martedì 19 ottobre 2010

Pubblichiamo la grande inchiesta de Il Tempo di oggi sui parcheggi fantasma

Parcheggi abbandonati e posti buttati
Viaggio in tre parking sotterranei realizzati, mai aperti al pubblico, regno dei senzatetto

Migliaia di posti auto praticamente pronti e inutilizzati. Burocrazia, errori progettuali, a volte anche semplice «filosofia» e opere strategiche (e costose) si trasformano in cattedrali nel deserto. È il caso del parcheggio sotterraneo di Porta Pia, protagonista qualche anno fa di una puntata di Striscia la Notizia. Completato nel 1968 non è mai stato aperto. Non va meglio al parcheggio Cornelia realizzato nel 2001 con il «nuovissimo» sistema del braccio meccanico: si lasciava la macchina e un anonimo ascensore la portava nei piani di sotto. Davvero troppi i disagi subiti dagli automobilisti. E lì è rimasto. Pochi anni fa si propose addirittura di trasformarlo in «parco dell'amore». Stesso destino per Marconi, dove nel parcheggio abbandonato si svolgono persino gare a due ruote. Poi c'è piazza Cavour. Il taglio del nastro è previsto per ottobre 2011 ma il progetto è del 1991. Ecco la nostra inchiesta sulle «incompiute». Una definizione che se nell'arte suscita fascino e mistero, nelle infrastrutture si trasforma in sperpero e mancanza di servizi alla collettività

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PORTA PIASOTTOPASSI SBARRATI E INFESTATI DAGLI ESCREMENTI
L'area di sosta ha quarant'anni e non è mai entrata in funzione
A Porta Pia, tra via Nomentana e via XX Settembre, è praticamente impossibile parcheggiare


E pensare che sotto terra ci sarebbero centinaia di posti per lasciare l'auto. Un grande parcheggio finito di costruire 42 anni fa: nel 1968. E mai aperto. Il parcheggio è grande praticamente quanto la piazza. Il centro corrisponde al monumento al Bersagliere. L'entrata principale si trova nel sottopasso chiuso con cancello e lucchetto sul lato destro della Nomentana, accanto all'edicola. L'unico modo per entrare è attraverso la sala controllo dei vigili che si trova proprio accanto al cancello sbarrato. Qui gli agenti della Municipale controllano 24 ore su 24 i sottovia di Corso Italia e gestiscono i semafori in caso di emergenza. Il problema di questo parcheggio è che, nonostante sia praticamente pronto, non è mai stato ultimato. Le rampe di accesso per le auto non sono mai state aperte. Tanto che il Comune negli anni scorsi aveva avviato una trattativa con il ministero delle Infrastrutture affinché quest'ultimo ne ristrutturasse almeno una parte e ci costruisse le rampe. I circa 80 posti che si sarebbero potuti ricavare, sarebbero stati utilizzati dai dipendenti del Ministero. Ma i lavori non sono mai partiti. «I posti che si potrebbero utilizzare però sono molti di più - dice Gabriele Di Bella, sindacalista dei vigili urbani - ci sono centinaia di spazi per le auto distribuiti su due livelli. È assurdo che ci sia un cartello che ricorda che il sottopasso è chiuso dal 1968». L'edicolante di piazza Porta Pia è da almeno vent'anni che combatte, assieme agli altri residenti e commercianti, per la riapertura del parcheggio: «Ma come è possibile che ci sia una struttura del genere chiusa da quarant'anni? Se fosse riaperta risolverebbe i problemi di una zona assediata quotidianamente dal traffico. Senza contare che la gente non prenderebbe più decine di multe tutti i giorni». Gli altri sottopassi d'accesso al parcheggio, sui altri lati della piazza, sono tutti chiusi. Quello sul lato di viale del Policlinico è una vergogna. Se si scendono le scale, e si vuole sopravvivere, servono mascherina antigas e stivali di gomma per passare attraverso le pozzanghere di urina e le montagne di escrementi. Gli operatori dell'Ama ogni giorno disinfestano a rotazione tutti i sottopassi della piazza. Ieri mattina stavano lavorando a quello davanti al Ministero: «È una battaglia contro i mulini a vento - dice scoraggiato un netturbino - noi puliamo e dopo due giorni sono di nuovo ridotti a latrine».

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CORNELIA I SETTECENTO BOX UTILIZZATI SOLO FINO AL 2005
Attese lunghe. Tariffe stellari Il flop del braccio meccanico
È chiuso ormai definitivamente da cinque anni il Parking Cornelia, mega struttura di sette piani interrati nata come parcheggio di scambio e inaugurata nel 2001 dall'amministrazione Veltroni.

Inaugurato nel 2001, il Parking Cornelia fu presentato come la struttura ipertecnologica per definizione, dotata di sette piani interrati, una capienza di 700 posti auto, telecamere interne, bracci meccanici che portavano giù e su le macchine. Bracci che si sono rivelati subito una disgrazia perché hanno funzionato male fin dai primi giorni: i tempi di attesa per riavere l'auto parcheggiata viaggiavano tra i 10 e i 20 minuti ciascuna. Per di più il costo assai elevato della struttura ha presto «costretto» a trasformare la sua destinazione d'uso: da parcheggio di scambio, a pagamento per tutti gli automobilisti. Prima gestita dalla Sta, poi affidata a un'azienda privata che rispondeva al Comune, e che ha applicato tariffe di 1,60 euro per le prime due ore non frazionabili, 80 centesimi per la terza e quarta ora e 50 centesimi per le successive. Poche le macchine che sceglievano di parcheggiare anche con questa soluzione, troppo alti i costi di gestione. E siamo al 2005 quando il Parking Cornelia chiude definitivamente. Inutili i successivi tentativi di affidare a terzi la struttura. Almeno tre le gare andate a vuoto negli ultimi anni. Il motivo sarebbe sempre lo stesso: il mantenimento della struttura avrebbe un costo troppo alto rispetto al potenziale guadagno. La questione è balzata più volte sul tavolo dei presidenti del Municipio XVIII e dei rappresentanti del Comune che si sono succeduti in questi anni, senza che si trovasse una soluzione. Le ultime notizie riguardanti la mega struttura raccontano di un'ipotesi di apertura come parcheggio totalmente meccanizzato oppure «tradizionale» con una parte a rotazione e una parte pertinenziale, vale a dire posti auto venduti a privati. Seconda soluzione, questa, che potrebbe essere la preferita, se si pensa che il parcheggio è adiacente alla fermata della linea A Cornelia e che nel quartiere c'è una carenza cronica di posti auto e di relativi box da affittare o vendere. «Per questo parcheggio siamo in attesa di risposte da parte dell'amministrazione comunale - spiega Daniele Giannini, Presidente del XVIII Municipio - sono stati fatti degli errori in passato che non devono essere ripetuti. Ma crediamo che una soluzione si possa trovare». Al Municipio spetterà decidere anche se, in un secondo momento, delimitare con le strisce blu la zona circostante il parcheggio.

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PIAZZA CAVOUR LA STRUTTURA PRONTA ENTRO IL 2011
Vent'anni per posteggiare settecento auto
Procedono senza sosta, si spera, i lavori per la realizzazione del parcheggio interrato di piazza Cavour, una delle opere più grandi e complesse realizzate nel cuore di Prati degli ultimi decenni.


Un progetto venne infatti inserito nel Piano Ubrani parcheggi del triennio 1989-1991. Vale a dire vent'anni fa. Il taglio del nastro è previsto per ottobre 2011. Varianti, (la prima convenzione prevedeva 318 auto e box su due piani interrati), lunghe procedure burocratiche, scavi archeologici e blocco cantieri per indagini geologiche approfondite. A fare il punto sulla fase dei lavori sono stati ieri il sindaco Alemanno, il delegato ai Pup, Antonello Aurigemma, il direttore dell'Ufficio speciale Emergenza traffico, Daniela Barbato e la presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti, in occasione dell'apertura della cassetta segreta ritrovata sotto la statua di Cavour che contiene una pergamena e delle monete d'epoca. «Il parcheggio di piazza Cavour ha una doppia valenza, quella di aiutare a scaricare il traffico della zona Prati e fare un primo drenaggio rispetto della pedonalizzazione del centro storico - ha ricordato Alemanno -. Qui si potrà parcheggiare e incrociare mezzi pubblici, oltre ad avere a disposizione postazioni di bike sharing. Diventerà un importante nodo di scambio per Roma. Credo che non ci sia quasi nessun romano che si sia sottratto al supplizio di cercare parcheggio qui per andare al cinema, a palazzo di Giustizia o ai tanti uffici della zona. Col parcheggio tutto questo finirà definitivamente. Ci sono stati problemi di ordine edilizio e anche legale. Ma per il 30 ottobre 2011 sarà finito». Il parcheggio, rispetto al progetto inziale prevede ora la realizzazione di 707 posti auto su tre piani interrati, di cui 404 destinati alla sosta pertinenziale e 303 a rotazione. «Un impegno concreto, quello del sindaco Alemanno, che sottolinea il percorso intrapreso sul Piano Urbano Parcheggi capitolino e che ha intaccato la logica dei parcheggi pertinenziali a favore di quelli rotazionali - ha commentato Aurigemma -. In merito alle poche critiche mosse dai soliti noti di sinistra, consigliamo loro di confrontarsi con il presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti». La minisindaco di Prati ha infatti parlato del parcheggio di piazza Cavour come un'opera strategica per il quartiere alla quale ha contributo con l'inserimento del car e del bike sharing, mentre per quanto riguarda la viabilità «il progetto prevede la pedonalizzazione dell'area antistante il Palazzaccio - ricorda la De Giusti - questo condizionerà sensibilmente la viabilità della piazza che non avrà più funzioni di rotatoria. Su questo però abbiamo dei dubbi e faremo delle prove di impatto sul traffico con i lavori in corso. In base ai risultati si deciderà se pedonalizzare quello spazio oppure no»

1 commento:

  1. Il parcheggio di Cornelia: basterebbe impedire la sosta selvaggia nelle strade adiacienti e si riempirebbe subito. Idem per quello di Porta Pia. Corso Italia potrebbe essere trasformato in un boulevard e le macchine sistemate sotto terra.

    Peccato che la classe dirigente romana ha la sosta selvaggia nel dna...

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