe cosa sbagliata? In che termini, di grazia?

3) nella zona sono stati già costruiti parcheggi per circa 250 posti;
sono in costruzione 280 posti per la Metro di P.za Annibaliano di prossima apertura e nel quartiere sono previsti circa 1000 posti interrati da costruire (Via S. Costanza, P.za Sabazio, P.za S. Saturnino, P.za Trento e Via XXI Aprile) con eliminazione di posti in superficie grosso modo equivalenti a quelli in costruzione;
Embè? E con tutti sti posti realizzati ancora avete le vostre "60 auto" in mezzo alla strada? Mettetele nei posteggi regolari che sono stati costruiti. Oppure vendetele. Ma dove sta il problema?

4) Il sottosuolo di Via Parenzo, dato lo scavo profondo per sette piani interrati, sicuramente incontrerà la falda acquifera, poiché nella vicina Via di S.Costanza ve ne sono due (a 4 metri e a 11 metri di profondità) e sono presenti vasche per raccogliere e far defluire le acque piovane. A tal proposito si fa presente che ci risulta che nel PUP di Via XXI Aprile, già costruito da anni, la ditta costruttrice abbia cementato le vasche e l’acqua piovana abbia invaso i palazzi limitrofi, e che gli abitanti abbiano dovuto spendere ingenti somme per lavori riguardanti le fondamenta e che abbiano avviato azioni legali nei confronti della ditta costruttrice, dell’ACEA ecc..
Inoltre, nel sottosuolo limitrofo a Via Parenzo vi sono grotte per cave tufacee.
Risate tipo "Drive In" negli anni Ottanta. Vai con le risate registrate a gogo. Indredibile. Il campionario di ogni pup. Al di là di ogni ridicolaggine. Sotto il terreno dove si decide di fare un pup compare di tutto. Fiumi sotterrai, grotte perigliose, forse anche il cane peloso della Storia Infinita. Di tutto e di più. E poco importa se a 20 metri hanno apena scavato la metro B1. Notare poi la cialtronaggine nel fare riferimenti denigratori ma non comprovati "ci risulta che nel Pup di Via XXI Aprile...". Vi risulta a voi o è la verità? E quali dati esistono a riguardo?

5) Vi saranno disagi per anni a causa della messa in opera del cantiere da parte della ditta concessionaria “Roma Park Srl”.
Per fare infrastrutture necessarie alla città, occorre avere pazienza e sopportare qualche mese di disagio. Talvolta anni. Questa è la norma in tutte le città del mondo che sono tali solo se si trasformano, si stratificano, cambiano e migliorano. Altrimenti non si chiamano città, si chiamano o presepi (quando sono ben tenute) o campi rom (quando sono nelle condizioni di Via Parenzo, Via Treviso, Via Bolzano ecc). Non volere una infrastruttura che sarà utile per anni solo perché non si sopporta il suo cantiere si chiama in un solo modo: volgare egoismo.

6) La zona (vedi catacombe di S. Agnese e complesso di S. Costanza) è di alto interesse archeologico con facili possibilità di intercettare antiche vestigia.
Uh, il comitato-soprintendenza è tra noi. Ma volete o non volete tacere? Se le indagini archeologiche riscontreranno la presenza di qualche imperdibile catacomba allora il parcheggio verrà espunto. Senza che voi esprimiate il vostro peloso parere. Peloso sì, perché è solo peloso chi dice che la zona è pregiata, ma poi ci piazza 60 vetture sopra. Maccome, in una zona dove ci sono SIA cave tufacee, SIA falda acquifera, SIA strato archeologico, tutto insieme... beh... e voi ci piazzate sopra le decine di tonnellate di "60 maghine che devono da sta in mezzo alla piazza"??? Uhmmm, c'è qualcosa che non torna.


Notate poi che nella lista dei sei punti si dice perché non si vuole il parcheggio, ma non si proferisce un solo rigo sulle proposte alternative. Su come si vorrebbe recuperare l'area. Sostanzialmente, ed è la cosa davvero tristissima, infinitamente triste, è che a questi cafoni la città sta bene così. La vogliono così. Lottano, sbraitano, straparlano, si inventano un sacco di puttanate affinché tutto resti così nello schifo ineguagliabile e non raffrontabile con nessuna altra città al mondo.
Ecco perché facciamo appello a tutti i residenti del II Municipio (e oltre): l'indirizzo per invitare questi signori a farla immediatamente finita ed a lavorare a favore e non contro il miglioramento della città è comitatoparenzoevielimitrofe@gmail.com. Beh, scrivetegli.

mercoledì 12 ottobre 2011

Qualche riflessione a partire da Piazza Gentile da Fabriano


Restiamo nel quadrante Flaminio con questo spassoso video in Piazza Gentile da Fabriano. Il tono è volutamente sarcastico e non potrebbe essere altrimenti. Il parcheggio della piazza dove affaccia il fantastico Ponte della Musica è quasi finito, mancano i dettagli. E le tragedie, come prevedevano i cittadini, si sono verificate tutte:
palazzi crollati
falda acquifera intaccata
caos per anni e anni
grandi alberature compromesse


...In realtà nulla di tutto ciò, nulla di tutto il bolso armamentario terroristico di chi ha l'unico scopo di difendere la sosta selvaggia si è verificato. La piazza ove affaccia il teatro Olimpico (guardate nella foto in alto come era la situazione precedente, con i musi delle macchine quasi a lambire il foyer, ma su quello i cittadini non avevano mai protestato benché sia uno scandalo nazionale, anzi olimpico) si avvia ad una riqualificazione di qualità. La cui qualità, anzi, potrà semmai solo essere vanificata -e di questo le ditte, non daremo loro tregua, dovrebbero iniziare davvero a vergognarsi- da alcune non corrette misure delle strade circostanti che lascereranno, ci potete giurare, spazi ampi alla sosta selvaggia.

Ad ogni modo le cose stanno andando bene: marciapiedi più larghi, nuovi alberi e tutela dei vecchi, pulizia, ordine, sicurezza stradale e tanti oneri in termini di euro nelle tasche del comune. Certo che ora non sarà più possibile far finta di niente: le argomentazioni dei No-Pup (fosse per loro avrebbero buttato giù un palazzo a spallate pur di non perdere completamente la faccia) si sono sbriciolate e i parking di Piazza Perin del Vaga, Via del Vignola e Via Guido Reni dovranno partire. Subito.

martedì 11 ottobre 2011

Lotte Continue, Che Gevari, comunisti... Ecco chi è la gente del no-pup. Ieri a fare cagnara al parcheggio di Viale Leonardo Da Vinci (da fare subito)

"Ieri mattina un centinaio di cittadini della zona della Metro San Paolo hanno svolto una prima e importante iniziativa di lotta in viale Leonardo da Vinci, per dire NO all’ennesima speculazione di nome P.U.P., dove il "ghiotto" progetto di parcheggio sotterraneo serve solo a sfamare il ventre del costruttore di turno, a fronte di un inutile spreco di territorio pubblico e con danni evidenti all’ambiente circostante.

Il P.U.P. inizialmente era previsto a ridosso di via del Serafico ma, come spesso accade in casi come questi, pur di realizzarlo si procede alla ricerca rabdomantica di siti alternativi. Passando sopra, ma non è solo questo il primo caso, alla mai applicata delibera del C.C. n. 57/06, quella che prevedeva percorsi partecipati dai cittadini tutte le volte che si proponevano progetti di trasformazione urbanistica.

Poco fece in tal senso l’allora Veltroni per metterla in pratica nel suo secondo "mezzo" mandato e, chiaramente, nulla ha fatto la giunta di destra a guida Alemanno. La lotta di oggi non è che l’inizio. E per noi tutti e tutte che abbiamo deciso di opporci stamattina il parcheggio a via Leonardo Da Vinci non si farà! La Lotta Continua.

Luca Fontana - Segretario del Circolo "Che Guevara" del PRC-FdS Municipio 11
Claudio Ortale - Membro CPF Federazione di Roma e consigliere PRC-FdS Municipio 19

lunedì 10 ottobre 2011

Piazza Melozzo da Forlì ri-riqualificata



Forse abbiamo capito come mai i comitati No Pup più avvelenati sono quelli del Flaminio. Perché lì i parcheggi vengono realizzati e tendenzialmente vengono realizzati bene. Perché lì -come vedremo in settimana, con un video imperdibile su Piazza Gentile da Fabriano- le loro teorie disfattiste, anzi terroriste, vengono sconfessate, rese ridicole dall'evidenza dei fatti.

Prendete Piazza Melozzo da Forlì, qualcuno se la ricorda prima del parcheggio? Beh, non c'è paragone. Eppure falde sotterranee non sono sbucate, il Tevere non ha tracimato da qui, i palazzi non sono crollati, il commercio non è andato in malora, al contrario. E sulla piazza giocano bambini, stazionano i ragazzi del muretto e chiacchierano gli anziani. Anche fino a tardi. Qualche tempo fa le pareti in cristallo degli scivoli e delle scale per entrare nel parking, imbrattate e umiliate dall'ignobile racket delle affissioni abusive, sono state sostituite da belle staccionate in metallo. Così la piazza è diventata ancora più bella.
Certo una domanda rimane: quanti degli spazi sottostanti sono stati adibiti a cantine e magazzini e quanti effettivamente ospitano vetture? Gli angusti passaggi pedonali per il sottosuolo, che sembrano davvero poco percorsi, ci fanno riflettere... Ma è ovvio che la gente non usi il parcheggio sotterraneo se continua a trovare la possibilità, per esempio, di parcheggiare lungo lo spartitraffico alberato di Via del Vignola. Perché si fanno parcheggi e non si tolgono posti auto incivili e illegali dalla superficie?
Veloci, ora, con i parcheggi di Via del Vignola e di Piazza Perin Del Vaga. E con la riqualificazione di tutte le strade dei dintorni.

venerdì 7 ottobre 2011

Via Giulia la strada più pazza del mondo: valgono di più i resti nel sottosuolo che la strada

La strada più pazza, ma anche più triste. E la tristezza imperversa sotto tantissimi punti di vista. Quello dei media, ad esempio, che da alcuni giorni stanno marciando sul ritrovamento di alcuni importanti reperti archeologici sotto il cantiere del fondamentale e irrinunciabile parking di Via Giulia. Con titoli strillati Repubblica (ancora lei, sempre più nemica della trasformazione in posto civile di questa città?) prima qui e poi qui ha sparso veleno e fatto terrorismo sulle sorti di questo cruciale cantiere.
Come al solito dando voce quasi solo a chi voce non ce la dovrebbe proprio avere.

Ad esempio? Ad esempio Italia Nostra, che grida allo scandalo chiamando in causa il ministro quando vengono trovate delle scuderie (uao!) sottoterra e non dice nulla sul fatto che Via Giulia sia ricoperta, 365 giorni l'anno, 24 ore su 24 di lamiere in sosta selvaggia che la rendono inguardabile. La strada più bella del mondo diventa la strada più brutta del mondo ma Italia Nostra parla solo quando qualcuno, costruendo spazi di sosta regolari, prova a risolvere il problema. E cosa dire dei comitati? C'è la solita tizia dei no-pup (mi raccomando, stampa, continua a interpellare i No Pup senza sentire i Pro Pup. Questo è giornalismo o cosa altro?) che senza un filo di vergogna dice che "non si può certo mettere vetture in mezzo ad un bene che la Soprintendenza chiede di musealizzare". Ehggià, però vetture in tutta Via Giulia, in tutta Piazza Farnese, in tutto il centro storico si, si possono mettere vero?

Speriamo che il caso si sgonfi come una bolla di sapone e che il cantiere per il parcheggio (e per il palazzo sovrastante: i ritrovamenti rendono sempre più sensato il progetto di Cordeschi, il migliore tra quelli presentati come abbiamo sempre sostenuto) vada avanti. D'altronde in tutti i parcheggi a Roma, da quello sotto al Macro a quello sotto al nuovo mercato Testaccio, sono stati trovati resti archeologici e in tutti i casi la Soprintendenza ha chiesto e ottenuto -come afferma la ditta incaricata in questo comunicato ufficiale- la musealizzazione degli stessi (che senza parcheggio sarebbero rimasti saepolti per sempre).

Saranno gli unici beni culturali che avranno al loro fianco vetture posteggiate regolarmente. Tutto il resto del patrimonio circostante continuerà a convivere con migliaia di lamiere in sosta vietata, abusiva, violenta, prepotente. Con la grande soddisfazione dei Comitati di zona, dei No Pup e di Italia Nostra.

giovedì 6 ottobre 2011

Il rapporto dei romani con i parcheggi. Roba da girarci un documentario


Un articolo de Il Tempo di oggi.


OSPEDALI I GESTORI: SI FINGONO DISABILI, RUBANO E NOI PAGHIAMO LE TELECAMERE

Parcheggi salati per colpa dei clienti
Erica Dellapasqua
«Ma quali ladri, sono gli automobilisti a fare i furbi, pensi che i dipendenti dell'ospedale forzano anche la barra d'ingresso pur di non pagare».

Decine di aneddoti dall'epilogo più impensato quelli cui assistono i gestori dei parcheggi degli ospedali romani i quali, destreggiandosi tra chi finge l'incidente, chi si spaccia disabile, chi sostiene che gli è stata rubata l'auto, raccontano l'altra faccia del caro-sosta: «Per questi casi abbiamo dovuto installare le telecamere, ovvio che il costo del biglietto aumenta». Ieri su queste pagine abbiamo documentato il ricco bouquet di tariffe applicate in ogni nosocomio. Tutte, pur con i dovuti distinguo, care. Si parte dal Gemelli, coi suoi 3 euro per la prima ora, 6 fino alla terza, per arrivare al San Camillo, tra i più «economici» considerato che il costo è di 1,50 euro per le prime due ore. Ma i gestori non ci stanno a parlare di stangata: «L'aumento dei prezzi l'hanno causato i clienti coi loro comportamenti». Apre la carrellata dell'assurdo Ulderico Piergiovanni della Sut, società che gestisce il parcheggio di Villa San Pietro: «Siamo stati obbligati ad apporre un cartello in cui decliniamo ogni responsabilità su furti e danni perché siamo stati truffati ben sei volte. Dicevano che gli era stata rubata l'auto e li abbiamo dovuti risarcire. Così abbiamo installato le telecamere». E ancora: la sanzione di 7 euro in caso di smarrimento del biglietto c'è perché prima tutti fingevano di averlo perso, ora nessuno lo dimentica più». Casi limite poi al San Filippo Neri, come spiegano i sorveglianti dell'Ares: «In tanti si fingono disabili, li becchiamo quando scendono dall'auto. Poi abbiamo problemi coi dipendenti: per non pagare l'abbonamento forzano le sbarre d'ingresso, è successo anche ieri notte, di solito facciamo solo richiami scritti ma credo che questa volta scatterà la denuncia». Infine, arcinota la decisione dell'ospedale Sant'Andrea di chiudere la strada che collegava il parcheggio all'uscita: «Tutti facevano finta di perdersi per sfuggire al pagamento».


*Il nostro augurio, naturalmente, è che chi abusa delle strutture dei nosocomi debba averne davvero bisogno. Ma l'atteggiamento da parte di questi scimpanzé deriva da come sono stati abituati. Esattamente come le bestie dello zoo, fanno quello che il loro imprinting gli suggerisce. Abituati da anni a considerare il parcheggio a sbafo come un diritto inalienabile, si sentono violentati quando devono comportarsi come ci si comporta in tutto il mondo.

mercoledì 5 ottobre 2011

Su Piazza Testaccio decidere bene, decidere presto. E decidere secondo logica


Sempre più vicino il trasloco degli operatori del Mercato Testaccio nella nuova sede su Via Galvani. Nuova, linda, pinta e igienica. Ecco perché gli operatori già la odiano: i banchi -praticamente veri e propri negozi- costano ben 4000 euro l'anno (tutti i negozianti "normali" quelli che pagano anche 4000 euro al mese, non all'anno, sono autorizzati a pensare e proferire qualsiasi tipologia di improperio). E poi, udite udite, "non è previsto lo spostamento delle bancarelle di stracci circostanti al mercato; e senza di loro noi non ci muoviamo". Vi rendete conto? Vi immaginate una roba del genere in un mercato di Parigi o di Barcellona? Fantascienza. "Non ci spostiamo se non ci garantite di ricreare nella nuova location le stesse condizioni di degrado che c'erano prima". Mostruoso.
Ma questa è un'altra storia. Ciò di cui vogliamo parlare di questo articolo si chiama "risistemazione di Piazza Testaccio". Una volta smantellato il mercato, nonostante le resistenze terzomonmdiste degli operatori, cosa si farà? La cittanza attiva di Testaccio si è mobilitata, e questo è positivo. Associazioni, incontri, workshop, collaborazione con le istituzioni. Peccato però che anche dei processi virtuosi, a Roma, portino ad esiti che nulla hanno a che spartire con l'occidente civilizzato, con l'Europa civile, coi paesi evoluti. A Roma il processo partecipativo è naif, ingenuotto, da asilonido. Escono fuori risultati tipo "vogliamo più verde" o, peggio, "non vogliamo cemento". Roba da schiaffi. E questi sono gli esiti migliori, poi si passa alle cose più complesse. E sono dolori.

Su Piazza Testaccio i cittadini non hanno ancora capito cosa vogliono, ma hanno bene chiaro cosa non vogliono: non voglio ciò che in qualsiasi città normale si farebbe in un quartiere asfissiato dalla sosta selvaggia (come abbiamo ampliamente documentato in alcuni nostri memorabili video), dai soprusi, dalla violenza delle automobili, dalla impossibilità di muoversi a piedi per bambini, anziani, mamme con passeggino, non vedenti, disabili, biciclette. Un vero e proprio incubo che potrebbe, in parte s'intende, venire sanato grazie ad un parcheggio interrato dove ficcare vetture e toglierle dalla superficie.

Con i quattrini guadagnati dall'operazione immobiliare (viceversa NON CI SONO SOLDI, forse non è chiaro, e dunque si possono portare avanti solo progetti raffazzonati e cheap) si potrebbe lavorare sulla risistemazione superficiale della piazza, ma soprattutto sul ri-arredo delle strade limitrofe, oggi davvero umiliate. Per fare tutto ciò basterebbe non dar retta a ciò che chiedono i cittadini. Le città vengono governate in maniera democratica, non in maniera populista e demagogica. La democrazia elettiva prevede che la gente elegga dei rappresentanti e questi poi compiano delle scelte (delle scelte, cazzo!) che poi verranno, alla fine, valutate dai cittadini con il voto a fine mandato. I rappresentanti non devo farsi traviare, far deviare la logica delle scelte (interrare la sosta in questa piazza è una scelta logica, checché ne dicano i residenti che NON sono urbanisti e non hanno alcun titolo di fare nulla di più che esprimere un parere in materia, ma NON di decidere), farsi tirare per la giacchetta. I rappresentanti istituzionali sono stati eletti e pagati per fare scelte di qualità, per dare alla città standard di vivibilità internazionali e questo devono fare. Se poi una piazza riqualificata, una sosta finalmente ordinata, incidentalità azzerata, percorsi pedonali di qualità, smog e stress azzerato faranno schifo alla cittadinanza, beh, i responsabili non saranno rieletti. Ma questa è la filiera da percorrere.

lunedì 3 ottobre 2011

Ma non sarebbe stato meglio darsi da fare e aprirlo in occasione dei 150 anni?




Ma soprattutto, dei 700 posti auto ricavati nel sottosuolo, quanti saranno recuperati dalla superficie? Esisterà la garanzia di non trovare ancora più auto in curva, sulle strisce, sulle preferenziali, sulle ciclabili, in seconda fila a Prati? Sul lato nord-ovest della Piazza vi sarà ancora il grumo informe di auto in sosta selvatica perché, come ha dichiarato il sindaco apponendo il count-down al cantiere, "tutti siamo stati almeno una volta costretti a posteggiare in divieto a Piazza Cavour"?
Se il parcheggio apporterà 700 posti auto in più a Prati non farà che attrarre ulteriore traffico. E davvero non ce n'è bisogno. Avrà invece senso se questi 700 posti saranno eliminati dalla superficie lavorando con: arredo urbano, contravvenzioni, rimozioni, pedonalizzazioni di alcune strade.