mercoledì 12 maggio 2010

Ecco il quartiere dove i parcheggi non occorrono. Seconda puntata

Ed eccoci, come promesso ai già parecchissimi lettori di Pro Pup Roma (il tema è caldo, c'è poco da fare!), con la seconda tranche del nostro reportage dal quartiere Flaminio.
Ricordatevi che in questo quartiere (secondo la follia davvero senza fini dei comitati di quartiere) i parcheggi interrati non servono. Restano invenduti. Sono speculazioni. I posti auto non mancano, perché costruirne di interrati.
Avete visto? Già, i posti non mancano in superficie, è vero. Ma al prezzo di rinunciare completamente al suolo pubblico. Al prezzo di consegnarlo completamente alle auto. Rinunciando ad avere marciapiedi, ad avere verde, ad avere arredo urbano, ad avere attraversamenti pedonali.
Ecco, rinunciando a tutto questo, in effetti, nuovi posti auto regolari non servono. Continuando a comportarsi da assassini della sosta, in effetti, non servono poi moltissimi stalli in reagola. Basta trasfigurare la città come non è trasfigurata alcuna altra città d'Europa.
Dunque a Via Guido Reni, a Piazza Mancini, a Via del Vignola, a Piazza Gentile da Fabriano NON si facciano parcheggi: come vedete dalle foto i posti non mancano, nuovi parcheggi non servono.
Ma annatevene un'altra volta affanculo, va là...








7 commenti:

  1. I NO PUP sono dei dilettanti, compresi gli architetti e ingegneri che li seguono.

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  2. Ma chi vi dice che costruendo i PUP si risolvono i problemi di parcheggio in strada? Chi può permettersi il box auto lo usa per comprarsi la seconda o la terza macchina da parcheggiare lì dentro (lasciando le altre per strada) o, nellla peggiore delle ipotesi, fanno diventare il box una cantina lasciando la macchian ben parcheggiata sul marciapiede in strada! Aprite gli occhi!

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  3. All'anonimo del secondo commento, dico: mai sentito parlare di posti a rotazione e abbonamenti mensili?

    QUESTI sono i parcheggi interrati che dovete ESIGERE, non i box in vendita.

    Dire NO a prescindere denota solo malafede.

    E te lo dice uno che paga 150 euro al mese di garage (via Tripoli), e lo trova assolutamente normale.

    Claudio.

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  4. L'anonimo ha ragione. Ma non ha capito quale è la nostra filosofia: gli oneri concessori devono servire per rifare gli arredi urbani delle strade e dunque per togliere dalla superficie la sosta selvaggia.
    Dunque chi mai farebbe una cantina nel box, sapendo per certo di non poter più parcheggiare a cazzo di cane in superficie? A quel punto il box assumerebbe di nuovo tutto il suo valore, molto più di una cantina.

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  5. ..peccato che non si realizzano parcheggi interrati di soli posti a rotazione o ad abbonamenti mensili altrimenti non ci sarebbero guadagni per chi li costruisce... e visti i prezzi a cui li vendono secondo la vostra filosofia togliendo i posti in superfice e costringendo la gente a comprarsi i box chi non può permetterselo deve rinunciare anche alla macchina che così diventerebbe un lusso per pochi e non un mezzo essenziale per chi è costretto a lunghi spostamenti per andare ad esempio a lavoro in una città come la nostra ancora povera di traporto pubblico. Tutti vorremmo una città libera dalle doppie fie e dagli incivili che parcheggiano sui marciapiedi ma non è costringendo la gente a comprarsi un box per svariate migliaia di euro che la ottieni, anche perchè ci sarà sempre chi (la stragrande maggioranza) non potrà permetterselo ed allora sarà solo l'ennesima dimostrazione che questa capitale va bene solo per i ricchi

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  6. Non capisco quale sia il problema di fare parcheggi con posti misti box privati/rotazione. Si fa così ovunque ed è anche il criterio con cui è fatto il multipiano di via Tripoli. Chi costruisce parcheggi non è una ONLUS.

    Chi ha i soldi e la voglia si compra il box a 80.000 euro, chi (come me) i soldi non li ha, paga l'abbonamento mensile per mettere l'auto nei posti a rotazione/abbonamento ...che nel caso di via Tripoli sono ben 300... e quasi tutti vuoti, visto che la sosta selvaggia a viale Libia/Eritrea è gratis e consentita!

    Per cui ribadisco la ricetta: parcheggi con posti a rotazione/abbonamento, e legnate sui denti di chi parcheggia in divieto.

    Purtroppo questa amministrazione non sembra avere alcun interesse nel perseguire questi obiettivi.

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  7. Non solo questa amministrazione... E' proprio nella cultura romana il parcheggio "a ufo". La colpa è radicata in decenni di anarchia nella segnaletica orizzontale della sosta. La stragrande maggioranza delle strade non aveva delimitazioni. Pertanto, nella mente del burino medio, accanto ad un qualsiasi pezzo di marciapiede era lecito. Arrivare a capire che la linea continua bianca a bordo strada/marciapiede, poi, fosse sinonimo di divieto di sosta...Figuriamoci. Secondo me lo sanno veramente in pochi.

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