giovedì 28 ottobre 2010

Comitati No Pup, ma ci fanno o ci sono?

La solita, inqualificabile, newsletter dei Comitati No Pup, nella fattispecie in risposta ad una intervista di un imprenditore del ramo dei parcheggi (Marinelli della CAM srl) rilasciata un mese fa –che tempismo eh!- al Sole24Ore, ci dà il destro per rispondere punto per punto. Ma soprattutto per divertirci a mettere in ridicolo ogni singola frase, ogni singolo pensiero, ogni singolo ragionamento di questi nemici di Roma. Di questi difensori della sosta selvaggia, di questi sommi sponsor del caos, dell’inquinamento, delle morti sulle strade, della prepotenza del traffico, dello stress, delle migliaia (migliaia!!!) di vittime che ogni anno questa situazione genera a Roma.


MARINELLI: «In una città come Roma dove il rapporto tra auto circolanti e posti auto è di 1 a 20 non ci sono alternative alla costruzione di nuovi parcheggi interrati da parte di concessionari privati».
COMITATI NO PUP: Invece l’alternativa ci sarebbe: è quella di creare parcheggi di scambio e un sistema di trasporto pubblico integrato, ramificato ed efficiente, come avviene in tutte le capitali europee. Altrimenti, per cento auto tolte dalla strada, ne arrivano altre cento a prenderne il posto…
PRO PUP ROMA: Ah si? E allora in tutte le altre città del mondo, in tutte le metropoli occidentali del pianeta terra sono tutti una mandria di idioti, di sprovveduti, di imbecilli o, peggio, di speculatori edilizi vero? A Madrid, a Londra, a Parigi dove ogni piazza e ogni strada, per rispondere ai problemi di regolamentazione delle sosta e di dissuasione al possesso del mezzo privato, è dotata di parcheggio sono dei pazzi. Sono città che non puntano sul mezzo pubblico? Sono pazzi ad aver fatto parcheggi in città e non averne fatti solo fuori. Sono dei folli ad aver tolto praticamente tutta la sosta delle auto dalla superficie portandola sottoterra e restituendo la città ai bambini, agli anziani, a chi vuole passeggiare, fare compere, bere un caffe in un tavolino all’aperto. Rendendola praticabile per i portatori di handicap, per le famiglie con un passeggino che oggi non possono passare su nessuna striscia pedonale, occupata immancabilmente dai nemici dei parcheggi. Sono tutti pazzi, siamo fighi solo a Roma e dobbiamo restare così.

MARINELLI:«I parcheggi del Pup hanno un triplice vantaggio per il Comune: liberano le strade dalle vetture in sosta, permettono l'incasso degli oneri per la costruzione e la gestione della struttura su area pubblica, consentono di realizzare, a spese del privato, gli interventi di riqualificazione della superficie sovrastante, con aree verdi, mercati rionali o centri anziani».
COMITATI NO PUP I parcheggi interrati non liberano le strade dalla sosta selvaggia, e la “riqualificazione della superficie sovrastante è spesso un’ulteriore “squalificazione”. Ma soprattutto non si può dire che “l’incasso degli oneri concessori” sia un affare per la collettività: a fronte di enormi guadagni per il costruttore privato, al Comune arrivano poche briciole. Facciamo due conti: in Via Giulia la CAM incasserà circa € 58.000.000 €, al Comune verserà 5 milioni. E questo a fronte di un costo di costruzione che l’Ing. Paolo Berdini, ordinario di Urbanistica alla Sapienza, ha calcolato in circa 25 milioni di euro. E se è vero che “all'attivo di Cam ci sono già 33 interventi per un totale di 4.800 posti auto e 22 altri progetti da realizzare per 6.500 posti auto complessivi” vuol dire che la società, anche considerando una media di €50.000 a posto auto (calcolo per difetto, dato che a Largo Vercelli sono in vendita a 80.000€, a via Como a 70.000€, a Largo Perosi a 150.000€) potrebbe arrivare a incassare 325 milioni di euro. Per inciso: l’articolo di Repubblica del 17 ottobre 2010 di A. Gallione e A.Montanari “Odissea nell’Expo” - Viaggio nel grande sacco dei privati” parla di costruttori che 18 mesi dopo la fine della mnfestaizone internazionale avranno la possibilità di costruire un nuovo quartiere, con un’operazione da 400 milioni di euro…
PRO PUP ROMA: Premesso che è ridicolo rammaricarsi che una società privata faccia utili. Buon per lei che li fa e ben vengano altre mille società private in salute economica, forse i signori del No Pup non sanno che una economia ed un sistema paese si basano su aziende private che fanno utili. Ma su alcune cose questa mandria di ignoranti e incivili ha ragione: gli oneri concessori in alcuni casi sono troppo esigui, le sistemazioni superficiali sono deludenti e soprattutto il contrasto alla sosta selvaggia è debole. Occorre che ogni pup fornisca al municipio di competenza tante risorse quante quelle che servono per riqualificare una zona tutt’intorno più ampia possibile, eliminando la sosta in superficie allargando marciapiedi, fornendo arredi urbani di qualità (tutte cose che i no-pup, che vogliono continuare a parcheggiare in doppia fila e sulle strisce, vedono come fumo negli occhi). Questa spesa, che dovrebbe essere superiore a quella attuale, è anche un investimento: meno auto in superficie più auto nei pup e più affari per il gestore. Insomma una situazione win-win, in cui vincono tutti: vince la città che diventa più bella, vincono i cittadini che finalmente possono camminare, semplicemente “camminare”, cosa oggi impossibile; vincono anche gli imprenditori che vedono il loro prodotto aumentare di appeal (se si tolgono i posti auto in superficie, come si fa in tutta Europa, i posti privati interrati aumentano di valore). Ma comunque diffidiamo i No Pup a citare un’altra volta un individuo come Paolo Berdini, abbiamo noi con le nostre orecchie sentito questo signore affermare, per criticare il grande parcheggio sopra la Stazione Termini, che realizzandolo Roma sarebbe l’unica città con una stazione centrale dotata di un megaparking. Berdini è un urbanista che non solo non conosce la situazione di Madrid, Parigi o Londra, ma neppure quella, chessò, di Firenze Santa Maria Novella. Una personalità destituita di qualsivoglia credibilità.

MARINELLI:[rispetto al parcheggio di largo Vercelli, 120 box e 60 posti auto a rotazione] «In base all'indagine sulla sosta effettuata prima di presentare il progetto, abbiamo riscontrato tra le 6mila e le 8mila auto in sosta, a seconda della fascia oraria, nel raggio di 500 metri dall'area individuata per il parking, a fronte di 4mila posti regolamentari disponibili. Non mi sembra ci siano dubbi sul fatto che la domanda superi di gran lunga l'offerta».
COMITATI NO PUP Anche volendo prendere per buoni i dati della CAM, non si capisce come un parcheggio che prevede 120 box e 60 posti a rotazione possa risolvere il problema, se nella zona mancano 2000/4000 posti auto. Ma il Comitato Re di Roma fa notare che nelle ore serali, cioè quando gli acquirenti dei box pertinenziali dovrebbero utilizzarli, non c’è alcun problema di parcheggio. E che a circa cento metri stanno ultimando un megaparcheggio di 350 posti che risultano ancora invenduti, anche perché, trattandosi di una zona popolare, ben pochi possono permettersi l’acquisto di un posto auto a 80.000 €. Così, per realizzare un centinaio di box, che spesso diventano cantine e magazzini, si creano disagi a migliaia di residenti, già afflitti dai cantieri della metropolitana, e si mette rischio la stablità degli edifici.
PRO PUP ROMA: La metropolitana in tutto il mondo è una opportunità nei quartieri dove transita. Come mai a Roma è un supplizio? Come si fanno a dire ignominie simili? Non ci sono problemi di parcheggio la sera? Cosa dobbiamo fare? Andiamo a fare una passeggiata insieme la notte nel IX Municipio? Giriamo un video e ve lo sbattiamo in faccia? Calcoliamo quante auto, di notte, vengono lasciate in divieto? E’ vero, non ci sono problemi di sosta: basta parcheggiare in doppia fila tutta la notte, in curva, sulle strisce, di fronte agli scivoli per gli handicappati. Purtroppo non esistono portatori di handicap tra gli amici del No Pup, altrimenti si renderebbero conto di quello che significano i “pochi problemi di sosta”. E’ troppo scorretto dire che auguriamo a qualche componente di questo incivile comitato per lo meno qualche mese di sedia a rotelle? Auguri!
E poi, altre scempiaggini, il IX Municipio una zona popolare? Questa è davvero una novità. Esistono dei dati sul reddito pro-capite per municipio, i No Pup li hanno letti? E Tor Bella Monaca cosa è allora? Non hanno soldi per pagarsi il posto auto? E quale è il problema? Basta vendere l’auto. L’automobile è un lusso costoso, occorre pagare il bollo, i tagliandi, la manutenzione, la benzina, l’olio, i pneumatici, l’assicurazione e l’occupazione del suolo pubblico che l’auto determina. Non si capisce perché, secondo lorsignori, l’ultimo punto dovrebbe essere gratuito. Perché? Riuscite a risponderci? Perché?



MARINELLI «A Roma circolano oltre 2milioni di vetture ma i parcheggi in struttura sono 166, con una capienza limitata a 20mila posti complessivi - dice ancora Marinelli -. A Barcellona dove le auto sono 500mila i parcheggi in struttura sono 224 per un totale di 210mila posti».
COMITATI NO PUP Quello che Marinelli non dice è che Roma è la capitale europea con il rapporto più alto tra auto e abitanti: questo a causa soprattutto della situazione da “terzo mondo” dei servizi pubblici (treni dei pendolari compresi) e della scellerata politica edilizia e abitativa (la mancanza di case popolari ha espulso centinaia di migliaia di cittadini dall’area urbana). E poi molto spesso i parcheggi ci sono, ma la gente preferisce parcheggiare in doppia fila per non fare qualche metro a piedi o per non pagare qualche euro per la sosta, tanto, a Roma, la possibilità di “farla franca” è altissima. Nelle altre capitali (ma anche in tante altre città italiane) dove la polizia municipale fa il suo dovere e fa rispettare le regole, la “sosta selvaggia” è impensabile…
PRO PUP ROMA: Ma quando mai? Polizia Municipale? Non se ne vede traccia girando per l’Europa. E’ una presenza rarissima. Perché? Perché la sosta selvaggia è resa impossibile dall’arredo urbano delle strade: le carreggiate la impediscono fisicamente, altro che Polizia Municipale. Buttarla sulla polizia municipale significa fare di tutto affinché la situazione rimanga quella attuale.
Servizi pubblici da quarto mondo? Vero, ma proprio a causa della sosta selvaggia e della mancanza di parcheggi regolari in sede appropriata. Sono le auto parcheggiate ai lati del marciapiede –spesso in doppia fila- che rallentano la velocità commerciale dei bus che sono in numero immenso (Roma è una delle città con più chilometri di linee di bus al mondo) ma che non riescono a muoversi a causa delle auto in sosta. Auto che vanno quanto prima spostate nei parcheggi interrati.


MARINELLI [ a proposito del parcheggio di Largo Perosi- Via Giulia contestato da un comitato di studenti, genitori e insegnanti dell'attiguo liceo Virgilio, che prevede 405 posti auto di cui 69 a rotazione]: «I residenti vogliono fortemente questo parcheggio, basti pensare che ci sono arrivate finora 750 prenotazioni». Il tutto malgrado i costi alti: 110mila euro per lo stallo aperto e 150mila euro per il box.
COMITATI NO PUP Se decidessero di costruire un grattacielo davanti al Colosseo probabilmente sarebbe pieno di nababbi disposti a pagare gli appartamenti a peso d’oro. Ma questo non vuol dire che sarebbe un’opera di pubblica utilità. E poi non si possono cambiare sempre le carte in tavola: quando i residenti sono contrari, si tratta di egoisti che osteggiano il bene della collettività, quando prenotano i parcheggi, sono la dimostrazione che il parcheggio è un’opera necessaria…Il problema è che il “se”, il “dove” e il “come” realizzare un parcheggio dovrebbe essere stabilito da un soggetto pubblico nell’ambito di una pianificazione di ampio respiro, non dal costruttore privato che ha come obiettivo “naturale” il profitto della sua azienda. E il parcheggio in questione è atterrato nella prestigiosa e centralissima Via Giulia.
PRO PUP ROMA: Sul “dove”, “come” e “quando” c’è qualcosa di ancor più importante della decisione pubblica. C’è la decisione “logica”. Basta, insomma, seguire quello che si fa in tutto il mondo: parcheggi interrati sotto ogni piazza con pedonalizzazione selvaggia in superficie e nei dintorni. E’ il motivo per cui la Spagna ci ha superato alla grande come numero di turisti, semplicemente perché una enorme fascia di persone si è scocciata di visitare le nostre città che sembrano piazzali di sfasciacarrozze.
La prestigiosa e centralissima Via Giulia è attualmente una specie di parcheggio di un concessionario. E’ ingombra da centinaia di auto in divieto, proprio ora mentre scriviamo. Ma su questo gli incivili del No Pup non hanno nulla da dire… Anzi, continuano a posteggiare pagando pegno al parcheggiatore. Ecco la loro citta’ ideale…

mercoledì 27 ottobre 2010

E nelle caserme?


La Antonella De Giusti, che qualche giorno fa abbiamo criticato per le dichiarazioni su Piazza Cavour (la presidente si spaventa perché vengono tolti 50 metri di strada alle maghine, e non sia mai!), è stata l'unica fino ad ora a centrare il punto mentre si parla -la discussione è accesa all'Assemblea Capitolina del Campidoglio- di riconversione delle tante caserme che lo Stato sta devolvendo al Comune.
Si dovrà trattare in primo luogo di un grande affare per l'amministrazione comunale, che deve ridurre un enorme debito e che dunque deve consentire la valorizzazione di questi spazi (residenziale, alberghi, uffic). Di un affare per il quartiere e la città, perché una percentuale della cubatura dovrà andare a finire in servizi (asili nido, centri anziani, piscine, sport...). E di un affare per la mobilità, soprattutto.
Perché, come giustamente nota la De Giusti, nelle caserme dovranno essere realizzati anche moltissimi parcheggi. Con quale obbiettivo? Ma che domande, con l'obbiettivo di togliere di mezzo le auto dalle strada. Prati ha le potenzialità di essere uno dei quartieri più eleganti, belli, esclusivi, vivibili d'Europa. Con nulla da invidiare ai luoghi più chic di Parigi. Basta solo togliere le auto che oggi impropriamente sono posizionate a fianco dei marciapiedi.

martedì 26 ottobre 2010

Fenomenologia dei parcheggi scambiatori



I lavori dovevano durare 6 mesi e invece ne sono durati 13. Un po' più del doppio: siamo nella media. Ad ogni modo oggi apre a Rebibbia il nuovo parcheggio di scambio: 604 posti auto (che per quanto riguarda la linea B della metropolitana si aggiungono ai 515 di S. Maria del Soccorso ed ai 1317 di Ponte Mammolo) che consentono tra l'altro ingresso gratuito agli abbonati Metrebus Card (per il resto 1,50€ per 12 ore e 2,50 per 16 ore... sai che investimento per il 99% dei romani che preferirebbero farsi stuprare la madre piuttosto che entrare in un parking privato).
Bene, anzi benissimo, i parcheggi di scambio, ma hanno un senso, come abbiamo detto più volte, solo e soltanto se i medesimi posti del parcheggio esterno vengono e-li-mi-na-ti all'interno della città. Deve essere impossibile - o costosissimo - fermare l'auto per chi si addentra con essa fino al cuore della città. Altrimenti il senso si perde, anzi altrimenti rischiano di essere dannosi, rischiano di frustrare chi li utlizza ("ue, ma perché mi sono fermato a Rebibbia o a Anagnina quando potevo arrivare fino al lavoro e parcheggiare in mezzo alla strada come fa il mio collega al quale nessuno ha fatto mai una multa?").

lunedì 25 ottobre 2010

Sfruttiamo gli ex Mercati

Pare che finalmente partano i lavori della Città dei Giovani, progetto ormai datato che nasconde poi alla fine uno sconfinato (e temiamo piuttosto banale) centro commerciale con palestre, ristoranti e cinema conficcato tra Testaccio, Ostiense e Garbatella. Un bell'affare per il Gruppo Lamaro (i fratelli Toti) che consigliamo di trasformare ancor più in un business profittevole procedendo come segue:

1. spingersi il più possibile a costruire parcheggi in quest'area, sia sotterranei che in silos.

2. proporre al municipio XI una grande riqualificazione delle strade circostanti gli ex mercati con il rifacimento totale dei marciapiedi e con l'eliminazione della sosta in superficie da tutto il distretto del Gazometro e da tutto il distretto di Via Nansen

3. effettuare delle tariffe agevolete per l'acquisto di box pertinenziali da parte delle famiglie residenti nell'arco di 500 mt dai parking realizzati


Questo potrebbe portare alla riqualificazione di aree adesso molto trasandate, ma che potenzialmente potrebbero diventare quartieri davvero appetibili trasformando tutta l'area nel primo quartiere davvero europeo, ovvero senza automobili in sosta ai lati dei marciapiedi, della città.

venerdì 22 ottobre 2010

Metro B1? Sarà tutto inutile...


Ieri come oggi, la stessa storia, siamo al paradosso più totale. Al disorientamento assoluto della volontà popolare. Fino a qualche tempo fa chi voleva opporsi alle grinfie del partito dell'automobile tendenzialmente orientava il proprio voto a sinistra. Oggi questo non ha più senso. Sinistra e destra sono pari e alle volte il PD supera il PDL nella difesa degli interessi delle maghine.
Lo abbiamo visto ieri nel XVII Municipio, lo vediamo oggi nel II. Il progetto di riqualificazione di Viale Libia (dopo la fine, imminente, dei cantieri della nuova metropolitana) prevede allargamenti dei marciapiedi, messa in ordine dei parcheggi, garanzia dei percorsi pedonali si spera, ma i residenti si ribellano. Non basta loro l'enorme parcheggio sempre vuoti di Via Tripoli, non basta loro che il loro territorio avrà la metropolitana per arrivare dovunque, no: vogliono che i posti auto non vengano ridotti neppure del 30% come prevede il prudentissimo progetto di riqualificazione.
E chi asseconda queste istanze primordiali e incivili della cittadinanza? Ma ovviamente il PD, che domande. Nella persona, segnatevi il nome, di Giuseppe Gerace, capogruppo nel II Municipio. Una roba disarmante. Che confermano anche i cittadini e i più preparati comitati di quartiere, come Secondo Noi (www.secondonoiroma.altervista.org) a parere di cui il parcheggio di Via Tripoli non è utilizzabile dai residenti perché i posti non sono loro stati "assegnati" (ma dove minchia sta scritto che i residenti non devono pagare per parcheggiare, in quale altra città europea, di grazia?) e che Viale Libia riqualificata non gli piace perché non dà spazio per la doppia fila ("se un'auto si ferma un'altra ci passa a fatica e si può bloccare tutto"... Esatto, come succede in tutte le strade civili dove, infatti, NON CI SI DEVE FERMARE).
Una desolazione di gente che evidentemente non ha mai visto il mondo e che vuole perpetrare lo scandalo di una città dove neppure una strada rispetta gli standard di sicurezza e di arredo degni dei paesi occidentali. Qualcuno li fermi, qualcuno imponga scelte di qualità, qualcuno gli spieghi che se arriva il metro' in un quartiere non servono più i posti-maghina, perché le maghine i residenti tendenzialmente le devono VENDERE o, in alternativa, se proprio si vogliono pigliare il lusso di possederle, parcheggiarle a pagamento come accade in tutto il mondo civilizzato, non certo lasciarle sul pubblico suolo.
Abbiamo speso centinaia di milioni per fare la B1, ma secondo loro nulla deve cambiare neppure di un millimetro nelle loro abitudini primitive. E così la costruzione di una grande infrastruttura (metro, ma anche parcheggio) si rivela un immenso spreco di denaro pubblico.
Cittadini, politici e comitati dovrebbero essere resi edotti di un fatto piuttosto semplice: i posti in superficie stanno scomparendo da tutte le città europee. Parigi? Madrid? Londra? Aprite Google, entrate in Street View e scoprirete che le strade di media e grande percorrenza NON HANNO sosta a raso. Perché è pericolosa, perché toglie spazio ai pedoni ed al flusso di vetture creando ingorghi, perché una fila di veicoli ne crea sempre una seconda illegale, perché le auto in sosta mortificano il commercio coprendo loghi e vetrine... Perché così si fa in tutto il mondo e occorre solo copiare.

giovedì 21 ottobre 2010

Ma che cosa dice la Antonella De Giusti?


Ma cosa va dicendo la presidente del XVII Municipio riguardo alla sistemazione di Piazza Cavour dopo la fine dei lavori del grande parcheggio? Un parcheggio che dovrà cambiare da così a così la percezione che la città ha di Prati e del Centro Storico. Un parcheggio che, per dimensioni, dovrà liberare numerosissime piazze e strade dalle auto. E inevce come se ne esce la presidentessa di Prati? "Si dovrà rivedere questo progetto prevede il recupero del disegno della vecchia piazza che andava a finire fino alla scalinata del Palazzaccio – dice al Corriere la Antonella De Giusti parlando del progetto di riqualificazione che prevede la chisura al traffico di parte della grande piazza -. Penso che i tempi siano cambiati, ci sono più automobili, la vita che facciamo non è più quella di una volta. E quindi la chiusura della rotatoria potrebbe causare una ripercussione pesante sul traffico".
Esatto, presidente. I tempi sono cambiati: le auto, in tutto il Mondo, lasciano spazio ai pedoni, alle biciclette, alle aree prive di sosta. Le macchine vanno sottoterra e la superficie, il pubblico suolo torna ad essere dei leggittimi proprietari, gli uomini, i bambini, le donne, gli anziani. Non delle macchine. E' chiaro il concetto? Speriamo che sia l'idea anche dei cittadini civili di Prati.

mercoledì 20 ottobre 2010

Ancora rassegna stampa: i risultati dell'inchiesta de Il Tempo

Notiamo, prima di mettervi il pezzo qui sotto, che la 'tigna' de Il Tempo è importante perché, come tutti i giornali capitolini, il tempo non fa mai inchieste per il gusto di farle, per indole giornalistica o per informare i lettori. Niente di tutto questo: si tratta di quotidiani nelle mani di palazzinari i quali si muovono solo e soltanto se gli conviene. Ebbene la nostra speranza è che gli immobiliaristi romani si rendano conto quale business ci può essere nel progetto di togliere dalla strada le auto e metterle sottoterra. Lavoro per tutti per anni. Cosa si aspetta?
Ecco qui sotto l'articolo.



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Accordo col ministero delle Infrastrutture che farà i lavori. Pronto tra 18 mesi. I posti sotterranei ai dipendenti del dicastero
A Porta Pia parcheggio da cento posti
Intervista L'assessore Marchi: Cornelia riaprirà, entro la fine dell'anno il progetto
Il parcheggio sotterraneo di Porta Pia, chiuso dal 1968, riaprirà

Tempo 18-20 mesi. Dopo l'inchiesta de Il Tempo sui tre parking realizzati e poi abbandonati, l'assessore capitolino alla Mobilità, Sergio Marchi, annuncia che presto la situazione cambierà. Sono passati più di 40 anni da quando è stato costruito il parcheggio e non è mai stato aperto. Veramente questa è la volta buona? «Certo, proprio in questi giorni abbiamo approvato il progetto di riqualificazione della piazza per la realizzazione del parcheggio interrato. L'ordinanza è sul tavolo del sindaco che, entro la settimana, firmerà». Quanti posti avrà? «Centouno: 65 per le auto e 36 per le moto. Sarà dato in concessione al ministero delle Infrastrutture, che effettuerà i lavori dal costo di 6 milioni di euro. Gli accessi ci sono già, vanno solo riaperti e sistemati. I posti saranno riservati ai dipendenti del Ministero. Tutta l'area di sosta sopra alla piazza sarà riorganizzata con cambi della segnaletica e il riordino complessivo della viabilità». In passato, però, si era parlato di almeno 300 posti. «Non è possibile aprire un parcheggio così grande. In realtà questa zona sottostante alla piazza nasce come area di risulta. I vigili urbani in passato l'hanno utilizzata come rimessaggio. Lì ci sono precisi vincoli di sicurezza e archeologici. L'investimento migliore è proprio quello di affidarlo al Ministero». A Cornelia, invece, il parcheggio da 700 posti inaugurato nel 2001, è chiuso dal 2005. «Questa è una ferita della città. L'impegno dell'amministrazione è di riaprirlo entro i prossimi due anni. Lì il problema è stato il braccio meccanizzato che doveva prelevare le macchine. Un sistema che allungava troppo i tempi di attesa». Quindi abbandonerete questa strada? «La Conferenza dei servizi è in corso. Entro la fine dell'anno decideremo quale sarà il progetto finale, se insistere col braccio meccanizzato o con un sistema tradizionale». Chi lo potrà utilizzare? «È possibile creare un mix. Una parte a rotazione per tutti, una parte destinata alla metropolitana e i posti restanti messi in vendita ai privati. Entro i primi mesi del 2011 potremo mettere in gara il progetto e poi iniziare i lavori». A Marconi, in via Blaserna, c'è un altro parcheggio chiuso da mesi e occupato dai senzatetto. «Lì il Comune non può fare niente. È il Municipio XV che deve provvedere».

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Inutile dire che consegnare un parcheggio ad un ministero, come vuole fare l'amministrazione, è una follia totale. Si incoraggeranno i dipendenti ad andare in automobile e si mancherà di eliminare le auto dei residenti (e dei tanti frequentatori serali dei ristoranti) dalle strade. Forse Sergio Marchi non sa che nella zona di Via Alessandria e dintorni (molto frequentata dai turisti, peraltro, vista la presenza del Macro) non c'è una sola striscia pedonale o scivolo per handicappato utilizzabile. Questo non conta nulla?

martedì 19 ottobre 2010

Pubblichiamo la grande inchiesta de Il Tempo di oggi sui parcheggi fantasma

Parcheggi abbandonati e posti buttati
Viaggio in tre parking sotterranei realizzati, mai aperti al pubblico, regno dei senzatetto

Migliaia di posti auto praticamente pronti e inutilizzati. Burocrazia, errori progettuali, a volte anche semplice «filosofia» e opere strategiche (e costose) si trasformano in cattedrali nel deserto. È il caso del parcheggio sotterraneo di Porta Pia, protagonista qualche anno fa di una puntata di Striscia la Notizia. Completato nel 1968 non è mai stato aperto. Non va meglio al parcheggio Cornelia realizzato nel 2001 con il «nuovissimo» sistema del braccio meccanico: si lasciava la macchina e un anonimo ascensore la portava nei piani di sotto. Davvero troppi i disagi subiti dagli automobilisti. E lì è rimasto. Pochi anni fa si propose addirittura di trasformarlo in «parco dell'amore». Stesso destino per Marconi, dove nel parcheggio abbandonato si svolgono persino gare a due ruote. Poi c'è piazza Cavour. Il taglio del nastro è previsto per ottobre 2011 ma il progetto è del 1991. Ecco la nostra inchiesta sulle «incompiute». Una definizione che se nell'arte suscita fascino e mistero, nelle infrastrutture si trasforma in sperpero e mancanza di servizi alla collettività

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PORTA PIASOTTOPASSI SBARRATI E INFESTATI DAGLI ESCREMENTI
L'area di sosta ha quarant'anni e non è mai entrata in funzione
A Porta Pia, tra via Nomentana e via XX Settembre, è praticamente impossibile parcheggiare


E pensare che sotto terra ci sarebbero centinaia di posti per lasciare l'auto. Un grande parcheggio finito di costruire 42 anni fa: nel 1968. E mai aperto. Il parcheggio è grande praticamente quanto la piazza. Il centro corrisponde al monumento al Bersagliere. L'entrata principale si trova nel sottopasso chiuso con cancello e lucchetto sul lato destro della Nomentana, accanto all'edicola. L'unico modo per entrare è attraverso la sala controllo dei vigili che si trova proprio accanto al cancello sbarrato. Qui gli agenti della Municipale controllano 24 ore su 24 i sottovia di Corso Italia e gestiscono i semafori in caso di emergenza. Il problema di questo parcheggio è che, nonostante sia praticamente pronto, non è mai stato ultimato. Le rampe di accesso per le auto non sono mai state aperte. Tanto che il Comune negli anni scorsi aveva avviato una trattativa con il ministero delle Infrastrutture affinché quest'ultimo ne ristrutturasse almeno una parte e ci costruisse le rampe. I circa 80 posti che si sarebbero potuti ricavare, sarebbero stati utilizzati dai dipendenti del Ministero. Ma i lavori non sono mai partiti. «I posti che si potrebbero utilizzare però sono molti di più - dice Gabriele Di Bella, sindacalista dei vigili urbani - ci sono centinaia di spazi per le auto distribuiti su due livelli. È assurdo che ci sia un cartello che ricorda che il sottopasso è chiuso dal 1968». L'edicolante di piazza Porta Pia è da almeno vent'anni che combatte, assieme agli altri residenti e commercianti, per la riapertura del parcheggio: «Ma come è possibile che ci sia una struttura del genere chiusa da quarant'anni? Se fosse riaperta risolverebbe i problemi di una zona assediata quotidianamente dal traffico. Senza contare che la gente non prenderebbe più decine di multe tutti i giorni». Gli altri sottopassi d'accesso al parcheggio, sui altri lati della piazza, sono tutti chiusi. Quello sul lato di viale del Policlinico è una vergogna. Se si scendono le scale, e si vuole sopravvivere, servono mascherina antigas e stivali di gomma per passare attraverso le pozzanghere di urina e le montagne di escrementi. Gli operatori dell'Ama ogni giorno disinfestano a rotazione tutti i sottopassi della piazza. Ieri mattina stavano lavorando a quello davanti al Ministero: «È una battaglia contro i mulini a vento - dice scoraggiato un netturbino - noi puliamo e dopo due giorni sono di nuovo ridotti a latrine».

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CORNELIA I SETTECENTO BOX UTILIZZATI SOLO FINO AL 2005
Attese lunghe. Tariffe stellari Il flop del braccio meccanico
È chiuso ormai definitivamente da cinque anni il Parking Cornelia, mega struttura di sette piani interrati nata come parcheggio di scambio e inaugurata nel 2001 dall'amministrazione Veltroni.

Inaugurato nel 2001, il Parking Cornelia fu presentato come la struttura ipertecnologica per definizione, dotata di sette piani interrati, una capienza di 700 posti auto, telecamere interne, bracci meccanici che portavano giù e su le macchine. Bracci che si sono rivelati subito una disgrazia perché hanno funzionato male fin dai primi giorni: i tempi di attesa per riavere l'auto parcheggiata viaggiavano tra i 10 e i 20 minuti ciascuna. Per di più il costo assai elevato della struttura ha presto «costretto» a trasformare la sua destinazione d'uso: da parcheggio di scambio, a pagamento per tutti gli automobilisti. Prima gestita dalla Sta, poi affidata a un'azienda privata che rispondeva al Comune, e che ha applicato tariffe di 1,60 euro per le prime due ore non frazionabili, 80 centesimi per la terza e quarta ora e 50 centesimi per le successive. Poche le macchine che sceglievano di parcheggiare anche con questa soluzione, troppo alti i costi di gestione. E siamo al 2005 quando il Parking Cornelia chiude definitivamente. Inutili i successivi tentativi di affidare a terzi la struttura. Almeno tre le gare andate a vuoto negli ultimi anni. Il motivo sarebbe sempre lo stesso: il mantenimento della struttura avrebbe un costo troppo alto rispetto al potenziale guadagno. La questione è balzata più volte sul tavolo dei presidenti del Municipio XVIII e dei rappresentanti del Comune che si sono succeduti in questi anni, senza che si trovasse una soluzione. Le ultime notizie riguardanti la mega struttura raccontano di un'ipotesi di apertura come parcheggio totalmente meccanizzato oppure «tradizionale» con una parte a rotazione e una parte pertinenziale, vale a dire posti auto venduti a privati. Seconda soluzione, questa, che potrebbe essere la preferita, se si pensa che il parcheggio è adiacente alla fermata della linea A Cornelia e che nel quartiere c'è una carenza cronica di posti auto e di relativi box da affittare o vendere. «Per questo parcheggio siamo in attesa di risposte da parte dell'amministrazione comunale - spiega Daniele Giannini, Presidente del XVIII Municipio - sono stati fatti degli errori in passato che non devono essere ripetuti. Ma crediamo che una soluzione si possa trovare». Al Municipio spetterà decidere anche se, in un secondo momento, delimitare con le strisce blu la zona circostante il parcheggio.

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PIAZZA CAVOUR LA STRUTTURA PRONTA ENTRO IL 2011
Vent'anni per posteggiare settecento auto
Procedono senza sosta, si spera, i lavori per la realizzazione del parcheggio interrato di piazza Cavour, una delle opere più grandi e complesse realizzate nel cuore di Prati degli ultimi decenni.


Un progetto venne infatti inserito nel Piano Ubrani parcheggi del triennio 1989-1991. Vale a dire vent'anni fa. Il taglio del nastro è previsto per ottobre 2011. Varianti, (la prima convenzione prevedeva 318 auto e box su due piani interrati), lunghe procedure burocratiche, scavi archeologici e blocco cantieri per indagini geologiche approfondite. A fare il punto sulla fase dei lavori sono stati ieri il sindaco Alemanno, il delegato ai Pup, Antonello Aurigemma, il direttore dell'Ufficio speciale Emergenza traffico, Daniela Barbato e la presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti, in occasione dell'apertura della cassetta segreta ritrovata sotto la statua di Cavour che contiene una pergamena e delle monete d'epoca. «Il parcheggio di piazza Cavour ha una doppia valenza, quella di aiutare a scaricare il traffico della zona Prati e fare un primo drenaggio rispetto della pedonalizzazione del centro storico - ha ricordato Alemanno -. Qui si potrà parcheggiare e incrociare mezzi pubblici, oltre ad avere a disposizione postazioni di bike sharing. Diventerà un importante nodo di scambio per Roma. Credo che non ci sia quasi nessun romano che si sia sottratto al supplizio di cercare parcheggio qui per andare al cinema, a palazzo di Giustizia o ai tanti uffici della zona. Col parcheggio tutto questo finirà definitivamente. Ci sono stati problemi di ordine edilizio e anche legale. Ma per il 30 ottobre 2011 sarà finito». Il parcheggio, rispetto al progetto inziale prevede ora la realizzazione di 707 posti auto su tre piani interrati, di cui 404 destinati alla sosta pertinenziale e 303 a rotazione. «Un impegno concreto, quello del sindaco Alemanno, che sottolinea il percorso intrapreso sul Piano Urbano Parcheggi capitolino e che ha intaccato la logica dei parcheggi pertinenziali a favore di quelli rotazionali - ha commentato Aurigemma -. In merito alle poche critiche mosse dai soliti noti di sinistra, consigliamo loro di confrontarsi con il presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti». La minisindaco di Prati ha infatti parlato del parcheggio di piazza Cavour come un'opera strategica per il quartiere alla quale ha contributo con l'inserimento del car e del bike sharing, mentre per quanto riguarda la viabilità «il progetto prevede la pedonalizzazione dell'area antistante il Palazzaccio - ricorda la De Giusti - questo condizionerà sensibilmente la viabilità della piazza che non avrà più funzioni di rotatoria. Su questo però abbiamo dei dubbi e faremo delle prove di impatto sul traffico con i lavori in corso. In base ai risultati si deciderà se pedonalizzare quello spazio oppure no»

lunedì 18 ottobre 2010

Questo buco non c'è più...


Brutte notizie dal parcheggio del Lungotevere in cima a Via Zanardelli? Si trovano reperti archeologici anche dentro ai terrapieni lungo il fiume? Sarebbe il colmo. Sta di fatto che hanno chiuso tutto: il buco che vedete sotto oggi non c'è più, tutto tappato, come vedete sopra... Come mai? Nello slargo ritornerà l'orripilante parcheggio disordinato di prima?

domenica 17 ottobre 2010

Una lettera di un lettore, oggi a Repubblica

Forse che forse che qualcuno inizia a capire dove sta il vero problema???


Circa il 90 per cento dei rallentamenti nel traffico sono dovuti a parcheggi o soste in seconda, quando non in terza fila. E´ questa una piaga che a Roma è divenuta insostenibile e verso cui bisognerebbe che i vigili urbani prendessero dei provvedimenti mirati. La fluidità dei flussi di traffico è uno dei presupposti, se non il primo, per rendere la città più vivibile. In alternativa c´è solo la chiusura totale alle auto.
Renzo Carlo

mercoledì 13 ottobre 2010

Il cantiere di Piazza Santiago del Cile e tutti i nostri dubbi






Una buona sistemazione superficiale. Un eccellente arredo urbano e degli ottimi materiali. Ma, secondo noi, le dimensioni della rotonda di Piazza Rio de Janeiro, dopo la chiusura imminente dei lavori del pup, sono sbagliate. Anche con il cantiere montato e dunque con la carreggiata molto ristretta, le auto trovano il modo di fermarsi in divieto, figurarsi quando il cantiere sarà completamente smantellato.
Fare posteggi interrati e poi vedervi le auto parcheggiate in divieto di sosta sopra è una delle più degradanti che può capitare ad una città contemporanea. Cosa ci vuole a ridurre le carreggiate al minimo spazio indispensabile per il transito evitando così la sosta selvaggia e obbligando chi vuole sostare ad utilizzare il parking?
Sottoterra ci saranno 121 posti auto, quello che è necessario fare è -almeno!- toglierne la metà dalla superficie, altrimenti l'opera pubblica sarà solo utile a far aquistare più macchine ai cittadini.

martedì 12 ottobre 2010

Si toglie un'auto dalla strada e si risparmia pure

Forse non tutti lo sanno, ma comprare un box interrato, un posto auto o comunque qualsiasi cosa che ci permetta di togliere la nostra automobile dalla strada può essere anche un risparmio in termini fiscali. La detrazione attualmente in vigore è pari al 36% a patto che il box acquistato sia considerato "pertinenziale" all'abitazione la quale non potrà essere venduta separatamente dal suo box auto.
Siete interessati a acquistare un posto auto? Bene, datevi da fare su google e cercate qualcosa tipo "box auto detrazioni" e vedrete che in qualche modo lo stato vi incentiva a togliere la vostra auto dal suolo pubblico. Profittatene.

lunedì 11 ottobre 2010

Se i numeri contano qualcosa...

Ma come sarebbe a dire, decine di comitati agguerritissimi, cittadini paladini dello schifo che c'è nelle nostre strade, della sosta selvaggia che ci sequestra a casa, delle auto sul marciapiede, dello status quo insomma che ci fa essere una città che manco è definibile città. Insomma tutto questo ben di dio per 5480 visite in un anno, dal 1 ottobre 2009 al 1 ottobre 2010...
Ecco la cifra di accessi al blog di cui i comitati No Pup si vantano in una recente newsletter.
Ma allora Pro Pup Roma, che di visitatori ne ha avuti più del doppio, ovvero oltre 11.300 e perdipiù a partire da Aprile (dunque in sei mesi, non in dodici!!!) cosa dovrebbe dire?
Fosse che fosse che i temi civili che noi portiamo avanti rivestono un interesse maggiore rispetto alle solite tiritere del "no" a tutto pur di far rimanere le cose come stanno!?

venerdì 8 ottobre 2010

Il parcheggio? Vallo a cercare nel Vallo


Ce lo avete presente? E' proprio lui, il Vallo Ferroviario che separa in due il Pigneto. Pigneto Citeriore e Pigneto Ulteriore, giusto per affibbiare due nomignoli. Oltre al problema di essere un quartiere tagliato in due e collegato solo dall'istmo di un fetente ponticello, il Pigneto ha la sfiga di avere grossi problemi di parcheggio essendo, com'è, molto frequentato per la movida notturna.
Il sogno ovviamente è presto fatto: grazie ad un grande parcheggio sotto al Vallo ferroviario (unito al parking, già ultimato, dentro la ex-Serono) tutta la parte del Pigneto storica verrà completamente liberata dalla sosta a raso. Un vero e proprio sogno se solo lo immaginate un attimo. In un istante questo potrebbe diventare meglio del Maraias a Parigi, meglio di Chueca o La Latina a Madrid, meglio del Barrio Latino di Barcellona. Un quartiere con vita notturna di qualità. Accessibile a tutti perché privo di auto a ingombrare gli spazi pedonali, i marciapiedi, gli scivoli per gli handicappati.
C'è posto per migliaia di auto da togliere dalla superficie. E c'è posto, sopra, per una sconfinata piazza pedonale (qui dovrà passare anche il tram che deriverà dalla trasformazione del vecchio trenino e che andrà ad unirsi all'attuale linea sulla Prenestina) che sarà uno dei luoghi d'aggregazione più simbolici della città. Ci sono gli spazi per una valorizzazione urbanistica mai vista in città, collegata con tram, bus, metroC e Fr1. E accessibile anche dalla Nuova Circonvallazione Interna che entro il Vallo dovrà transitare. Cosa minchia si aspetta a mettersi al lavoro?

giovedì 7 ottobre 2010

La questione della rappresentanza

La questione della rappresentanza sta nella rassegnazione e nello scoramento che quei pochi cittadini civili hanno nei confronti dell'immenso muro di gomma che spesso cela le operazioni anti-parcheggi.
Capita non di rado, in questo o quel municipio, che la totalità dell'arco costituzionale, dai Comunisti a La Destra sia tassativamente contraria a togliere le auto dalle strade, a renderle più sicure, a riqualificare marciapiedi e carreggiate in cambio della concessione per fare un parking interrato. E dunque chi dà legittima rappresentanza ai tanti cittadini che invece sono a favore della modernizzazione della città?
E' la domanda che debbono essersi posti nel X Municipio dove il centrodx ed il centrosx si rincorrono per darsi la colpa di aver progettato e cantierizzato alcuni parcheggi (leggete qua) i cui cantieri hanno visto le solite strumentali proteste dei cittadini.

Progettare e dare pronta cantierabilità ai parcheggi interrati è cosa civile, europea, in linea con quanto stanno facendo tutti i paesi più avanzati in Europa e in tutto l'occidente. L'Italia è l'unico paese in cui ci si "accusa" di prendere provvedimenti civili.

martedì 5 ottobre 2010

Lungotevere Arnaldo da Brescia. Si parte?


Niente, niente che dopo cinque anni di attese si riesca a partire con il mega-cantiere di Lungotevere Arnaldo da Brescia? Ormai la cosa sarebbe vissuta come un miracolo. Un miracolo per due motivi. Innanzitutto per i tempi biblici del parcheggio, in secondo luogo per l'importenza che questo parking avrebbe nell'economia della sosta tra Prati e Centro Storico, tanto quanto il parcheggio del Pincio, annullato da qualche idiota qualche anno fa.
I 400 posti del parking di Lungotevere Arnaldo da Brescia non ce l'hanno fatta a eliminarli. Li hanno ridotti, li hanno rallentati, li hanno lasciati alle grinfie delle Soprintendenze in una zona che è soltanto terra di riporto. Ma ora, a quanto pare, si dovrebbe partire.

Tra un paio d'anni, insomma, in questo quadrante ci potrebbe essere questo mega-parking e quello, ancor più mega- di Piazza Cavour. Davvero ci auguriamo che le ditte che investono in queste strutture lottino per ciò che risulta essere ancor più difficile, a Roma, di costruire parcheggi: farli utilizzare dalla gente.

Questi due parcheggi devono spingere chi di competenza ad eliminare centinaia di posti auto (regolari, ma soprattutto irregolari) dalla superficie. Cosa si aspetta a progettare questi interventi. Pare che con gli oneri concessori di Lungotevere Arnaldo da Brescia si stia già lavorando in alcune strade circostanti il parcheggio (Via Beccaria, Via degli Scialoja... vi risulta?). Ma non basta: se questi parcheggi risulteranno inutilizzati. Se questi parcheggi saranno circondati di sosta selvaggia e vuoti all'interno anche i più ottimisti che immaginano per il domani una Roma normale perderanno ogni speranza. Ora che alcuni grandi parcheggi stanno per aprire, si lavori per evitare quello che sarebbe uno scandalo.

lunedì 4 ottobre 2010

Tor Tre Teste, e un altro parcheggio fantasma




Le immagini si riferiscono ad un parcheggio in via Tovaglieri, a Tor Tre Teste, abbandonato a se stesso da tanti anni.
E’ mai possibile che in tanto tempo nessuno abbia fatto qualcosa per aprirlo?
Roberto Uffreduzzi

venerdì 1 ottobre 2010

Se Piazza Verdi respira grazie al parcheggio


Non è che Pro Pup Roma vi racconta cazzate. Le cose che vi dice sono riscontrabili abbastanza facilmente, sul territorio. Con una semplice passeggiata. E una passeggiata vi invitiamo a farvela nello charmant (se non ci fossero le auto a rovinare tutto) quartiere Pinciano dove sta per essere aperto il parcheggio in Via Donizzetti. Prima di aprire la struttura, evidentemente, i titolari della concessione sono stati invitati a realizzare le opere concessorie o comunque il II Municipio ha optato per realizzarle contestualmente all'apertura dell'infrastruttura.
Insomma, facciamola breve: guardate la mappa. Quella contrassegnata con la A è Piazza Verdi, dove sta l'Istituto Poligrafico dello Stato. In basso a sinistra, Villa Borghese, in basso a destra, Villa Albani. Insomma avete capito la localizzazione? Bene, vedete quell'area contrassegnata di celeste? Ecco, è stata tutta, dico tutta, riqualificata. I parcheggi sono stati rifatti con dei cigli altissimi e con delle superfici molto belle, le orecchie realizzate sono da lustrarsi gli occhi, tante tante auto in divieto di sosta sono state ricondotte a più miti consigli, alcuni ristoranti hanno potuto pacificamente invadere i nuovi marcipiedi con tavolini che rendono gradevole un quartiere che, se fosse sistemato come si deve, nulla avrebbe da invidiare alle parti più chic di Parigi.
Dunque, andateci, passateci, passeggiateci e diteci cosa ne pensate. E diteci se non bisogna essere favorevoli, assolutamente favorevoli, ad un parking ogni 400 mq, che consenta il recupero di tutti gli arredi urbani non a macchia di leopardo, ma sistematicamente. Dovunque.