lunedì 31 maggio 2010

Come sfruttare il parking del Mercato Testaccio?




Procedono alacremente i lavori del Mercato Testaccio nuovo, di fronte al ex Mattatoio all'angolo con Via Galvani. Ne abbiamo già parlato qualche giorno fa. Ma quello che ci preme è capire cosa potrà succedere dopo. Cosa potrà succedere quando i posti auto, centinaia, saranno pronti nel sottosuolo del mercato. Si sfutterà l'occasione riqualificando Testaccio e rendendolo finalmente vivibile oppure si perderà l'occasione lasciando i box vuoti e all'esterno l'attuale caos molesto della sosta selvaggia governata h24 dal racket dei posteggiatori abusivi?
E come fare se si volesse scegliere la strada virtuosa? Semplice, in due mosse. Occorrerebbe in prima battuta -il progetto è già pronto e giace nei cassetti dell'Ufficio Città Storica- pedonalizzare tutta Piazza Orazio Giustiniani, riqualificarla e renderla impermeabile alla sosta. Si creerebbe così una vera piazza, una vera area di rispetto di fronte all'entrata del Macro Testaccio. Lo stesso bisognerebbe fare su tutto il perimetro del Mattatoio fino all'ingresso della Città dell'Altra Economia.
Ma non basta. Per sfruttare davvero la possibilità che dà il parking che è in via di ultimazione un'altra azione sarebbe possibile e auspicabile: liberare completamente dalla sosta Via Galvani, se non tutta almeno la sua metà che va da Via Zabaglia a Piazza Giustiniani. Riqualificandola, allargando il marciapiedi e lasciando esclusivamente lo spazio per il passaggio del flusso di traffico in un senso e nell'altro. In un attimo, semplicemente eliminando la prepotenza della sosta selvaggia e la mafia dei parcheggiatori, Testaccio cambierebbe volto. La violenza che ne contraddistingue le notti scemerebbe e si comprenderebbe, a Roma, che il termine movida ed il termine violenza sono sinonimo soltanto da noi, per il semplice fatto che se ad un ragazzo consenti di fare tutto senza mai redarguirlo, senza porgli limiti, senza mettergli paletti, allora crei una persona violenza. Se permetti a qualcuno di parcheggiare senza sanzione e senza limiti fisici davanti ad uno scivolo per handicappati, non ti puoi meravigliare che poi abbia un coltello a serramanico da usare alla bisogna dopo il decimo drink...

mercoledì 26 maggio 2010

Se il galoppatoio galoppa a vuoto


Entro la fine di marzo sarà pronto il progetto definitivo per l’ampliamento del parcheggio del galoppatoio a Villa Borghese”, fin qui Sergio Marchi (nel suo blog) nientedimeno che nel febbraio del 2009. OVviamente non si è fatto nulla: ne progetto, ne cantiere. Siamo a metà del 2010 e, visto lo scandaloso silenzio caduto su questa ennesima promessa non mantenuta (a seguito della totale e impedonabile follia di interrompere il cantiere per il parcheggio del Pincio), l'assessore all'immobilità ha ritenuto opportuno esternare qualcosa: "Si chiuderà prima dell'estate la conferenza dei servizi con la firma dell'ordinanza che dara' il via ai lavori, da parte della Fondazione Saba Abertis, per la realizzazione del parcheggio di Villa Borghese, mentre i lavori cominceranno all'inizio dell'autunno". Appuntamento dunque il primo Ottobre in punto con le ruspe nel megaparking sotto il galoppatoio? Abbiamo i nostri dubbi, anche se ce lo auguriamo.
Ce lo auguriamo, per la verità, con una certa freddezza poiché è evidente a tutti l'inutilità del provvedimento. Il parcheggio Abertis sotto a Villa Borghese non è mai full, a che serve dunque un aumento dei posti disponibili?
Per riempire un parcheggio come questo ci vorrebbe una strategia di civiltà che purtroppo non c'è. Ci vorrebbe la volontà di farci fermare i torpedoni (che invece sempre il buon Marchi sta brigando per raddoppiare, con un provvedimento -il Piano Bus- che sarà l'ennesimo disastro di una amministrazione che ormai è difficile anche aggettivare), ci vorrebbe la volontà di farci parcheggiare almeno una metà delle auto che quotidianamente ingombrano i marciapiedi, le corsie preferenziali, le strisce pedonali di Via Veneto. Una strada che è diventata infrequentabile, inguardabile, inpasseggiabile. Dove i negozi non si rendono conto che stanno andando in fallimento proprio per la sciatteria con cui si lasciano ingombrare tutti gli spazi dalle lamiere.
E pensare che basterebbe qualche buon paletto ben posizionato per eliminare spazi per la sosta selvaggia, alimentare il giusto business del parcheggio spagnolo e per restituire a Via Veneto la civiltà, il decoro, l'ordine e la pulizia che merita. E pensare che basterebbe dichiarare di volere utilizzare gli oneri concessori del nuovo cantiere per trasformare Via Veneto e stade circostanti in zone normali, civili, facendola finta di tenerle come enormi autorimesse all'aperto come sono ora. Oggi, fuori dalle rampe del parking di Villa Borghese, quasi giù giù fino ai passaggi a livelli di entrate, prospera la sosta selvaggia: questo deve essere fisicamente impossibile, e lo si può fare con poca spesa. Affinché chi deve sostare, lo faccia solo dentro al parking.
L'assessorato ai trasporti non sembra minimamente intenzionato a far nulla in questo senso.

martedì 25 maggio 2010

Cosa succede nel XX Municipio?

Davvero incorreggibili i cittadini del XX Municipio. Davvero la quintessenza del generone di romanord tutto evasione fiscale e partite su 'scai'. I loro quartieri potenzialmente molto belli sono ridotti a enormi campi rom a causa delle lamiere che ingombrano ogni spazio disponibile, eppure non appena si cerca di risolvere una situazione incresciosa, togliendo le auto dalle piazze e dalle vie, loro si inalberano. Ce ne dà contezza quasi quotidianamente l'ottimo VignaClaraBlog, quotidiano online di Roma Nord che documenta (purtroppo non condannando, come ci aspetteremo da dei blogger attenti, preparati e lucidi) quasi ogni giorno la rivolta contro le infrastrutture che tenteranno nel medio periodo di togliere dal pubblico suolo automobili brutte, inquinanti, ingombranti e assai pericolose.
Succede a Piazza Jacino, uno slargo che potrebbe essere un salotto e che invece i cittadini lottano a spada tratta affinché rimanga un polveroso parcheggio a cielo aperto. E succede pure a Via Cortina d'Ampezzo, dove si riesce addirittura a polemizzare quando -è storia dei giorni scorsi- parte il cantiere di un parcheggio che consentirà la creazione di un bel parco pubblico laddove oggi vi sono indecenti praterie abbandonate.

lunedì 24 maggio 2010

Piazza Navona all'Eur



Al Castellaccio, tra l'Eur e il Torrino, sta nascendo un nuovo quartiere. C'è un grande centro commerciale chiamato Euroma, ci sono uffici di grandi multinazionali come la Microsoft e la British American Tobacco. C'è il ministero della Salute, ci sarà la Provincia di Roma (in un grattacielo disegnato da Studio Transit), il Palazzo della Mobilità e una torre residenziale da 120metri.
Ebbene il tutto nasce, se dio vuole, su una piattaforma di parcheggi che potranno ospitare migliaia e migliaia di automobili. Tutto ciò consentirà, ad esempio, di realizzare tra i due grattacieli una grandissima piazza pedonale delle dimensioni di Piazza Navona. Con l'unica differenza che Piazza Navona pedonale non lo è più presa d'assalto com'è -specialmente dopo il 'nuovo approccio' dell'attuale amministrazione- dalla sosta selvaggia. Tanto nessuno li multa: hanno la scusa che in zona non ci sono parcheggi

venerdì 21 maggio 2010

Le nostre riflessioni per il week end

Ma guarda un po', le scemenze che dice Pro Pup Roma hanno ampia cittadinanza anche sul principale quotidiano del Paese, ma che strano. Eppure è così. Leggete insieme a noi questo bell'articolo di Maurizio Donelli a margine della decisione del Comune di Milano di comminare multe a strascico (passa la volante della Municipale, gira un filmato e poi, tornata alla base, sbobina e multa tutti) per combattere la doppia fila.
Donelli imbastisce a tratti un ragionamento impeccabile, che può essere oggetto delle nostre riflessioni per il week end...

giovedì 20 maggio 2010

Le Olimpiadi dei parcheggiatori


Qualche folle si è permesso di candidare Roma, la capitale più degradata d'occidente, una delle primissime al mondo per la verità, a ospitare i Giochi Olimpici del 2020. Evabbeh, la frittata è fatta. I Giochi, secondo i primi progetti, avranno il loro fulcro al Foro Italico, perché dopo sessant'anni da Roma1960 la capitale e il paese non sono riusciti a costruire nessun'altra infrastruttura degna di nota. Rifaremo le Olimpiadi negli stessi ambienti costruiti dal Fascismo, incredibile.
Ancor più incredibile che, salvo miracoli, si ripeteranno le scene viste durante i Mondiali di Nuoto quando gli appassionati di tuffi e altre discipline si sono dovuti battere con i parcheggiatori abusivi che "controllavano" le migliaia di auto piazzate in sosta selvaggia attorno agli impianti sportivi.

Vedrete: non si doteranno di parcheggi questi stadi neppure nel 2020 (e neppure nel 3000!!!). Qualcuno ci spiegherà che non è bene scavare perché ci sono dei pini e perché la zona è tutalata, perché il fiume è vicino e perché vi sono delle architetture storiche. La sosta selvaggia e le decine di parcheggiatori abusivi, però, sono bene accetti da tutti. Senza alcuna protesta...

mercoledì 19 maggio 2010

Sotto il mercato

Oggi a Buongiorno Regione, contenitore mattutino di notizie sulla città edito dal Tg3, si parlava di mercati rionali. Qualcuno tra gli intervistati, per grazia di dio, ha dichiarato che sotto ai pleatici romani (oltre cento, manco fossimo in una megalopoli dell'Asia Minore!) sono necessari piani di parcheggi interrati, che solo così questi spazi possono tentare una vera risposta ai centri commerciali fuori città.
Qui sopra le immagini dei lavori al Nuovo Mercato Testaccio, che sta rispondendo a queste esigenze. Ma non è tutto così facile come sembra: dopo la costruzione dei parcheggi i banchisti dei vari mercati (è successo a Via Angelo Emo o a Ponte Milvio) si lamentano perché i clienti non possono più sostare in divieto di sosta (sì, a Roma ci si lamenta perché si impedisce alle persone di delinquere), mentre siamo sempre in attesa che, anche qui dove non ci sono alberi ne palazzi, se ne esca qualche sedicente comitato di quartiere a dire che il parking è una speculazione e che danneggia qualcosa.
Fondamentale, poi, quando si vanno a scavare parking interrati sotto i mercati rionali, impedire, tutt'intorno, la sosta selvaggia. Ecco come rilanciare, perdavvero, la spesa in questi posti: renderli belli, puliti, igienici, privi di caos. Delle vere piazze urbane, pedonali però, non intese alla romana con clacson, cagnara e maghine in nona fila.

martedì 18 maggio 2010

Liberiamo l'Eur dalle auto


Mentre i lavori per la Nuvola di Fuksas procedono alacremente, mentre stanno per iniziare quelli dei palazzi di Renzo Piano, mentre l'Acquario (e i suoi parcheggi, di cui abbiamo già parlato) sta materializzandosi, un urlo straziante proviene da quel dell'Eur. E' il grido di Pasquale Calzetta, presidente del XII Municipio, il quale si dice preoccupato per i parcheggi che dovevano esserci e non ci saranno più. Aiuto!
Cosa sta succedendo? Non sarà mica che il cantiere di Renzo Piano è concepito senza parking sotterranei!? Non sarà mica che la Nuvola di Fuksas non avrà i suoi milmille posti interrati? E poi non era previsto un bel parcheggione sottoterra in Piazza Marconi anche per poter liberare il più possibile la spettacolare Eur dalle automobili? Chi sa qualcosa, parli...

lunedì 17 maggio 2010

Gli alberi? Bhe, basta massacrarli con stile


Chi l'ha detto che gli alberi sono la scusa per tutti i comitati di quartiere per non far muovere una mosca sotto casa loro. Niente di più falso. Basta avere, come dire... stile, e gli alberi si possono distruggere a piacimento, sbatacchiare, fratturare, massacrare, stressare e probabilmente uccidere. Certo se fate tutto questo, magari involontariamente, costruendo un parking regolare, allora apriti cielo. Se invece lo fate posteggiando per strada, magari in divieto, bhe, allora c'è tutt'un altra tolleranza.
Ce lo dimostra il post di oggi del nostro Degrado Esquilino. Bhe, che ne dite a riguardo? Ci avevate mai pensato?

venerdì 14 maggio 2010

Una riflessione per il finesettimana...

La domanda è molto semplice. Perché Place Vendome, la più rappresentativa piazza di Parigi (ma potremo considerare altre piazze della capitale francese) è tutta pedonalizzata e preclusa alle auto e ha sotto di se un parking sotterraneo con tanto di rampe mentre per Piazza Farnese non può essere così, mentre per Piazza di Spagna no può essere così, mentre per Piazza Navona, per Piazza della Repubblica, per Piazza del Popolo, per Piazza Venezia non può essere così?
E' davvero solo una questione di archeologia. E' davvero vero che una città nel 2010 auto-delibera una eutanasia civile per se stessa solo e soltanto per rispetto di alcuni reperti del passato? E' solo questo il punto? O c'è una questione culturale?
E se c'è una questione culturale quale è la cultura migliore. Quella francese che pedonalizza le piazze mettendo le auto nel sottosuolo o quella romana che per non intaccare il sottosuolo lascia le piazze alla merce' del caos, del malaffare, dei parcheggiatori, della malavita, dell'inquinamento e del pericolo per la circolazione?

giovedì 13 maggio 2010

Col sorcio in bocca


Un mega parcheggio in Viale Giulio Agricola (con oltre 250 posti a rotazione, oltre ai soliti box) ci fa venire l'acquolina in bocca. Significa avere finalmente la motivazione politica e la leggittimazione tecnica di stroncare la doppia fila su Via Tuscolana che è una vergogna mondiale.
Certo è che se le ditte che realizzano questi posti auto si fanno pizzicare col sorcio in bocca a violare i patti è ovvio che poi si crei un sentiment negativo verso i parcheggi. Se c'è questa dannata sensibilità verso gli alberi (sensibilità che non c'è verso i pedoni che muoiono a centinaia ogni anno in questa città a causa della sosta selvaggia in superficie) bhe, allora va accondiscesa. Le ditte devono rispettare le regole e gli accordi e non farsi trovare in castagna perché questo non danneggia solo loro, ma tutto il movimento pro-pup e pro-civiltà.
Alle ditte che realizzano i pup è richiesta la massima correttezza e la massima trasparenza (abbiamo consigliato già da tempo ad alcune ditte di realizzare dei siti web ad acta, dedicati al singolo parcheggio, ad esempio www.parcheggiogiulioagricolaroma.com o qualcosa di simile, che permettano a tutti i cittadini di leggere i vantaggi, le tecniche costruttive, apprezzare i rendering e quant'altro). Anche a causa di una mancanza di trasparenza ora i lavori a Viale Giulio Agricola sono stati -speriamo per poco- sospesi. Cui prodest?

Quanto a noi scriveremo a Legambiente. E cercheremo di capire come può avallare chi ostacola la costruzione di infrastrutture che esistono in tutti i paesi. Specie in quei paesi ecologici e civili che Legambiente porta sempre come esempio. Se una istituzione come Legambiente Lazio non esprime coerenza, proveremo a farglielo notare.

mercoledì 12 maggio 2010

Ecco il quartiere dove i parcheggi non occorrono. Seconda puntata

Ed eccoci, come promesso ai già parecchissimi lettori di Pro Pup Roma (il tema è caldo, c'è poco da fare!), con la seconda tranche del nostro reportage dal quartiere Flaminio.
Ricordatevi che in questo quartiere (secondo la follia davvero senza fini dei comitati di quartiere) i parcheggi interrati non servono. Restano invenduti. Sono speculazioni. I posti auto non mancano, perché costruirne di interrati.
Avete visto? Già, i posti non mancano in superficie, è vero. Ma al prezzo di rinunciare completamente al suolo pubblico. Al prezzo di consegnarlo completamente alle auto. Rinunciando ad avere marciapiedi, ad avere verde, ad avere arredo urbano, ad avere attraversamenti pedonali.
Ecco, rinunciando a tutto questo, in effetti, nuovi posti auto regolari non servono. Continuando a comportarsi da assassini della sosta, in effetti, non servono poi moltissimi stalli in reagola. Basta trasfigurare la città come non è trasfigurata alcuna altra città d'Europa.
Dunque a Via Guido Reni, a Piazza Mancini, a Via del Vignola, a Piazza Gentile da Fabriano NON si facciano parcheggi: come vedete dalle foto i posti non mancano, nuovi parcheggi non servono.
Ma annatevene un'altra volta affanculo, va là...








martedì 11 maggio 2010

Il parking nell'autoparco. Succede a Via Siria

La Torre dell'Angelo, attivo blog del IX Municipio, ci aggiorna sui lavori in corso di un particolare PUP, quello di Via Siria. Si tratta di un grosso progetto (attorno ai 300 posti) che prevede il restauro di uno storico autoparco comunale (giusto oltre il ponte di Piazza Zama) e la realizzazione di altri posti interrati. Pare, a leggere questo blog, che il cantiere proceda abbastanza alacremente e dunque speriamo che presto gli abitanti di queste disgraziate strade -per quanto riguarda la sosta- abbiano a disposizione più posti legali e meno posti abusivi. Il IX Municipio, capitanato dalla volitiva Susi Fantino, ha infatti negli ultimi anni proceduto alla realizzazione di molti allargamenti di marciapiedi e orecchie, ma non basta: occorre procedere in questo senso in tutto il territorio municipale in modo da rendere impossibile la sosta abusiva, pericolosa, deturpante.

Per quanto riguarda gli oneri concessori di questo parcheggio, verranno utilizzati per restaurare l'autoparco stesso. Un bel palazzo risalente al periodo tra le due guerre che verrà recuperato ad usi pubblici. Noi avremmo utilizzato i quasi due milioni ricavati, invece, per pedonalizzare completamente Piazza Zama lasciandole solo il traffico di transito e trasformando l'oscena sosta in giardini, parchi, palestre all'aperto (come quella, bellissima, della Pineta Sacchetti), servizi, magari un bell'asilo nido in legno. Togliendo auto e cartelloni abusivi.
Ci vuole poco a trasformare una delle piazze più brutte di Roma, in una delle più belle! Grazie ad un parcheggio.

lunedì 10 maggio 2010

Il quartiere dove i parcheggi non servono

Eccolo a voi, signori, il quartiere-dove-non-servono-altri-parcheggi. Siamo nel II Municipio, quello che dovrebbe essere il più chic ma con il piccolo particolare di essere abitato da asini. Siamo tra Via Guido Reni e Via del Vignola. Le strade che non devono ospitare altri parcheggi perché "non serve", perché "qui da noi posto si trova, non ci stanno probbbblemi di parcheggio". E certo, non ci stanno no: se mettete le macchine a membro di segugio e poi la multa non arriva manco provocandola in tutti i modi, sfido che non vi sia alcun problemi.
Avete visto che roba immonda? Macchine sulle strisce, addosso agli alberi, aggrappate sui marciapiedi come mitili allo scoglio, la vergogna arriva di fronte al Maxxi... Qualcuno interrompa questo scempio; qualcuno provveda subito.
E visto che le foto erano tantissime, domani la seconda puntata... Dal quartiere dove i parcheggi non servono perché ce ne son già troppi...
Li mortacci vostra!









venerdì 7 maggio 2010

Il comitato alla piastra e le nostre deduzioni in rosso...


APPELLO ALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE,
AI PARTITI, AGLI ENTI RESPONSABILI DEL PROGETTO PIASTRA



La stazione Termini è da sempre collegata con una rete di trasporto pubblico costituita da 2 linee metro e decine di linee di autobus e tram: uno snodo urbano dove ogni giorno transitano molte migliaia di persone che arrivano da fuori Roma come da ogni parte della città.
Tale rete di servizi pubblici è quotidianamente messa in crisi dalla invadente presenza delle automobili private su tutta la rete stradale di accesso e la riduzione della circolazione (eh no, è qui che vi sbagliate; occorre ridurre non tanto la circolazione, ma la sosta. E' quella che ostacola il trasporto pubblico!!!) automobilistica appare come indispensabile per salvaguardare la vivibilità di tutta la zona.

La costruzione di un parcheggio multipiano sopra i binari della stazione Termini, il cosiddetto Progetto PIASTRA, della capienza di 1400 posti auto e 180 moto, rappresenta l’ennesimo intervento a favore del trasporto privato a danno di quello pubblico e peggiorerà la già problematica accessibilità alla stazione (impossibile peggiorare ulteriormente; la tripla quadrupla e quintupla fila già cinge d'assedio la stazione; ma su questo tema -chissà perché- non son nati mai comitati...). Non di “grande opera” si tratta ma di una maldestra e malintesa opera di “valorizzazione” che rischia di ridursi a pura ed esclusiva produzione di un bene edilizio improduttivo, presumibilmente a servizio di un ventilato grande centro commerciale da realizzarsi nell’attuale atrio della stazione (liberato dalla biglietteria).

Il progetto di un’opera pubblica così rilevante per la vita quotidiana degli abitanti avrebbe dovuto essere preventivamente sottoposto al parere della cittadinanza ed essere corredato da un dossier che ne descrivesse l’impatto sull’ambiente in termini di inquinamento atmosferico, rumore, assetto degli spazi pubblici e dell'urbanistica generale della città.
Il parcheggio una volta realizzato determinerà:
1) un grave ed irreversibile peggioramento della qualità della vita nelle aree centrali della città e l’avvio di un ulteriore processo di spopolamento ed espulsione dei suoi abitanti per il prevalere di dinamiche speculative; (qui c'è solo da mettersi a ridere!!!)
2) una trasformazione delle attività commerciali con una ulteriore chiusura dei negozi storici e di prima necessità (alimentari, farmacie, tabacchi ecc) a favore di un anonimo centro commerciale; (ci sono alimentari nei dintorni della stazione? Non ci risulta. Magari ce ne potrebbero essere allorquando finalmente vi saranno posti auto per fermarsi regolarmente)
3) l’aumento del traffico, il peggioramento della qualità dell’aria, l’aumento dei tempi di percorrenza di tutte le linee che collegano il resto della città alla stazione. (ma e l'intorno della stazione è già completamente congestionato!)

Al contrario, sarebbe necessario promuovere un miglioramento della qualità dell’ambiente urbano, rafforzando e qualificando il sistema esistente di trasporto pubblico, favorendo la conversione da trasporto su gomma a trasporto su rete a trazione elettrica (tram e filobus) su corsie protette. Il finanziamento pubblico di 82 milioni di euro per il mega parcheggio potrebbe sicuramente essere speso meglio, non più a vantaggio dei soli imprenditori privati, ma per migliorare il trasporto pubblico risolvendo situazioni critiche che si trascinano da anni. (su questo non c'è dubbio: si può sempre fare meglio)

Alcuni interventi potrebbero riguardare: la realizzazione di una linea tramviaria Termini - San Pietro da anni studiata, questa nuova linea consentirebbe di togliere dalla strada molte decine di autobus inquinanti e di rendere confortevole la circolazione dei cittadini e l’accoglienza dei turisti attraverso il centro storico di Roma, di cui i quartieri adiacenti la stazione fanno parte; oppure il completamento dell’anello ferroviario che da decenni compare nel quaderno delle opere urgenti, indispensabile per attuare il collegamento tra i quartieri periferici dove abitano più della metà dei residenti a Roma. (finalmente qualche proposta seria, ma che c'entra con il no al parking!?)

Chiediamo dunque che i lavori, appena inaugurati, vengano sospesi e che si apra al più presto una vera ed esauriente pubblica discussione sul progetto e sull’uso appropriato dell’ ingente finanziamento pubblico stanziato. (se, bonanotte!)

Comitato Giulemanidatermini
Giulemanidatermini@gmail.com

giovedì 6 maggio 2010

I parcheggi a Colli Aniene


A Colli Aniene si stanno costruendo due parcheggi interrati (box privati) previsti dal PUP. Quello di via M. Ruini è situato tra due giardini pubblici in stato di evidente degrado. Ci è stata fatta ingoiare la pillola dei box con la promessa di riqualificare l´area. Bisogna aspettare i 18 mesi previsti per la costruzione o il Servizio giardini del Comune può provvedere al più presto a potare gli alberi?
Carlo Mariotti


Fin qui una lettera, uscita oggi, sulla cronaca romana di Repubblica. Quello che non riusciamo proprio a capire, però, è perché la costruzione di parking interrati, cosa che accade anzi è già accaduta davvero in tutto il pianeta, sia da noi e solo da noi una "pillola da ingoiare". Perché? Per quale assurdo motivo?
Leggete le proteste dei cittadini e le relative motivazioni in questo articolo. E' sempre e costantemente la stessa storia: vogliono parcheggiare a ufo, a scrocco. Non vogliono pagare per posizionare la loro auto in strada e questo è insensato, imperdonabile e ingiusto. Occorre fare capire a questi cittadini che non esiste alcun diritto di occupare suolo pubblico con la propria automobile senza pagare pegno. Non esiste da nessuna parte e non deve esistere neanche da noi.
Ricordiamo che il parcheggio di Via Ruini consegna al Comune (tramite la società Green Box che lo costruisce) oltre 170mila euro di oneri concessori e che, in superficie, punterà a eliminare (come dettagliato in questo rendering) lo schifo che è attualmente il quartiere. Altroché "i parcheggi non servono...". Certo, non servono se i cittadini richiedono a gran voce di continuare a vivere in una porcilaia di lamiere.

mercoledì 5 maggio 2010

Tutti giù per terra

Anzi no: tutti sotto terra... Vogliamo segnalare ai nostri lettori questo articolo uscito sul prestigioso sito web Lavoce.info. Si tratta di dichiarazioni e analisi per certi verti sconvolgenti per chi crede che i problemi di mobilità di una città si possono risolvere con autobus puntuali e metropolitane capillari. In realtà, quanto pare, non è così. E non è così da nessuna parte. Il trasporto privato (auto e moto) resta in quasi tutti i casi molto, molto più competitivo. E i tanti miliardi di euro necessari per spostare piccolissime percentuali di pendolari dall'auto al mezzo pubblico sovente non valgono la pena.
Resta una soluzione: rendere sostenibile e non deturpante il traffico privato. Nascondendolo. Sia nel transito (ecco perché l'articolo fa cenno a tunnel urbani, meglio se a pagamento) che, diciamo noi, nella sosta. Replicando nel posteggio lo stesso principio che questo studio propone per il traffico: tutto sottoterra e tutto a pagamento.

martedì 4 maggio 2010

Il salotto mancato

C'è la chiesa rotonda di San Bernardo alle Terme; c'è la chiesa di Santa Susanna; Santa Maria della Vittoria; l'Istituto Geologico. Un salotto della città, almeno così dovrebbe essere. In realtà -a causa dell'assenza di posti auto regolari e interrati- questa zona (ma potremmo citare altri mille esempi) è costantemente sommersa da un oceano informe e disordinato di automobili. Un oceano che però non arriva a 100 macchine, forse meno. E allora non si potrebbe, anche qui, provvedere alla realizzazione di un parcheggio -magari di quelli automatici- con l'obbiettivo di togliere tutte le auto dalla strada realizzando un gioiello urbanistico e di vivibilità che, in superficie, potrebbe finalmente essere sistemata con arredi rinnovati, caffe, gazebi, aree per il relax, alberature.
Cosa stiamo aspettando a sistemare questa città? Cosa stiamo aspettando a togliere le auto dalla superficie e nasconderle sottoterra?

lunedì 3 maggio 2010

Osservatorio cantieri: Arco di Travertino




Ventritre milioni di euro. Una bella cifra di cui si parla poco. Sono i soldi che il Comune ha investito per realizzare il grande parcheggio di scambio all'Arco di Travertino che, come vedete, sta procedendo il suo cantiere e fa intravedere la conclusione ad opera della Salini.
Un'opera, dicevamo, di cui si parla poco ma che potrebbe essere cruciale per migliorare la mobilità urbana ed impedire alle auto di superare la barriera dell'Anello Ferroviario e non accedere alla città storica.

I tre piani (e i 900 posti auto) sembrano completati e il cantiere è ormai fuori terra a realizzare le capriate della "piazza coperta" che dovrà dare servizi, aree per i capolinea dei bus, negozi, accesso diretto alla metro e uffici in questa area di grande interscambio.
Il funzionamento di questi grandi interscambi è efficace se, a monte, vi sono i presupposti. Facciamo un esempio che è più forte di mille teorie: se io ho una farmacia a Via Sistina e sono di Albano, oggi me ne parto la mattina presto, sigaretta e autoradio, e mi metto nel traffico, arrivo alle 9 e mezzo a Via Sistina (tanto bottega la aprono gli assistenti) e posteggio in doppia fila tanto le dimensioni della strada lo permettono e nessuno si azzarda a farmi niente, tantopiù che il vigile di zona è amichetto mio.
Ora come convincere a trasformare l'incivile (o troppo pigro) farmacista in un cittadino per bene che si fa in auto solo il tratto Albano-Arco di Travertino e poi piglia la metropolitana fino a Barberini e così, magari, almeno si legge il giornale e non si abbrutisce come sta facendo? Lo si convince, come tutti avrete capito, modificando gli arredi urbani e i controlli a Via Sistina. Incredibile: per far funzionare un parking nel IX Municipio più profondo, occorre agire sui marciapiedi del centro barocco. Incredibile, ma vero tuttavia. Ed ecco l'attività che bisogna fare quando si parla di parcheggi di scambio. 900 posti in più nella prima cintura? 900 posti di sosta selvaggia da eliminare entro l'anello ferroviario! Così i nodi di scambio funzionano e hanno un senso, viceversa sono soldi -tanti soldi- che l'amministrazione ha deciso deliberatamente di buttare via perpetrando una presa per i fondelli che dura da quarant'anni.

Comunque in bocca al lupo a questa grande opera di cui nessuno parla (forse non a caso, in virtù di quanto abbiamo spiegato!) e in bocca al lupo, anche, al quartiere circostante che ci auguriamo benefici dell'intervento con pedonalizzazioni, risistemazioni, nuovi arredi, nuovo verde, nuovi servizi e nuova vivibilità.

sabato 1 maggio 2010

Ancora sul terrorismo dei comitati


Nei siti dei comitati contrari ai parcheggi sono usciti i "risultati" degli incontri delle scorse settimane. Strombazzati dai media, ma presenziati a quanto ci si dice da sparute decine di cittadini preoccupatissimi più che dalla stabilità dei propri palazzi, dalla paura fottuta di non poter più posteggiare a sbafo l'automobile in mezzo alla strada, soprattutto in divieto di sosta.
Tra tutte le documentazioni che abbiamo vagliato vorremmo presentarsi soprattutto questo dossier che, ahinoi, dimostra la cattiva fede e solo la cattiva fede di queste organizzazioni dedite alla salvaguardia della sosta a raso, ormai superstite solo a Roma nelle forme selvagge con cui la conosciamo.
Ecco il dossier, dategli un occhiata e diteci cosa ne pensate. Noi la pensiamo in maniera molto semplice e lo abbiamo già detto: terrorismo. Foto ad effetto, focus sui percentualmente pochi incidenti dovuti agli scavi di parcheggio.
Sarebbe come se noi, cari comitati del no a tutto salvo che al parcheggio abusivo in mezzo alla pubblica via, sarebbe come se noi, dicevamo, facessi un bel dossier con tutte le foto degli incidenti che la sosta a raso provoca a Roma. Si parla di 300 morti all'anno e di diverse decine di migliaia di feriti. Un bel dossier con morti ammazzati, laghi di sangue, coratella varia e ossa spaccate, con motociclisti tagliati in due di netto da un guard-rail a causa dell'ennesima doppia fila. Eh? Cosa ne dite? Sarebbe anche quello un documento efficace e corretto da divulgare?