mercoledì 30 giugno 2010

Il box è inutile perché non me lo posso permettere

Allora, cerchiamo di sgombrare il campo da qualche equivoco. Il primo equivoco è che il prezzo di un'automobile media è di 30mila euro e via. Se ce li ho da investire, la compro ed è andata così. Niente di più sbagliato.

Potersi comprare una vettura non significa automaticamente poterla portare a casa, guidare, gestire. Esistono degli altri costi per elementi indispensabili alla guida e che devono essere conteggiati.

Il primo in assoluto è la tassa regionale (o bollo), poi viene l'assicurazione, in seguito la manutenzione con tutti i tagliandi, naturalmente occorre prendere la patente, con tutti i costi che ne conseguono e, guardaunpo', bisogna mettere benzina, controllare l'olio, l'acqua...
Insomma possedere un'auto è costoso, molto più costoso del suo semplice prezzo chiavi in mano da ammortizzare in tutti gli anni di possesso.

Ora si dà il caso che tra le voci di spesa de facto obbligatorie per possedere una macchina è assolutamente indispensabile enumerare anche la spesa per parcheggiarla. Se si va fuori, bisogna pagare parcheggi a rotazione o strisce blu, se si sta in casa l'auto deve comunque stare in un posto dedicato visto che non si può (non si può!!!) neppure lontanamente fare affidamento sul suolo pubblico che non è un garage nella maniera più assoluta.

Ecco perché chi vi dice che non si puo' permettere l'affitto di un box è una persona che ha fatto male i propri conti. E vi sarà dimostrata la sua cattiva fede (o diciamo la sua scarsa comprensione di come gira il mondo) quando vi accorgere che, invece, per pagare l'assicurazione i soldi si trovano, per pagare il bollo pure e, temiamo, anche per pagare la benzina. Quando si tratta, tuttavia, di alloggiare un proprio elettrodomestico si risponde che i garage sono inutili, che costano troppo e che non li usa nessuno.

Ma ce lo vedete l'automobilista che, dopo l'ennesimo aumento del prezzo della benzina, fa il pieno e poi dice al benzinaio che non ha i soldi, che la benzina è cara e che dunque non la paga? Non lo farà mai perché la benzina gli è indispensabile, quanto alla sosta ha capito che, per ora, può usufruire, abusivamente ed a gratis, del suolo pubblico. Ma questo finirà cari signori. E allora chi non potrà dimostrare di avere un posto auto dove alloggiare la propria scatoletta di latta, dovrà rinunciarvi. E' già così in paesi civilissimi come il Giappone.

lunedì 28 giugno 2010

Parcheggi e piste ciclabili per me pari sono


Salve, sono un'abitante di viale Giulio Agricola quartiere Appio Claudio-Tuscolano, e volevo segnalare che da circa un mese sono state messe delle transenne lungo il viale suddetto, tagliato grossi platani, lungo una pista ciclabile di recente attuazione. E su tali transenne sono stati affissi dei cartelli con la scritta: "Indagini per scavi archeologici"!

Sapete invece cosa c'è sotto... l'idea di costruire dei box per parcheggi sotterranei privati, lungo tutto il viale sino a Piazza Celio Sabino (san Policarpo). Ma siamo impazziti del tutto? Prima la pista ciclabile e va bene, poi sdradichi tutto per far posto a dei box che costano da 45.000,00 a 60.000,00 euro, e che a viale Don Bosco - già costruiti - sono ancora lì quasi tutti invenduti! Ma il presidente Medici che fa, come sempre sta a guardare?

Un abitante della X circostrizione molto arrabbiato



Pubblichiamo questa lettera, apparsa qualche giorno fa sul Messaggero e segnalataci da un nostro attento lettore, contravvenendo un po' al nostro credo di non dare visibilità a chi pretestuosamente e senza alcun motivo reale (salvo le solite idiozie che abbiamo le cui risposte sono nei nostro link fissi in alto) si oppone alla trasformazione da incivile a civile della sosta in città.
Questa lettera tuttavia la prendiamo a soggetto perché ci torna comoda per farvi capire e farci capire come si pone, nella mente del cittadino medio, un parcheggio interrato. Ebbene qui lo capiamo bene: si pone come una pista ciclabile. Ovvero come qualcosa che disturba, che toglie metri quadrati preziosi alla sosta selvaggia, senza regole, capace di coprire tutto. Lo si capisce dal tono del lettore: prima ci avete vessato con la pista ciclabile, ora addirittura con i parcheggi interrati. Peccato che si tratti di due elementi urbani che sono presenti dovunque, in tutto il mondo, senza che nessuno si debba arrabbiare come il nostro signore.
Intanto, nella foto in alto, godetevi le condizioni di Viale Giulio Agricola. Un incubo raccapricciante di furgoni in seconda fila, caos e automobili dappertutto con verde pubblico e piante umiliate dalla presenza delle lamiere. Forza il parcheggio se consentirà di portare sottoterra tutta la sosta (se uno non si puo' permettere il box, non si compra la macchina, come spiegheremo domani) ed a trasformare questa bella strada in un boulevard passeggiabile e godibile come merita.

venerdì 25 giugno 2010

Vabbene il parking di Via Giulia. Ma sopra cosa ci facciamo?





Il lettore Simone ci invia una lettera che volentieri pubblichiamo pur non condividendola quasi per nulla. Siamo abbastanza convinti che sopra il parking di Via Giulia non si debba costruire, creando una piazza ben fatta e ben arredata ovviamente eliminando qualsiasi posto auto in superficie) o si debbano costruire strutture leggere (immaginiamo una città dell'artigianato in vetro e legno). Siamo soprattutto totalmente contrari a ricostruzioni in stile, che scimmiottino, nel 2010, palazzi disegnati nel '500. Se si vuole edificare palazzi, lo si faccia pure, ma ci si comporti come si comportava Giulio II, all'inizio del Cinquecento, quando si inventò Via Giulia: si chiamino i più bravi urbanisti ed architetti del momento e li si faccia scontrare e confrontare con il contesto. Vogliamo sanare la cesura di Largo Perosi\Via della Moretta? Bene, si chiami Renzo Piano, si chiami Norman Foster, si chiami Jean Nouvel o Alvaro Siza o Frank 'O Ghery o, meglio, qualche giovane studio e si consenta a Roma di continuare ad essere quello che è sempre stato finché il suo popolo non si è rincitrullito: la piattaforma più elettrizzante al mondo dove esercitare architettura contemporanea. Le ricostruzioni in stile lasciamole agli outlet, please!
-La redazione di Pro Pup Roma


***

Ben venga il nuovo parcheggio interrato a Via Giulia per liberare dalle auto quel vero e proprio buco urbano creatosi nel lontano 1939 per la costruzione di una Passeggiata che avrebbe dovuto collegare il Gianicolo con il vicino Ponte Mazzini, poi abbandonata a causa della guerra.
Vorrei però sapere se è prevista anche la ricostruzione dei palazzi storici Lais e Ruggia, una volta posizionati proprio sopra il costruendo-Pup.
Sono infatti stati già compiuti studi in archivio e anche un progetto preliminare guidato dal prof. Paolo Marconi per la riedificazione di tali edifici ad uso di università internazionale con annessi alloggi per studenti e docenti. Bisogna rimediare a questo scempio: non è possibile che una strada come Via Giulia debba continuare a essere deturpata da quel buco che è Piazza della Moretta oggi! Se ci sono tutte le capacità progettuali e imprenditoriali... cosa si aspetta ad approvare il progetto?
Simone Privitera

giovedì 24 giugno 2010

Apologia di reato


Non vi diremo il nome del comitato (tanto sono tutti uguali e ci siamo ripromessi di non fare loro pubblicità diretta tanto sono squallidi e meritevoli solo del nostro raccapriccio), ma vi metteremo questo link per farvi apprezzare il materiale che questo comitato diffonde.
Il link eccolo qui. Guardatelo con attenzione. Sostanzialmente la lamentazione dei cittadini è la seguente: non possiamo più fermarci in divieto. Vedete come si chiarificano e si appalesano tutte le nostre insinuazioni che insinuazioni non sono, ma che sono vere verità?

Ma solo a nostro avviso dovrebbero essere vietate le manifestazioni, le riunioni, i volantinaggi in cui si invita il prossimo a eludere ed a violare la legge? Dove ci si arroga il diritto di comportarsi in maniera incivile. Non si tratta di apologia di reato?

Forse i cittadini di questo quadrante non sanno che Roma è l'unica città al mondo ove accompagnare i propri figli a scuola significa bloccare strade e piazze, dove significa imbastire un rodeo ignobile e volgare di lamiere che è il viatico peggiore per l'educazione dei piccoli. L'unica città al mondo, ripetiamo. E loro vogliono continuare così, per sempre. Vogliono conservare per sempre la situazione che vedete nella foto in alto, che sarebbe inaccettabile anche nell'ultimo dei campi rom di Timisoara. Guardate questo viale -che verrà sistemato grazie al pup- in che condizioni è. Vi prego guardatelo, ingrandite la foto, guardate questi uomini indegni di essere tali cosa hanno il coraggio di difendere. Nei loro comunicati difendono le povere robinie minacciate dal parcheggio interrato e poi ci posteggiano sopra, schiacchiano le loro radici, le torturano ogni giorno, ogni notte, da anni. Maledetti. Siete solo dei maledetti e se al mondo esiste una giustizia la pagherete davvero cara per il male che state facendo alla città.

mercoledì 23 giugno 2010

E Pro Pup Roma scrisse pure a Legambiente

Quest'oggi, incredibilmente, si suggella una alleanza raccapricciante, davvero raccapricciante, tra i comitati no-pup e Legambiente. Una legittimazione insensata verso un piccolo gruppuscolo di egoisti, verso un manipolo di nemici della modernizzazione della città, verso una ghenga di poveri di comprendonio incapaci di vedere come si sono sviluppate le città europee e occidentali negli ultimi 20 anni. Non potevamo tacere e abbiamo scritto a Legambiente.

Legambiente fa un errore ferale e impedonabile mettendosi dalla parte della cafonaggine, dell'egoismo e della cattiva fede dei comitati NO PUP.

Un errore che trasformerà Legambiente in complice di quegli automobilisti che parcheggiano in divieto mettendo a rischio la vita di ciclisti e pedoni. Un errore che non ha logica, non ha senso, non ha spiegazione alcuna in considerazione del fatto che ogni città civile d'Europa (specie le città del nord-Europa che sovente Legambiente prende giustamente ad esempio) si è da tempo dotata di un vasto sistema di parcheggi interrati che permetta alla sosta di essere eliminata dalla superficie delle strade laddove crea congestione, laddove è antiestetica, laddove ostacola la civile fruizione del suolo pubblico.

Nella città più umiliata dalla sosta selvaggia, nella città in cui a causa della sosta selvaggia muoiono 300 persone l'anno e 40mila rimangono ferite gravemente, nella città dove le regole sono sospese e in cui il traffico (con le sconfinate conseguenze in termini di inquinamento, stress, malattie cardiovascolari dei propri cittadini), in questa città dove parte dei problemi potrebbero essere risolti eliminando posti auto dalla superficie e spostandoli sotto terra come si fa in tutto il mondo, voi vi permettete il lusso di schierarvi con la minoranza di egoisti che ha paura in futuro di non potere più posteggiare in divieto di sosta, in doppia fila, sulle strisce pedonali, di fronte agli scivoli per gli handicappati?

Vi rendete conto da soli dell'errore che state compiendo e che siete ancora in tempo di sanare non partecipando alla riunione con i comitati No Pup. Che il Piano Urbano Parcheggi non sia ottimale non c'è dubbio, che vada ripensato non c'è dubbio, che si possa fare meglio non c'è dubbio, ma voi vi state schierando con gente che -semplicemente- non vuole i parcheggi regolari sotterranei. Con gente che vuole continuare a vedere le piazze, le strade, le grandi arterie di scorrimento, i marciapiedi e le aree verdi completamente ricoperte di lamiere. E' questa la mission di Legambiente? E' questo l'ambientalismo contemporaneo che cercate di perseguire o forse l'ambientalismo attuale sarebbe fare come si è fatto in tutte le città nordeuropee, come si è fatto a Parigi, a Madrid, a Barcellona dove la sosta in superficie sta letteralmente scomparendo lasciando piazze e strade alla pedonalità, ai bambini che giocano, agli anziani che leggono un giornale, alle giovani coppie con passeggino che oggi, a Roma, a causa della mancanza di posti auto regolari, sono impossibilitate anche solo a salire su un marciapiede non essendoci varchi nella coltre di lamiere di cui oggi voi, anche voi, vi fate sponsor.

Ma li avete letti i blog di questi comitati? Sono disinteressati a tutto fuorché a continuare a lasciare le loro automobili quanto più vicino possibile a casa, senza pagare nulla, fregandosene delle conseguenze. Non di rado capita di trovare dei loro articoli dove stigmatizzano la nascita di un PUP per il semplice fatto che a cantiere finito l'arredo urbano verrà ripensato e si eliminerà la possibilità di fare sosta in doppia fila. Oggi Legambiente si siede al tavolo con gli alfieri, con le vestali della doppia fila, ovvero con i protettori di uno dei vizi della mobilità romana che causa morte, stress, feriti.
Volete fare una prova sulla "buona fede" dei comitati in questione? Bhe, quando urlano perché con la costruzione di un parcheggio in una piazza che loro utilizzavano a mo' di drive-in disordinato, si violerebbe la tutela del territorio, proponetegli -giustappunto per tutelare il territorio!!- la pedonalizzazione dell'area. Chessò, a Via Cesena, dove i comitati sono stati bravi a radunare quattro massaie annoiate per fare confusione, provate a controproporre ai cittadini così: ok, si fa il parco, non si fa il parcheggio, si pedonalizza tutto il quadrante e le strade adiacenti per tutelare l'area verde. Vedete cosa vi risponderanno. Non sono interessati al verde, non sono interessati neppure alla stabilità dei loro palazzi, non sono interessati a null'altro che al posto-auto. Sono istanze vergognose e incivili; è il peggior nimby che si possa mettere in gioco. E' qualcosa che Legambiente non può blandire nella maniera più assoluta senza andare contro il proprio statuto, i propri associati, la logica e la civiltà urbana.

Vi state pigliando una responsabilità che va al di là del bene e del male e che allo stato dei fatti risulta imperdonabile. Ripensateci.

[vi mettiamo qui a mo' di compendi la lettera che Pro Pup Roma ha spedito negli scorsi giorni all'assessore Marchi (http://www.propuproma.com/2010/06/pro-pup-roma-scrive-sergio-marchi.html) e un mitico saggio del professor Vaciago che ci spiega di che cosa stiamo parlando in maniera divertente e chiara (http://www.propuproma.com/2010/06/trentanni-per-tornare-normali-quando.html). Perché, cari amici di Legambiente, il suolo urbano è di tutti, non certo delle auto dei no-pup...]

martedì 22 giugno 2010

Via Livorno. 236 posti sotto i campi sportivi

La notizia dell'inizio dei lavori per un nuovo grande parcheggio sotto ai campi sportivi di Via Livorno non è solo importante per le dimensioni del progetto (236 posti auto), non solo per la zona in cui sorge, che ha grandi problemi di sosta e beneficerebbe moltissimo di ulteriori riqualificazioni di strade e marciapiedi. La notizia è importante perché racconta dell'avvio del primo progetto patrocinato da una joint venture che potrà contribuire a "industrializzare" il mondo della costruzione dei garage interrati a Roma. Si tratta, infatti, di una unione tra il Gruppo Re (che fa consulenze, costruzioni e restauri immobiliari per conto della Chiesa; i campi di Via Livorno fanno infatti parte di un complesso parrocchiale) e la sgr Orizzonte, creata dalle Camere di Comercio Italiane e impegnata nel settore delle infrastrutture.
Presto scriveremo a questi grandi imprenditori (ed al III Municipio) per spiegare che iniziative come queste hanno un senso se e solo se all'aumento dei posti regolari interrati si procedere a far diminuire -in ragione almeno del 50%- i posti irregolari in superficie.
Chi acquisterà, infatti, costosissimi box senza esssere disincentivato, pesantemente disincentivato, a continuare a posteggiare sul marciapiede, in curva, sulle strisce pedonali o davanti agli scivoli degli handicappati?

lunedì 21 giugno 2010

Pro Pup Roma scrive a Sergio Marchi


Caro Assessore,

come comitato che punta alla modernizzazione di Roma ed alla gestione contemporanea, avanzata e sostenibile della sosta adeguando la nostra città ai modelli che ormai sono adottati in tutto l'occidente (in due parole: automobili sottoterra e suolo pubblico destinato alle persone, ai bambini, ai parchi, agli anziani, alle bici, a correre, passeggiare, respirare, muoversi a piedi...), la invitiamo a non farsi influenzare dalla armata brancaleone fatta di casalinghe annoiate e simpatici pensionati che compongono i comitati "no-pup".

Si tratta, caro assessore Marchi, delle solite 50 persone (non una in più) che pretendono di bloccare lo sviluppo della città, di bloccare cantieri che darebbero regolare lavoro a centinaia di persone, che pretendono di continuare a tenere la capitale d'Italia ostaggio delle auto in sosta selvaggia ovunque: in curva, sulle strisce, sui marciapiedi, di fronte agli scivoli degli invalidi. Queste 50 persone, gentile assessore, farebbero carte false per continuare a difendere il diritto di parcheggiare a gratis di fronte al portone di casa. Hanno paura, una fottutissima paura, che Roma diventi come Vienna, come Parigi, come Madrid dove chi deve fermare l'auto lo deve fare a ragion veduta, pagando il giusto compenso rispetto all'ingombro ed al disagio arrecato. Sono decine di sigle, ma ciascuna identifica una sola persona: una vera mistificazione. Una mistificazione di chi mistifica fingendosi difensore del territorio e in realtà rivelandosi esclusivamente un difensore del posto-maghina gratuito.

E' chiaro, il piano dei PUP non è la soluzione ai problemi del traffico e della sosta in città. Ma pur sempre meglio di niente. Consente almeno all'amministrazione, che Lei rappresenta, di poter disporre di un margine di manovra per pedonalizzare strade e piazze, per riqualificare l'arredo urbano proponendo strade (specie quelle di grandi comunicazione) che non siano ammorbate, ai loro lati, della sosta (selvaggia o no). In città nostre consimili, come Parigi o Madrid ad esempio, i grandi boulevard ormai non ammettono la sosta ai lati del marciapiede: tutto ciò rende il traffico scorrevole, riduce di molto le congestioni e dunque l'inquinamento sia atmosferico che acustico. E davvero non ci risulta, come qualche commerciante disfattista continua ad affermare, che senza macchine in quadrupla fila a bloccare il traffico, il commercio non fa affari. E' vero esattamente il contrario: dove c'è caos, inquinamento e disordine la propensione agli acquisti cala di molto, ecco perché ormai molti romani preferiscono i centri commerciali ahini. Proprio perché sono dotati di parcheggi interrati e proprio perché i negozi sono posti in aree pedonali, dove poter far compere in tranquillità, senza dover badare ad essere arrotati, senza l'ansia di farsi sfuggire di mano il figlio, senza l'angoscia di pigliare una contravvenzione per l'auto in divieto... Questo i commercianti non lo capisco, ma la politica deve avere la capacità di vederlo.

Per questo motivo e per molti altri motivi che le vorremmo spiegare dal vivo, il nostro comitato la invita a non tenere in considerazione le farneticazioni (di questo si tratta e l'abbiamo dimostrato sul nostro blog, punto per punto) di una minoranza starnazzante. Sono i soliti, caro assessore. Sono i soliti che si riuniscono nella zona del Flaminio per chiedere lo stop ai parcheggi e che una decina d'anni fa protestavano per bloccare il cantiere del Maxxi, Maxxi che ora fa loro fregare le mani ritrovandosi appartamenti che hanno raddoppiato il loro valore.

Non è vero che sono interessati alle sorti degli alberi (a Via del Vignola Lei è cascato nella loro trappola: ha sospeso un parcheggio per salvare degli alberi, gli stessi alberi che stanno morendo a causa delle auto dei medesimi residenti quotidianamente parcheggiatevi sopra!!!), non è vero che sono interessati al verde, alla tutela dei palazzi, non è vero che si preoccupano delle fondamenta e di stabilità dei palazzi. Sono interessati, caro Assessore, solo a perpetrare lo status quo di una città disordinata, degradata come un immenso campo rom, impossibile a da governare a causa dei 2 milioni di automobili parcheggiate in maniera anarchica e piena di privilegi: come i privilegi di coloro che posteggiavano nel cortile del Liceo a Via Giulia, privilegi duri da mollare, privilegi ingiusti e dannosi per la città, privilegi che una buona politica deve combattere. Sono gli stessi, dicevamo, sono gli stessi che al Celio protestano per non avere la metro C (sì, siamo arrivati anche a questo) inventandosi che danneggerebbe i monumenti (sanno benissimo, in realtà, che li sotto la metro B, fatta dal Duce, passò negli anni Quaranta senza che nulla accadde). Sanno solo dire di no perché sono per metà in cattiva fede, per metà sempliciotti.

Ma lei che in quanto assessore alla mobilità di una città difficile come Roma sempliciotto e in cattiva fede non può essere, ha, riteniamo, il dovere di non dare ascolto a questa minoranza distruttiva e dannosa per la città. I parcheggi vanno fatti, tutti e il prima possibile. Sia perché sono uno degli strumenti per l'amministrazione della sosta (che va tolta dalla superficie e portata sotto terra quanto prima), sia perché facendoli si consente al Comune di avere qualche soldino in più (gli oneri che le ditte pagano in cambio del diritto a costruire) per riqualificare strade e piazze, migliorare marciapiedi e percorsi pedonali, adeguare l'arredo urbano (paletti, dissuasori, orecchie anti-sosta selvaggia) in un'ottica che deve essere quella del contrasto dell'abusivismo che rende invivibile la città per tutti e in particolare per bambini, anziani, portatori di handicap, madri con passeggino, biciclette.

Siamo certo, peraltro, che l'opinione pubblica abbia optato nel 2008 per una amministrazione di destra proprio per evitare i patetici episodi di buonismo che caratterizzavano la precedente amministrazione troppo attenta alle piagnucolanti minoranze caciarone e poco interessata alle opinioni della maggioranza silenziosa delle persone per bene. E' dunque anche suo preciso compito politico portare avanti la modernizzazione della città, modernizzazione che per Roma (come è già capitato e sta continuando a capitare per tutte -tutte!- le altre capitali europee) passa necessariamente anche per un vasto network di parcheggi interrati. Buon lavoro.

COMITATO PRO PUP ROMA
www.propuproma.com - propuproma@gmail.com



lettera inviata a mobilita@comune.roma.it, psms@comune.roma.it ed al fax 0657283925

sabato 19 giugno 2010

Contro la mafia dei cartelloni come contro il racket della sosta selvaggia. Due battaglie, una battaglia. Ancora un week end per firmare

Sabato e domenica torneremo a Villa Pamphili per raccogliere firme a sostegno della delibera di iniziativa popolare contro la 'cartellopoli' romana, contro il peggiore atto di svendita di un territorio urbano a delle mafie. Peggio del Sacco di Palermo, peggio di tutto. Chiediamo a tutti i lettori del blog (naturalmente sensibili, poiché nemici della sosta selvaggia, alla difesa del suolo pubblico) di venire a firmare (chi non l'avesse ancora fatto) e di venire a darci una mano. Servono dei volontari che stiano al banchetto a raccogliere firme. Per ogni banchetto servono almeno tre persone. Divideremo il lavoro in 4 turni:

1) Sabato mattina dalle 9 alle 13.
2) Sabato pomeriggio dalle 15 alle 19.
3) Domenica mattina dalle 9 alle 13 (in forse, causa maltempo).
4) Domenica pomeriggio dalle 15 alle 19.


L'appuntamento è presso il Punto Jogging (ingresso Via Vitellia 102, in fondo al vialetto). Dateci una mano, o tutto il lavoro fatto fin qui rischia di andare in fumo.

ATTENZIONE. RACCOLTA FIRME ANNULLATA PER BOICOTTAGGIO DA PARTE DELLA MAFIA CARTELLONARA. PER MAGGIORI INFORMAZIONI, CLICK SU CARTELLOPOLI

venerdì 18 giugno 2010

Parking di Via Cesena, come sarà in superficie



Una cosa del genere dovrebbe venire dopo la fine degli scavi. Se così fosse c'è una dimostrazione ulteriore di impacità comunicativa dalle ditte verso i cittadini che magari la smetterebbero di organizzare manifestazioni incivili e scrivere comunicati stampa sapendo che un giardino (con tanto di impianti sportivi) verrà effettivamente fatto. E su questo bisognerebbe lavorare decisamente: perché le ditte non sono in grado di comunicare, perché non si dotano di uffici stampa, di responsabili marketing, di addetti alla comunicazione che creino i presupposti per una accettazione del progetto? Perché non sono trasparenti? Hanno qualcosa da nascondere? Perché la Parkroi srl che deve realizzare questo manufatto non ha manco un sito web?
Se il risultato sarà poi così gradevole come quello che Pro Pup Roma pubblica in anteprima, allora perché non comunicarlo? Perché non farà capire ai cittadini che una volta finito il cantiere avranno case che aumenteranno di valore, avranno un nuovo parco, avranno più ordine e civiltà.

giovedì 17 giugno 2010

Ma quali poteri forti!


E' l'accusa che i "sempliciotti" (ormai li abbiamo ribattezzati così) ed i doppiafilisti incalliti ci fanno per screditare la nostra battaglia di civiltà: siete dalla parte dei poteri forti, difendete gli interessi dei "soliti", del partito del cemento.

La cosa non meriterebbe neppure risposta, ma una replica vogliamo imbastirla per mettere ulteriormente in ridicolo certe posizioni che rendono davvero poca cosa la squalliderrima battaglia contro i parcheggi regolari che alcuni sparuti cittadini in cattivissima fede (che strumentalizzano qualche decina di "sempliciotti") stanno combattendo.

Poteri forti? E dove sarebbero? Le ditte che costruiscono i parcheggi forse? Le ditte che hanno partecipato al programma Pup proponendo delle localizzazione di parcheggi interrati? Sarebbero questi i poteri forti? E, anche se fosse, come mai dovremmo difenderli? Con quale vantaggio? Siamo forse espressione di qualche ditta nello specifico? E allora perché diamo visibilità ai progetti di tutte con la stessa verve? Mha. Mistero.

E poi poteri forti, si dice. Ma noi non li abbiamo mai visti. Le ditte che si occupano di questo business, a Roma, purtroppo forti non sono affatto. Non esistono le multinazionali, non esistono le grandi aziende che fanno business globale sui parcheggi interrati: a Roma non vengono ad investire perché la città è famosa nel mondo per avere marciapiedi pieni di auto, doppie file e parcheggi che chiudono perché non frequentati da alcuno. Capita nelle città dove i Vigili Urbani si riposano, invece di lavorare, tra una pausa caffe e un'altra. Capita nei paesi dove la giustizia non funziona e dove ricorrere contro una contravvenzione significa automaticamente andare in prescrizione. Capita nelle città prive anche dell'abc dell'arredo urbano che impedisca il grosso delle infrazioni.

Poteri forti? E quali sarebbero? Avete, cari non-Pup, qualche nome? Qualche cognome? Qualche società? Vinci, Metrovacesa? Questi si che sarebbero poteri forti, queste si che sono aziende che possono eleggere o destituire un ministro. Peccato che facciano il cattivo tempo rispettivamente in Francia ed in Spagna, standosene alla larga dal mercato italiano dove esiste gente che scende in piazza per rivendicare il diritto di parcheggiare a scrocco.


La verità è che da noi poteri forti non ve ne sono. E che, anzi, le ditte non sono deboli, sono debolissime. Fiaccate, alcune, da decenni di lotta impari contro la superpotenza -quella si- di comitati di quartiere composto da un sapiente mix di cafoni e sempliciotti.

L'unico potere forte, in questa città, è il potere forte dell'inciviltà, dell'egoismo, dell'usurpazione continua del suolo pubblico da parte dell'oceano sconfinato e volgare di lamiere. Contro questo potere forte lottiamo.

mercoledì 16 giugno 2010

Basta coprirvi di ridicolo, rassegnatevi a prenotare un box e a togliere la vostra macchinetta dal divieto di sosta dove l'avete lasciata ieri sera



Il Comitato San Giovanni e gli altri Comitati che sorgono come funghi per contrastare la modernizzazione della città sostengono di rappresentare centinaia di cittadini e che la maggior parte dei residenti nella varie zone sia contraria ai Pup.
Peccato, però, che le parole vengano smentite clamorosamente dai fatti !!!
Questi signori, in rappresentanza di una ventina di comitati e associazioni, hanno organizzato prima una "grande" assemblea in un teatro vicino al Colosseo a cui hanno preso parte non più di 70 persone (il teatro era semivuoto). Cioè meno di cinque persone a Comitato: se escludiamo presidenti, vicepresidenti, segretari e tesorieri (e qualche casuale passante), c'è da domandarsi quanti soci reali vanti ogni organizzazione e che seguito reale abbia. Con malizia pensiamo invece che dietro queste sigle si possano nascondere ben altri interessi personali.
I Comitati hanno organizzato altre riunioni e assemblee "No Pup" che hanno visto più politici, tra l'altro delusi, che cittadini.
Il massimo s'è avuto con una "mobilitazione di popolo" in via Cesena, dove il Comitato non è riuscito nemmeno a far scendere le persone dalle case limitrofe: le foto di "Repubblica" sono eloquenti e dimostrano che la partecipazione s'è fermata ad una ventina, ripetiamo ve-nti-na, di persone. In un comprensorio abitato da oltre 1.500 persone !!!
Ciò dimostra ulteriormente, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la gente vuole i parcheggi, li vuole subito, e non ama le chiacchiere di improvvisati capi-popolo, incapaci persino di riunire un paio di dozzine di persone in un sit-in.
Valerio Mancini per Pro Pup Roma


*Le foto con quattro massaie, gente con la busta della spesa e naturalmente tutto il contorno di macchine in divieto, sono state 'rubate' da Repubblica per illustrare questo bell'articolo di Mancini. Già abile a arruolato militante di Pro Pup: scriveteci anche le vostre opinioni, se pertinenti, ben vergate e lucide come questa, le pubblicheremo.

martedì 15 giugno 2010

Se Via Oslavia è sempre un casino




E' un po' lo stesso discorso che abbiamo fatto sul finire della scorsa settimana: inutile, anzi molto molto molto dannoso, fare pup, aprire cantieri, creare disagi a chi sopra i cantieri vive e poi non riqualificare ve-ra-men-te le zone circostanti. Guardate Via Vodice, una delle strade su cui sbocca il parcheggio di Via Oslavia. Un parcheggio-emblema per gli antipup: anni di lavoro, casini, errori, mala comunicazione. E poi, una volta inaugurato, per i residenti (magari molti hanno comprato pure il box, dunque rosicata doppia) manco l'onore e l'orgoglio di vivere in una strada normale.
Perché a Via Vodice non si sono rifatti i marciapiedi? Perché non sono stati fatti più larghi per impedire fisicamente la doppia fila? Con delle strade ordinate ed eleganti qualcuno pensa che il malcontento aumenti, invece di diminuire?
E' questione di strategia, appunto. Una cosettina che è merce sempre più rara...

lunedì 14 giugno 2010

Non solo interrati


Un bel (speriamo, dai rendering -chiamiamoli così- proprio non si capisce) parking multipiano in una zona asfissiata dalla sosta selvaggia. Una bella corona di uffici sopra. Qui il parcheggio interrato non si è potuto fare: hanno provato ad andare giù, sotto quelle fondamenta che vedete e che finalmente prendono corpo, ma han trovato una sorta di villaggio romano in piena regola con tanto di strade e case. Niente da fare: qualche mese di ritardo e la soprintendenza ha sentenziato: "meglio sotto una coltre di cemento armato che niente" e allora ha autorizzato a coprire tutto a costruire sopra. Meglio di niente. Ma, anche qui, che gli oneri concessori servano a salvare le strade intorno dal degrado, dall'arredo urbano stile Cairo, e dalla sosta anarchica. In questa porzione di XVI Municipio (stiamo giusto un metro di qua di Ponte Testaccio, precisamente qui) sono in costruzione forse davvero 1000 nuovi posti auto: significa dovere (dovere!) avere il coraggio di togliere la sosta da un sacchissimo di strade. Ad esempio in tutto il distrettino (delizioso) di Via Giovanni da Castel Bolognese e traverse. Vedremo nei prossimi giorni anche gli altri cantieri della zona...

venerdì 11 giugno 2010

Parcheggione di Via Giulia: niente reperti, avanti ruspe!


Ah bhe: niente scherzi eh. Qui sotto non c'è niente. Affacciandosi nel cantiere lo si vede anche meglio. E allora avanti non adagio, ma spediti sul parcheggione di Via Giulia. Ad un patto però, che si segua il ragionamento che abbiamo impostato nel post di ieri.
Cosa diceva? Questo: i pup, quando arrivano, scavano, richiudono, inaugurano e collaudano bhe proprio a quel punto devono avere già determinato un cambiamento in meglio della qualità della vita di chi ne vive a vicinanza il cantiere.
A Via Giulia le azioni da fare sono chiare. Ora quasi tutti odiano questo cantiere, bene è sempre così. Ma domani se con gli oneri concessori del cantiere (e con un briciolo di buona volontà) si riuscisse, chessò, a riqualificare (ma a riqualificare veramente) Via Giulia, Via del Pellegrino e Via di Monserrato (con realtive traverse) voi non penserete che la percentuale di cittadini contrari al (e ai) pup potrebbe decrementare dall'iniziale 100% almeno ad un buon 75%? Vi pare un risultato da poco? No davvero. E allora bisogna mettere su una piccola filiera. I lavori pubblici (allargamenti di marciapiedi, paletti anti sosta selvaggia, orecchie in curva, segnaletica di qualità, percorsi pedonali protetti) deve essere evidente che è il gestore del parcheggio -assieme al Comune- a farli.
Devono essere fatti così bene e devono trasformare così massicciamente la vita di quel o di quell'altro Rione (ma ve la immaginate una Via dei Banchi Nuovi senza auto in sosta selvaggia???) da generare non solo un bricolo di consenso in più dello zero iniziale, ma soprattutto invidia. Sì invidia. Invidia da parte di altri quartieri. Dobbiamo -è questa la strategia che Pro Pup Roma propone- arrivare ad un punto in cui si costituiranno comitati di quartiere per chiedere dei pup, non per abolirli. Perché l'arrivo del parcheggio deve portare in automatico l'arrivo di benessere, tranquillità, meno stress, più decoro e più soldi. E a quel punto in tutta la città si potranno trovare alleati.

giovedì 10 giugno 2010

Un Macro Cambiamento

Forse non tutti sanno che il bel Museo di Via Nizza ha sotto di se un capiente parcheggio da 180 posti auto. Ancora non aperto, ma ci auguriamo a breve. Questo per dire cosa? Questo per dire che la opportunità deve essere sfruttata. E subito.
Vi spieghiamo come la pensiamo: i cittadini, salvo eccezioni come noi, si incazzano se gli fai un cantiere sotto casa. Dopodiché si incazzano ancora di più se questo cantiere ha come fine la realizzazione di un parking perché hanno strane convinzioni, pensano che porti traffico, che danneggi il palazzo e, come diciamo sempre, temono di non poter più usufruire di sosta a ufo vita natural durante.
Ora avere dei cittadini già pre-incazzati è una grossa chance. Non c'è, infatti, nessuno da fare incazzare visto che partono tutti con il pregiudizio. Ecco perché la nascita dei parcheggi (pup o non pup) dovrebbe essere una occasione non d'oro, ma di platino per riqualificare seriamente alcune strade. Non stiamo parlando di spendere cifre esorbitanti che non ci sono, ma di impiegare gli oneri concessori in maniera seria e marcando davvero la differenza tra il prima e il dopo.
Vogliamo dire: non importa se il cittadino si incazza o non si incazza se la strada dove abita, dopo l'arrivo del pup, gliela si pedonalizza. Tanto è già incazzato di suo per il cantiere e anzi. Se per il cantiere sono incazzati 100%, quando alla fine del cantiere, pur "costretti" ad acquisire un posto auto, si ritroveranno un quartiere riqualificato, probabilmente la percentuale scenderà di molto. Se non altro perché non può salire.
I parcheggi interrati devono cambiare, radicalmente, il loro intorno. Se intorno continuerà a restare il degrado, l'anarchia e la sosta selvaggia allora, ovviamente, avranno sempre ragione i cittadini che hanno subito anni di disagi senza che nulla cambiasse.
Sotto il Macro c'è un parcheggio? Bene, si pedonalizza Via Alessandria. Vantaggi? Per tutti. Chi abita ha una strada che diventerebbe uno dei più eleganti boulevard della città. I commercianti aumenterebbero, di molto, i loro introiti checché ne dicano. Il valore delle case andrebbe ancora più su. I gestori del parcheggio guadagnerebbero da una strada che, essendo completamente priva di sosta, ti obbliga a cercarti un posto sottoterra. (tantopiù che in questa zona, oltre al parcheggio del Macro, è pieno di autosilo sebbene troppo cari).

I pup -le aziende si devono impegnare in questo senso perché ne va del ritorno del loro investimento e del senso stesso delle infrastrutture che vanno a costruire- quando arrivano su un territorio lo devono cambiare. Devo creare isole felici per anziani, bambini, coppie con passeggini, portatori di handicap. Solo così i pup potranno iniziare ad avere reali sostenitori civici, solo alleandosi con la parte migliore della città. Quella parte della città che non ha il suv BMW e non pretende di parcheggiarlo sul marciapiede pena un'onta di giorni e giorni...

mercoledì 9 giugno 2010

Un altro piccolo risultato

Pro pup blog è un "prodotto" editoriale di nicchia. Una chicca per pochi che già sta facendo arrabbiare molti (basta vedere i commentatori invidiosi che qui e altrove già stigmatizzano il nostro lavoro che invece, purtroppo per loro, è inattaccabile sotto ogni punto di vista perché parla solo di civiltà e di buone pratiche europee). Ma è un gioiellino che sta già ottenendo dei risultati.
Guardate un attimo qui, nel sito della società CamEdilizia. Cosa notate nel linguaggio di questo comunicato che annuncia l'imminente partenza dei lavori in Largo Vercelli per un nuovo parcheggio? Il linguaggio utilizzato vi dice qualcosa?
Esatto: proprio così! Si tratta di terminologie e approcci che possiamo tranquillamente considerare in qualche modo "colpa" di questo blog. Per la prima volta, forse, una società che si appresta a costruire un parking sotterraneo non è costretta a giocare in difesa, ma attacca a viso aperto; parla di "parcheggione" per quanto riguarda l'altro suo progetto a Via Giulia (d'altronde è un parcheggione, che male c'è!?); si rivolge in prima persona a quella cricca vergognosa di cittadini che non vuole cambiare, che non vuole entrare nell'occidente, che si è adeguata a vivere in questa ignobile periferia nord del Cairo e vuole farci vivere pure tutti noi.
Anche se riuscisse a fare solo questo, Pro Pup Roma, avrebbe ottenuto il suo risultato: far cambiare atteggiamento alle ditte, far "passare" dei concetti che fino a ieri sembravano assurdi e che invece è assai facile dimostrare essere normali, applicati dovunque fuorché da noi. Ci vorrà forse ancora un po' di tempo, ma la mentalità -ve lo promettiamo- cambierà da così a così. Non riuscirete, cari primitivi nemici di Roma, a farci vivere ancora a lungo in questa porcheria. Non riuscirete ancora a lungo a mistificare. Non riuscirete ancora a lungo a far credere ai cittadini che la normale, normalissima costruzione di posti auto interrati è "speculazione". La finirete davvero ben presto di parcheggiare in seconda fila, sulle strisce, in curva, di fronte agli scivoli per gli handicappati.
Ve ne farete una ragione. E ci ringrazierete tanto.

martedì 8 giugno 2010

Triplo schifo nel IX Municipio


Quello che nel IX Municipio sta capitando riguardo ai parcheggi interrati del progetto PUP ha dell'incredibile e dell'increscioso. Si sta verificando infatti una saldatura tra il peggio della cittadinanza, il peggio della politica e il peggio dell'imprenditoria del quartiere per ostacolare la civile realizzazione di parcheggi interrati, come capita in tutto il mondo occidentale civilizzato.

Il peggio della cittadinanza perché ormai i cittadini che combattono contro i PUP neppure fanno finta di essere a favore del mezzo pubblico, contrari alle automobili di proprietà, in preoccupazione per l'archeologia. Niente di tutto ciò. Ormai lo dicono chiaro come noi avevamo previsto da mesi: non vogliamo i PUP perché tolgono posti abusivi in superficie e ne creano di regolari -però a pagamento- sotto terra. Insomma, unici in Europa, i cittadini romani pensano di potere ancora a lungo abbandonare la propria auto a ufo sul suolo pubblico senza pagare pegno alcuno. Realmente inaudito.

Il peggio dell'imprenditoria perché la protesta dei cittadini si è fusa con quella di una cricca di origini molisane che rappresenta quelle famiglie che gestiscono a cifre stratosferiche le autorimesse sotto i palazzi. Quei parking da 300 euro al mese che molti cittadini sono costretti giocoforza ad affittare. Ebbene questi signori, riuniti sotto una associazione che si batte contro i PUP, si stanno letteralmente cagando addosso prevedendo nel quartiere l'arrivo di parcheggi veri, europei, occidentali che toglierebbero se non il lavoro per lo meno la possibilità di lucrare su cifre inaudite.

Non poteva mancare il peggio del peggio del peggio della politica. A questo consesso si è infatti unito Giordano Tredicine, consigliere comunale rampollo della nota famiglia che con i famigerati camion-bar (e gli altrettanto famigerati caldarrostai famosi per le castagne più care del pianeta terra, vista l'assenza totale di concorrenza) deturpa ogni angolo della città storica, archeologica e monumentale. (In realtà, poi, alla cattiva politica si è aggiunta anche la maggioranza del IX Municipio, con Susi Fantino che così ci ha dato una cocente delusione).

Ecco la trimurti che oggi si riunirà in un Centro Anziani (e dove senno') di Via La Spezia per dare addosso, ad esempio, al sacrosanto PUP di Via Cesena\Via Urbino, in un quadrilatero abbandonato di proprietà demaniale dove la destionazione a parcheggio interrato è la più ovvia non solo per riqualificare e ri-arredare il lotto, ma soprattutto per togliere dalle strade il maggior numero di automobili. Ad oggi in questo quadrante -benché i cittadini sembrino far finta di nulla- è di fatto impossibile deambulare. Le auto sono dappertutto: in seconda fila a rendere pericolosissima la circolazione, in curva e sulle strisce a rendere impossibile girare con carrozzine, passeggini, a precludere ogni possibilità di spostamento ai cittadini portatori di handicap.
Cliccate e ingrandite la foto in alto e guardate la situazione di Via Urbino (a sinistra) e di Via Cesena (a destra). Uno sciame di auto ricopre tutto. Doppie file, auto in curva che così evadono il pagamento delle strisce blu. Brutturia dapertutto. Ecco cosa vogliono perpetrare i comitati del No-Pup. Vogliono che questa città marcisca ancora cent'anni nel caos, nel disordine, vogliono che continui ad essere in cima al record dei record delle morti per le strade (spesso dovuti alla doppia fila), vogliono che continui ad essere la città delle buche (che non si riescono a ricoprire per l'impossibilità di dislocare la sosta per poter fare lavori a fondo), vogliono che continui ad essere la capitale più sudicia d'occidente (perché con tutte queste auto in sosta è impossibile pulire realmente strade e marciapiedi).

Ricordatevelo: sono in cattiva fede. In cattivissima fede. Le persone per bene del IX Municipio si ribellino a chi vuole uccidere questa città già moribonda e facciano comprendere all'amministrazione comunale e municipale che la maggioranza silenziosa dei cittadini è favorevole alla modernizzazione della città. Alla sua trasformazione in un luogo civilizzato, dove esiste un diritto a camminare, a correre, a respirare, a girare con una valigia al seguito, con una carrozzina o con un passeggino. E non solo a parcheggiare a sbafo.

lunedì 7 giugno 2010

Trent'anni per tornare normali. Quando iniziamo?

Un testo che non deve mancare in nessun buon blog destinato alla sosta. L'autore è il professore Giacomo Vaciago, economista di razza e il contenuto si commenta da se. Quello che chiediamo è solo la normalità, solo che le strade tornino a servire per ciò che sono state inventate. Chiediamo troppo?


TRENT'ANNI PER TORNARE NORMALI

Gli storici sono divisi, ma la versione più accreditata è questa: fu la sera del 12 marzo 1949, quando G. R. rincasando si accorse di aver perso le chiavi del garage della sua bella casa di via Scalabrini. Non potendo fare diversamente, parcheggiò l'auto vicino al marciapiede, ed entrò in casa. L'auto passò la notte in strada, e la cosa fu notata. Qualche giorno dopo, capitò ad un altro automobilista di lasciare la macchina ferma in strada: si chiamava F. B. e la sua auto all'improvviso si ruppe. F. B. la spinse vicino al marciapiede e andò a cercare un meccanico. L'auto restò lì ferma molte ore, e la cosa fu notata.Nei giorni successivi, uno dopo l'altro furono diversi gli automobilisti che per un qualche motivo, a volte anche ragionevole, lasciarono la loro auto parcheggiata in strada, anche per più giorni. La cosa dapprima stupiva alcuni, che non avevano mai visto nulla di simile. Ma poi la gente si abituò al fatto che qualche auto stesse parcheggiata in strada e il numero delle persone che lo facevano continuò ad aumentare. A fine anno, già si contavano 12 persone che avevano comprato l'automobile senza avere il garage in cui tenerla: avevano visto altri che parcheggiavano in strada; nessuno aveva protestato; e quindi avevano pensato che la cosa fosse lecita.Non solo a Piacenza, ma un po' in tutta Italia: più al Nord che al Sud; più nei centri storici che nei paesi, il numero delle auto parcheggiate in strada cominciò ad aumentare. E se all'inizio era successo solo di notte, quando peraltro transitavano poche auto; dopo un po' ci fu anche chi lasciava l'auto parcheggiata sotto casa durante il giorno. Per farla breve, nel giro di qualche anno la nuova moda si diffuse in tutto il paese. Le case automobilistiche migliorarono le vernici reclamizzando che le loro auto non richiedevano garage e rimesse; mentre i Sindaci cominciarono a stabilire delle regole per la sosta delle automobili: non si poteva parcheggiare sui marciapiedi; non in curva, non in doppia fila, etc. etc.Tutte regole che prima o poi finirono con l'essere ignorate dagli automobilisti, che ormai avevano capito l'importanza del lasciare l'auto ben in vista, e stavano non solo parcheggiando sempre nella pubblica via; ma financo trasformavano i vecchi inutili garage in negozi e uffici, che era anche meglio perché col ricavato si poteva comprare un'auto in più da tenere in strada. Così essendo andate le cose negli ultimi 60 anni, come ne usciamo e torniamo normali? Cioè torniamo a usare le strade e le piazze per lo scopo per cui furono costruite: per muoversi, e non per farne un enorme parcheggio! Anche perché lo spazio per tutte e due le cose proprio non c'è: se lasciate in strada le auto ferme, tendono a fermarsi anche quelle che in realtà vorrebbero muoversi. Ed una circolazione sempre più ostacolata dalle altrui auto ferme è la prima causa del degrado della vita urbana, dall'aria inquinata a tutto il resto! E' chiaro che i rimedi non saranno né facili né rapidi, perché troppi sono i cittadini che hanno preso l'abitudine di parcheggiare le loro auto sulla pubblica via, e avendolo fatto per tanti anni sono convinti di averne ormai il diritto (come se anche le pubbliche vie fossero usucapibili, alla stregua dei beni privati?..). Basta vedere cosa sta succedendo a Milano, dove l'amministrazione comunale ha provato a costruire parcheggi e garage, quasi sempre incontrando la feroce resistenza di quanti preferiscono andare avanti come finora. Guai a fare garage in piazza S. Ambrogio, perché possono ridurre il pregio di quella Basilica! Meglio andare avanti come finora con quella bellissima chiesa affogata in un osceno mare di auto parcheggiate. Qualcuno è mai andato a messa nella cattedrale di Vienna o all'Opera nel teatro di Monaco, in Baviera: com'è che austriaci e tedeschi in ambedue i casi hanno liberato le piazze dalle auto, facendovi sotto capaci garage? Quando incominceremo a imparare dalle "buone pratiche" altrui? Ma come dicevo, dopo 60 anni di errori non si possono fare miracoli, e bisognerà quindi stabilire un lungo periodo di tempo - diciamo 20 o 30 anni - di duro lavoro, per ripristinare la normalità. E' però importante che si riparta con i principi giusti: l'automobile è un bene privato, che può usare le pubbliche vie, ma non vi può essere parcheggiata. Come succede al frigorifero o alla lavatrice quando li comprate: vi vengono consegnati, ma poi non li tenete sulla pubblica via, ma in casa vostra. Sono beni privati e come tali vanno trattati: non oso pensare a cosa sarebbe successo quella sera del 12 marzo 1949 se G. R. avesse lasciato in strada il frigorifero! Ci vorranno magari trent'anni, ma almeno decidiamo quando quel periodo inizia, cioè da quando entra in vigore il principio che nessuno può comprare un'automobile se non dichiara dove la parcheggia, fuori dalla pubblica via. Almeno la smetteremo di aggravare il problema, come ancora stiamo facendo, ogni anno aggiungendo più auto alla circolazione (si fa per dire?.) di quanti nuovi garage e parcheggi siano stati nel frattempo costruiti. E una volta iniziato quel periodo, ad esempio di 30 anni, decidiamo anche che ogni anno si elimina un trentesimo di spazi oggi occupati da auto in sosta e lo si restituisce ai cittadini che la strada la vogliono usare per muoversi o magari per fermarsi a far la spesa in un negozio o per bere un caffè in un bar. Abbiamo rovinato i nostri centri storici trasformandoli in giganteschi parcheggi all'aperto e adesso scopriamo che non possiamo neppure più entrarvi a fare la spesa, perché l'inquinamento ce l'impedisce.
Giacomo Vaciago

giovedì 3 giugno 2010

I cantieri che ci preoccupano

Sono tre, in questi giorni, i cantieri che stiamo monitorando e che ci preoccupano non poco. Quello del megaparking sopra la stazione, quello di Lungotevere Arnaldo da Brescia e quello dietro San Giovanni dei Fiorentini. Tutti e tre erano partiti di gran lena, ma ora sembrano fermi. Che notizie avete? Siete in possesso di dritte? Di foto?

martedì 1 giugno 2010

Per la serie "facciamo blog di successo"

Con malcelata soddisfazione vi mettiamo a partito del primo importante articolo che la stampa cittadina ha dedicato a Pro Pup Roma. Una bella pagina del Corriere della Sera uscita ieri che ci mette al confronto con la faciloneria dei no-pup rispetto ai quali, c'è da ammetterlo, ci facciamo una gran bella figura.
Soprattutto perché emerge dall'analisi del giornalista -il prestigioso Ernesto Menicucci- il totale disinteresse e la totale buonafede da parte nostra. E, purtroppo, l'egoismo sfrenato di chi vuole continuare, pur di continuare a scroccare suolo pubblico, a posteggiare in mezzo alla strada.
Invitiamo tutta, davvero tutta la stampa a fare come il Corriere della Sera: ascoltare le ragioni degli uni e le ragioni degli altri. E offrire a tutti lo spazio per esprimersi: non solo a chi, comodamente, dice di no, no e ancora no continuando a puntare ad un obbiettivo evidente e lucido. Mantenere questa città al di fuori del mondo civilizzato e dell'Europa.
Dopo www.degradoesquilino.com, www.romafaschifo.com, www.cartellopoli.com, www.bikesharingroma.com ora anche www.propuproma.com si avvia ad un successo che serve e servirà ad aprire gli occhi a quanti più cittadini possibile sui temi reali e profondi che possono trasformare Roma in una città normale.