venerdì 23 aprile 2010

Dove sta il problema?


Senza dimenticarci il solito presupposto secondo cui i comitati del "no" ai parcheggi esistono, gratta gratta, soltanto per un motivo e uno solo: difendere l'assurdo privilegio di commercianti & residenti di posteggiare l'automobile sotto casa (preferibilmente in divieto) senza pagare il becco di un quattrino per questa occupazione di suolo pubblico. Come se lasciare qualcosa di proprio in mezzo alla via sia cosa che si possa fare senza conseguenze economiche per chi la fa. Questa convinzione, questa stortura è peraltro il motivo reale che ha portato alla deriva il tasso di auto-per-abitanti nella nostra città. Oltre 80 vetture ogni 100 abitanti contro le circa 30 delle altre metropoli. E non c'entra niente la metropolitana, vi sono altre città che hanno poche linee ma che non hanno il nostro tasso. E questo esclusivamente perché qui possedere auto non è penalizzante: non si paga pegno, non si fanno contravvenzioni, non c'è un arredo urbano che impedisce la sosta in curva, sulle strisce, in doppia fila.

La vera motivazione per la nascita di questi comitati del "no" è la seguente: loro vogliono continuare così. Detto questo cerchiamo di analizzare cosa dicono, provando con fatica a dar credito a quanto dicono. Ecco qui di seguito i punti che saranno affrontati il 24 aprile al Teatro Colosseo, a margine dell'ennesima riunione anti parcheggi (ma non anti sosta selvaggia). Ecco qualche punto estratto dal comunicato stampa che annunzia la riunione:

1. Altri parcheggi hanno fatto dei danni ai palazzi, dunque anche i prossimi che verranno costruiti faranno danni.
(l'affermazione in questione si commenta da se ed è, tecnicamente, puro terrorismo)

2. E' difficile dialogare, in caso di danni, con le ditte che giuridicamente sono quasi sempre delle SRL con poche migliaia di euro di capitale sociale
(e qui i comitati hanno ragione, all'estero i parcheggi sono costruiti dalle multinazionali delle costruzioni, in Italia questo purtroppo non succede; certo non è un buon motivo per non fare parcheggi, ma è un problema reale. Di sistema)

3. Costruire parcheggi non serve perché dove sono stati già ultimati vi sono i grandi cartelli con "vendesi ultimi box" e sotto agli stessi file di auto in sosta vietata e in quarta fila
(verissimo, ma allora le riunioni e i comitati andrebbero fatti contro la sosta selvaggia, per un arredo urbano che la impedisca e contro la pigrizia dei vigili urbani, non certo contro chi fa parcheggi)

4. I parcheggi del piano PUP non sono pianificati, sono spruzzati a caso sul territorio comunale
(vero anche questo, ma la fame di sosta regolare è talmente, anch'essa, spruzzata sul territorio comunale in maniera omogenea e uniforme -non v'è a Roma una sola area, pure piccola, libera dalla piaga della sosta abusiva- che anche costruire parking interrati realmente a caso sarebbe comunque un'opera di bene per l'ecosistema urbano)


Insomma, cari comitato del no-a-tutto, se questi sono i punti noi vi chiediamo: quale è il problema?

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