lunedì 21 giugno 2010

Pro Pup Roma scrive a Sergio Marchi


Caro Assessore,

come comitato che punta alla modernizzazione di Roma ed alla gestione contemporanea, avanzata e sostenibile della sosta adeguando la nostra città ai modelli che ormai sono adottati in tutto l'occidente (in due parole: automobili sottoterra e suolo pubblico destinato alle persone, ai bambini, ai parchi, agli anziani, alle bici, a correre, passeggiare, respirare, muoversi a piedi...), la invitiamo a non farsi influenzare dalla armata brancaleone fatta di casalinghe annoiate e simpatici pensionati che compongono i comitati "no-pup".

Si tratta, caro assessore Marchi, delle solite 50 persone (non una in più) che pretendono di bloccare lo sviluppo della città, di bloccare cantieri che darebbero regolare lavoro a centinaia di persone, che pretendono di continuare a tenere la capitale d'Italia ostaggio delle auto in sosta selvaggia ovunque: in curva, sulle strisce, sui marciapiedi, di fronte agli scivoli degli invalidi. Queste 50 persone, gentile assessore, farebbero carte false per continuare a difendere il diritto di parcheggiare a gratis di fronte al portone di casa. Hanno paura, una fottutissima paura, che Roma diventi come Vienna, come Parigi, come Madrid dove chi deve fermare l'auto lo deve fare a ragion veduta, pagando il giusto compenso rispetto all'ingombro ed al disagio arrecato. Sono decine di sigle, ma ciascuna identifica una sola persona: una vera mistificazione. Una mistificazione di chi mistifica fingendosi difensore del territorio e in realtà rivelandosi esclusivamente un difensore del posto-maghina gratuito.

E' chiaro, il piano dei PUP non è la soluzione ai problemi del traffico e della sosta in città. Ma pur sempre meglio di niente. Consente almeno all'amministrazione, che Lei rappresenta, di poter disporre di un margine di manovra per pedonalizzare strade e piazze, per riqualificare l'arredo urbano proponendo strade (specie quelle di grandi comunicazione) che non siano ammorbate, ai loro lati, della sosta (selvaggia o no). In città nostre consimili, come Parigi o Madrid ad esempio, i grandi boulevard ormai non ammettono la sosta ai lati del marciapiede: tutto ciò rende il traffico scorrevole, riduce di molto le congestioni e dunque l'inquinamento sia atmosferico che acustico. E davvero non ci risulta, come qualche commerciante disfattista continua ad affermare, che senza macchine in quadrupla fila a bloccare il traffico, il commercio non fa affari. E' vero esattamente il contrario: dove c'è caos, inquinamento e disordine la propensione agli acquisti cala di molto, ecco perché ormai molti romani preferiscono i centri commerciali ahini. Proprio perché sono dotati di parcheggi interrati e proprio perché i negozi sono posti in aree pedonali, dove poter far compere in tranquillità, senza dover badare ad essere arrotati, senza l'ansia di farsi sfuggire di mano il figlio, senza l'angoscia di pigliare una contravvenzione per l'auto in divieto... Questo i commercianti non lo capisco, ma la politica deve avere la capacità di vederlo.

Per questo motivo e per molti altri motivi che le vorremmo spiegare dal vivo, il nostro comitato la invita a non tenere in considerazione le farneticazioni (di questo si tratta e l'abbiamo dimostrato sul nostro blog, punto per punto) di una minoranza starnazzante. Sono i soliti, caro assessore. Sono i soliti che si riuniscono nella zona del Flaminio per chiedere lo stop ai parcheggi e che una decina d'anni fa protestavano per bloccare il cantiere del Maxxi, Maxxi che ora fa loro fregare le mani ritrovandosi appartamenti che hanno raddoppiato il loro valore.

Non è vero che sono interessati alle sorti degli alberi (a Via del Vignola Lei è cascato nella loro trappola: ha sospeso un parcheggio per salvare degli alberi, gli stessi alberi che stanno morendo a causa delle auto dei medesimi residenti quotidianamente parcheggiatevi sopra!!!), non è vero che sono interessati al verde, alla tutela dei palazzi, non è vero che si preoccupano delle fondamenta e di stabilità dei palazzi. Sono interessati, caro Assessore, solo a perpetrare lo status quo di una città disordinata, degradata come un immenso campo rom, impossibile a da governare a causa dei 2 milioni di automobili parcheggiate in maniera anarchica e piena di privilegi: come i privilegi di coloro che posteggiavano nel cortile del Liceo a Via Giulia, privilegi duri da mollare, privilegi ingiusti e dannosi per la città, privilegi che una buona politica deve combattere. Sono gli stessi, dicevamo, sono gli stessi che al Celio protestano per non avere la metro C (sì, siamo arrivati anche a questo) inventandosi che danneggerebbe i monumenti (sanno benissimo, in realtà, che li sotto la metro B, fatta dal Duce, passò negli anni Quaranta senza che nulla accadde). Sanno solo dire di no perché sono per metà in cattiva fede, per metà sempliciotti.

Ma lei che in quanto assessore alla mobilità di una città difficile come Roma sempliciotto e in cattiva fede non può essere, ha, riteniamo, il dovere di non dare ascolto a questa minoranza distruttiva e dannosa per la città. I parcheggi vanno fatti, tutti e il prima possibile. Sia perché sono uno degli strumenti per l'amministrazione della sosta (che va tolta dalla superficie e portata sotto terra quanto prima), sia perché facendoli si consente al Comune di avere qualche soldino in più (gli oneri che le ditte pagano in cambio del diritto a costruire) per riqualificare strade e piazze, migliorare marciapiedi e percorsi pedonali, adeguare l'arredo urbano (paletti, dissuasori, orecchie anti-sosta selvaggia) in un'ottica che deve essere quella del contrasto dell'abusivismo che rende invivibile la città per tutti e in particolare per bambini, anziani, portatori di handicap, madri con passeggino, biciclette.

Siamo certo, peraltro, che l'opinione pubblica abbia optato nel 2008 per una amministrazione di destra proprio per evitare i patetici episodi di buonismo che caratterizzavano la precedente amministrazione troppo attenta alle piagnucolanti minoranze caciarone e poco interessata alle opinioni della maggioranza silenziosa delle persone per bene. E' dunque anche suo preciso compito politico portare avanti la modernizzazione della città, modernizzazione che per Roma (come è già capitato e sta continuando a capitare per tutte -tutte!- le altre capitali europee) passa necessariamente anche per un vasto network di parcheggi interrati. Buon lavoro.

COMITATO PRO PUP ROMA
www.propuproma.com - propuproma@gmail.com



lettera inviata a mobilita@comune.roma.it, psms@comune.roma.it ed al fax 0657283925

10 commenti:

  1. Condivido dalla prima all'ultima parola. Bravo veramente.

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  2. anonimo perchè siete solo dei dipendenti al soldo delle varie cam, di veroli, green box; della sosta selvaggia a voi non interessa nulla a voi che scrivete su questo pseudo blog interessa solo di far vendere i box sotterranei privati. forse nei comitati c'è anche quella casalinga di tua madre, o quel pensionato di tuo nonno.

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  3. Caro ufficio stampa delle ditte costruttrici di pup, l'appello a Sergio Marchi è patetico. Avete appoggiato Veltroni e Rutelli e adesso pietite per fare una marea di parccheggi! Avete perso! Sergio Marchi è con la gente che insultate. Sergio Marchi è con il popolo romano ed il popolo romano non vuole i pup privati.Vergognatevi.

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  4. Se non vanno bene privati facciamoli pubblici. Comunali, regionali, provinciali, del Vaticano, statali. Quello che vuoi. L'essenziale è fare una cosa e una sola (la stessa che hanno fatto in tutte le città occidentali): togliere le auto dalla superficie e metterle sottoterra. Fine. Punto e basta.

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  5. Il popolo romano vuole parcheggiare in curva, sulle strisce, sui parcheggi degli handicappati.

    Il popolo romano vuole pure la maghina al cesso e dentro al letto al posto della moglie.

    Ma quale popolo romano?? Siete solo dei sempliciotti!

    IL POPOLO ROMANO SIAMO NOI, CHE VOGLIAMO UNA CITTÀ CIVILE E LIBERA DALLE AUTO.

    Flavio Gioia

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  6. Ancora con gli esempi di Parigi, Madrid, Berlino..
    Non avete capito un...pup!
    I parcheggi si possono fare ma ci sono tipologie di terreni dove poterli costruire senza creare paure nei residenti!
    Se crolla un palazzo e si va tutti in un residence del Comune ma poi con chi ce la prendiamo?
    Con quelli che come voi sputano sentenze e ci bollano come ostruzionisti?

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  7. Non regge, caro amico. La scusa del palazzo che crolla non regge più. Ma guarda un po': Roma è l'unica città al mondo, dico AL MONDO, costruita su un terreno non adatto a scavare. Ma che stranezza, ma che combinazione. E il tutto nonostante le tecnologie che ci hanno consentito negli ultimi 40 anni di andare sulla Luna e di scavare sotto la Manica? Ma che buffo, ma che strano, ma che combinazione.

    E poi, e poi, e poi... Un palazzo che crolla è una ipotesi lontana, i 300 morti l'anno anche e soprattutto a causa della sosta selvaggia (e dunque dell'assenza di parcheggi) sono reali, ogni giorno ne muore uno, sono lì senza dubbio e senza alcun comitato che li difenda. Via le auto dalla superficie delle strade. Subito.

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  8. Per Sessorium

    Prima di parlare di scuse perchè non ti informi meglio sulla natura del terreno di quella zona?
    Proprio non volete ficccarvelo in testa che non è che siamo contro i parcheggi!..
    Poi esistono si tanti altri problemi e non ci sono comitati in difesa..
    Esistono gli operai che muoiono nei cantieri di certe ditte, con tanto di indagini, palleggiamenti di responsabilità, fughe all'estero..
    Magari appartengono a queste famigerate ditte per la costruzione dei p.u.p...

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  9. Eh ma guarda un po', Roma è l'unica città delle terre emerse costruita su terreni non adatti a fare dei parking sotterranei. Ma guarda un po' che peccato...

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  10. Per Sessorium
    Niente da fare: continui a fingere di non capire..
    Ma sei in società con qualcuno che costruisce i parcheggi?
    Se si, allora capisco.
    Certo facciamone tanti di parcheggi!
    Più parcheggi, più guadagni!..
    Stai bene così.

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