venerdì 22 ottobre 2010

Metro B1? Sarà tutto inutile...


Ieri come oggi, la stessa storia, siamo al paradosso più totale. Al disorientamento assoluto della volontà popolare. Fino a qualche tempo fa chi voleva opporsi alle grinfie del partito dell'automobile tendenzialmente orientava il proprio voto a sinistra. Oggi questo non ha più senso. Sinistra e destra sono pari e alle volte il PD supera il PDL nella difesa degli interessi delle maghine.
Lo abbiamo visto ieri nel XVII Municipio, lo vediamo oggi nel II. Il progetto di riqualificazione di Viale Libia (dopo la fine, imminente, dei cantieri della nuova metropolitana) prevede allargamenti dei marciapiedi, messa in ordine dei parcheggi, garanzia dei percorsi pedonali si spera, ma i residenti si ribellano. Non basta loro l'enorme parcheggio sempre vuoti di Via Tripoli, non basta loro che il loro territorio avrà la metropolitana per arrivare dovunque, no: vogliono che i posti auto non vengano ridotti neppure del 30% come prevede il prudentissimo progetto di riqualificazione.
E chi asseconda queste istanze primordiali e incivili della cittadinanza? Ma ovviamente il PD, che domande. Nella persona, segnatevi il nome, di Giuseppe Gerace, capogruppo nel II Municipio. Una roba disarmante. Che confermano anche i cittadini e i più preparati comitati di quartiere, come Secondo Noi (www.secondonoiroma.altervista.org) a parere di cui il parcheggio di Via Tripoli non è utilizzabile dai residenti perché i posti non sono loro stati "assegnati" (ma dove minchia sta scritto che i residenti non devono pagare per parcheggiare, in quale altra città europea, di grazia?) e che Viale Libia riqualificata non gli piace perché non dà spazio per la doppia fila ("se un'auto si ferma un'altra ci passa a fatica e si può bloccare tutto"... Esatto, come succede in tutte le strade civili dove, infatti, NON CI SI DEVE FERMARE).
Una desolazione di gente che evidentemente non ha mai visto il mondo e che vuole perpetrare lo scandalo di una città dove neppure una strada rispetta gli standard di sicurezza e di arredo degni dei paesi occidentali. Qualcuno li fermi, qualcuno imponga scelte di qualità, qualcuno gli spieghi che se arriva il metro' in un quartiere non servono più i posti-maghina, perché le maghine i residenti tendenzialmente le devono VENDERE o, in alternativa, se proprio si vogliono pigliare il lusso di possederle, parcheggiarle a pagamento come accade in tutto il mondo civilizzato, non certo lasciarle sul pubblico suolo.
Abbiamo speso centinaia di milioni per fare la B1, ma secondo loro nulla deve cambiare neppure di un millimetro nelle loro abitudini primitive. E così la costruzione di una grande infrastruttura (metro, ma anche parcheggio) si rivela un immenso spreco di denaro pubblico.
Cittadini, politici e comitati dovrebbero essere resi edotti di un fatto piuttosto semplice: i posti in superficie stanno scomparendo da tutte le città europee. Parigi? Madrid? Londra? Aprite Google, entrate in Street View e scoprirete che le strade di media e grande percorrenza NON HANNO sosta a raso. Perché è pericolosa, perché toglie spazio ai pedoni ed al flusso di vetture creando ingorghi, perché una fila di veicoli ne crea sempre una seconda illegale, perché le auto in sosta mortificano il commercio coprendo loghi e vetrine... Perché così si fa in tutto il mondo e occorre solo copiare.

22 commenti:

  1. Concordo al 100%. Io alle prossime elezioni locali voterò qualche lista civica / candidato indipendente.

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  2. Oltretutto a leggere i commenti su Repubblica (o altri quotidiani online) viene la pelle d'oca.

    Sarebbe questa la crema culturale capitolina sessorium? Spero ti sia ricreduto in merito questo giornale (che non è diverso da altri, forse addirittura peggio). Non è un giornale che sostiene le istanze dei pochi illuminati, ma serve solo una precisa ideologia (come altri, ben inteso).
    http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/10/21/news/parcheggi_e_alberi_rivolta_viale_libia-8289082/

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  3. Mi sembra assurdo, in zona c'è il parcheggio multipiano di Via Tripoli, quello sotto al mercato di Piazza Gimma, quello a Via Cirenaica e infine quello di Via Homs...quest'ultimo poteva benissimo rimanere sopralevato mediante fast park...la zona di Viale Libia, a parità di distanza dal centro, rispetto ad altre zone, mi sembra la penalizzata dal problema dei parcheggi...

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  4. Mi occorre fare alcune precisazioni.
    Quello che prima di tutto contesto è il fatto che questa amministrazione non ha per nulla coinvolto ufficialmente i cittadini ed i comitati. Esistono infatti, come immaginavo e leggo dai commenti all'articolo, tutta una seria di perplessità sulla prossima riqualificazione. E' necessario avere più spazio per i pedoni, più verde e meno traffico locale proprio perchè si sta costruendo una metropolitana. Ho proposto e propongo alla maggioranza un confronto serio con la cittadinanza prima di rendere esecutivo il progetto.
    Sono state raccolte circa 1000 firme nella zona per avere una viale libia ed eritrea più "verdi".
    Infine preciso che criticare l'ipotesi del centro destra di realizzare un parcheggio a pagamento per tutti (come così prima non era) in piazza annibialiano non contrasta con la mia idea di maggiori spazi per i pedoni e meno per le auto.
    Giuseppe Gerace Capogruppo PD II Municipio - cell. 349 3909349

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  5. Caro Gerace,

    se l'amministrazione propone una dimuzione dei posti auto del 30% è preciso ruolo del PD, se vuole essere il partito della società civile, di alzare il ditino e dire che il 30% è poco. Che bisogna liberare spazi per la ciclabilità e per i pedoni e che i posti auto eliminati devono essere -vista la enorme quantità di parking privati disponibili e che sono costati investimenti e sacrifici- almeno il 60%. Ci promette che lo farà?

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  6. Ho già scritto a Giuseppe (che stimo molto) e mi limito a riportare qui quanto già detto e cioè che è uno scandalo parlare di problema parcheggi quando il multipiano di via Tripoli ha sempre, mediamente, 200 posti liberi a una tariffa che è la stessa delle strisce blu.

    Se nessuno (quasi) lo usa è semplicemente perché posteggiare in doppia fila nelle nostre strade è gratis e privo di rischi (la polizia è praticamente latitante).

    L'unico modo per ridurre questa PIAGA è renderla fisicamente impossibile, come avviene già in molte strade del III Municipio.

    E chi vuole una macchina privata (in uno dei quartieri meglio collegati di Roma) PAGHI per posteggiarla, come faccio io da anni senza tirare in ballo inesistenti diritti civili.

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  7. Eccellente intervento Claudio. Eccellente e ineccepibile, non c'è altro da aggiungere.
    Via le auto dalla superficie. Via, sciò.

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  8. Tra l'altro sul Messaggero di oggi si parlava del problema della carenza dei carri gru per le rimozioni...

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  9. Non ci interessano le rimozioni, tanto abbiamo capito che il comune preferisce la doppia fila

    vogliamo i PALETTI ai bordi dei marciapiedi
    vogliamo gli ANGOLONI che impediscano la sosta in curva e sulle strisce
    vogliamo strade o corsie larghe TRE METRI, non di più, in cui la doppia fila sia impossibile.

    Nel quartiere intorno a piazza Bologna è stato fatto, ora le strade sono molto vivibili e il traffico è migliorato. Nessun negozio ha chiuso, nonostante i pianti. Anzi, passeggiare da quelle parti è piacevolissimo, e attira gente.

    Ora, estendere questo modello in tutta Roma, almeno dove c'è la metro!

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  10. Le solite sante parole di Riccardo. E la cosa che fa più rabbia, rispetto alle buone pratiche del III Municipio, è che commercianti senza scrupoli e qualche residente sia riuscito a interrompere la riqualificazione di Piazzale delle Province. Che rabbia.

    Comunque segnalo che in tutto San Lorenzo e soprattutto su Via Tiburtina negli ultimi giorno i soliti noti hanno DIVELTO tutti i paletti per poter parcheggiare sugli angoloni.

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  11. (l'intervento è diviso in due post. Parte I)


    Buongiorno a tutti,

    per prima cosa vi voglio ringraziare del vostro intervento e vi ringrazio anche delle critiche. Questo perché la critica libera, come l'informazione, serve a migliorare.

    Innanzitutto vi invitiamo a leggere il post che abbiamo pubblicato nella sezione "Iniziative" sul nostro sito www.secondonoiroma.altervista.org, pubblicato lo scorso 19 ottobre.
    Le nostre proposte sono quattro: 1) Il Ripristino di Viale Libia e Viale Eritrea Verdi, 2) Maggiori spazi verdi, 3) Riqualificazione anche delle vie limitrofe, 4) Piste ciclabili.
    Mi sembra che siamo totalmente allineati. Noi siamo per la mobilità sostenibile (e il nostro progetto del sottopassaggio (http://www.opuscolodownload.altervista.org/OPUSCOLO.pdf) mira proprio in quella direzione. Vogliamo meno auto, più verde, una città più a misura d'uomo e certamente più vivibile. Vi assicuriamo che conosciamo bene le esperienze degli altri paesi europei e ne ammiriamo proprio le caratteristiche da voi evidenziate.

    Per quale motivo allora abbiamo difeso i posti auto? Semplicemente non si è trattato minimamente di una difesa ma solo abbiamo evidenziato una criticità atavica del quartiere. Che in quanto tale va gestita.
    Siamo certi che ben conoscete cosa stanno vivendo gli abitanti delle vie limitrofe a viale Libia in questi mesi, in quanto a soste selvagge. Vi immaginate cosa diventeranno quelle vie, se i posti in zona verranno eliminati d'un tratto senza soluzioni transitorie?
    E perchè non parliamo delle tante famiglie della zona e i loro problemi economici? Nel cosiddetto quartiere Africano vivono molti nuclei familiari con seri problemi economici oppure molto giovani, per i quali il costo del posto auto mensile è troppo alto. Mentre invece chi vive a via Panama (probabilmente non indigente) ha spazio in abbondanza per parcheggiare in strada.
    Noi riteniamo che bisogna perlomeno perlare di questa criticità, proporre soluzioni. Non è certo una soluzione fare 2-3 parcheggi per pochi posti auto, come a Viale Eritrea, Villa Chigi e Piazza Vescovio, quasi tutti in vendita
    Per esempio si potrebbe prevedere che un certo numero di posti auto (150-200) del parcheggio a Via Tripoli sia gratuito per i residenti dalle 19 della sera alle 9 del mattino seguente. In questo modo chi rientra la sera a casa potrà trovare facilmente parcheggio e gratuitamente. E di giorno quei posti saranno nuovamente disponibili per chi va a fare shopping. Stesso discorso vale per il futuro Parcheggio a Piazza Annibaliano, che pare sarà tutto a pagamento. In questo modo il quartiere avrebbe di sera (quando la gente torna a casa e ce n'è più bisogno) almeno 300-400 posti auto in più gratuiti, a controbilanciare il taglio su Viale Libia. Si possono pensare anche altre soluzioni ma almeno se ne parli.

    (continua...)

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  12. (Parte II)

    Per quel che infine riguarda l'allargamento della corsia, credo che sia stato frainteso il senso delle mie parole. Anche a tal riguardo vi invito a leggere il Comunicato sul sito, che è molto chiaro.
    Noi vogliamo Viale Libia e Viale Eritre strade verdi, com ampi marciapiedi, verde e piste ciclabili fino a Corso Trieste e Via Nizza.
    Se invece l'amministrazione vuole lasciarvi passare tutto il traffico, un restringimento importante delle corsie porterebbe gravi problemi di viabilità. Attualmente infatti un autobus impiega circa 30 minuti per muoversi da Piazza Gondar a Piazza Istria nelle ore di punta. Uno scandalo. E un'autoambulanza non riuscirebbe mai a farsi largo tra le lamiere. E non pensiate certo che il restringimento impedirebbe ai soliti incivili di parcheggiare in seconda fila, visto che nessuno sembra oggi in grado di far rispettare le norme.
    Certo che noi vogliamo il restringimento delle corsie, ma allora ripristiniamo Viale Libia/Eritrea strade verdi con aiuole e piste ciclabili e leviamo le macchine. Allora va bene!

    Spero di aver chiarito le ragioni delle mie dichiarazioni. Il nostro Comitato resta sempre a disposizione di tutti per ogni spunto e riflessione, contattateci quando volete per ogni questione

    Nel ringraziarvi dello spazio concessoci e dell'interessamento, vi salutiamo e vi incoraggiamo a continuare ad essere sempre stimolo di discussione libera.
    Marco Bottini,
    Presidente Comitato Secondo NOI

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  13. (questo intervento è diviso in due parti. Parte I)

    Buongiorno a tutti,

    per prima cosa vi voglio ringraziare del vostro intervento e vi ringrazio anche delle critiche. Questo perché la critica libera, come l'informazione, serve a migliorare.

    Innanzitutto vi invitiamo a leggere il post che abbiamo pubblicato nella sezione "Iniziative" sul nostro sito www.secondonoiroma.altervista.org, pubblicato lo scorso 19 ottobre.
    Le nostre proposte sono quattro: 1) Il Ripristino di Viale Libia e Viale Eritrea Verdi, 2) Maggiori spazi verdi, 3) Riqualificazione anche delle vie limitrofe, 4) Piste ciclabili.
    Mi sembra che siamo totalmente allineati. Noi siamo per la mobilità sostenibile (e il nostro progetto del sottopassaggio (http://www.opuscolodownload.altervista.org/OPUSCOLO.pdf) mira proprio in quella direzione. Vogliamo meno auto, più verde, una città più a misura d'uomo e certamente più vivibile. Vi assicuriamo che conosciamo bene le esperienze degli altri paesi europei e ne ammiriamo proprio le caratteristiche da voi evidenziate.

    Per quale motivo allora abbiamo difeso i posti auto? Semplicemente non si è trattato minimamente di una difesa ma solo abbiamo evidenziato una criticità atavica del quartiere. Che in quanto tale va gestita.
    Siamo certi che ben conoscete cosa stanno vivendo gli abitanti delle vie limitrofe a viale Libia in questi mesi, in quanto a soste selvagge. Vi immaginate cosa diventeranno quelle vie, se i posti in zona verranno eliminati d'un tratto senza soluzioni transitorie?
    E perchè non parliamo delle tante famiglie della zona e i loro problemi economici? Nel cosiddetto quartiere Africano vivono molti nuclei familiari con seri problemi economici oppure molto giovani, per i quali il costo del posto auto mensile è troppo alto. Mentre invece chi vive a via Panama (probabilmente non indigente) ha spazio in abbondanza per parcheggiare in strada.
    Noi riteniamo che bisogna perlomeno perlare di questa criticità, proporre soluzioni. Non è certo una soluzione fare 2-3 parcheggi per pochi posti auto, come a Viale Eritrea, Villa Chigi e Piazza Vescovio, quasi tutti in vendita
    Per esempio si potrebbe prevedere che un certo numero di posti auto (150-200) del parcheggio a Via Tripoli sia gratuito per i residenti dalle 19 della sera alle 9 del mattino seguente. In questo modo chi rientra la sera a casa potrà trovare facilmente parcheggio e gratuitamente. E di giorno quei posti saranno nuovamente disponibili per chi va a fare shopping. Stesso discorso vale per il futuro Parcheggio a Piazza Annibaliano, che pare sarà tutto a pagamento. In questo modo il quartiere avrebbe di sera (quando la gente torna a casa e ce n'è più bisogno) almeno 300-400 posti auto in più gratuiti, a controbilanciare il taglio su Viale Libia. Si possono pensare anche altre soluzioni ma almeno se ne parli.

    (continua in Parte II...)

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  14. Bell'intervento. Ma a mio modo di vedere gli assunti non reggono.

    Non regge (NON REGGE MAI!!!) il discorso dei poveri indigenti che non possono pagare il posto auto. E' una considerazione che non esiste in nessuna grande città del mondo. Vuoi una macchina di proprietà? Ritieni che siano scomodi i mezzi pubblici? Considerti inadatto uno scooter? Fatichi in bicicletta? Nun gliela fai a piedi? La metro' sotto casa non ti abbbbasta? E allora comprati la macchina: paghi la benzina, paghi l'olio, paghi la manutenzione, paghi il bollo, paghi i tagliandi, paghi la poliza e paghi il parcheggio. Non si capisce perché tra le mille 'cure' che necessita una cavolo di 'maghina' l'unica ad essere gratuita debba essere l'occupazione di suolo pubblico, proprio non si capisce.

    Io pure non volevo spendere per l'auto: l'ho venduta. Mi sono abbonato al car sharing e tutto il resto lo disbrigo a piedi, in metro, in scooter o in bicicletta. Non scherziamo... In quale paese al mondo occupare suolo pubblico a ufo è un diritto inalienabile? La sosta va eliminata dalle strade.

    Il discorso delle corsie anche mi torna poco: corsie di dimensioni corrette, che scoraggino la sosta selvaggia, devono a vostro avviso esistere solo laddove ci sono strade-verdi e non sulle strade normali? Ma come sarebbe a dire?

    Consoco bene il vostro progetto di sottovia tra Nomentala FS e la B1 e mi ha sembre turbato. Perché secondo me è un concetto che alza bandiera bianca rispetto alla vergogna della situazione superficiale. Voglio dire che a mio avviso voi l'avete immaginato ragionando in questo modo: visto che in superficie i marciapiedi fanno schifo, sono zozzi, sono bui, le maghine parcheggiano sulle strisce, in doppia fila, agli angoli, c'è inquinamento, caos, fazzolettari venditori di borse, bhe, allora stiamocene sottoterra come le talpe, come i sorci.
    In realtà gli stessi investimenti potrebbero essere impiegati per creare percorsi pedonali protetti tra la stazione e la metro in modo da poter fare una cosa che è l'ovvio in tutte le città e impossibile a Roma: fare più di 10 metri con una valigia trolley facendola scivolare sulle sue ruote senza doverla alzare...

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  15. (PRIMA PARTE)

    Spesso e volentieri non condivido i toni di Tonelli, ma devo ammettere che altrettanto spesso condivido i contenuti dei suoi interventi.
    Conosco Marco e so che è persona valida e che condividiamo buona parte degli obiettivi per il nostro territorio, che poi coincidono a loro volta con molti dei principi espressi su questo blog.

    Lasciamo un attimo da parte il discorso del sottopasso e concentriamoci sull'argomento più critico: i soldi.

    Ci sono due esigenze sul piatto:
    - da un lato ci sono i residenti, che magari sono studenti, giovani con lavori precari e in generale persone con un reddito medio/basso che vogliono o devono avere una macchina privata.

    - dall'altro lato abbiamo una viabilità al collasso, che -badate bene- lo è PRINCIPALMENTE per i problemi di sosta selvaggia.

    Notate che se l'autobus ci mette 30 minuti per fare piazza Istria/piazza Gondar (o viceversa) è in massima parte perché la sua corsia preferenziale è inutilizzabile per via delle auto in sosta irregolare sulla corsia "ordinaria". Ne basta una (UNA!) in doppia fila su viale Eritrea per rallentare TUTTA la strada. Figuriamoci quando sono decine, come effettivamente accade. Potrei citare Romoli, ma i casi sono numerosi.

    Detto questo, come si concilia la cosa?

    Secondo me gli scenari "tipo" sono:
    1) La famiglia o singolo con un reddito medio/medio-alto (come me) che può permettersi di pagare il garage mensile, paga e tace. Costa sacrifici (anche a me: sono più di 1.500 euro l'anno di garage, pensate che ci sputi sopra? Suvvìa) ma rientrano nel costo di esercizio di un'auto, come il bollo, l'assicurazione, la benzina, ecc. Potrebbe sembrare ovvio ma vi assicuro che conosco un sacco di gente che ha molti più soldi di me ma si rifiuta di spendere per un garage mensile. Piuttosto la mette sul marciapiede o sulle strisce. E infatti lo fa.

    2) Lo studente/lavoratore singolo con stipendio basso o nessuno stipendio. Ecco, se questa persona può permettersi una macchina e un appartamento in zona, di solito è perché ha una famiglia alle spalle che lo sostiene. Conosco abbastanza bene questa situazione-tipo, il nostro quartiere ne è pieno. Queste persone, di solito, possono permettersi anche di pagare un garage privato. In caso contrario, vedi punto successivo.

    3) Lo studente senza una lira che vive in una stanza in affitto, o altre forme di "indigenza". Sarò cinico, ma questo caso di solito uno la macchina NON CE L'HA e usa i mezzi pubblici (con l'abbonamento a prezzo agevolato) o la bici, o i piedi, o il car-sharing (che comunque non va bene per l'uso quotidiano, lo so). SE PROPRIO DEVE avere una macchina, credo si possano studiare forme di convenzione con i parcheggi privati, per tariffe scontate, non credete? Secondo voi chi gestisce il multipiano di via Tripoli preferisce avere 200 posti vuoti o "piazzarne" altri 100 a tariffa agevolata, previa magari certificazione del Municipio (o altro ente), che potrebbe pure concorrere per sostenere l'onere? Se ci si siede a un tavolo, istituzioni e privati, un accordo lo si trova.

    (CONTINUA....)

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  16. (SECONDA PARTE)

    E' solo un'idea, ma la sostanza secondo me è che quelli che davvero NECESSITANO ASSOLUTAMENTE di un'auto e contemporanemente NON POSSONO PAGARE il rimessaggio notturno (parliamo di 65 euro/mese a via Tripoli) è nella realtà bassa, MOLTO bassa.

    Quello che secondo me è fondamentale è che:
    - i posti auto non siano MAI gratis, in NESSUN CASO. Altrimenti la gente ci ficca la vecchia 500 rotta che tanto non usa più, o li trasforma in cantina, o peggio.
    - i posti auto siano gestiti SEMPRE da privati con un interesse al profitto, pur se con tariffe calmierate o concordate: solo così si ha la garanzia di un servizio efficiente, della manutenzione, della pulizia e soprattuo si evitano gli abusi (vedi sopra).
    - deve passare il principio che avere la macchina NON E' un diritto, e ancor meno lo è LASCIARLA GRATIS PER STRADA.
    - in NESSUN CASO si faccia affidamento sulla Polizia Municipale per gestire l'ordine e il rispetto della sosta. MAI! Non funziona! Si deve rendere FISICAMENTE IMPOSSIBILE la trasgressione: ridisegnando le carreggiate, mettendo i paletti sui marciapiedi, facendo corsie preferenziali con barriere di separazione... i metodi sono molti e collaudati.

    Il vero problema è che per far passare questa linea ci si mette contro i commercianti (tutti!) e buona parte dei residenti, ed è il motivo per cui so che sarà sempre difficile, se non impossibile.

    Scusate la prolissità. ;-)
    Claudio.

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  17. Grazie Claudio,
    ottimo intervento, hai sollevato parecchi argomenti di discussione, nonché utili spunti di riflessione.

    E' un piacere avere a che fare con cittadini competenti e sensati.

    Saluti,
    Marco Bottini

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  18. Basta! Posso chiudere il blog e consegnarne le chiavi a Claudio. Trentacinque minuti di applausi ai suoi due post. Vorrei in tal senso un parere del Comitato Secondo Noi e di tutti gli altri...

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  19. Secondo Noi e altri comitati dovrebbero lottare sul territorio per far si che i propositi di Tonelli e di Claudio C. diventino realtà. Non è vero che i commercianti si incazzano, basta spiegargli che dopo qualche settimana di assestamento i loro affari AUMENTERANNO a causa della migliore 'passeggiabilità' delle aree, del minore inquinamento, della più grande qualità della vita. La gente va ai centri commerciali perché sono pedonali e perché le 'strade' che li percorrono sono prive di auto in sosta e perché esistono dei comodi parcheggi interrati. Ebbene cosa aspettano i commercianti a ricreare le stesse condizioni? In caso contrario spariranno a vantaggio dei grandi mall. Qualcuno riuscirà a spiegarglielo, che si stanno autodistruggendo?

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  20. Riprendo l'ultimo commento dell'anonimo delle 14:37 che è molto azzeccato e mi porta a un'idea: perché non provare a fare un po' di pubblicità mirata ai commercianti, per fargli vedere anche i lati positivi di una trasformazione di questo genere?

    Penso a dei volantini da distribuire a ogni negozio, in cui si spieghi che "ordinare" il traffico e la sosta non è per forza un danno, magari portando esempi virtuosi italiani e non, con numeri e dati (io non ne ho ma immagino che si possano trovare).

    Anche perchè, diciamoci la verità, pur con la doppia e la tripla fila che abbiamo oggi non mi pare che gli affari vadano granché...

    Giuseppe e Marco, che ne dite?
    E gli altri?

    Se pure ne convincessimo una piccola parte, sarebbe comunque una breccia importante in un fronte che viene sempre definito super-monolitico.

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  21. Concordo in pieno..e aggiungo che molta gente si è addirittura opposta alla costruzione della Metro b1..I motivi? Non possono piu' parcheggiare la macchina sotto casa come erano abituati a fare....

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  22. Non posso che concordare con tutto quello che è stato detto. A Roma siamo arivati all'assurdo che si può tranquilamente parcheggiare impunemente in Via Sistina, Via dei Condotti, Via Frattina e via dicendo. Sic! Questo non avveniva nemmeno sotto le peggiori amministrazioni comunali degli anni '80 e '90. E' veramente allucinante la pochezza mentale dei nostri amministratori e di molti cittadini più interessati ai propri (piccoli e meschini) interessi personali che a quelli generali della collettività

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