giovedì 29 luglio 2010

Maxxi. Un parcheggio ad arte


Non capiamo davvero cosa attendano ad assegnarne la gestione ed a offrire ai (tanti, per fortuna!) visitatori questo ennesimo eccellente servizio, ma a quanto pare il parking sotto al Maxxi, museo d'arte contemporanea al Flaminio, è destinato ai frequentatori del museo. Per fortuna. Roma avrà così due musei che, come tutti i grandi musei europei, dal Reina Sofia di Madrid al Pompidou di Parigi, saranno dotati di parcheggi interrati sotterranei, anche il Macro, infatti, come abbiamo visto qualche settimana fa, è dotato della medesima infrastruttura.
Il passo successivo per quanto riguarda sia l'uno che l'altro museo, è sfruttare questi posti auto messi a disposizione della città per ottenere quante più pedonalizzazioni possibili nei dintorni. Non è possibile che l'ingresso del Maxxi dia su una strada-parcheggio come è oggi Via Guido Reni!
E allora fate presto per il parking del Macro, fate presto per il parking del Maxxi e soprattutto aprite quanto prima i cantieri per il grande parcheggio di Via Guido Reni, strada destinata a trasformarsi in grande boulevard di passeggiata tra il Foro Italico (grazie al nuovo ponte) e l'Auditorium di Renzo Piano attraverso il Maxxi. O qualcuno prefereisce lo scempio del parcheggio in mezzo alla strade che c'è ora?

mercoledì 28 luglio 2010

500 posti auto sepolti sotto Porta Pia


E a proposito di parcheggi fantasma, ci sembra davvero di non aver dedicato mai un post al principe, al re, all'imperatore, al gran visir dei parcheggi fantasma. Quello sotto Porta Pia. Principe e imperatore sia perché è quello, tra i tanti, posto nella zona più pregiata in assoluto. E sia perché, non lo si può dimenticare, è quello che è fantasma da più tempo in assoluto.
40 anni di abbandono sono il record del grande vano che doveva essere adibito a parking e che venne realizzato sotto Porta Pia, all'inizio della Nomentana, a margine del cantiere per la realizzazione dei sottopassi del Muro Torto nel 1968.
Nel 2008 addirittura Striscia la Notizia parlò di questo scandalo, in un quartiere dove le macchine vengono parcheggiate in curva, sulle strisce, davanti agli scivoli per gli handicappati e dove non si ripristina un parcheggio così strategico che potrbebe -tra l'altro- permettere il rifacimanto di strade e marciapiedi della Zona-Macro.
In pochi mesi di lavoro -magari se il Comune decidesse di dare in project financing la concessione ad una azienda privata- si potrebbero aprire qualcosa come 500 posti con baricentro proprio sotto al Bersagliere. Il Comune potrebe concedere l'utilizzo del parcheggio per tot anni ad una ditta in cambio dei lavori di restyling del quadrante "Zona Macro" (le strade comprese tra Viale della Regina, Via Nizza e Via Nomentana) e del rifacimento di tutti i marciapiedi in funzione anti-sosta selvaggia e riqualificazione.
Ne scaturirebbe un quartiere meraviglioso ed un parcheggio funzionale. A costo zero per il Comune. Perché non si fa? Perché qualche ditta non si fa avanti e fa la proposta all'amministrazione per la gestione di questo spazio?

E voi? Dopo quello di Porta Pia e quello di Cornelia, di cui abbiamo parlato ieri, conoscete altri casi di parking fantasma che potrebbero essere rivilitalizzati da un'offerta privata? Messi a bando dall'amministrazione?

martedì 27 luglio 2010

650 posti abbandonati nel caos di Boccea


E' una anticipazione che ci ha dato Sergio Marchi, assessore all'immobilità (ehmmm, mobilità) del Comune di Roma. Una anticipazione che vogliamo trasmettervi perché ci è risultata interessante per due motivi.
Innanzitutto per la volontà da parte dell'amministrazione di mettere le mani su un "parcheggio fantasma". Secondo poi per la possibilità di vedere tecnologie innovative sbarcare in altre zone di Roma.
Di che stiamo parlando? Del parcheggio abbandonato alla fermata metro Aurelia Cornelia. Marchi ha detto di volerci mettere mano e di voler ripristinare il sistema automatico che, inaugurato nel 2001, non è mai di fatto entrato in funziona a causa di errori nel software e di problematiche costruttive (box troppo bassi inagibili per suv, nessuna garanzia per il prelievo dell'auto nel caso vada via la luce. Insomma un disastro italiano costato decine di milioni di euro e abbandonato.
Abbandonato laddove, invece, potrebbe (con l'opportuno restyling delle strade, che dovrebbe essere severo soprattutto per la ignobile Via Boccea) far svoltare l'intero quadrante essendo dotato com'è di 650 posti auto.
Speriamo davvero che le promesse di Marchi fatte a Pro Pup Roma non siano un venticello estivo e basta...

lunedì 26 luglio 2010

Quando Pro Pup Roma dice che il vero problema è la comunicazione...

Ebbene guardate qui. Una cittadina tutto sommato in buona fede. Tutto sommato in grado di articolare un ragionamento. Tutto sommato dotata di competenze linguistiche (azzecca anche i congiuntivi, e solo per questo merita rispetto). Eppure sentite che ignoranza che trapela dal suo approccio e ancor di più sentite che necessità di comunicazione. In tutta l'intervista (che potete guardare qui, in un servizio di RomaUno) c'è un passaggio fondamentale, ovvero quando la condomina dichiara di voler "vedere il progetto". Bhe, non è formidabile? Una signora 'normale' che vuole vedere progetti ingegneristici. Ebbene questi progetti deve poterli vedere. E deve poter comprendere -grazie ad una campagna di comunicazione indispensabile- che proprio grazie a quel parking non solo non perderà la sua casa, ma avrà un aumento considerevole del relativo valore di mercato. Chi glielo spiega?

venerdì 23 luglio 2010

Fenomenologia dei Verdi


Le speranze di un affrancamento dello sciagurato partito dei Verdi da battaglie di retroguardia medievale si scontra sempre contro la realtà dei fatti. E se in queste settimane il buon Angelo Bonelli -che segue sulla poltrona che fu della iattura di Pecraro Scanio- ci aveva fatto sognare lottando contro il racket dei gestori di stabilimenti balneari ad Ostia, i punti guadagnati sono stati subito persi oggi, dopo la lettura di un articolo su Repubblica (dove ancora una volta, purtroppo, si citano solo i comitati contro e non quelli a favore dei parcheggi interrati) contro il Piano Urbano Parcheggi della città di Roma.
L'impvido paladino dell'ambiente, infatti, avrebbe presentato alla Procura della Repubblica un esposto per bloccare la costruzione dei posteggi interrati a Roma, rei di non essere passati dalle forche caudine della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

I Verdi, insomma, non si smentisconon mai nel loro essere non contro -come millantano- ma a favore di chi inquina, di chi sporca, di chi avvelena questo nostro mondo. Badate a come si comportano. Sono contro le dighe -e contro l'energia idroelettrica- perché modificano la morfologia delle valli. Sono contro i campi eolici poicheé alterano gli skyline delle colline. Combattono l'energia solare perché gli appezzamenti fotovoltaici tolgono spazio alle coltivazioni ed ai pascoli. Sono anche contro il nucleare e le sue scorie. Cosa rimane? Lo avete capito bene: il petrolio e le centrali termiche: proprio un bel risultato.
Lo stesso risultato che ottengono con le ferrovie. Sono contrari alle nuove linee veloci, come ad esempio la Torino-Lione, con il risultato di perpetrare a vita la presenza nella Val di Susa di colonne infinite di Tir.
E sui rifiuti? Pecoraro era contrario ai termovalorizzatori, ne bloccò lo sviluppo e ridusse Napoli ad un osceno palcoscenico di uno psicodramma andato in onda in diretta mondiale. E la Camorra, chiamata a pulire tutto in velocità una volta cambiato governo, ancora ringrazia.

E si arriva a Roma. Dove si scagliano contro i parcheggi laddove non si sono mai scagliati contro la sosta selvaggia. Chiedono la VIA contro qualcosa che è presente in tutto il mondo civilizzato (ogni capitale occidentale ha parcheggi interrati, sotto ogni piazza) e ignorano il fatto che la VIA andrebbe chiesta contro le centinaia di migliaia di auto in sosta selvaggia che ingombrano ogni angolo dei nostri centri storici.

Come il verde Paolo Cento, che andava in giro con un gippone che inquinava come una nave da guerra, anche Angelo Bonelli è della stessa pasta. Verdi come come benzina verde, quella che mettono nei loro suv che devono continuare ad essere parcheggiabili in mezzo alla strada, mica sottoterra come accade in tutto il mondo civilizzato.

Colpevole è chi dà retta a queste istanze frutto più del troppo caldo di questi giorni che del raziocinio politico e del senso civico di chi le presenta. Forse i Verdi -a differenza di quanto succede in tutta Europa dove sono raggruppamenti forti e di governo- dovrebbero interrogarsi sul perché in Italia non sono in parlamento ne hanno in previsione di tornarci.

giovedì 22 luglio 2010

Se il Sole24Ore la pensa come Pro Pup Roma

Il concetto sta scritto a caratteri cubitali, scolpiti nel travertino, nella ragione sociale di Pro Pup Roma. E vogliamo ribadirlo oggi grazie ad un articolo del Sole24Ore che ieri è uscito a riguardo dei parcheggi interrati a Roma.
Il concetto è molto semplice: i parcheggi creano posti di lavori. Li creano i cantieri per realizzarli, li creano le ditte che devono arredarli, li crea chi li deve manutenere e chi li deve sorvegliare, li creano le ditte che producono le attrezzature tecniche.
Il piano Pup di Roma, con tutti i difetti che ha (primo tra tutti quello di essere troppo timido, poiché dovrebbe essere esattamente 10 volte più ampio), genera qualcosa come 20mila nuovi posti di lavoro. Una enormità con un impatto notevolissimo sulla città: laddove c'erano aree degradate, posteggi abusivi e improduttivi, si crea finalmente reddito, lavoro e introito per il Comune.
E allora perché, si chiede questo bell'articolo di Dario Coen, il Comune non si impegna maggiormente a sbloccare i cantieri che ha certificato con la delibera del 2008 detta anche "Nuovo Piano Pup"? Perché dopo 3 anni, con orizzonte a luglio 2011, i posti auto realizzati saranno 5mila su un previsionale di 66mila? Perché non ci diamo una mossa invece di lamentarsi degli scarsi trasferimenti da parte del governo e della crisi economica? Abbiamo in casa dei dispositivi che possono farci creare riqualificazione, soldi per l'amministrazione, tasse da incamerare, nuovi posti di lavoro. Cosa cazzo vogliamo di più? Perché abbiamo una burocrazia così micidiale (o così tanto gestita da fannulloni) da non essere in grado neppure di sbloccare le pratiche per qualche box sotterraneo?

mercoledì 21 luglio 2010

La lezione dei Castelli


Alle volte basta fare 30 chilometri dal centro di Roma per ritrovarsi in una realtà altra. Come ad esempio quella di Castel Gandolfo, ridente borgo sui Colli Albani famoso per ospitare la residenza pontificia.
Ebbene nel pieno centro della cittadina è successo che il sindaco con il presidente della Provincia Zingaretti abbiano inaugurato un parking interrato proprio sotto la piazza principale. Un'opera che deriva da un bando della Provincia per la riqualificazione dei centri storici e che dunque è stato co-finanziato dall'ente di Palazzo Valentini. Insomma avete capito: un parcheggio è, a Castel Gandolfo, un'opera "di riqualificazione".
Dei quaranta posti ricavati 20 saranno per i residenti che vorranno affittare i box, altri 20, invece, per la sosta a rotazione sotto la piazza che, manco a dirlo, si trasforma così in isola pedonale. Problemi archeologici che hanno bloccato tutto? Niente di tutto questo, a Castel Gandolfo, 30 km da Roma, l'archeologia è una opportunità, non un ostacolo: i ritrovamenti ce ne sono stati e tanti, ma il cantiere non è stato considerato un nemico, al contrario una chance per scoprire qualcosa.
Ah, dimenticavamo: a Castel Gandolfo -ha detto Zingaretti- nei prossimi giorni andrà a gara un altro parcheggio, da 170 posti auto. Tutti da togliere in superficie.

martedì 20 luglio 2010

Se questi sono i nuovi pariolini, poveri Parioli...


Un altro fronte si sta aprendo nella battaglia di civiltà tra chi vuole le auto in terza fila e gli incidenti mortali (in questi giorni siamo in perfetta media: un morto ammazzato al giorno anche e soprattutto a causa della sosta selvaggia), e chi vuole una sosta regolata, a pagamento e sotterranea come accade in tutta Europa.
Questo fronte si chiama Via Bruno Buozzi, sta ai Parioli e ne potete vedere un adorabile scorcio nella foto qui sopra. Si badi bene, in questa strada a doppio senso, le auto che vedete (doppia fila fissa e furgone in terza fila) non sono in movimento, non sono in coda in attesa di un semaforo verde, sono, semplicemente ferme.

Ebbene chissà se nel lamentarsi che "il pup toglierà 240 posti per la sosta in superficie", i soliti comitati avranno contato anche nel novero i posti in sosta abusiva, mortale, criminogena, pericolosa. Chissà. Sta di fatto che, e questa è la notizia e ci fa capire il livello di ignobiltà cui è assurta la città, dei cittadini che risiedono ai Parioli si lamentano perché la loro strada verrà riqualificata, perché smetterà di essere un immenso enorme volgarissimo parking lineare e si trasformerà in un boulevard europeo. Questa è la notizia e qui deve intervenire la politica: ignorando le istanze incivili e antisociali dei comitati. Anzi, mettendole alla berlina, fottendole con la comunicazione, dimostrando quanto egoiste e vergognose sono le motivazioni da cui parte la richiesta di "non cambiare nulla". Anzi, non "le" motivazioni, bensì "la" motivazione: continuare a parcheggiare la macchina a cazzo di cane, "e sticavoli che nel farlo metto a rischio la vita di chi circola. Sti gran cavoli: io voglio fa' come me pare e guai se mi riqualificano la strada cheppoi la fanno tutta marciapiedi e io che ce guadagno? Me toccherà, va a finire, da fa i 250 metri da casa al tabacchino a piedi come un vecchio pensionato". Vi ci ricevete nella caricatura, eh, cari comitati?
La cosa che davvero non ci torna tuttavia è un'altra: il numero dei posti. Il Pup di Via Buozzi conterà soltanto 188 posti auto. Davvero pochi. Una volta che si scava nel ventre della collina pariola si dovrebbe fare di più, via Buozzi è lunghissima, perché non fare parcheggi lungo tutta la sua lunghezza ricavando 10 o 15 volte tanto la cifra che ora si ricaverà e per conseguenza liberando dalle auto in sosta mezzo quartiere?
I Pup hanno un senso -è il concetto che abbiamo ripetuto pure a Sergio Marchi con grande chiarezza- quando cambiano la faccia ad un quartiere. Quando lo migliorano massicciamente. Quando fanno cambiare idea, grazie al rilancio urbanistico e architettonico, ad una consistente parte dei contrari. Questo accade in tutta Europa e questo deve accadere da noi poiché non v'è altra strada.

lunedì 19 luglio 2010

Milano non è una Meda


Indagini per 'Ndrangheta, attacchi politici di ogni tipo, soprintendenze e archeologi che hanno fatto di tutto per fare abortire il progetto. Bhe, intanto, dopo un po' di sofferenza, Milano ha il suo megaparcheggio in centro, proprio sotto Piazza Meda. Ha oltre 500 posti, 5 piani ed è stato inaugurato alla fine della scorsa settimana. Come quello di Torino in Piazza Vittorio (di cui abbiamo parlato qualche giorno fa) è gestito dalla Best in Parking, società che a Roma gestisce il solo parcheggio interno al Mercato Trionfale di Via Andrea Doria.
Nell'inaugurare il progetto, l'assessore meneghino ai Lavori Pubblici, Bruno Simini, ha tenuto a sottolineare che "a costo zero per l'amministrazione, l'operazione ci permette anche di aver riqualificato una delle piazze più importanti della città; perché ad ogni parcheggio deve corrispondere una riqualificazione della superficie". Ora, o c'è qualche lettore di Pro Pup Roma a Milano, oppure quello che diciamo noi qui è assolutamente in linea con quello che viene fatto in Europa e anche, ce ne compiacciamo, a Milano.
L'amministrazione Moratti ha inaugurato in 50 mesi di governo, ben 50 parcheggi interrati. Un al mese. Se diciamo che è questa la destra che intendiamo, diciamo male?

venerdì 16 luglio 2010

E se li facessimo belli?




L'obbiettivo -se le ditte che propongono e realizzano parking interrati a Roma fossero sufficientemente furbe e lucide- dovrebbe essere quello di sottrarre il più possibile alla cattiva fede ed alla cafonaggine del cittadino medio elementi utili per una strumentale protesta.
Una strada, una delle tante, potrebbe anche transitare attraverso la qualità architettonica. Perché non affidare, dunque, strutture e design dei parking interrati a progettisti famosi, o magari a giovani studi rampanti che si occupo di rendere anche belli i garage?
Follia? Bhe allora quarant'anni fa, ad esempio quando a Roma si realizzava il megaparcheggio da 2000 posti sotto Villa Borghese (quando Roma era ancora una città con la palle, in tutta franchezza), erano tutti folli visto che assegnarono il progetto a Luigi Moretti, uno dei più grandi architetti italiani del Novecento. Quanta gente si asterrebbe dal protestare sapendo che il parcheggio in costruzione reca la firma di Norman Foster o Jean Nouvel? A nostro avviso una robusta percentuale.
Ci vuole davvero fegato, infatti, per protestare contro progetti di riconosciuta qualità, contro gioielli architettonici sotterranei come il parcheggio di Villa Borghese, vera opera d'arte non a caso inaugurato con una grande mostra d'arte contemporanea che è entrata nella storia d'Europa (qualcuno ricorderà Porta Pinciana tutta impacchettata dall'artista Christo).
E a Roma i casi non mancano. A Via Magna Grecia, per dire, c'è un parcheggio ormai semi abbandonato e speriamo presto riqualificato che è opera del grande ingegnere Riccardo Morandi.
Insomma, se a Roma si protesta contro i parcheggi, occorre mettere sul piatto quanti più punti possibile per isolare le proteste a quel che in realtà sono: sproloqui di cittadini egoisti, antisociali, in cattiva fede. Occorre solo dimostrarlo con evidenza.

giovedì 15 luglio 2010

Il senso di Torino per la sosta





Lo affermiamo da sempre: non è vero -come piace dire ai politici per giustificare le loro incapacità- che i romani sono dei cittadini incorreggibili, che non rispettano le regole per partito preso, che non è possibile governarli. Falso come una banconota da sette euri!!! I cittadini -peggio: gli automobilisti- immersi nel contesto urbano si comportano grossomodo tutti alla stessa maniera, da Parigi a Palermo: fanno quello che gli viene concesso di fare.
A Torino pure. Nella sconfinata e bellissima Piazza Vittorio è stato costruito, in occasione delle Olimpiadi, un parking di grandi dimensioni. Cosa succedeva? Parking mezzo vuoto e auto in sosta selvaggia sopra. Tutto il mondo è paese, altro che romani incivili.
Il problema è delle amministrazioni, piuttosto. Quella torinese, per dire, non c'è stata. Dopo un inizio 2010 con quasi 2 milioni di incasso da multe e contravvenzioni in zona, la piazza è stata ri-arredata con fioriere, tavolini, occupazioni di suolo pubblico (è bellissima la quantità di bei bar all'aperto la notte in quello che era uno sconfinato oceano di lamiere) che rendono quasi impossibile fermarsi in divieto. Il parcheggio oggi è sempre pieno, la piazza fa venire voglia di farsi più spesso un week-end a Torino.
Ha vinto un postulato che ripetiamo da anni: non servono i vigili, non servono le multe, serve solo un ottimo arredo urbano e tutto andrà da se.

Inutile dire che aspettiamo al varco la nostra, di amministrazione, quando una piazza molto simile alla torinese Piazza Vittorio (la nostra Piazza Cavour) avrà il suo mega parking e vedrà riqualificato il suo esterno. Vedremo, a quel punto, ancora le scene di vero delirio che si vedono oggi? Si arriverà al degrado di avere una piazza violentata dalla sosta selvaggia ed un parking mezzo vuoto?

mercoledì 14 luglio 2010

Cosa ha detto Sergio Marchi a noi e cosa ha detto Pro Pup Roma a Sergio Marchi


Come molti di voi avranno saputo, Sergio Marchi, l'assessore alla mobilità (con delega ai parcheggi) del Comune di Roma ci ha convocati per una chiacchierata dopo aver incrociato nel web Pro Pup Roma.
Marchi è un assessore a cui non abbiamo risparmiato critiche (le vedremo anche dopo) e che secondo noi ha fatto molti errori. Resta comunque spiazzantemente positivo che un giovanissimo blog possa essere mandato a chiamare da un assessore in persona semplicemente per vedersi, per uno scambio di idee. Che sia un segnale dell'importanza dello strumento-blog nel pungolare l'amministrazione verso un migliore servizio?

Ma veniamo al dunque. Marchi è combattuto. Dice: io voglio fare i parcheggi, mi rendo perfettamente conto del loro essere indispensabili, ma sono preso tra questo fuoco ed il fuoco dei cittadini inspiegabilmente inviperiti contro ogni progetto di modernizzazione della città. E aggiunge: stiamo in bilico tra il procedere a tentoni e fare parking solo laddove ci sono un po' meno proteste o il rilanciare alla grande questo comparto come strategico per la città.

Inutile dire cosa gli abbiamo consigliato di fare. E quando ci ha chiesto idee e punti di vista, gli abbiamo detto quello che molti lettori immaginano: le questioni da affrontare per fare digerire i parcheggi interrati al romano medio sono due. C'è innanzitutto un problema di comunicazione: ogni parcheggio deve avere un chiaro cartello di cantiere, con la medesima grafica in tutta Roma, deve essere più che trasparente la destinazione degli oneri concessori, ogni progetto deve avere un suo sito (esempio www.parcheggioviacesena.comune.roma.it, o qualcosa del genere) dove i cittadini potranno reperire tutte le informazioni, i contatti, lasciare idee e commenti.
C'è poi -e siamo alla seconda questione- un problema di riconosciblità dell'utilità del progetto. Di impatto positivo sul territorio. A nostro avviso i Pup verranno sempre più accettati quanto più 'sopra' ogni parcheggio si restituirà ai cittadini un ambiente riqualificato: marciapiedi allargati, pedonalizzazioni, un po' di verde, nuovo arredo urbano, illuminazione e manutenzione. Un cittadino deve andare a trovare un suo amico e, trovando la zona dove quest'ultimo abita insolitamente linda, gli dovrà chiedere: "ehi ma cosa è capitato qui da te, sembra di stare in Europa". E quell'altro: "eh sì, hai visto che roba? Con i soldi che ha versato la ditta per fare il parcheggio hanno sistemato tutto, ora la mia vecchia mamma può traversare la strada in sicurezza e hanno trasformato quel tratto di strada in area pedonalizzata dove i miei figli vanno a giocare ogni giorno. Ci è cambiata la vita". Ebbene questa, secondo noi, è la politica che i cittadini si aspettano e che può rappresentare un contesto in cui tutti vincono: vincono i cittadini che hanno una città migliore, vincono le categorie deboli (anziani, bambini, chi si muove a piedi e in bici), vince l'ecnomia della città che vien fatta girare, vince il lavoro che si crea in abbondanza nel nuovo fiorire di cantieri, vince il Comune che incassa denaro fresco e evita di tagliare servizi sociali o cultura. Perdono i prepotenti, quelli sì... E protestano.
Ma in un contesto simile, quanti saranno i cittadini disposti a protestare? Quanti? Alzino la mano. Ve lo diciamo noi: rimarranno solamente quelli che protestano per mestiere, ideologizzati e politicizzati. Gente che una amministrazione come si deve ha il dovere di ignorare.
Via Cesena, tanto per fare un esempio sul quale l'assessore dovrà a brevissimo prendere una decisione simbolicissima, si dovrà trasformare in un'area così bella che chi oggi protesta si dovrà vergognare di averlo fatto, che chi oggi chiede di lasciare tutto così, nel degrado più assoluto, si dovrà mangiare i gomiti.

Questa è una reazione istituzione che ha un senso. Una reazione in positivo. Una reazione direzionata alla qualità amministrativa e urbanistica. E davvero ci vuole tanto poco. E ci vuole altrettanto poco -a proposito di comunicazione- a spiegare ai professionisti della protesta che i Pup portano nelle casse del Comune tanti soldini che il Comune non ha. E che non esiste al mondo che si debbano chiudere asili nido e alzare le tasse solo perché c'è qualcuno che agita lo spauracchio ridicolo e indegno dei palazzi che crollano.

Ah, a proposito, a Sergio Marchi gliel'abbiamo detto chiaro e tondo, che la politica della sosta è una politica che va iscritta in un quadro più generale di gestione della mobilità che non può prevedere al suo interno lo smantellamento delle corsie preferenziali, la riduzione dell'orario della ztl, l'abolizione di fatto delle strisce blu, la proliferazione colpevole delle macchinette, l'abominio di questo piano pulman il tutto condito con il quasi azzeramento delle contravvenzioni per la sosta selvaggia.
Fa enormemente piacere intravedere nell'amministrazione una qual certa volontà di adeguarsi a parametri europei di gestione della sosta, ma non si può fare i francesi coi parcheggi interrati e poi gestire tutto il resto come fossimo al Cairo...

lunedì 12 luglio 2010

I parcheggi riqualificano i quartieri. Ma chi lo spiega?









Quartiere Pinciano. Palazzi meravigliosi. Eleganza. Benessere diffuso. Zona Piazza Verdi, sotto la quale dovrebbe nascere un mega parcheggio (speriamo, così almeno la piazza sarà liberata dalle auto in sosta che piacciono tanto ai no-pup), per intanto ne è nato uno più piccolo di lato, a Via Donizzetti (ehm, non sarebbe l'ora di collaudarlo ed aprirlo?).
Con gli oneri concessori il II Municipio sta riqualificando tutti i marciapiedi facendo delle orecchie come si deve con materiali buoni e con misure azzeccate tanto che la sosta in curva e sulle strisce è in via di estinzione (resta la doppia fila, perchè le carreggiate non vengono opportunamente ristrette).

Tutto bello, ma ci domandiamo: chi spiega ai cittadini come sono andate le cose. Chi racconta alle persone del cantiere -magari arrabbiate contro il pup- che è grazie a lui che la zona si sta riqualificando, che è grazie a lui se le case aumentano di valore?

Ogni Pup (sarà questo uno degli argomenti forti che presenteremo a Sergio Marchi, visto che l'assessore -avendo letto Pro Pup Roma- ci ha fatto convocare per un incontro in settimana) deve essere l'occasione per una piccola o grande riqualificazione urbana della zona circostante. E i progetti vanno presentati insieme. "Ti faccio il Pup, è vero, creerò tre anni di polvere e degrado, per carità, non lo nego, però appena tutto sarà finito avrai queste strade tutte riasfaltate, avrai i marciapiedi rifatti e non ci sarà più la sosta selvaggia in curva e dunque tu con il passeggino potrai finalmente scendere dal marciapiede e risalirvi sulla parte opposta senza fare il giro dell'isolato per trovare un buco dove montare su; e poi gli anziani finalmente potranno girare senza rischi, sistemeremo anche aree a verde quanto più possibile e monteremo panchine affinché la zona torni ad essere vissuta durante la giornata e comunque accetteremo proposte per gli arredi urbani che più gradirete. Ah dimenticavamo, quella e quell'altra strada saranno di fatto totalmente pedonalizzate, diventeranno dei piccoli boulevard del cantiere dove i ristoranti e i bar potranno mettere fuori dei gazebo, saranno delle aree dove prendere un drink leggendo un buon libro, o dove andare a cena, proprio lì dove oggi ci sono solo lamiere di automobili e dove il marciapiede è largo 40 centimetri. Allora, siete ancora davvero tutti tutti contrari?".

Ecco il discorso che andrebbe fatto. Ecco come si fa una azione di lobbyng di qualità per promuovere la realizzazione di opere pubbliche in città difficili (e ignoranti) come la nostra. Ecco la strada grazie alla quale -magari con un nuovo bando per nuovi parcheggi, visto che non sono mai abbastanza- il Comune, a costo completamente zero, potrebbe riqualificare intere aree aumentanto in maniera considerevole la qualità della vita che nel degrado dilagante sta preoccupantemente precipitando.

venerdì 9 luglio 2010

Perché non apri?












Parafrasiamo l'affermazione che Michelangelo Buonarroti fece quando vide completato il suo Mosè visto che anche noi abbiamo visto un capolavoro che però non parla, anzi, peggio: non lavora. 350 posti auto, 30 posti moto, il progetto di togliere le auto in sosta dalla meravigliosa Città Universitaria facendone un vero campus internazionale, 10 milioni spesi (su 8.8 preventivati), 29 anni di attesa per sbloccare le pratica e 29 mesi di cantiere, e una inaugurazione che si è svolta a dicembre 2009. Già, ma il parcheggio della Sapienza -tra la Chiesa e il Teatro di Ateneo- non funziona ancora, non ha insegne, segnaletica, non ha mai aperto ne ospitato mezza macchina. Perché?

La passeggiata ci viene buona per considerare anche gli altre questioni che legano l'Università e i parcheggi. Perché La Sapienza ha ottenuto dal Comune una concessione per costruire altri 250 posti a Via de Lollis (per tacere del progetto di megaparcheggio che si deve -si deve!- fare sotto tutto il Policlinico). Intanto, comunque, 350+250. Seicento posti che il giorno serviranno al mondo accademico, e che la sera saranno ad uso e consumo della movida di San Lorenzo, alla quale si dovrà iniziare a vietare con maggiore lena (e con pedonalizzazioni, allargamenti di marciapiedi e un arredo urbano coerente) la pratica della sosta selvaggia.

Intanto, chi volesse farsi un giro, si potrà godere la sistemazione superficiale del parking. Profusione di travertino, panchine, ulivete, porticati. Tutto pedonalizzato. Già, ma sotto ancora non è stata piazzata manco mezza automobile...

giovedì 8 luglio 2010

Protestare contro i parcheggio. Già, ma perché?


E' uscito un articolo intelligente e spassoso sul nuovo quotidiano freepress Cinque Giorni. Intelligente perché, finalmente, parlando di un parcheggio si fanno sentire le due campane, quella a favore, con le sue ragioni e quella contro con le sue.

Spassoso, giustappunto, per le ragioni del no. I rappresentanti dei Comitati No-Pup -qui segnatamente si parla del parcheggio di Via Giulia- dichiarano candidamente che nei prossimi giorni sarà meglio organizzare un incontro "per capire meglio le ragioni per le quali ci dobbiamo opporre a questi parcheggi". Ehi, aprite il link qui sopra: è scritto proprio così non stiamo scherzando.
Sarà che non ci credono manco loro, sarà che Pro Pup Roma li avrà riportati sulla retta via, sarà che si sono sentiti decisamente da noi smascherati. Smascherat, sì, perché loro, in realtà, anche se non possono dirlo, lo sanno bene per che cosa protestano. E non c'entra niente la stabilità dei palazzi, la salvaguardia di qualche platano o la tutela dei beni archeologici. Centra solo la loro orripilante macchinuccia, che deve continuare a stare lì, in curva, sulle strisce, in doppia fila, sull'aiuola. Dovunque dove la si può abbandonare non rischiando multe (che nessuno fa) e non pagando un soldo in cambio del suolo pubblico che occupo.
Perché il parcheggio a raso è l'unca formula di occupazione di suolo pubblico che non paga dazio, vi pare che la cosa possa andare a venti così? Pensateci, mentre cercate il perché opporvi ai parcheggi interrati...

mercoledì 7 luglio 2010

Aggiornamento cantieri: Via Cortina d'Ampezzo



Si lavora e si lavoro sodo in questo bel progetto lungo Via Cortina d'Ampezzo. Ovviamente i residenti -gli stessi che hanno famiglie composte da 4 persone + 4 automobili e che pretendono di posteggiarle a ufo sul terreno pubblico- si sono dichiarati pronti a "incatenarsi agli alberi", ma -si sa- più si esagera e più si viene considerati degli esagitati.
Sta di fatto che si sta costruendo un bel parco lineare (guardate le foto su VignaClaraBlog) con belvedere e sotto parcheggio. La proprietà e la manuetenzione del terreno verrà assegnata ad entità con passati poco chiari nel rapporto con il territorio, ma è sufficiente stipulare convenzioni chiare, porre paletti invalicabili e effettuare controlli che -a quel punto- qualsiasi gestore di Pup ha pochi margini per fare affari contrari al pubblico interesse.
Di pubblico interesse, comunque, dovrebbe essere -conseguentemente alla realizzazione di questo Pup e degli altri previsti in zona- l'eliminazione di posti auto (abusivi soprattutto, e ce ne sono a bizzeffe) dalla superficie. Sia per garantire al parcheggio un giusto successo economico (chi compra parcheggi regolari quando sa di potere impunemente continuare a parcheggiare in mezzo alla strada?), sia per riqualificare il territorio restituendo spazi ai pedoni.
Ogni Pup, lo ripetiamo tutti i giorni, deve lasciare una impronta ben definita di se. Fatta di pedonalizzazioni, riqualificazioni, eliminazione di sosta selvaggia, miglioramento dell'arredo urbano. In questo modo una parte degli scontenti percepirà un miglioramento delle qualità della vita e i Pup significheranno qualcosa di positivo almeno per quella parte di popolazione più attenta, più sensibile alla qualità e più consapevole degli standard internazionali.
Se avere un cantiere di un Pup sotto casa puo' scocciare a molti, averlo ma sapere che dopo il cantiere la strada sarà ri-arredata e resa una gradevole isola pedonale con panchine e lampioni può scocciare a molti sottratto quacuno...

martedì 6 luglio 2010

La fiera delle sciocchezze: "voi di Pro Pup Roma siete in società con chi costruisce i parcheggi"

A parte che la dice lunga, ma davvero lunga, l'atteggiamento sospettoso di chi, vedendo nel prossimo un impegno civico gratuito, disinteressato, deve sempre cercarci il marcio. La gente in cattiva fede, la gente criminale nell'animo, non può accettare la presenza di persone oneste, di persone pulite, di persone specchiate che operano semplicemente in funzione del bene comune e delle buone pratiche internazionali.
Per loro -furfantelli da quattro soldi di professione- è fuori dalla grazia di dio la possibilità che qualcuno si impegni, per del tempo, si infervori e lavori in cambio solamente del tentativo di trasformare la propria città in un posto civilizzato. Per loro ci deve essere qualcosa dietro.

Come abbiamo dimostrato in maniera inconfutabile qui su Pro Pup Roma, i movimenti anti-pup sono composti da persone che hanno delle due una di queste caratteristiche: o sono stupidi, tarati, privi di comprendonio; oppure sono in cattiva fede. Ebbene cosa aspettarsi da questa gentuncola se non l'affermazione "voi difendete i parcheggi perché siete in società con coloro che li costruiscono"?

Bhe, sarebbe buffo. Anche perché dovremmo essere in società con tutti i costruttori, visto che parliamo di tutti, diamo visibilità a tutti, grossomodo difendiamo tutti. Praticamente secondo questa gentaglia, dietro Pro Pup Roma ci sarebbe un imprenditore con quote e partecipazioni in tutte le ditte che si apprestano ad aprire i cantieri dei pup a Roma. Una multinazionale vera e propria, una tentacolare holding industriale con presenze ramificate nel tessuto imprenditoriale della città.
Oppure ci potrebbe essere un pazzo. Un singolo imprenditore di una delle tante ditte che pur di realizzare i suoi cantieri, fa lobbing anche a favore di quelli degli altri. Tra l'altro, come si sa, Pro Pup Roma non è un sospetto progetto isolato che viene fuori dal nulla, bensì è uno dei tanti tasselli, delle tante tessere di un mosaico di blog civici assai vasto e variegato che comprende www.degradoesquilino.com, www.romafaschifo.com, www.bikesharingroma.com e www.cartellopoli.com. Curioso che un costruttore di parcheggi abbiamo il modo, la maniera e il tempo per impegnarsi in una azione di contro-informazione civica così vasta pur di fare lobbing a favore dei suoi cantieri.

Insomma, cari no-pup citrulli e nemici della vostra stessa città, ve lo volete mettere in testa o no che essere a favore dei parcheggi interrati non significa schierarsi a favore di questa o di quella società, bensì schierarsi a favore di un'idea di città che è l'idea preponderante in tutto il mondo? Fatevene una ragione: siete fuori dal tempo, dal mondo, dalla storia e pure dalla geografia. Portate avanti delle battaglie retrograde che danneggiano la città, non vi sorprendete se poi qualcuno reagisce e smerda le vostre argomentazioni dalla alfa all'omega, no?

lunedì 5 luglio 2010

Se Camillo Benso sta in bilico tra la civiltà e la barbarie

Buone nuove da Piazza Cavour. Nei giorni scorsi i giornali (vedi qui e qui) hanno dato notizia della presenza della 'sospensione' della statua del grande statista piemontese. Ed in effetti, dopo mesi e mesi di stop, i lavori per il parking da oltre 700 posti tra la Corte di Cassazione e il Cinema Adriano sta marciando velocemente e tra un anno e mezzo si dovrebbero concludere i lavori.
Pro Pup Roma vuole sottolineare una volta la valenza strategica di questa infrastruttura posizionata com'è ai margini del centro storico, in una zona popolatissima e frequentatissima e ben servita dai mezzi pubblici. Da questo parcheggio, tanto per dirne una, si potrà andare a piedi in 4 minuti a Piazza Navona.
Ecco perché il grande sforzo da parte del XVII Municipio, ma anche del I Municipio, deve essere quello di sfruttare questa opportunità. Di cogliere la palla al balzo per riqualificare vie e piazze eliminando la sosta in superficie. Se abbiamo 700 nuovi posti auto sottoterra, dobbiamo fare cosa? Semplice: toglierne 700 dalla superficie. Allargare i marciapiedi, combattere la sosta selvaggia, costruire orecchie anti-cafoni agli angoli delle strade, chiudere al traffico le strade del centro storico massacrate da flussi incongrui e sosta selvaggia come ad esempio Via Zanardelli all'inizio della quale, comunque, è in costruzione un altro parcheggio.
Non perdiamo questa occasione, il parcheggio di Piazza Cavour è importante almeno quanto quello di Villa Borghese: sfruttiamolo per avere una città più civile.

venerdì 2 luglio 2010

E intanto a Firenze


E' lo spirito che anima tutte le amministrazioni di qualità, lucide, in grado di fare confronti con l'estero e vogliose di portare la città che sono chiamate a governare ad un livello accettabile di decenza, di vivibilità: togliere le auto dalle piazze e ficcarle sottoterra.
E' quello che sta accadendo anche nella Firenze di Matteo Renzi dove il comune ha deciso: parcheggi interrati al posto delle piazze trasformate in drive-in.
E indovinate? Pure Firenze dimostra che tutto il mondo è paese. Comitati sugli scudi, soprintendenti agguerriti e raccolte di firme. Non sanno che stanno lottando contro i mulini a vento, non sanno che -volenti o nolenti- pur con qualche lentezza, l'Italia si adeguerà -dovrà adeguarsi- alle buone pratiche internazionali. Che prevedono in superficie spazi per correre, giocare, respirare, leggersi un giornale o bersi una bibita all'aperto. Non certo per parcheggiare l'automobile...

giovedì 1 luglio 2010

Flop dei Pup? Non sappiamo. Flop dei non-Pup? Sicuramente!

Il Coordinamento dei comitati no Pup ha fatto di nuovo flop. Insieme a Legambiente ha presentato un “libro bianco” chiamato, in modo elegante e soprattutto neutrale, “Il bluff dei Pup”. Per presentarlo hanno scelto una sala di via della Consolazione (nomen nominis) che non sono riusciti a riempire nemmeno a metà, risultando consolatamente semivuota, nonostante la presenza di qualche amministratore. E’ l’ulteriore conferma del seguito che hanno queste persone in cerca di gloria politica personale e la presa dei loro “scoloriti” argomenti: forse per questo il libro si chiama “bianco”...
Almeno l’assessore Marchi s’è potuto rendere conto di persona di che peso abbiano i comitati sulla gente: un conto è raccogliere firme, tutte da verificare!, tra clienti di edicole e negozi o colleghi d’ufficio, altro sono decine di comitati (su cui presto, ci auguriamo, curioseranno la magistratura e la finanza), che riescono a riunire tutti insieme a malapena meno di 70 persone, come già successo in varie assemblee. Ecco perché non fanno manifestazioni di piazza o cortei, sai che figuracce!
Ovviamente la notizia è stata ignorata dalla maggior parte dei giornali. Ma non da noi, in cerca di sano divertimento.

Il “libro bianco” presenta innanzitutto tante imprecisioni su dati, collocazione delle strade e Pup citati varie volte con i nomi di diverse vie su cui affacciano.
E’ però riportata qualche concreta notizia sulla quale gli autori farebbero bene a riflettere.
Per esempio, all’inizio del dossier si legge: “Nelle 15 principali città italiane (Roma, Milano, Torino, Genova, Venezia, Trieste, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Messina, Cagliari, Catania e Palermo) per fronteggiare la domanda servirebbero 270.000 posti auto”. Più chiaro di così. Allora facciamoli ‘sti benedetti parcheggi!
Più avanti si legge: “In viale Bruno Buozzi il saldo sarebbe di circa 70 posti auto in più (su 188 da costruire) rispetto a quelli attualmente esistenti a raso”. Vuoi mettere, 70 nuovi posti ai Parioli?
Quando dai dati concreti si giunge ai commenti, emergono le contraddizioni: come si fa a dire che i Pup “sono un insuccesso”, come dice Maurizio Gabbiotti, coordinatore nazionale di Legambiente, quando la maggior parte dei parcheggi non sono stati ancora costruiti, anzi gli stessi autori ne chiedono addirittura la moratoria? Come si fa a scandalizzarsi perché “producono profitto per gli investitori privati” quando da sempre viviamo in un’economia caratterizzata dal mercato e dai rischi d’impresa? Forse Legambiente non riceve contributi pubblici, non vende gadget per autofinanziarsi e non manda i propri uomini in parlamento come deputati?

L’assessore Marchi farebbe bene a dare una svolta modernista a questa città, a mettere ordine nelle strade: meno soste selvagge e più macchine sotto terra, facendo guadagnare anche le casse comunali con le concessioni. La maggior parte della gente, quella che il giorno lavora e non perde tempo in inutili pagliacciate, quella che è costretta a girare con l’auto e si rende conto tutti i giorni di cosa succede in città, sarebbe certamente con lui!
Valerio Mancini

Riguardo alle contraddizioni continue di cui vive e si alimenta il movimento no-pup ci permettiamo di evidenziarne alcune, in aggiunta a quanto Mancini ha così correttamente descritto. La prima solfa è quella che i Pup "sono inutili e rimangono invenduti", ma allora come fanno ad essere una speculazione se nessuno li compra. La seconda solfa è che "non li utilizza nessuno, rimangono abbandonati"... Bhe, d'accordo, ma allora perch andate in giro a dire che attirano traffico? Insomma, se volete convincerci che Roma deve essere l'unica metropoli occidentale in cui le auto si devono continuare a parcheggiare in maniera assassina in superficie, ci dovete mettere un po' più di impegno con gli argomenti, no?
-La redazione di Pro Pup Roma